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lunedì 23 gennaio 2017

Terremoto, trentadue anni fa la grande paura in Garfagnana

23 gennaio 1985: dopo una scossa registrata in mattinata, il Tg1 delle 20 annunciò che c'era la possibilità di un forte sisma nelle 48 ore successive. Molti abitanti si spostarono a Lucca o in Versilia e tanti altri dormirono nei treni, negli autobus e nelle auto.



Il 23 gennaio 1985, trentadue anni fa, è una data che difficilmente la Garfagnana può dimenticare. L’anno si era aperto con eccezionali nevicate e un freddo polare che aveva colpito tutta l’Italia ed aveva portato anche alla chiusura per due giorni delle scuole.
In valle si era registrato qualche piccolo terremoto, scosse di assestamento con le quali gli abitanti avevano imparato a convivere. Anche quella mattina, alle 11:10 la terra aveva tremato, epicentro in Appennino. Alle 20 tante famiglie erano riunite per la cena, le tv sintonizzate sul Telegiornale di Rai Uno. Verso la fine sullo schermo si vide una mano che allungava un foglio al conduttore il quale lesse in diretta un comunicato della Protezione Civile che alcuni in Comuni della Garfagnana, che vennero elencati con strane assenze ed accenti sbagliati, sussisteva la possibilità di una forte scossa di terremoto nelle prossime 48 ore. Buona serata e sigla.
Lo stupore e lo smarrimento furono enormi. Nessuno sapeva bene cosa fare. Era la prima volta al mondo che si cercava di prevedere un terremoto (e della cosa si interessarono subito anche i giapponesi). Non ci furono scene di panico, ma in tanti fuggirono verso la Versilia e Lucca, i distributori esaurirono le scorte di benzina, i telefoni andarono in tilt.
Quasi tutti passarono la notte all’aperto (sotto un diluvio) o in case ritenute sicure. In poche ore partì la macchina dell’emergenza.
Da Pisa e Livorno arrivò l’esercito che montò tende da campo in diversi punti con posti letto e cucine, alla Stazione di Castelnuovo venne allestito un treno speciale ove passare la notte, i volontari si rimboccarono le mani cercando di offrire assistenza ai più anziani e bisognosi, gli ospedali di Castelnuovo e Barga erano in stato di massima allerta. E iniziarono a circolare le notizie, false, più disparate. Come quella che dava per certo l’arrivo di centinaia di bare pronte all’uso in caso di necessità. 48 ore di attesa, che scivolarono via senza alcuna scossa tellurica e senza episodi di isteria collettiva.



Terminato l’allarme, tutti, Ministro della Protezione Civile Zamberletti in testa, elogiarono il comportamento della popolazione. Ma non andò così ai livelli più "alti". Il direttore dell’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia, Enzo Boschi, fu criticato, e Zamberletti stesso venne accusato di procurato allarme.
Per la macchina dei soccorsi, però, fu l’occasione per un’esercitazione in grande stile che gettò le basi per un percorso di consapevolezza del rischio sismico nella Valle e della necessità della prevenzione. Quella, oltre alla previsione sbagliata, fu la grande fortuna della Garfagnana che in trenta anni si è posta all’avanguardia nel sistema di prevenzione e monitoraggio dei terremoti, grazie anche alla rete di volontariato che si è sviluppata nel tempo.
Tanto che, l’allarme del 1985 si è ripetuto quattro anni fa, sempre a gennaio. Questa volta fu il Comune di Castelnuovo che, a seguito di un comunicato dell’Istituto Nazionale di Geofisica non molto chiaro sulla possibilità di una forte scossa di terremoto, invitò i cittadini ad uscire di casa e rimanere all’aperto. Altri tempi: il messaggio partì su Twitter ed in pochi minuti aveva fatto il giro del mondo. Un cambiamento epocale, rispetto all’annuncio in tv di trentadue anni fa.





