La ferrata Renato Salvatori percorre la cresta sud-est, che collega la Foce di Petrosciana alla cima meridionale, del Monte Forato. La via è facile, presenta qualche passaggio tecnico solo all’inizio.
In alcuni tratti occorre procedere con molta attenzione perchè la cresta è sottilissima con pareti verticali su entrambi i lati; nei tratti di arrampicata la roccia è buona; per la bassa quota e l’esposizione favorevole, con adeguate condizioni meteorologiche è un itinerario che si presta benissimo ad essere percorso anche nei mesi invernali.
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martedì 20 ottobre 2020
La ferrata del Monte Forato con drone
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sabato 22 settembre 2018
La ferrata Siggioli da Ugliancaldo
La ferrata Tordini - Galligani (allestita nel 1971 dal CAI di Pisa), meglio conosciuta come "ferrata Siggioli", si sviluppa in un ambiente bellissimo grazie all'anfiteatro della parete nord del Pizzo d’Uccello, sulla quale sono state scritte alcune delle più gloriose pagine dell’alpinismo sulle Alpi Apuane (nel 1940 due bergamaschi, Nino Oppio e Serafino Colnaghi, vincono la Nord del Pizzo d'Uccello, aprendo una magnifica via che sale al centro la grande parete proprio sotto la cima. 700 metri di IV e V che per l'eleganza del tracciato e la suggestione dell'ambiente diventano la Classica, ancora oggi molto frequentata).
La ferrata si sviluppa su uno sperone roccioso che dal Solco porta a Foce Siggioli, sulla Cresta di Capradossa. Il dislivello è 400 metri, dai 1000 metri del punto di partenza ai 1405 di quello di arrivo, con sviluppo lineare di 550. E' di media difficoltà e permette di proseguire tramite sentiero per esperti fino alla cima del Pizzo d'Uccello oppure di intraprendere un più semplice percorso ad anello che riporta al punto di partenza.
Il punto di partenza dell'escursione sono le Cave Cantonaccio, in prossimità del paese di Ugliancaldo (3,5 chilometri di strada sterrata).
| Sbarra della Cava Cantonaccio |
L'ultima volta che feci la ferrata era il 19/05/2012 (leggi il post), prima del terremoto del gennaio 2013.
In seguito al sisma del 25 gennaio 2013 di magnitudo locale 4,8 che interessò le vallate della Lunigiana e della Garfagnana arrecando danni alle abitazioni ma fortunatamente non agli abitanti, anche le montagne circostanti ed in particolare la parte settentrionale delle Alpi Apuane, furono interessate da numerose frane e crolli.
Nell’area del Pizzo D’Uccello la ferrata “Tordini - Galligani” subì seri danni nel suo tratto inferiore provocati dalla caduta di un blocco di marmo di almeno 4 metri cubi.
Circa 30 metri del cavo originale ed alcuni picchetti di ancoraggio furono rotti e danneggiati.
In seguito alla delibera del Comune di Fivizzano, che vietava per motivi di sicurezza l’accesso ai sentieri di montagna, il CAI di Pisa dichiarò la ferrata chiusa ed inagibile.
I numerosi sopralluoghi effettuati con esperti alpinisti come Paolo Cremonese e Paolo Bianchini e la perizia geologica di Giovanni Bertini evidenziarono la pericolosità di questo versante caratterizzato da rocce fratturate e instabili.
In alternativa, su suggerimento del Bianchini fu individuato un nuovo tracciato al culmine dello sperone di roccia che la ferrata già percorre nella sua parte superiore.
Il CAI di Pisa iniziò la costruzione del nuovo tracciato nel mese di luglio 2014, affidando al Bertini la direzione del progetto e alla ditta di cui è titolare Carlo Barbolini la messa in opera.
I lavori sono stati effettuati in conformità a quanto richiesto dal CAI per i sentieri attrezzati e le vie ferrate.
Sono stati utilizzati circa 200 metri di cavo inox da 12 millimetri, collocati 44 picchetti di acciaio del diametro di 20 millimetri e 9 staffe alla marinara.
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| In giallo il nuovo tracciato |
La percorribilità è stata alquanto facilitata da una diffusa gradinatura della roccia.
Il CAI di Pisa ha ricevuto contributi finanziari dai suoi soci, dal Gruppo Regionale CAI Toscana, dal Parco Alpi Apuane e dalle sezioni di Pontedera e Sesto Fiorentino.
Dopo 6 mesi la variante alla ferrata “Tordini – Galligani” è stata collaudata (01/11/2014) alla presenza dell’Ingegnere Marco Passaleva e del presidente della sezione di Pisa Alessio Piccioli ed ufficialmente riaperta dopo 2 anni di chiusura.
