venerdì 9 dicembre 2016

mercoledì 7 dicembre 2016

Tanta gente alla XXXVII Fiaccolata di Gallicano

Anche quest'anno c'è stata una grandissima partecipazione alla Fiaccolata di Gallicano. Ecco alcune foto che ho scattato.









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martedì 6 dicembre 2016

Programma Fiaccolata 2016


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Gallicano: premiata Sara Viviani

Ieri sera al Consiglio Comunale di Gallicano il sindaco Saisi insieme a tutta l'Amministrazione ha conferito un attestato di merito a Sara Viviani, che anche se non risiede più nel territorio Comunale, è un esempio e un orgoglio per la comunità. Sara Viviani, fa parte ancora oggi del Consiglio del Gruppo Sbandieratori e Musici di Gallicano, ha dimostrato negli anni serietà e passione, ha insegnato a suonare il tamburo a bambini e ragazzi, ha compattato il gruppo, ne è stata presidente e soprattutto ha partecipato ininterrottamente a 20 Campionati Italiani della Bandiera, portando in alto il nome di Gallicano. Grazie Sara del tuo impegno, della tua passione, grazie della tua gallicanesità.




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La Garfagnana EPIC - di Roberto Ragghianti

Roberto Ragghianti racconta la sua Garfagnana EPIC... da leggere tutta d'un fiato!