Fonte:Il Tirreno - Luca Dini

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domenica 8 gennaio 2017

In missione a Capricchia


Missione compiuta: la Misericordia e la Protezione Civile di Gallicano hanno portato a termine il loro viaggio verso Capricchia, frazione di Amatrice, duramente colpita dal terremoto degli scorsi mesi, alla quale hanno donato il carico di scorte alimentari raccolte negli ultimi giorni grazie alla solidarietà della gente. Una maratona a tutti gli effetti che ha fatto tappa anche al supermercato Conad locale, nella sede della Misericordia e al mercato ambulante e che si è conclusa il 4 gennaio con una cena benefica che ha fruttato ulteriori offerte. 
Al seguito, sui mezzi attrezzati dei volontari, erano stati caricati scatoloni contenenti i più disparati generi alimentari: dal parmigiano alla carne, passando per cibo in scatola e a lunga scadenza per affrontare al meglio il duro inverno fuori da casa, passando persino per il cibo per animali.
Tanti anche i soldi raccolti, donati da privati cittadini, ma anche da associazioni locali e aziende che non hanno voluto far mancare il proprio sostegno alla causa.

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lunedì 21 novembre 2016

L'Aringo - versione digitale del numero 7

In attesa del numero di dicembre 2016, postiamo per tutti la versione digitale del numero 7.
Buona lettura! Clicca qui per sfogliare tutti i numeri de L'Aringo.
 

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mercoledì 9 novembre 2016

Studio rischio sismico edifici pubblici Lucca

Riporto qui un interessante post di Maurizio Bacchini sulla questione terremoto.


Sul sito della Regione Toscana sono presenti molte informazioni relative ai terremoti: si possono trovare ad esempio tutte le mappe del comune di Gallicano con gli studi fatti nel nostro territorio che hanno portato alla stesura delle carte geologiche di microzonizzazione sismica (www.regione.toscana.it), l'effetto del terremoto può essere amplificato o attutito in base al terreno su cui insiste una costruzione, per cui è importante conoscerne la tipologia.
Sul sito si trova anche uno studio fatto sul rischio sismico dei nostri edifici pubblici (www.regione.toscana.it da pagina 85 ci sono quelli censiti nel comune di Gallicano).
Per i vari edifici vengono riportati:
- VSM vulnerabilità sismica edifici in muratura
- VSCA vulnerabilità sismica edifici in cemento armato
- VEL valutazione degli effetti locali dei terreni.
Come si può vedere il Comunello è stato valutato VSM = Vulnerabile 
La ex scuola media è stata giudicata negativamente per VSCA (da questa valutazione scaturì la decisione di spostare le scuole medie prima nell'area artigianale e poi al nuovo plesso). 
La scuola materna di realizzazione più recente (1979-81) è stata invece valutata positivamente.

