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lunedì 27 novembre 2017

La Sagra della Focaccia negli anni '70

Come tutti sanno la Pro Loco di Gallicano nacque nel 1971 e subito in quell'anno, nel mese di luglio, inventò due grosse manifestazioni:
  • il Palio di San Jacopo 
  • la Sagra della Focaccia.
Ho tantissimo materiale del Palio di San Jacopo ma fino a ieri non avevo nessuna foto della Sagra della Focaccia!

Per fortuna che c'è il Fiorello!! Guardate cosa ha ritrovato!!











Clicca qui per vedere altre foto


Una simpatica lettera indirizzata alla Redazione de "Il Gazzettino Toscano" del 1974 in cui si pubblicizzava la Sagra della Focaccia!

Gallicano, lì 9 luglio 1974

Sig. Dott. Marcello Giannini
Redazione de “Il Gazzettino Toscano”
Firenze

Gentilissimo Dottor Giannini
Domenica prossima 14 luglio con inizio alle ore 16 circa si terrà in Gallicano la tradizionale “Sagra della Focaccia”.
Ambiente: tra le Apuane e il Serchio, una fresca pioppaia, colori e luci, sapore aspro e dolce di ciò che sa di bosco, di torrente, di vento e brezza notturna.
Donne di “allora”, legna che brucia sotto le “cotte” a cuocere la particolare focaccia, fatta solo di grano lievitato e ingredienti segreti.
Non c’è nulla di moderno, è solo tradizione, che a Gallicano non si limita ai ricordi, ma “tuzzica” il palato con la fragrante “focaccia” e i suoi contorni:
fagioli all’olio “bono” e … via col liscio.
Pancetta di porco … e tiro della fune.
Cacio pecorino … e tiro della “troccola”
Vino genuino … e cori adatti al caso.
Il tutto servito da “rozzi” garfagnini e da prosperose ragazze moderne di antico stampo.
Ci vuol ricordare nel suo Gazzettino? Grazie.
Se verrà a trovarci con qualche amico, vi faremo gran festa.
Si valete, valeo.


Questo invece è il volantino della seconda Sagra della Focaccia del 1972


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martedì 14 febbraio 2017

Il fagiolo fico di Gallicano

 
Un giorno di maggio del 2002 trovandomi presso la sede della Misericordia di Gallicano, sentii alcuni volontari di turno che parlavano di seminare fagioli, tra questi il signor Giuliano Bertolotti di Gallicano discuteva sulla semina del fagiolo fico.
Incuriosito domandai che varietà di fagiolo fosse. Mi spiegò che era un fagiolo storico di Gallicano, conosciuto solo nel paese e allora gli chiesi se poteva darmi un poco di fagioli per seminare presso il centro “La Piana” di Camporgiano, dove era in atto la nascita del centro di recupero del germoplasma frutticolo e orticolo della Regione Toscana, gestito allora dalla Comunità Montana della Garfagnana.
Gentilmente mi fu data una manciata di questi fagioli che furono seminati subito, con grande interesse, presso il centro. I fagioli raccolti a fine stagione, furono mantenuti per la semina del 2003.
Ma l’anno 2003 fu un anno storico di grande siccità e questo fagiolo rischiò la scomparsa, infatti ne furono raccolti pochi semi sia nel vivaio La Piana che nei pochi orti di Gallicano.
Cominciai a chiedere ad alcuni anziani contadini del paese se lo coltivavano e con grande stupore scoprii, oltre le sue grandi qualità organolettiche, il suo utilizzo e soprattutto le sue origini.
Il signor Enrico Puppa mi raccontò che questo fagiolo era arrivato dall’America portato da Micheli Vincenzo al suo rientro in Italia, nascondendo cinque di questi fagioli all’interno del nastro del suo cappello. Successivamente ci fu la conferma dalla signora Claudia Da Prato che mi raccontò la stessa storia, essendo il sopracitato suo parente di famiglia.
 
Nella sua descrizione dice: “Micheli Vincenzo, nato a Gallicano nel 1863, ancora giovane parte per l’America per far fortuna e va in California a lavorare. Quando torna in Italia dagli Stati Uniti nel 1889 decide di portare dei semi a casa, ma non essendo permesso, nasconde una manciata di fagioli cuciti nel nastro di raso del suo cappello.”
Il fagiolo fico, proprio per la sua unicità, non essendo presente in nessuna altra parte d’Italia, verso la fine degli anni 2000, fu iscritto nell’albo regionale sulla tutela e conservazione delle varietà locali (L.R. Toscana n° 64 del 16/114/2004), con la denominazione di “Fagiolo fico di Gallicano” e conservato, grazie ai coltivatori custodi, nella Banca regionale del Germoplasma di Camporgiano in gestione oggi all’Unione Comuni Garfagnana.
Pianta rampicante molto vigorosa, a fioritura tardiva e maturazione scalare da luglio fino a settembre, il fagiolo fico ha caratteristiche organolettiche veramente eccellenti: presenta una buccia molto delicata, una pasta morbida ma consistente, un sapore molto caratterizzato.
Come fagiolo in erba è ottimo in umido, oppure semplicemente lessato e condito; come fagiolo secco può essere usato nei passati così come lessato e condito.
Una particolarità di questo fagiolo è che quando viene lessato fresco emana nell’aria un profumo di fichi da cui deriva il nome assegnatogli. Coltivato in pochissimi orti familiari nel Comune di Gallicano in Garfagnana, è a rischio di erosione.
Fagiolo conosciuto da tutti i gallicanesi, si mangia, lessato in erba, con le nostre mitiche focacce leve.
 