Garfagnana Epic 2016 – UNA PICCOLA GRANDE IMPRESA
Le nubi nerissime non promettevano nulla di buono ma già dalla sera precedente, durante il briefing e cena agli impianti sportivi, l’allegra sintonia che si era creata tra tutti i partecipanti e lo staff della Epic 2016, rendevano il clima piacevole e l’aria frizzante. Frizzante di adrenalina e positività.
Tutti eravamo consapevoli di quello che ci attendeva, tutti ci eravamo più o meno preparati per affrontare al meglio questa epica avventura. C’erano state le foto della prima edizione, i commenti di chi aveva già partecipato i consigli dei più esperti.
Ma nulla, di tutta l’aspettativa che uno poteva avere riguardo all’edizione 2016, è stato in confronto a quello che invece è capitato in questi due fantastici giorni passati nel cuore della Garfagnana.
Eravamo tantissimi sotto il gonfiabile in attesa del via. Il cielo reggeva ma era chiaro che non avrebbe resistito a lungo. Fatta la foto di gruppo dall’alto di una gru, il popolo nero/verde della Epic iniziava ufficialmente l’edizione 2016.
Equipaggiati di tutto punto avevamo già protetto lo zaino con il telo anti-acqua, le borracce piene di vitamine e sali minerali, il morale alle stelle. Appena passato il paese di Gallicano la pioggia ha iniziato la sua melodia che ci ha accompagnato quasi per tutto il giorno sferzando di note a tratti temporalesche la magnifica carovana multicolore che si srotolava lentamente lungo i sentieri garfagnini.
Ma le forze c’erano tutte, il gruppo era pieno di energia e le prime salite verso Palleroso, nonostante il fango, le abbiamo divorate senza indugio.
I fotografi stoici ci aspettavano nei luoghi più suggestivi per immortalare il nostro sorriso, le nostre braccia alzate a mo’ di vittoria, i nostri saluti verso non si sa chi.
Nebbia e pioggia.
I paesaggi erano oscurati dalle nubi, i nostri occhi concentrati a cercare la via più facile dove mettere la ruota, salite su salite non facevano sconti a nessuno ma la fatica rende forti e lo spirito di gruppo teneva alto il morale.
Fango e fatica.
Non mollava la pioggia, non mollava la salita e tra un paese incastonato fra le antiche rughe delle Apuane e un particolare ponte in pietra da oltrepassare, i km scorrevano lenti ma inesorabili e tutta la fatica che iniziava ad arrivare alle gambe era smorzata dall’avida fame di bere sentieri e antiche piazze, alberi secolari e bellissimi campanili, arcate ferroviarie di altezze siderali.
Fango e fatica.
Inesorabile si attaccava alle nostre bici, ai pignoni, alla faccia…la pioggia lo lavava via a tratti ma i sentieri riflettevano pozzanghere e la fatica si intravedeva nei muscoli tirati delle gambe, nel continuo cambiare posizione sul sellino…che iniziava a far male.
Sosta.
Campocatino significava ristoro, l’essere a metà della prima giornata, fare un primo rendez-vous sulle proprio condizioni psico-fisiche.
La pioggia e il fango avevano piano piano iniziato a limare tutto il morale altissimo di qualche ora prima. Molti concorrenti erano già stremati e consapevoli di essere appunto solo a metà della prima giornata.
Eppure pareva già un’impresa essere arrivati fino a li.
Qualcuno inizia seriamente a pensare al ritiro.
Io guardo i miei compagni di viaggio, il pensiero di mollare non ci sfiora assolutamente e dopo esserci rifocillati e goduti un po’ della bellezza del posto (nonostante il brutto tempo Campocatino rimane un luogo da sogno) rimontiamo in sella con lo spirito guerriero negli occhi. La Direzione Corsa ci invita ad evitare il sentiero nel bosco, “troppo pericoloso con il fango” ci dicono e quindi da Campocatino si scenderà fino a valle dalla strada asfaltata.
Discesa e salita.
La discesa su asfalto dopo la sosta ci mette un po’ in crisi, è freddo e ci freddiamo le gambe e quando ricominciamo a pedalare ci rendiamo conto che la salita da affrontare è ancora tantissima e un lieve timore ci rabbrividisce il morale. Ma vedere il panorama del Lago di Gramolazzo dall’alto, mentre svettiamo tra un campanile e una piazzetta in pietra di un paese che non so, fa dimenticare subito la fatica e la salita…riprendiamo il ritmo con un cielo plumbeo che al momento non piange ma che non ha ancora intenzione di sorriderci e ci avviamo positivi verso l’Argegna.
Fango e salita.
Non molla il fango, non ci lascia, pedalare nei sentieri fra l’erba è uno sforzo duplice. Ma come dice il detto “si barcolla ma non si molla” e stringendo i denti e divorando i mitici “ciuccini” ci inerpichiamo sempre più in alto.
Ad un certo punto dobbiamo fermarci ad una fontana per ripulire dal fango le bici…catene e pignoni non si vedono nemmeno più e potremmo essere a rischio di rompere il cambio.
Fango e salita.
Inesorabile, fredda, difficile. La salita al rifugio Monte Tondo (1600mt slm) è un vero e proprio calvario. I muscoli cedono, i crampi affiorano, la stanchezza riga i volti e scuce espressioni impossibili. Tanti concorrenti sono sdraiati ai lati del sentiero e si fanno massaggiare le gambe dai compagni. Altri hanno subito danni al cambio, altri sono davvero stremati. La nebbia sale e le ore passano, il freddo inizia a pungere e il rifugio è ancora lontano. La Jeep dell’organizzazione comincia a caricare i primi concorrenti che decidono di mollare. Noi no!!!
E’ dura.
Ogni tornante speri sia l’ultimo e invece nella nebbia compare un ennesima rampa e dietro…ancora un’altra.
I crampi erano arrivati come spade sottili a trafiggere la nebbia e le cosce inzuppate d’acqua, il buio sottile iniziava a farsi largo sulle lame di luce della sera.
Siamo alla EPIC, questa è la EPIC, questo è quello che volevamo affrontare. E qui nasce lo spirito di squadra…chi sta meglio aiuta l’altro, moralmente, ci facciamo forza a vicenda consapevoli di voler arrivare in fondo. I ragazzi dell’organizzazione, ogni presenti, sono pronti ad aiutare e dare un consiglio, hanno sempre la battuta pronta per fare morale, per scaldare i muscoli e il cuore.
E il cuore ce lo mettiamo tutto quando finalmente compare la sagoma inconfondibile di Tondo, il simpaticissimo cane del Rifugio. Le ultime pedalate sono sofferte ma con il sorriso a denti stretti per essere comunque arrivati al secondo e ultimo ristoro.
Al rifugio la lista dei ritirati si allunga come le ombre della notte sul tramonto che dalla vetta domina il mare.
Calore e vigore.
Il calduccio del rifugio e le stratosferiche crostate di Angela sono un toccasana e in un attimo il morale torna a salire come le energie nei nostri muscoli e nelle nostre menti.
Il traguardo è ancora lontano e c’è ancora da affrontare un po’ di salita, il mitico “salto del Gatto” e poi le vertiginose discese nei boschi secolari sopra Sillano. Il tempo stringe e quindi c’è da decidere: e noi si parte!!!
Coraggio e determinazione.