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lunedì 7 novembre 2016

Detrazioni fino all'85% per la messa in sicurezza antisismica


Detrazioni ricche come il sisma-bonus previsto dalla legge di bilancio 2017 non si vedevano da dieci anni, da quando il 55% sul risparmio energetico veniva rimborsato dal fisco in tre rate annuali. Basta questo dettaglio a dimostrare quanto sia forte la volontà del Governo di dare una spinta alla messa in sicurezza preventiva contro i terremoti. Tuttavia, il pacchetto di agevolazioni delineato dal Ddl ora alla Camera non pare in grado di offrire a tutti i proprietari l’aiuto economico necessario a sostenere i lavori di prevenzione.
Lo strumento della detrazione – tra tanti pregi, compreso il contrasto al sommerso – ha due limiti:
il contribuente deve avere (o farsi prestare) il denaro per pagare i lavori, e solo l’anno successivo – quando presenterà la dichiarazione dei redditi – il fisco comincerà a rimborsargli a rate una quota dell’investimento iniziale, sotto forma di sconto dalle imposte;
se l’imposta non è così “capiente” da assorbire la detrazione, parte del bonus andrà perso.
È chiaro che chi ha le risorse iniziali da investire e dichiara un reddito elevato sfrutterà al massimo le detrazioni extra large. Ma bisogna intendersi su “quanto” dev’essere alto il reddito. Ad esempio, chi spenderà 100mila euro nel 2017 per mettere in sicurezza una villetta in zona 2 con passaggio a una classe di rischio sismico inferiore potrà recuperare in cinque anni il 70% dell’investimento: quindi il bonus sarà di 13.440 euro l’anno. Uno sconto per assorbire il quale serve un reddito di almeno 45mila euro – presumendo l’assenza di altre detrazioni – che sale a circa 46mila per dipendenti e pensionati (che hanno detrazioni ad hoc legate al reddito).
In Umbria il reddito complessivo medio dichiarato nel 2015 è stato di 19.160 euro, cui corrisponde un’imposta netta di 4.255 euro. Mentre nelle Marche e in Abruzzo, altre due regioni ad alto rischio e colpite dagli ultimi terremoti, entrambi i valori sono poco più bassi. Anche ipotizzando un investimento iniziale dimezzato a 50mila euro – e anche riducendo la detrazione al 50% se i lavori non migliorano la classe sismica – il bonus varrebbe 5mila euro all’anno. Come dire: per il contribuente medio di queste regioni l’incapienza è dietro l’angolo e la riduzione del recupero da dieci a cinque anni può persino essere controproducente, perché ingrossa la rata.
Per rimediare, il Ddl di bilancio prevede la possibilità di cedere la detrazione, ma solo per i bonus “maggiorati” per lavori su parti comuni condominiali, ed esclude espressamente la cessione a banche e intermediari finanziari. Quindi bisognerà trovare un soggetto capiente disposto a rilevare il credito d’imposta (magari il genitore che paga i lavori per la casa del figlio). Oppure si potrà proporre all’impresa di acquisire il bonus in cambio di uno sconto sulla fattura: è un’ipotesi interessante, anche se molto dipende da come le Entrate attueranno la norma ed è evidente che l’azienda dovrà a sua volta farsi finanziare per coprire il costo dei lavori.
Un’altra soluzione contro l’incapienza – ora non prevista dal Ddl – è lasciare libero il contribuente di scegliere il numero di rate entro un range prefissato. È già successo nel 2008 per l’ecobonus, ma andrebbe valutato il costo per l’Erario e non sarebbe una soluzione per tutti.
Le cose si complicano per i proprietari che non hanno le risorse per sostenere l’investimento. In questi casi serve un finanziamento che riduca o azzeri l’esborso iniziale. Trovare un equilibrio finanziario sostenibile – a tavolino – non sembra impossibile (si veda l’articolo in basso). Ma si tratta di soluzioni la cui praticabilità andrà provata sul campo. Ancora più complessa è infine la situazione in cui il proprietario, oltre a non avere il denaro, è incapiente, perché qui va trovata anche una strada per “monetizzare” il bonus, cedendolo a privati o all’impresa incaricata dei lavori.

Fonte: Il Sole 24 Ore a cura di Dario Aquaro Cristiano Dell’Oste


Interessante anche questo articolo sempre tratto da Il Sole 24 Ore

Se lo sconto fiscale ripaga il prestito

Quando la capienza fiscale è sufficiente ad accogliere la detrazione, ma non si dispone della liquidità per pagare gli interventi, si può valutare un finanziamento. Considerando tuttavia che, oltre alle “normali” condizioni reddituali e di età richieste al contribuente, il mutuo ristrutturazione – a seconda degli istituti – viene di solito erogato fino a una certa percentuale del valore dell’immobile.
Per semplicità, prendiamo l’esempio di un 50enne, dipendente a tempo indeterminato, che intenda finanziare i lavori antisismici su una casa nelle Marche in zona 2: andrebbe sì a pagare le rate del mutuo, ma potrebbe anche scalare dall’Irpef una parte della spesa. Per un conveniente mutuo quinquennale di 50mila euro con tasso fisso a copertura dell’intera spesa edilizia, il contribuente dovrebbe restituire alla banca ogni anno circa 10.300 euro; mentre con la dichiarazione dei redditi successiva ai lavori si vedrebbe restituiti in forma di detrazione 7mila o 8mila euro, a seconda del “salto” di classe di rischio (cui potrebbe aggiungersi la detrazione del 19% sugli interessi se si ristruttura l’immobile da adibire ad abitazione principale). Con finanziamento decennale, la rata scenderebbe a circa 5.400 euro e sarebbe inferiore allo “sconto” fiscale: ma per il primo anno di rimborso alla banca e dal settimo in poi, rata e detrazione non si incrocerebbero.
E nel caso si volesse (e potesse) chiedere 100mila euro? Con mutuo quinquennale si restituirebbero alla banca circa 20.850 euro l’anno, a fronte di un successivo bonus fiscale di 13.440 o 15.360 euro. Mentre se il finanziamento fosse decennale, le rate annue sarebbero pari a quasi 11.150 euro: anche qui, inferiori all’importo della detrazione ma da versare in dieci anni.

