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giovedì 31 luglio 2025
Sagra della Fogaccia Leva - Gallicano 1-2 agosto 2025
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lunedì 19 agosto 2024
Sagra della Fogaccia Leva - Gallicano 23-24 agosto 2024
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lunedì 27 novembre 2017
La Sagra della Focaccia negli anni '70
Come tutti sanno la Pro Loco di Gallicano nacque nel 1971 e subito in quell'anno, nel mese di luglio, inventò due grosse manifestazioni:
Per fortuna che c'è il Fiorello!! Guardate cosa ha ritrovato!!
Clicca qui per vedere altre foto- il Palio di San Jacopo
- la Sagra della Focaccia.
Per fortuna che c'è il Fiorello!! Guardate cosa ha ritrovato!!
Una simpatica lettera indirizzata alla Redazione de "Il Gazzettino Toscano" del 1974 in cui si pubblicizzava la Sagra della Focaccia!
Gallicano, lì 9 luglio 1974
Sig. Dott. Marcello Giannini
Redazione de “Il Gazzettino Toscano”
Firenze
Gentilissimo Dottor Giannini
Domenica prossima 14 luglio con inizio alle ore 16 circa si terrà in Gallicano la tradizionale “Sagra della Focaccia”.
Ambiente: tra le Apuane e il Serchio, una fresca pioppaia, colori e luci, sapore aspro e dolce di ciò che sa di bosco, di torrente, di vento e brezza notturna.
Donne di “allora”, legna che brucia sotto le “cotte” a cuocere la particolare focaccia, fatta solo di grano lievitato e ingredienti segreti.
Non c’è nulla di moderno, è solo tradizione, che a Gallicano non si limita ai ricordi, ma “tuzzica” il palato con la fragrante “focaccia” e i suoi contorni:
fagioli all’olio “bono” e … via col liscio.
Pancetta di porco … e tiro della fune.
Cacio pecorino … e tiro della “troccola”
Vino genuino … e cori adatti al caso.
Il tutto servito da “rozzi” garfagnini e da prosperose ragazze moderne di antico stampo.
Ci vuol ricordare nel suo Gazzettino? Grazie.
Se verrà a trovarci con qualche amico, vi faremo gran festa.
Si valete, valeo.
Questo invece è il volantino della seconda Sagra della Focaccia del 1972
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martedì 14 febbraio 2017
Il fagiolo fico di Gallicano
Un giorno di maggio del 2002 trovandomi
presso la sede della Misericordia
di Gallicano, sentii alcuni volontari di
turno che parlavano di seminare fagioli,
tra questi il signor Giuliano Bertolotti
di Gallicano discuteva sulla semina del
fagiolo fico.
Incuriosito domandai che
varietà di fagiolo fosse. Mi spiegò che
era un fagiolo storico di Gallicano, conosciuto
solo nel paese e allora gli chiesi
se poteva darmi un poco di fagioli per
seminare presso il centro “La Piana” di
Camporgiano, dove era in atto la nascita
del centro di recupero del germoplasma
frutticolo e orticolo della Regione
Toscana, gestito allora dalla Comunità
Montana della Garfagnana.
Gentilmente mi fu data una manciata di questi
fagioli che furono seminati subito, con
grande interesse, presso il centro.
I fagioli raccolti a fine stagione, furono
mantenuti per la semina del 2003.
Ma
l’anno 2003 fu un anno storico di grande
siccità e questo fagiolo rischiò la scomparsa,
infatti ne furono raccolti pochi
semi sia nel vivaio La Piana che nei pochi
orti di Gallicano.
Cominciai a chiedere
ad alcuni anziani contadini del paese
se lo coltivavano e con grande stupore
scoprii, oltre le sue grandi qualità organolettiche,
il suo utilizzo e soprattutto le
sue origini.
Il signor Enrico Puppa mi raccontò che
questo fagiolo era arrivato dall’America
portato da Micheli Vincenzo al suo rientro
in Italia, nascondendo cinque di
questi fagioli all’interno del nastro del
suo cappello.
Successivamente ci fu la conferma dalla
signora Claudia Da Prato che mi raccontò
la stessa storia, essendo il sopracitato
suo parente di famiglia.
Nella sua descrizione
dice: “Micheli Vincenzo, nato a Gallicano
nel 1863, ancora giovane parte per
l’America per far fortuna e va in California
a lavorare. Quando torna in Italia dagli
Stati Uniti nel 1889 decide di portare dei
semi a casa, ma non essendo permesso,
nasconde una manciata di fagioli cuciti
nel nastro di raso del suo cappello.”
Il fagiolo fico, proprio per la sua unicità,
non essendo presente in nessuna
altra parte d’Italia, verso la fine degli
anni 2000, fu iscritto nell’albo regionale
sulla tutela e conservazione delle
varietà locali (L.R. Toscana n° 64 del
16/114/2004), con la denominazione
di “Fagiolo fico di Gallicano” e conservato,
grazie ai coltivatori custodi,
nella Banca regionale del Germoplasma
di Camporgiano in gestione
oggi all’Unione Comuni Garfagnana.
Pianta rampicante molto vigorosa, a
fioritura tardiva e maturazione scalare
da luglio fino a settembre, il fagiolo fico
ha caratteristiche organolettiche veramente
eccellenti: presenta una buccia
molto delicata, una pasta morbida ma
consistente, un sapore molto caratterizzato.