La fatica è enorme, la stanchezza pure, siamo a 8 ore di bicicletta e come minimo ne mancano ancora 2. Affrontiamo concentrati e determinati questo ultimo tratto di questo splendido incontenibile durissimo e tragico primo giorno di questa avventura straordinaria che si chiama Epic.
E così, dopo 10 ore e 20 minuti in sella alle nostre MTB vediamo spuntare all’orizzonte le luci del piccolo villaggio dove passeremo la notte.
Il contachilometri segna 85 km percorsi, 3142 mt di dislivello e 4310 calorie consumate!!!
Meritatissima doccia, preparazione della branda e poi a cena nell’ottimo ristorante che ci ospita dove il clima è allegro e di festa.
Tutti hanno qualcosa da raccontare di questa Epica giornata, tutti hanno i volti segnati dalla stanchezza, tutti hanno negli occhi la gioia di stare insieme e la consapevolezza di aver comunque fatto una piccola grande impresa.
Ma domani è lì, a pochi passi dalla notte e quindi non c’è molto tempo da perdere e quel tempo serve per recuperare energie mentali e fisiche.
Ancora pioggia.
Quando le prime luci dell’alba innaffiano la stanza, rimaniamo subito basiti dal rumore che si sente fuori…piove ancora!!!
L’idea di affrontare un’altra giornata sotto la pioggia è devastante e intanto la direzione gara ci informa che per problemi di impraticabilità, saremo costretti ad una piccola variante sul percorso.
Altri concorrenti, con l’avvento di queste notizie, decidono di dare forfait e non partire nemmeno.
Fatta un’abbondante colazione e preparato i bagagli (che poi l’organizzazione ci riporterà alla partenza) scrutando il cielo iniziamo ad essere un pochino più ottimisti. Ha intanto smesso di piovere e sembra che il tempo possa cambiare.
E così, finito l’appello, la comitiva si rimette in moto e il gruppo (che si è molto assottigliato) parte per il secondo giorno della Epic 2016.
Stare in sella, stamani è veramente un’impresa “Epica”, ma il cielo che a tratti comincia ad essere azzurro, incornicia poche nuvole e tantissimo entusiasmo nel gruppo che inizia ad arrampicarsi verso le creste degli appennini.
Salita e discesa.
E la salita è dura, lunghissima, estenuante, ma i colori che regala il sole attraverso gli alberi, il fresco gorgoglio di piccole cascate che incontriamo lungo il percorso e il tenero frastuono del silenzio nelle selve abbottonate di foglie sono un condimento che rende piacevole il lento dondolare delle nostre bici sulle salite inginocchiate sul dorso delle montagne.
A tratti dobbiamo salire a piedi, con le bici in collo, con il sentiero strettissimo che si arrampica feroce verso il mitico “passo della focerella”. I fotografi ci aspettano e immortalano fatica e sogni, il panorama che ci offre la cresta è illibato di nuvole e denso di pace. E’ bellissimo quassù, un enorme pentolone di colori che ribolle di profumi e ricordi, che ripaga ogni goccia di sudore versata per arrivare fino a qui.
E la discesa è un soffio velocissimo nell’ovatta verde di erba che sembra non finire mai, il sentiero è piccolissimo e insidioso ma è proprio quello che piace a noi bikers. Il percorso è segnato perfettamente, impossibile perdersi, grazie alla bravura e alla meticolosità degli organizzatori.
L’arrivo al rifugio della Bargetana è come entrare di colpo in una scena di un cartone animato della Disney. Il ponticello in legno, il piccolo torrente, il Prado sopra che ispira e protegge, l’erba verdissima e poco sopra il piccolo lago. Manca che arrivi Heidy con la capretta che ti dice “ciao” e saremmo proprio tutti.
Qua e là, lenzuola di neve resistono ancora nelle gole in ombra e riflettono bianchissime, il fresco sapore della montagna.
E’ d’obbligo fermarsi a fare delle foto, mangiare un panino in mezzo a questo contenitore di bellezza. E respirare vita.
Pare di pedalare immersi in un quadro di Monet.
E ancora salita.
Inesorabile, dopo ogni splendida discesa. Ma oggi non c’è la pioggia e non c’è il fango e tutto fila via molto più liscio.
Il morale quindi è veramente alle stelle, anche se la fatica del secondo giorno inizia a dipanare la sua tela che ovviamente affligge i muscoli e lo spirito.
E ancora salita.
Implacabile non finisce mai, ogni piccolo tornante pare portarti in paradiso, ma come si sa, il “paradiso può attendere” e quindi ogni volta appare sempre più lontano e non rimane che concentrarsi e pedalare, concentrarsi e pedalare.
L’arrampicata sul Giovarello lascia senza fiato, ma quando arrivi in cresta tutto ciò che può regalare la vista umana ti è concesso. Da qui puoi sprigionare i tuoi sensi e lasciarti imbavagliare dal vento, puoi svuotare i polmoni in un grido di speranza che si chiama libertà.
E se non riesci proprio a trattenerti, puoi tranquillamente piangere in pace.
Mille brividi accompagnano l’incessante pedalare ad alta quota, gli occhi bevono immagini da sogno e il cuore è un tumulto di emozioni.
E’ tutto troppo fantasticamente e faticosamente bello!!!
E le ore passano, i km più lentamente, ma passano anche quelli e la stanchezza si fa sentire, ma l’adrenalina della consapevolezza di essere comunque a buon punto, inizia a dare dei risultati inattesi.
Mi accorgo che più passa il tempo e più (incredibilmente) sto meglio.
In questo giorno e mezzo ho misurato le forze, la consapevolezza dell’impresa mi faceva stare attento ad ogni sforzo, ho cercato di non farmi prendere dall’euforia del gruppo nei momenti iniziali e ho sempre tenuto il ritmo della tabella che mi ero prefissato.
E ora tutto l’allenamento svolto in inverno, tutte le serate passate sui rulli o a pedalare nella pioggia in primavera, stanno dando i suoi frutti.
L’ultima parte di questo meraviglioso tracciato è in crescendo, i miei due compagni di viaggio e angeli custodi che mi hanno sopportato e supportato in questa splendida avventura rimangono stupiti nel vedere che inizio ad aumentare l’andatura. E così dopo le meravigliose discese verso il passo delle Radici e poi le fantastiche vedute dalle Lame di Capraia fino ad arrivare all’incredibile discesa di Sillico, diventano un impetuoso procedere verso Barga prima e Gallicano poi, dove dopo 8 ore e 20 minuti in sella alle nostre MTB, tagliamo fieri ed orgogliosi il traguardo dell’edizione numero due della Epic.
Ad attenderci, il sorriso dei nostri cari nell’emozione di un abbraccio lungo e intenso insieme alla certezza di aver vissuto un’esperienza davvero unica e la consapevolezza di aver portato a termine una piccola grande impresa…davvero EPICA!!!
Vorrei ringraziare tutto lo staff della Garfagnana Epic, per questa meravigliosa idea che siete riusciti a realizzare. Tutto è stato semplicemente perfetto, e se la nostra Garfagnana è di per se un paradiso assoluto per gli amanti della MTB, per bellezza dei paesaggi, difficoltà dei percorsi, particolarità dei paesini montani, il tocco in più lo avete dato proprio voi, con la vostra professionalità, il vostro entusiasmo e l’amicizia vera che ci avete trasmesso fin da subito.
Ad maiora, cari ragazzi!!!
Roberto Ragghianti
Fonte: Garfagnana EPIC