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sabato 29 ottobre 2016

La fiaccolata di Gallicano in solidarietà ai terremotati

A distanza di due mesi la terra torna a tremare tra Lazio, Umbria e Marche, proprio mentre arrivavano notizie rassicuranti sulla realizzazione di alloggi in strutture provvisorie in attesa della ricostruzione dalle zone duramente colpite già dal sisma del 24 agosto, in particolare nei paesi di Arquata, Pescara del Tronto, Amatrice e Accumoli. Più forte è la richiesta della popolazione che chiede di non essere lasciata sola, più la gente della Garfagnana si sente vicina e continua a dimostrarsi solidale nei suoi confronti. In queste lunghe settimane numerose sono state le cene a base del piatto tradizionale di Amatrice, la pasta all’amatriciana, come altre iniziative organizzate con l’obiettivo di fare squadra e raccogliere fondi per i terremotati in tutti i Comuni della Valle e il coinvolgimento delle varie associazioni di volontariato del territorio. 
Così dal piccolo gruppo o frazione, senza nemmeno troppa pubblicità, fino al capoluogo con la realizzazione di manifestazioni di più ampio respiro sono stati fatti notevoli incassi convogliati all’Unione Comuni Garfagnana che per intensificare la catena di solidarietà, ha ulteriormente promosso la realizzazione di uno spot mediatico coinvolgendo tutte le associazioni e le realtà locali che si sono adoperate e si adopereranno alla propria raccolta fondi facendola confluire nel conto unico dedicato al sisma per lanciare il messaggio unitario del progetto Garfagnana. Queste iniziative hanno permesso già di raccogliere fondi per oltre 50.000 euro, per realizzare un progetto concreto che dia alla Città di Amatrice un aiuto tangibile e sono stati presi contatti diretti con l’amministrazione comunale per valutare congiuntamente la tipologia di intervento. 
L’impegno di questa operazione, coordinata dall’Unione Comuni Garfagnana, è di continuare a raccogliere fondi e di andare direttamente a realizzare l’opera sul posto; le associazioni, i tecnici, le amministrazioni della Garfagnana, tutti i volontari, indistintamente, cercano di contribuire con il proprio impegno alla rinascita della città. Le associazioni di volontariato della Garfagnana hanno lavorato con continuità dalle prime ore dell’emergenza a S. Angelo, Cornillo e in altre frazioni di Amatrice, e tutt’ora sono presenti nel supporto e nella gestione dei servizi alla popolazione in parte nelle cucine, in parte al Centro operativo comunale. 
Durante la loro permanenza hanno allacciato relazioni di amicizia con la popolazione locale da cui è nata l’opportunità di invitarne in Garfagnana una delegazione per venire a testimoniare in maniera tangibile la tragica situazione per cui il territorio contribuisce in prima linea. 
“Siamo tutti profondamente colpiti dai nuovi eventi sismici, è fondamentale tenere accesa l’attenzione sul tema, come si evince da ciò che sta accadendo anche in queste ore nelle Marche l’emergenza non è affatto finita - afferma l’assessore alla protezione civile dell’Unione Comuni Garfagnana Francesco Angelini –. Siamo stati chiamati a partecipare al tavolo organizzativo della 37esima edizione della fiaccolata di Gallicano prevista per il 7 dicembre e il Comitato della manifestazione ha deciso di dedicare una parte della relativa raccolta fondi al progetto sisma Centro Italia accogliendo per l’occasione la delegazione di Amatrice. L’evento contribuirà a mantenere alto l’interesse sul tema e sarà anche l’occasione per riattivare la partecipazione di tutte le associazioni di volontariato della Garfagnana alla stessa e riaccendere lo spirito e il valore di Fiaccolata della Valle”. 
Le coordinate bancarie per chiunque volesse continuare a contribuire a questo gesto di solidarietà sono: Iban IT 30 D 03242 70130 CC 1604015326 intestato ad Unione Comuni Garfagnana Sisma Centro Italia.