Come fagiolo in erba è ottimo in
umido, oppure semplicemente lessato
e condito; come fagiolo secco può essere
usato nei passati così come lessato e
condito.
Una particolarità di questo fagiolo
è che quando viene lessato fresco
emana nell’aria un profumo di fichi da
cui deriva il nome assegnatogli.
Coltivato in pochissimi orti familiari nel
Comune di Gallicano in Garfagnana, è a
rischio di erosione.
Fagiolo conosciuto da tutti i gallicanesi,
si mangia, lessato in erba, con le nostre
mitiche focacce leve.
Ivo Poli
Fonte: L'Aringo - Il giornale di Gallicano n. 5 marzo 2016
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lunedì 3 ottobre 2016
La focaccia leva e le trote fario sulla rivista "La Cucina Italiana"
La Cucina Italiana, nel numero di ottobre 2016, parla dell'Antica Trattoria dell'Eremita, della focaccia leva, delle trote e della Garfagnana.
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mercoledì 1 ottobre 2014
I° Sagra della FOCACCIA 1971
Foto storica della prima sagra della Focaccia Leva del 1971, di Antonella Cassettari (Pippora).
Sono riconoscibili: la Titti, la Miranda, la Gigia postina, mamma del Giulio Bonugli, la Tamara, l'Adelina, l'Alice, la Lina…l'Antonella, la Cristina, l'Annapia, il Gualtiero...
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domenica 3 agosto 2014
La sagra della Focaccia Leva di Gallicano
Prendendo spunto da una discussione sul gruppo Facebook Gallicano News sulle Focacce Leve, riporto qui sul blog qualche documento storico.
1971 - Breve Historia della "Focaccia Leva"
PRO LOCO GALLICANO - SAGRA DELLA FOCACCIA - 11 LUGLIO 1971
La Dea Minerva in un'oscura notte
del padre Giove uscì dalla testaccia
mentre il gallicanese, da una botte
nacque, tenendo in mano una focaccia.
La stirpe assira, antica fra gli antichi
scomparve dalla terra piano piano,
per non poter mangiar fagioli fichi
con la focaccia fatta a Gallicano.
Anche Cesare, il grande condottiero,
mangiava le focacce, vero Iddio,
e diceva al figliol, molto severo:
"Mangia tu quoque, Brutto figlio mio".
In una notte fredda per la neve,
Archimede, vinto dalla fragranza
di un bel mucchietto di focacce leve:
"Eureka" disse, e si riempì la panza.
Dante Alighieri, il grande ghibellino,
dopo che fu disceso giù all'inferno,
riempito di focacce un panierino
salì su al ciel, per darle al Padreterno.
Napoleone venne a Gallicano
a trovare uno zio (l'ha detto il Bocca)
e qui esclamò, con la focaccia in mano
"Zio me l'ha data, guai a chi me la tocca".
Quando Vittorio, re del Regno Sardo,
richiamò Garibaldi e gli altri mille,
per offrirgli focacce con il lardo
l'eroe disse: "Obbedisco" e fè faville.
Ed anche nella storia più recente
quel tale... che parlò di baionette...
mi sembra otto milioni, oh la mia mente!!
insomma, si sbagliò con focaccette.
E perchè Coppi, Bartali e Gimondi
senza neppur conoscere lo "Yoga"
di tappe e giri spesso si fer tondi?
Perchè usavan focacce come droga.
E voi che di quei grandi sieti figli,
per favore non fate quelle facce
non aspettate che vi si consigli
di ber il vino e di mangiar focacce.
E' festa oggi, su fate baldoria,
forse qualcuno passerà alla storia.
1972 - volantino della seconda Sagra della Focaccia (di Ivo Poli)
1974 - lettera della Pro Loco inviata alla redazione de "Il Gazzettino Toscano"
Gallicano, lì 9 luglio 1974
Sig. Dott. Marcello Giannini
Redazione de “Il Gazzettino Toscano” Firenze
Gentilissimo Dottor Giannini
Domenica prossima 14 luglio con inizio alle ore 16 circa si terrà in Gallicano la tradizionale “Sagra della Focaccia”.
Ambiente: tra le Apuane e il Serchio, una fresca pioppaia, colori e luci, sapore aspro e dolce di ciò che sa di bosco, di torrente, di vento e brezza notturna.
Donne di “allora”, legna che brucia sotto le “cotte” a cuocere la particolare focaccia, fatta solo di grano lievitato e ingredienti segreti.
Non c’è nulla di moderno, è solo tradizione, che a Gallicano non si limita ai ricordi, ma “stuzzica” il palato con la fragrante “focaccia” e i suoi contorni:
fagioli all’olio “bono” e … via col liscio.
Pancetta di porco … e tiro della fune.
Cacio pecorino … e tiro della “troccola”
Vino genuino … e cori adatti al caso.
Il tutto servito da “rozzi” garfagnini e da prosperose ragazze moderne di antico stampo.
Ci vuol ricordare nel suo Gazzettino? Grazie.
Se verrà a trovarci con qualche amico, vi faremo gran festa.
Si valete, valeo.
IL PRESIDENTE DELLA PRO-LOCO
1982 - foto dello "scivolo"
Prossimamente pubblicherò
LA FOCACCIA ….. E I NOSTRI GUAI - Sagra della Focaccia del 1972
LA FOCACCIA DELLA CONCORDIA - Sagra della Focaccia del 1973
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