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lunedì 5 dicembre 2016

Imu 2016: possibile la doppia agevolazione sul comodato ai figli

L’effetto di aliquota agevolata e imponibile dimezzato

Per rispondere al quesito occorre ricordare che fino al 2011, in regime di Ici, i Comuni avevano la possibilità di assimilare all’abitazione principale le unità concesse in comodato a parenti e/o anche ad affini, stabilendone il grado. Ne è scaturito un regime di esonero “a macchia di leopardo”, secondo le decisioni dei singoli Comuni.
Questa disciplina non è stata più riproposta con l’introduzione dell’Imu, nel 2012, per cui è venuta meno la possibilità per i Comuni di assimilare i comodati, passati da un regime di esonero a uno di pagamento in base all’aliquota ordinaria prevista dal Comune. Per evitare aumenti sproporzionati in danno dei contribuenti che prima fruivano di un regime agevolato, diversi Comuni, pur sforniti della possibilità di assimilare i comodati alle abitazioni principali, hanno deciso di prevedere per i comodati aliquote ridotte rispetto a quelle ordinariamente previste per le seconde case.
Successivamente, il Dl 102/13 ha reintrodotto, a partire da luglio 2013, la facoltà per i Comuni di equiparare all’abitazione principale le unità immobiliari e relative pertinenze, escluse quelle classificate nelle categorie catastali A/1, A/8 e A/9, concesse in comodato dal soggetto passivo dell’imposta, limitata però a parenti in linea retta entro il primo grado che le utilizzano come abitazione principale. La legge di Stabilità 2014 ha confermato tale facoltà, pur introducendo alcune differenze rispetto al 2013, tra cui il parametro della rendita catastale di 500 euro, oltre al limite Isee di 15mila euro.

Il regime dal 2016
Questo regime è durato appena due anni, il 2014 e il 2015, eliminato dal 1° gennaio 2016 e sostituito con una riduzione della base imponibile. Ciò ha comportato inevitabilmente l’impossibilità per i Comuni di percorrere la strada regolamentare per disporre l’assimilazione, nonché l’inefficacia delle disposizioni regolamentari che l’avevano già disciplinata. La stessa legge di Stabilità 2016, in luogo della precedente facoltà di assimilazione, ha introdotto la riduzione automatica del 50% della base imponibile Imu (ma anche della Tasi) per gli immobili dati in comodato d’uso a figli o genitori, nel rispetto però di alcune condizioni che diremo oltre. Resta comunque la possibilità, per i Comuni, di stabilire un’aliquota agevolata non inferiore al 4,6 per mille (in tal senso si è peraltro espresso il Dipartimento delle Finanze con la risoluzione 1/DF del 17 febbraio 2016).

La doppia agevolazione
Pertanto, è possibile che nel 2016 si verifichi una “convivenza” tra l’aliquota comunale agevolata, eventualmente già prevista per i comodati, e il dimezzamento della base imponibile stabilito per legge, sempreché risultino rispettate le condizioni imposte dai Comuni (relativamente all’aliquota agevolata) e dalla legge (per la riduzione del 50%). Per le prime occorre fare riferimento alle decisioni comunali, che per concedere l’aliquota agevolata potrebbero ad esempio prevedere una comunicazione da parte del contribuente. Per la riduzione del 50% occorre invece rispettare le condizioni previste direttamente dalla legge. Oltre al rapporto di parentela di primo grado, la seconda condizione è che l’immobile deve costituire l’abitazione principale del comodatario (nel nostro caso, il figlio del lettore). Inoltre, il proprietario deve avere dimora abituale e residenza anagrafica nello stesso Comune in cui si trova il fabbricato concesso in comodato. Altra condizione riguarda il numero massimo di due immobili a uso abitativo che può possedere il contribuente, posti nello stesso Comune. Il quinto requisito riguarda la categoria catastale del fabbricato in comodato, che non può essere di lusso (A/1, A/8, A/9). Infine, la norma agevolativa impone il contratto di comodato, che deve essere registrato anche se verbale (va utilizzato il modello 69).
Ne consegue che, se il lettore nel 2015 aveva titolo a pagare l’aliquota ridotta prevista per l’abitazione concessa in comodato, anche quest’anno ha diritto a tale riduzione, considerato peraltro il blocco dei tributi che non consente agli enti di aumentare nel 2016 la pressione fiscale e quindi di eliminare le agevolazioni già concesse in precedenza (cosiddetti aumenti “indiretti”).
Se poi sussistono anche tutte le condizioni per applicare il 50% dell’Imu, come sembra di capire dal quesito, il lettore dovrà ricalcolare l’imposta complessivamente dovuta per il 2016, applicando alla base imponibile la riduzione del 50% e l’aliquota agevolata del 4,6 per mille. A tale importo andrà poi sottratto quanto già versato in acconto a giugno e la differenza andrà pagata a saldo entro il 16 dicembre 2016.
 