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giovedì 29 settembre 2016

Amatriciana e focacce leve: versati 3.657 euro per i terremotati

Gallicano per Amatrice il team degli "sfogacciatori" 

Domenica 25 settembre l'evento "I PIATTI NOSTRI Gallicano verso Amatrice" è stato un successo di tutto il paese che ha dimostrato come sempre di avere un cuore grande quando si tratta di solidarietà. Tantissimi i ringraziamenti da fare, nessuno si è risparmiato, grazie ai volontari delle varie associazioni che hanno permesso di mettere in piedi la manifestazione, grazie agli Autieri della Garfagnana, un grazie speciale alle attività commerciali del territorio per aver donato molto di quello che serviva per cucinare, grazie ai volontari che hanno rallegrato i bambini nel pomeriggio, e grazie soprattutto a tutti quelli che sono venuti a pranzo e a cena. 
L'incasso è stato di 4.897 euro, le spese di 1.240 euro, quindi verranno versati sul conto aperto dall'Unione dei Comuni della Garfagnana, per un progetto concreto e diretto da realizzare nel Comune di Amatrice, la somma di 3.657 euro.

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mercoledì 28 settembre 2016

Umberto Mucci nella cucina di un campo nel territorio colpito dal terremoto

Con piacere pubblico il video, tratto da un servizio di Paolo Brosio sulle Olimpiadi della solidarietà. Il gallicanese Umberto Mucci nella cucina di un campo nel territorio colpito dal terremoto.

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sabato 24 settembre 2016

venerdì 23 settembre 2016

Amatriciana e fogacce leve, giornata di raccolta fondi per il terremoto a Gallicano

E' tempo di solidarietà per Gallicano, solidarietà verso le popolazioni colpite dal terribile terremoto del 24 agosto. Amatrice, il paese colpito duramente dal terremoto, entra nella piazza dei gallicanesi. In piazza Mercatale domenica (25 settembre) nel centro della tradizionale fiera, i volontari di tante associazioni di Gallicano insieme agli autieri della Garfagnana cucineranno I piatti nostri, pasta all'amatriciana e fogacce leve, in un'ideale scambio culinario.
Il sindaco Saisi e Mauro Giannotti, responsabile della protezione civile dell'Unione dei Comuni della Garfagnana, hanno avuto l'idea di organizzare un'iniziativa culinaria a Gallicano durante la consueta fiera di settembre coinvolgendo l'associazione autieri della Garfagnana e il volontariato di Gallicano.
David Saisi dichiara soddisfatto: "Gallicano come sempre ha risposto aprendo le braccia - dice - inventandosi un menu che valorizza i piatti tipici dei due paesi. Un gemellaggio culinario che si potrebbe anche realizzare veramente.
I volontari sarebbero molto felici, quando l'emergenza terremoto si sarà un pò stabilizzata, di andare a fare le nostre fogacce leve proprio ad Amatrice, suggellando un'unione dei piatti che contraddistinguono i due paesi. Sarebbe molto bello".
Tutto il ricavato sarà versato sul conto corrente con Iban IT 30 D 03242 70130 CC 1604015326, intestato all'Unione dei Comuni della Garfagnana Sisma Centro Italia 2016 per realizzare concretamente un progetto che verrà definito dalla protezione civile dell'Unione della Garfagnana direttamente con il Comune di Amatrice.
"Invitiamo tutti - conclude il sindaco - a gustare I piatti nostri, pasta all'amatriciana e fogacce leve. L'iniziativa partirà dalla mattina alle 10 fino a tarda serata, quindi potete pranzare, cenare e farvi anche una merenda. Sarà presente anche un area per bambini con giochi di legno e dalle 16,30 alle 18, la Baby Dance con le ragazze di Lucia Lucchesi. Vi aspettiamo".
Individualmente o attraverso i vari tipi di associazioni presenti le persone della Garfagnana hanno contribuito con donazioni o partecipando alle moltissime attività ed eventi di volontariato che si sono svolte nelle ultime settimane e che proseguiranno in quelle future, permettendo di raggiungere, ad oggi, la somma di 30mila euro.

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martedì 20 settembre 2016

I Piatti Nostri - Gallicano verso Amatrice

 
Amatrice, il paese colpito duramente dal terremoto, entra nel cuore di Gallicano.
In piazza Mercatale (Gogli), domenica 25 settembre, nel centro della tradizionale Fiera, i Volontari di Gallicano insieme agli Autieri della Garfagnana cucineranno "i piatti nostri", Pasta all'Amatriciana e Fogacce Leve, uno scambio culinario per intrecciare i cuori.
Gustatevi i PIATTI NOSTRI, sarete partecipi di un progetto per la ricostruzione di Amatrice, un paese che potrebbe essere il nostro.
Tutto il ricavato sarà versato sul conto corrente dell'Unione dei Comuni della Garfagnana per realizzare concretamente e direttamente un progetto che verrà definito insieme al Comune di Amatrice.