Ecco alcune foto dell'escursione di oggi (con Maurizio, Nello e Federico). Per vedere tutte le foto clicca qui.
| Un picchetto della vecchia ferrata |
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giovedì 2 febbraio 2017
La Ferrata del Pizzo d'Uccello
Camminare a primavera lungo gli itinerari delle Alpi Apuane.
Anche se il dislivello da affrontare in questo percorso è notevole il tragitto è uno dei più spettacolari delle Apuane e permette di ammirare da vicino il Pizzo d'Uccello, definito il Cervino delle Alpi Apuane.
Il percorso inizia da Equi Terme (250m), paese famoso per le sorgenti sulfuree e per il suo stabilimento termale. A Equi si trovano due importanti grotte: la Tecchia di Equi e la Buca di Equi.
Giunti nei pressi di una sbarra a circa 400 metri di altezza, si abbandona l'auto, si guada il torrente con facilità e poi ci si incammina in salita lungo una vecchia via di lizza (dove i blocchi di marmo venivano trasportati a valle con l'utilizzo di animali da tiro e tronchi di legno insaponati sui quali il blocco veniva fatto scivolare) costeggiata da una fiorente vegetazione; si giunge infine nei pressi di alcuni edifici di cava.
Seguendo la marmifera, si passerà davanti alla Casa dei Vecchi Macchinari e poi ci si addentrerà per un sentiero, che taglia in diagonale i pendii boscosi.
Da qui parte il percorso attrezzato numero 190 "D.Z accagna" che porterà sino alla Cresta di Nattapiana alla Foce di Lizzari, 1250m.
Il sentiero procede quasi pianeggiante, proseguendo "attrezzato" sino ad un punto dove si avrà un'ottima visuale sulla Cresta del Garnerone e sulla Cima del Monte Sagro. Per sicurezza il nostro percorso segue il sentiero attrezzato (n.191 "M. Piotti") che ci porta fino alla Foce di Giovo, zona ricca di verdissimi prati. Siamo in un luogo dove è possibile godere di un'ottima visuale sulle vallate e i monti circostanti: Monte Pisanino, Monte Cavallo, Monte Contrario.
Senza rischi e con poco sforzo, dalla Foce di Giovo è possibile raggiungere la vetta del Pizzo d'uccello (1781m).
Per ridiscendere, si deve guadagnare la Foce del Giovetto, indirizzandosi poi verso la Cresta di Capradossa. Dopo poco, inizierà il percorso attrezzato "Tordini Gallicani" che porterà in discesa sino alle pendici del monte, procedendo infine lungo un sentiero che ripassa nei pressi della Casa dei Vecchi Macchinari, riguadagnando infine il Solco di Equi.
Fonte: Turismo in Toscana
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giovedì 4 febbraio 2016
Storia di una via ferrata: la "Siggioli" o "Tordini-Galligani"
Sulla rivista Montagne 360 di gennaio 2016 c'è un bell'articolo sulla ferrata "Tordini-Galligani" di Giovanni Bertini e Angelo Nerli. Lo riporto qui sul blog.
La Via ferrata "Tordini-Galligani" è situata nelle Alpi Apuane e precisamente alla testata del Solco di Equi, di fronte alla maestosa parete nord del Pizzo D'Uccello.
Nata nei primi anni Settanta per consentire agli alpinisti di raggiungere la base della parete dal Rifugio Donegani nell'attigua Val Serenaia, è divenuta meta anche di escursionisti.
Caratterizzata da un percorso logico non impegnativo e molto panoramico su uno sperone roccioso che dal Solco di Equi raggiunge Foce Siggioli sulla Cresta di Capradossa, è oggi il fulco di un anello di sentieri attrezzati che corre attorno al Pizzo.
Sul finire degli anni Sessanta andava concludendosi la fase della esplorazione della parete. A quel tempo per raggiungere la base erano necessarie tre ore di avvicinamento, sia che ci si incamminasse da Equi, sia che si salisse in auto a Ugliancaldo e alla successiva strada marmifera.
Venne così in mente ad alcuni pisani, autori in buona parte dell'esplorazione, di erigere un bivacco nei pressi della parete, poco al disotto del tetro anfiteatro terminale denominato "Cantoni di neve vecchia". Fu così che il 3 marzo 1968 Angelo Nerli in compagnia di "Tista" Scatena, storico compagno e animatore delle iniziative di Marco De Bertoldi con Lucia Melen, individuarono il sito giusto.