Fonte: Il Sole 24 Ore - Giuseppe Debenedetto

L’anno scorso ho concesso in comodato un appartamento a mio figlio e ho pagato l’Imu con l’aliquota agevolata del 4,6 per mille, prevista dal Comune. Quest’anno, in sede di acconto a giugno 2016, ho pagato l’Imu nella misura ridotta del 50%, ma senza applicare l’aliquota agevolata. Vorrei sapere se ho fatto bene i calcoli. Preciso di possedere due appartamenti nello stesso Comune: in uno risiedo con mia moglie e l’altro è in comodato a mio figlio che lo utilizza come abitazione principale.
 

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Referendum costituzionale: vince il NO anche in Provincia di Lucca



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sabato 3 dicembre 2016

Fiaccolata, edizione ancora più ricca

La Nazione del 03-12-16 - Fiorella Corti

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venerdì 2 dicembre 2016

"Non Abbiate paura... Mai!!" - sabato 10 dicembre

Sabato 10 dicembre alle ore 21 presso la Sala Guazzelli di Gallicano, la Compagnia Teatrale di Gallicano presenta "Non Abbiate paura... Mai!!"
In occasione della rappresentazione teatrale sarà presentato il nuovo sipario.


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Folclore della Garfagnana 1956-2016 - La Muffrina compie 60 anni

 
Le danze popolari hanno spesso un’origine lontana nel tempo quando, soprattutto nel mondo rurale, in occasione di particolari ricorrenze e festività e legate ai momenti di vita speciali di una comunità le persone si ritrovavano per condividerne la gioia e divertirsi accompagnati dalla musica di strumenti tradizionali tipici dell’area di appartenenza. Oggi, in un mondo che corre sempre di più rischiando di far perdere la memoria culturale del proprio passato, la tradizione locale spesso sopravvive come manifestazione folcloristica in molte regioni d’Italia e del mondo.

E anche su questo tema la Collana Editoriale della Banca dell’Identità e della Memoria dell’Unione Comuni Garfagnana torna a raccogliere un nuovo contributo per la conservazione del patrimonio locale con il contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca. Domenica 4 dicembre alle ore 17.00 presso il Centro Civico di Camporgiano si terrà la presentazione del volume “Folclore della Garfagnana 1956-2016, la Muffrina compie 60 anni” a cura del Gruppo Folclorico “La Muffrina” che ha saputo svolgere un importante e fedele lavoro per conservare vivo questo ricordo del passato, con l’intento di riscoprire, diffondere e tramandare la tradizionale danza popolare della Garfagnana.

Mantenendone colori, ritmi e costumi, che esprimono ed esaltano i valori su cui si fondava la realtà contadina – celebrando la fertilità della terra, la gioia per l’abbondanza del raccolto, la ritualità delle cerimonie o la dolcezza dell’amore – e che, al tempo stesso, rischiano di andare dimenticate e perdute proprio con il superamento di quella realtà insediativa, economica e culturale, i componenti del Gruppo hanno scavato tra i ricordi, le nostalgie, le emozioni di tante persone, raccogliendo testi dialettali, canti, musiche, coreografie e tipologie di ballo, che con la dovuta attenzione agli strumenti musicali ed all’abbigliamento hanno saputo restituire in forma di spettacolo il grande patrimonio artistico-culturale riscoperto e portare sulla scena tanti momenti delle giornate delle nostre comunità.

Nel corso degli anni di attività il Gruppo ha preso parte a molte manifestazioni, sia nella regione che nel resto d’Italia, ed ha partecipato a rassegne nazionali ed internazionali ed a scambi culturali e gemellaggi, facendosi portavoce delle tradizioni popolari e non solo, le tante tournee che il libro ricorda con una ricca documentazione fotografica testimoniano la sua contagiante vivacità che ha fatto conoscere la terra di Garfagnana in numerose parti del mondo. Con il Festival del folclore che dai primi anni settanta vede nel mese di luglio la partecipazione di gruppi provenienti da tutto il mondo con spettacoli di danze e canti del mondo tradizionale popolare, La Muffrina ha favorito il confronto e lo scambio fra culture diverse, nell’ottica della salvaguardia delle identità e della creazione sentimenti di solidarietà tra i popoli, coinvolgendo sinergicamente l’intera comunità di Camporgiano che si stringe per l’occasione intorno all’Associazione.

“E’ per questi meriti e i lodevoli risultati raggiunti nella ricerca che la Banca dell’Identità e della Memoria è orgogliosa di accogliere nella sua Collana Editoriale la pubblicazione di questo volume” – afferma Nicola Poli, Presidente dell’Unione Comuni Garfagnana – “collezionando ancora una volta un importante tassello dell’identità e tradizione locali, trovando nell’iniziativa dell’Unione Comuni Garfagnana un valido strumento di valorizzazione e recupero del nucleo profondo che accomuna tutti i garfagnini che, cogliendone l’importanza, cercano attivamente di dare il loro apporto”.
 