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venerdì 26 agosto 2016

Terremoto Centro Italia: non servono cibo né vestiti, meglio sms solidale

Protezione civile: non servono cibo né vestiti, meglio sms solidale.


«Chiedo di non inviare cibo né indumenti, non abbiamo carenze, il modo migliore di aiutare è l’sms solidale al 45500» ha affermato Fabrizio Curcio, capo della Protezione civile.

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La Garfagnana per il sisma del Centro Italia 2016

Conto corrente per versamenti a favore della popolazione colpita dal sisma del 24 agosto 2016.
  • IBAN: IT30D0324270130CC1604015326
  • Intestazione: Unione dei Comuni della Garfagnana
  • Causale: Sisma Centro Italia 2016

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sabato 12 dicembre 2015

Il terremoto del 7 settembre 1920 - Dal diario dello Zampogna

"L'Aringo - Il Giornale di Gallicano" - anno 1 numero 3, Settembre 2015.

Dal diario dello Zampogna (Gino Biagioni)



Il giorno 7 di settembre 1920 alle ore 7 e minuti 56 del mattino, venne in tutta la Garfagnana e Lunigiana una violentissima scossa di terremoto, che devastò tutti i paesi. Facendo crollare case, nelle quali rimasero parecchie vittime. 
Tanta della popolazione, al momento del terremoto, era fuori ai lavori della campagna, e per questo pochi furono i morti in tutta la zona del terremoto.
Se fosse avvenuto questo 3 o 4 ore prima i morti sarebbero stati a migliaia perché molte furono le case rase al suolo, mio padre e mia madre così dicevano: per quanto ne sappiamo noi è stato proprio il lavoro dei campi che ha risparmiato tante vittime altrimenti sarebbe stato un disastro, e sempre avevano qualcosa che concludeva. 
Vedete che qualche volta Dio s’è ricordato anche di noi poveri bifolchi? 
Il lavoro delle campagne fa alzare presto al mattino, e mentre tu lavori sopra di te c’è Dio, il celo (cielo, ndr) e loro non ti vengono addosso.

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domenica 7 settembre 2014

7 settembre 1920 - 7 settembre 2014: terremoto in Garfagnana

Il terremoto di oggi, 7 settembre 2014 alle 12:45 (ora italiana), è avvenuto al confine tra le province di Pistoia, Lucca e Modena, ad una profondità di 12 km. La magnitudo Richter (ML) è stata stimata pari a 4.0, valore calcolato sulla base di oltre 250 stime alle stazioni della Rete Sismica Nazionale gestita dall’INGV.


Questa scossa ricade in un’area che potremmo definire intermedia tra Garfagnana e Mugello, vale a dire i due grandi bacini recenti della Toscana settentrionale caratterizzati da strutture distensive responsabili dei forti terremoti dell’Appennino settentrionale (1920 per Garfagnana e Lunigiana, avvenuto proprio il 7 settembre; 1542 e 1919 per il Mugello). Nella zona del Pistoiese non sono evidenti strutture analoghe, né sono noti storicamente terremoti molto forti. 
Gli eventi massimi sono quelli del 24 maggio 1930 (M4.8) e del 12 giugno 1926 (M4.9), entrambi con massima intensità pari a 6 MCS. L’evento più forte riportato in catalogo nell’area è quello del 6 marzo 1740 (M5.2), che è considerato però a tutti gli effetti un terremoto della Garfagnana (è chiamato terremoto di Barga). L’epicentro di quest’ultimo evento sismico è spostato verso l’Emilia perché ha avuto risentimenti maggiori nella provincia di Modena. 
 Dal punto di vista della pericolosità sismica, l’area presenta valori di accelerazione attesa analoghi a quelli di Garfagnana e Mugello, considerato anche che rientrano in una stessa zona sismogenetica per la quale la massima magnitudo attesa è di 6.6.
Secondo i questionari di www.haisentitoilterremoto.it, il terremoto è stato risentito diffusamente nelle province dell’alta Toscana e nelle province di Modena, Bologna, Reggio Emilia e Parma.
Al momento (le 18:50 del 7 settembre) sono state rilevate 36 scosse successive (aftershocks), tutte di bassissima magnitudo: il maggiore ha avuto magnitudo ML 2 ed è avvenuto due minuti dopo il terremoto di M4. Le repliche sono localizzate tutte a nord e nordest della scossa principale.
Il meccanismo focale ottenuto con i dati delle forme d’onda della Rete Sismica Nazionale mostra che il terremoto si è generato molto probabilmente su una faglia normale allineata in senso appenninico (nordovest-sudest), coerente con le conoscenze della tettonica della regione e la magnitudo momento (Mw) è pari a 4.1.