Ivo Poli
 
Fonte: L'Aringo - Il giornale di Gallicano n. 5 marzo 2016

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lunedì 3 ottobre 2016

La focaccia leva e le trote fario sulla rivista "La Cucina Italiana"


La Cucina Italiana, nel numero di ottobre 2016, parla dell'Antica Trattoria dell'Eremita, della focaccia leva, delle trote e della Garfagnana.
 
 

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mercoledì 1 ottobre 2014

I° Sagra della FOCACCIA 1971

Foto storica della prima sagra della Focaccia Leva del 1971, di Antonella Cassettari (Pippora).


Sono riconoscibili: la Titti, la Miranda, la Gigia postina, mamma del Giulio Bonugli, la Tamara, l'Adelina, l'Alice, la Lina…l'Antonella, la Cristina, l'Annapia, il Gualtiero...

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domenica 3 agosto 2014

La sagra della Focaccia Leva di Gallicano

Prendendo spunto da una discussione sul gruppo Facebook Gallicano News sulle Focacce Leve, riporto qui sul blog qualche documento storico.

1971 - Breve Historia della "Focaccia Leva"

BREVE HISTORIA DELLA “FOCACCIA LEVA”
PRO LOCO GALLICANO - SAGRA DELLA FOCACCIA - 11 LUGLIO 1971

La Dea Minerva in un'oscura notte
del padre Giove uscì dalla testaccia
mentre il gallicanese, da una botte
nacque, tenendo in mano una focaccia.

La stirpe assira, antica fra gli antichi
scomparve dalla terra piano piano,
per non poter mangiar fagioli fichi
con la focaccia fatta a Gallicano.

Anche Cesare, il grande condottiero,
mangiava le focacce, vero Iddio,
e diceva al figliol, molto severo:
"Mangia tu quoque, Brutto figlio mio".

In una notte fredda per la neve,
Archimede, vinto dalla fragranza
di un bel mucchietto di focacce leve:
"Eureka" disse, e si riempì la panza.

Dante Alighieri, il grande ghibellino,
dopo che fu disceso giù all'inferno,
riempito di focacce un panierino
salì su al ciel, per darle al Padreterno.

Napoleone venne a Gallicano
a trovare uno zio (l'ha detto il Bocca)
e qui esclamò, con la focaccia in mano
"Zio me l'ha data, guai a chi me la tocca".

Quando Vittorio, re del Regno Sardo,
richiamò Garibaldi e gli altri mille,
per offrirgli focacce con il lardo
l'eroe disse: "Obbedisco" e fè faville.

Ed anche nella storia più recente
quel tale... che parlò di baionette...
mi sembra otto milioni, oh la mia mente!!
insomma, si sbagliò con focaccette.

E perchè Coppi, Bartali e Gimondi
senza neppur conoscere lo "Yoga"
di tappe e giri spesso si fer tondi?
Perchè usavan focacce come droga.

E voi che di quei grandi sieti figli,
per favore non fate quelle facce
non aspettate che vi si consigli
di ber il vino e di mangiar focacce.

E' festa oggi, su fate baldoria,
forse qualcuno passerà alla storia.


1972 - volantino della seconda Sagra della Focaccia (di Ivo Poli)




1974 - lettera della Pro Loco inviata alla redazione de "Il Gazzettino Toscano"

Gallicano, lì 9 luglio 1974

Sig. Dott. Marcello Giannini
Redazione de “Il Gazzettino Toscano” Firenze

Gentilissimo Dottor Giannini
Domenica prossima 14 luglio con inizio alle ore 16 circa si terrà in Gallicano la tradizionale “Sagra della Focaccia”.
Ambiente: tra le Apuane e il Serchio, una fresca pioppaia, colori e luci, sapore aspro e dolce di ciò che sa di bosco, di torrente, di vento e brezza notturna.
Donne di “allora”, legna che brucia sotto le “cotte” a cuocere la particolare focaccia, fatta solo di grano lievitato e ingredienti segreti.
Non c’è nulla di moderno, è solo tradizione, che a Gallicano non si limita ai ricordi, ma “stuzzica” il palato con la fragrante “focaccia” e i suoi contorni:
fagioli all’olio “bono” e … via col liscio.
Pancetta di porco … e tiro della fune.
Cacio pecorino … e tiro della “troccola”
Vino genuino … e cori adatti al caso.
Il tutto servito da “rozzi” garfagnini e da prosperose ragazze moderne di antico stampo.
Ci vuol ricordare nel suo Gazzettino? Grazie.
Se verrà a trovarci con qualche amico, vi faremo gran festa.
Si valete, valeo.

IL PRESIDENTE DELLA PRO-LOCO

1982 - foto dello "scivolo"




Prossimamente pubblicherò
LA FOCACCIA ….. E I NOSTRI GUAI - Sagra della Focaccia del 1972
LA FOCACCIA DELLA CONCORDIA - Sagra della Focaccia del 1973

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