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mercoledì 30 novembre 2016

Il Monte Procinto, di Elio Bonfanti

Questo monte alto 1177 metri ha una forma decisamente singolare in quanto richiama quella di un panettone. Si trova nel comune di Stazzema in provincia di Lucca e le sue pareti, di ottima Dolomia Calcarea, sono perlopiù strapiombanti su tutta la circonferenza. La prima ascensione alpinistica è da datarsi al 1879 ed è da attribuire a Bruni, Bertozzi, Dinelli e Vangelisti che salirono pressappoco dove oggi passa la via ferrata.



E’ separato dal Monte Nona da una spaccatura (Foce del Procinto) e questo intaglio è superabile con un ponticello che permette di accedere ad un bellissimo sentiero panoramico chiamato la Cintura del Procinto. La vetta è facilmente raggiungibile a mezzo della più antica via ferrata d'Italia che con un ardito percorso ne risale il versante sud. L'utilizzo di quest'opera realizzata nel 1893 è stato per molti anni regolamentato e a pagamento in quanto la scala che permetteva di superare la prima parte veniva posizionata solo dietro compenso. 
Dalla piatta sommità la visuale spazia a 360 gradi dal Tigullio alla Corsica consentendo un colpo d'occhio straordinario sul vicino Monte Nona, sulla Pania ed il monte Forato



Il tutto è inserito in un contesto ambientale di rara bellezza e dato che fa parte del Parco naturale delle Alpi Apuane, ci si augura che venga preservato in modo stabile dai rischi ambientali derivanti dalla cavazione del marmo. Attività questa, che ha fatto diventare i fondovalle limitrofi, orribili depositi di inerti abbandonati dentro a fatiscenti strutture a suo tempo dedicate alla lavorazione della pietra.

La zona oltre a numerose ed interessanti escursioni, offre parecchie possibilità anche sotto il profilo storico e culturale tra le quali non per ultima la visita a S. Anna di Stazzema che fu teatro dell'eccidio Nazista del 12 agosto del 1944.

Personalmente ero già stato in zona in occasione di un giro arrampicatorio nel quale avevo riservato più tempo al Pizzo d'uccello, alle torri di Monzone ed alla difficilissima Candalla. Per cui l'ultimo scampolo di energia lo avevo a torto dedicato al Procinto salendovi la via Crudelia.
Certo un posto abbastanza facile per i big ma decisamente impegnativo per i comuni mortali e senza essere ai Mallos de Riglos, la parete strapiomba sempre parecchio. La roccia sino ad una certa difficoltà è straordinariamente ricca di buchi e di clessidre e quindi si riesce a scalare in un modo decisamente divertente in quanto la presa buona la si trova sempre ( o quasi… ).

D’altronde si sa, la Dolomia se da una parte permette una scalata elegantissima dall'altra è sempre fisicamente molto esigente. Il fatto poi che la chiodatura su alcuni itinerari, non sia esattamente da falesia (anche se ho letto qualche polemica sui blog) impone quel poco di attenzione in più che spesso tendiamo a dimenticare a casa. Per carità niente di spaventevole ma quel giusto che alla fine si riverbera sugli avambracci per aver strizzato gli appigli un po più del solito.

Insomma un posto che in quella visita mi lasciò la voglia di tornarci. Occasione colta con l'amico Guglielmo il quale informato dei sonori schiaffoni che avevo preso anni addietro, dopo aver valutato vari itinerari per lunghezza, esposizione e difficoltà mi ha proposto alcune vie dalla gradazione fortunatamente bonaria. Purtroppo la parete è letteralmente tappezzata di itinerari, di varianti e di restyling per cui non è così facile individuare la via giusta ma con un po di occhio alla fine non è poi così terribile. L'entry level scelto è stato la via Luisa o Dolfi Rulli grado V, bellissimo e logico itinerario ma il quinto grado l'abbiamo trovato solo nel bosco della cima. La via successiva sul versante nord del Procinto, (dove la parete sembra essere un po meno ripida) avrebbe dovuto essere un altra realizzazione di questo Dolfi stavolta in cordata con un certo Melucci. Si sembra e basta... In realtà strapiomba come l'altra ed il secondo tiro è un vero capolavoro della natura e di intuizione da parte degli apritori. Il terzo tiro lo abbiamo poi concluso in un diedro strapiombante piuttosto difficile seguito poi da una lunghezza finale sempre molto strapiombante che non aveva nulla a che vedere con le difficoltà dichiarate. Per cui nonostante la combinazione fosse bellissima e a goccia d’acqua abbiamo realizzato in un secondo tempo di aver percorso la via “Effetti Collaterali”. Quando si dice l’occhio!!

Proprio questa ragione mi ha fatto venire voglia di saperne di più sia sul Procinto che sul... Dolfi il quale doveva essere un vero ”manico” considerato che apriva queste vie quasi 60 anni fa.