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lunedì 21 luglio 2014

Palio di San Jacopo 2014: video del Monticello



Per Gallicano e la Garfagnana il 2013 è stato un anno nefasto. Da dimenticare.
Due sono stati i fatti terribili che hanno scosso e segnato la vita delle persone.

Il terremoto, che ha visto nella scossa del 21 giugno di magnitudo 5.2 un momento spaventoso e terribile. La terra ha tremato come non succedeva da decenni e, non solo ha turbato per sempre gli animi dei cittadini, ma ha prodotto danni ingenti alle abitazioni.
Tutt'ora le popolazioni di questa terra continuano a lottare per veder risarciti i danni alle abitazioni e molte famiglie da quel tragico evento vivono fuori dalle proprie case.

L'alluvione del 21 ottobre che ha colpito la media valle del Serchio e in particolar modo Gallicano:
24 ore di pioggia copiosa e ininterrotta ha messo in ginocchio il territorio. L'acqua, incontenibile nei letti dei fossi e dei fiumi, ha tracimato causando frane, smottamenti, allagamenti e ha invaso le case e i terreni circostanti.

Due momenti tragici e indimenticabili che hanno messo a dura prova la popolazione e le istituzioni locali. In entrambi i casi la reazione è stata coraggiosa e determinante.
Sia nell'emergenza, quando è stato necessario intervenire per portare i primi soccorsi, sia successivamente durante l'esecuzione dei lavori necessari per il ritorno alla normalità i cittadini di Gallicano hanno dimostrato una forza impagabile e, per certi versi, stupefacente. Hanno contrastato le due tremende calamità naturali grazie alla forza e allo spirito che appartiene agli uomini e alle donne della montagna.

Lo svolgimento del tema "Lo zoo è qui" parte da queste considerazioni e interpreta gli eventi in chiave allegorica. Utilizza gli animali per rappresentare simbolicamente sia i fatti che le emozioni, elevando la cronaca e il racconto dei drammatici eventi ad un superiore livello emotivo.
L'insieme degli animali che popolano i carri e la sfilata sono sì uno "zoo", inteso letteralmente come esposizione al pubblico di animali, ma rappresentano anche gli elementi determinanti della storia: quella che è passata di "qui" e ha segnato in maniera indelebile le coscienze di tutti.
E' il gallo, simbolo di Gallicano, che alla fine predomina sull'armadillo (la terra) e il coccodrillo (l'acqua) aiutando il sole ad innalzarsi verso una nuova alba.

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lunedì 10 febbraio 2014

Detrazione del 65% per le spese antisismiche - Classificazione sismica dei Comuni Italiani (excel)


La legge di stabilità 2014 ha prorogato la detrazione delle spese sostenute per interventi di adozione di misure antisismiche su costruzioni che si trovano in zone sismiche ad alta pericolosità, se adibite ad abitazione principale o ad attività produttive. 
Per questa detrazione sono state fissate le seguenti misure
  • 65%, per le spese effettuate dal 4 agosto 2013 al 31 dicembre 2014 
  • 50%, per le spese sostenute dal 1º gennaio 2015 al 31 dicembre 2015 
L’ammontare massimo delle spese ammesse in detrazione non può superare l’importo di 96.000 euro. 