Così dopo aver fatto una breve ricerca, mi sono accorto che il suo nome ricorreva in moltissime prime salite dal Gran Sasso alle Dolomiti per cui grazie a Carlo un amico Torinese ma Carrarino d’adozione… riesco a parlare al telefono con Roberto Vigiani vero e proprio monumento locale. 
In pochi minuti il gioco è fatto, ottengo il numero di telefono di Giancarlo Dolfi ora non mi resta che usarlo…

Accesso:
Arrivando dalla Versilia si segue la strada che raggiunge l’abitato di Stazzema circa un chilometro prima del paese la si lascia per una strada che parte alla sua destra prima asfaltata e poi sterrata fino quasi al suo termine.
Da qui un comodo sentiero permette di raggiungere in circa 45min il rif. Forte dei Marmi superato il quale si continua passando sotto all’imponente parete del Nona ed in breve si arriva al Procinto.

Stile di arrampicata e periodo:
Lo stile di arrampicata è particolare e la roccia è estremamente propizia all’ arrampicata, infatti anche se il suo calcare è decisamente liscio, è altrettanto ricco di buchi, pertanto ne risulta un’arrampicata molto atletica di grande soddisfazione.
Il periodo consigliato va dalla primavera all’autunno , ma essendo ventilato anche in piena estate è possibile scalare sfruttando le varie esposizioni.

Punti di Appoggio:
Rifugio Forte dei Marmi
Il Rifugio, è raggiungibile a piedi in meno di un'ora di cammino partendo dalla parte alta dell'abitato di Stazzema (sentieri con segnavia 5 e 5 bis), dispone di 25 posti letto, 2 sale da pranzo, Bar, Saloncino, Acqua corrente, Energia elettrica, 2 terrazze panoramiche, locale invernale Teleferica per trasporto merci.
E’ aperto dal 15/06 al 15/09; nei restanti mesi dell'anno è aperto tutti i giorni festivi e prefestivi.
Contatti: TEL. 0584.777051 CELL. 331.3277741 - Gestore: Bonini Arianna
All'Alpe della Grotta mt. 865
Monte Procinto (Alpi Apuane) - Stazzema (LU)

Casa Giorgini B&B
Arrivati a Stazzema proseguire sulla strada sterrata che diventa via via più stretta superata la località Scalette si supera un tornante e si raggiunge il piazzaletto dove lasciare la vettura. Dispone di 12 posti letto e pratica la mezza pensione ottima l’ accoglienza e la cucina locale. Aperto tutto l’anno è realizzato in una stupenda casa padronale degli inizi del 900 si trova a circa 750 mt di quota.
Località Giorgini 55040 Stazzema ( LU)
contatti: TEL. Alberto: 329 22 62 277
Mail: casagiorgini@libero.it
Località Giorgini n°1 (Alpi Apuane) Stazzema (LU)

Bibliografia :
Toscana e isola d’Elba. Di Franceschini e Recchia Versante sud
Arrampicate in alta Versilia. Di Polacci, Barsanti, Angelici,
Guida all’arrampicata sportiva nelle Alpi Apuane meridionali. Pubblicata nel 1996 dal rifugio Forte dei Marmi.

Coordinate GPS
43°59′51.12″N 10°20′05.47″E

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I Rioni: Palio biennale, ancora non è deciso

Il Tirreno del 30-11-16 - Nicola Bellanova

Questo il comunicato copiato e incollato da Facebook.

I Rioni BORGO ANTICO, BUFALI e MONTICELLO, all'unanimità intendono con il presente comunicato, correggere e completare le notizie parziali e imprecise divulgate dalla Pro Loco di Gallicano nei giorni scorsi. A seguito dell'incontro del 21 Novembre riteniamo prematuro e inopportuno un comunicato che parla di decisioni ancora in via di discussione. I presidenti precisano che la proposta di un Palio BIENNALE è ancora un'opzione da valutare (come da verbale), cosa certa è che nel 2017 i Rioni non si impegnano alla realizzazione del Palio per mancanza delle energie necessarie alla gestione e creazione di un grande spettacolo che negli anni è cresciuto e che richiede sempre più impegno, sacrificio e dedizione!
Il problema economico è relativo e ha una dimensione diversa per ogni Rione, pertanto non può essere indicato come l'ostacolo maggiore in questo contesto.
Il Rione BORGO ANTICO da anni propone l'edizione BIENNALE del Palio di San Jacopo, mentre il Rione BUFALI sostiene fermamente la sua disapprovazione alla proposta. Infine il Rione MONTICELLO sta ancora valutando se ritenere plausibile questa opzione, questo indica che, contrariamente a quanto divulgato, non esiste l'unanimità sbandierata. Il regolamento del Palio, per subire variazioni, necessita del consenso dei tre Rioni tutti, cosa che in questo caso non è avvenuta.
Questa spiacevole vicenda giornalistica ha destato preoccupazione in tutti Noi, temendo che questa PREMATURA DIVULGAZIONE abbia minato il rapporto di fiducia che ci ha sempre legato ai Nostri Sostenitori.
La missione di una "PRO LOCO" dovrebbe essere quella di tutelare, rappresentare, promuovere e proteggere le manifestazioni che nascono nel territorio di appartenenza. In questo momento tali propositi sono venuti meno e si è creato un clima di incertezza e smarrimento.
Nella tempesta mediatica una cosa positiva è accaduta: I TRE STORICI NEMICI sono finalmente UNITI e COALIZZATI per proteggere ciò che più AMANO.... il "CUORE PULSANTE" di Gallicano.... IL PALIO. (Doverosa la citazione)
Tutti UNITI ci chiediamo: PERCHÉ TANTA FRETTA???"
Rione Borgo Antico
Rione Bufali
Rione Monticello

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martedì 29 novembre 2016

XXXVII Fiaccolata della Valle del Serchio - Gallicano 7 dicembre 2016


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La Via del Volto Santo: a piedi in Lunigiana e Garfagnana. La guida

Da Pontremoli a Lucca in 9 tappe: è uno dei tanti cammini che nel Medioevo andavano a comporre la Via Francigena. Oggi, attraverso luoghi, borghi, paesaggi, architetture e tradizioni, è nuovamente percorribile.


La Via Francigena è ormai un tracciato ben definito e riconosciuto anche da una guida ufficiale. Ma, ovviamente, come tutte le antiche vie di pellegrinaggio è il frutto di una sintesi di tante varianti che nei secoli sono state percorse da eserciti, mercanti e soprattutto pellegrini in transito attraverso l’Europa e diretti verso i luoghi sacri, Roma e Gerusalemme. Da una di queste varianti nasce il Cammino del Volto Santo frutto del meticoloso lavoro di recupero di un gruppo di appassionati.

L’Appennino è il nodo centrale del fascio di vie che dà vita alla Francigena. Qui si incrociano altri tracciati di collegamento e pellegrinaggio come la Via degli Abati che da Bobbio si ricollega alla Francigena a Pontremoli, e da qui, appunto, il Cammino del Volto Santo che attraversando la Lunigiana settentrionale e la Garfagnana, porta a Lucca dove, a partire dal 752, viene venerata la reliquia del Volto Santo.



Il percorso che parte da Pontremoli segue le posizioni delle antiche pievi: pieve di Sorano (Filattiera), pieve di San Cassiano (Bagnone), pieve di Venelia (Monti di Licciana), pieve di Soliera (Fivizzano), pieve di San Pietro di Castello dove, in Garfagnana, lungo la valle del Serchio, giunge fino a Lucca. L’inizio e la fine del Cammino del Volto Santo sono caratterizzate dalla presenza nelle città di Pontremoli e Lucca di due labirinti simboli del pellegrinaggio medievale. Ora anche questo tracciato ha la sua guida: La Via del Volto Santo – A piedi in Lunigiana e Garfagnana, di Nino Guidi e Oreste Verrini, edita da Le Lettere, racconta nel dettaglio le 9 tappe che, attraverso luoghi, borghi, paesaggi, architetture e tradizioni portano i moderni viandanti da Pontremoli e Lucca.

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lunedì 28 novembre 2016

Il 65% per la persiana al posto della serranda

Vorrei sostituire le mie “vecchie” serrandine con delle persiane in legno. Queste ultime possono beneficiare del bonus sul risparmio energetico quali elementi schermanti? All’Enea basta fare una semplice comunicazione con il modello F? In questo caso non bisogna comunicare i dati del miglioramento energetico ottenuto?

La detrazione Irpef del 65 per cento (ex articolo 1, comma 74, lettera a, della legge 208/2015, di Stabilità per il 2016; si veda anche la guida al 65% su www.agenziaentrate.it) si applica anche per il 2016 con riferimento all’acquisto e alla posa in opera di schermature solari (deve trattarsi degli impianti di cui all’allegato M al Dlgs 29 dicembre 2006, n.311), tra i quali rientrano le tende esterne, le chiusure oscuranti (come anche le persiane del caso di specie) e i dispositivi di protezione solare in combinazione con vetrate con specifici requisiti di trasmittanza termica. Anche per le schermature solari è necessaria l’asseverazione dell’intervento, che può essere sostituita dalla certificazione dei produttori (come per gli infissi e le caldaie con potenza inferiore a 100 kW).
Non è necessario l’attestato di certificazione energetica (come per i pannelli solari). Entro 90 giorni dall’ultimazione dei lavori sarà sufficiente inviare all’Enea la sola scheda informativa (modello F, ex Dm 11 marzo 2011), senza indicare il miglioramento energetico, ma inserendo le caratteristiche della persiana in base alla certificazione del produttore.
 
Fonte: L'Esperto Risponde - Il Sole 24 Ore

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domenica 27 novembre 2016

Sbandieratori di Gallicano: rinnovo Consiglio Direttivo biennio 2017-2018


Oggi, 27 novembre 2016, si sono svolte l'elezioni per il rinnovo del Consiglio Direttivo del Gruppo Sbandieratori e Musici di Gallicano per il biennio 2017-2018. Questi sono stati i risultati:
  • BALDACCI GIULIO 31
  • BIAGIONI GIULIA 8
  • CASTELLI CARLO 25
  • CASTELLI OTTAVIO 17
  • PIERI IACOPO 35
  • PINOCCI ALESSANDRO 35
  • SANTUCCI VALENTINA 17
  • ULIVI MARCO 37
  • ULIVI PAOLO 22
  • VIVIANI SARA 34

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Sensibilizzazione raccolta differenziata: pile e batterie


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