L’agevolazione può essere richiesta se: 
  • l’intervento è effettuato su costruzioni adibite ad abitazione principale o ad attività produttive
  • l’immobile si trova in zone sismiche ad alta pericolosità (zone 1 e 2), i cui criteri di identificazione sono stati fissati con l’ordinanza del Presidente del Consiglio dei ministri n. 3274 del 20 marzo 2003. 
Il provvedimento n. 3274 detta i principi generali sulla base dei quali le Regioni, a cui lo Stato ha delegato l’adozione della classificazione sismica del territorio (Decreto Legislativo n. 112 del 1998 e Decreto del Presidente della Repubblica n. 380 del 2001 - "Testo Unico delle Norme per l’Edilizia”), hanno compilato l’elenco dei comuni con la relativa attribuzione ad una delle quattro zone, a pericolosità decrescente, nelle quali è stato riclassificato il territorio nazionale.

  • Zona 1 - E’ la zona più pericolosa. Possono verificarsi fortissimi terremoti 
  • Zona 2 - In questa zona possono verificarsi forti terremoti 
  • Zona 3 - In questa zona possono verificarsi forti terremoti ma rari 
  • Zona 4 - E’ la zona meno pericolosa. I terremoti sono rari
In quale zona sismica ricade il tuo Comune?
Scoprilo con questo semplice e gratuito file excel (clicca qui).

P.S.: tutti i Comuni della Mediavalle e Garfagnana ricadono nella zona sismica 2 e quindi rientrano nella detrazione del 65%.

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martedì 10 settembre 2013

Revocato il divieto di transito in Loc. Al Sano

A distanza di 2 mesi dall'ordinanza di demolizione e/o messa in sicurezza dell'immobile pericolante situato in Via Roma in Loc. Al Sano, con ordinanza n. 34 il Sindaco revoca il divieto di transito lungo la S.P. nel tratto prospiciente il fabbricato.
I proprietari hanno eseguito i lavori di consolidamento statico delle murature...
Clicca qui per leggere l'ordinanza n. 34





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venerdì 30 agosto 2013

Partono i lavori all’immobile reso inagibile dal sisma

Una bella notizia per gli automobilisti e i residenti della parte sud del capoluogo di Gallicano. Lunedì infatti, inizieranno i lavori di messa in sicurezza dell’immobile inagibile in località Al Sano, quello pericolante a causa del sisma dello scorso giugno e che ha costretto il sindaco a chiudere il transito su via Roma. E, soprattutto, saranno realizzati direttamente dal proprietario, che ha formalmente espresso la sua volontà di procedere spontaneamente al compimento delle opere. La giunta, con apposita ordinanza sindacale, era (e formalmente lo è ancora) pronta a procedere d’ufficio per garantire il ritorno alla normalità prima dell’inizio delle scuole. 
Pochi giorni, dopo mesi di trattative, proroghe delle ordinanze e tempi ristretti, la svolta: il 22 agosto scorso, all’ufficio protocollo, è giunta una comunicazione da parte del proprietario, un gallicanese che vive in Scozia da molti anni, e tornato dopo decenni nel suo paese d’origine per risolvere questa grana. Il vicesindaco con delega all’urbanistica traccia la road map dell’operazione: «Ci siamo rimessi in contatto col proprietario appena protocollata la sua decisione – afferma Egidio Nardini -, e apprezziamo che abbia scelto la linea della messa in sicurezza dell’immobile. Quindi, dopo che si è preso l’impegno di mettere in sicurezza l’area, sono stati avviati già i contatti con un’azienda specializzata che opera nei dintorni». 
L’ottimismo e la necessità di garantire il transito dei bus diretti a Lucca e nel vicino istituto comprensivo, indurrebbero all’ottimismo anche sui tempi di lavoro. «Stando al progetto, credo - aggiunge Nardini - che in una settimana circa, giorno più giorno meno, si dovrebbe concludere tutto.
Quindi, per l'inizio delle lezioni. Finalmente si chiude una fase delicata, bloccando la nostra procedura d’ufficio». In realtà, per cautela, la procedura è sempre in atto, e qualora il responsabile del danno dovesse fare marcia indietro, il Comune procederebbe da sé. 
Dunque, presto si procederà alla tanto attesa riapertura di via Roma secondo lo schema di transito consueto. Finora, l’importante arteria che collega il centro del capoluogo alla zona sud in direzione Lucca, era utilizzata solo dalle quaranta famiglie residenti in località Al Sano, costringendo a giri tortuosi i residenti nelle zone di S. Lucia e La Mandria. 

Fonte: Il Tirreno - Nicola Bellanova

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