Tuttavia fu constatato che il bivacco non avrebbe per nulla abbreviato il ritorno alle basi di Ugliancaldo o di Equi, che rimaneva notevolmente lungo e malagevole. In alternativa, la discesa al Rifugio Donegani o al paese di Vinca, richiedeva la presenza di un'auto in attesa. Fu allora che, guardando dal basso, venne l'idea: perchè non allestire una via ferrata lungo quello sperone che dalla Foce Siggioli discende dritto verso di noi? Detto fatto: Nerli e De Bertoldi risalirono l'erta concavità a destra dello sperone fino a Foce Siggioli e discesero "a corda doppia" lungo la cresta.
Dopo questa ricognizione, con l'incoraggiamento di Scatena fu convinto il Bargagna allora presidente della sezione CAI di Pisa ad approvare il nuovo progetto.
La ferrata si farà. Magari senza troppa fretta ma si farà. In attesa di finanziamenti iniziò l'iter per le necessarie autorizzazioni. Per la direzione dei lavori la scelta cadde su Elso Biagi, esperto cavatore nonchè guida alpina, compagno e alfiere in tante scalate.
Le motivazioni del progetto, in accordo a quanto già allora suggerito dal CAI, furono: 1) la ferrata non è diretta a una vetta; 2) non ricalca una via alpinistica; 3) ha un percorso logico in ambiente eccezionale; 4) mette in comunicazione Val Serenaia e Solco di Equi permettendo, in discesa, di accedere alla parete facendo base al Rifugio Donegani.
La via ferrata fulcro di un anello di sentieri attrezzati attorno al Pizzo d'Uccello.
Impulsi decisivi all'impresa vengono da Giorgio Masetti e Alberto Bargagna, grandi amici di Brunello e Vittorio Di Coscio. Tra i molti partecipanti ai lavori, vengono in mente Francesco Cantini, Maurizio Scheggi, Carlo Scrimali nonchè soci di Massa e di altre sezioni tra i quali Sergio Ceragioli, nome importante dell'alpinismo apuano.
Il primo marzo 1970, morì sulla Pania della Croce Brunello Tordini, storico Istruttore della Scuola pisana di Alpinismo. La tragica circostanza stimolò in modo decisivo i finanziamenti e anche l'impegno di tanti amici a lavorare gratis e senza rimborso spese.
Nella primavera del 1971 iniziarono i lavori sotto la direzione di Biagi coadiuvato dall'erculeo cognato Antonio Viti, con il tracciamento ex novo dei sentieri dal Rifugio Donegani a Foce Siggioli e dalle cave Cantonaccio fino ai piedi dello sperone.
Ma nel frattempo un'altra sciagura colpì la sezione pisana; Pier Luigi Galligani, nel condurre una gita sociale, venne ucciso dalla caduta di un asso.
La costruenda via ferrata ricorderà così entrambi gli amici caduti in montagna.
Furono stesi circa 500 metri di un grosso cavo metallico e collocati un centinaio di picchetti di acciaio per superare un dislivello di quasi 400 metri. I lavori si conclusero prima dell'inverno e l'inaugurazione fu fatta nella primavera del 1972.

Negli anni successivi vengono allestiti in zona altri due sentieri attrezzati: dalla Sezione di Carrara il "Domenico Zaccagna" lungo la base della parete Nord e dalla Sezione di Pisa il "Mario Piotti" sul versante meridionale del Pizzo. Con la "Tordini-Galligani" si realizza così un prestigioso giro del Pizzo D'Uccello, riservato a escursionisti esperti.
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lunedì 24 agosto 2015
Il Monte Procinto e la ferrata Aristide Bruni
L'annuale appuntamento con la ferrata del Procinto è stato sabato 22 agosto 2015 insieme a Dino Ponziani, Marco Venturi, Riccardo Cheloni e Stefano Cheloni (Riccardo e Stefano alla loro prima ferrata).
Il Procinto è probabilmente uno dei rilievi più conosciuti delle Apuane. Accompagnato da una serie di torri minori che s’innalzano in successione verso ovest, è separato dal monte Nona da un profondo inciso che si scavalca con un ponte di legno. In tal modo si ha accesso ad una cengia boscosa che contorna il Procinto (Cintura), a un centinaio di metri dalla base vera e propria.
La cengia è percorsa da un sentiero molto panoramico, a tratti esposto, che collega le numerose vie d’arrampicata alla cima che si sviluppano su tutte le pareti di questo caratteristico torrione calcareo. La peculiarità, comune anche alle altre torri più piccole, di offrire una grande varietà di vie di salita di lunghezza limitata, ma con difficoltà tecniche sostenute, ne ha fatto una palestra di roccia molto frequentata.
L’accesso meno impegnativo alla cima avviene lungo una storica via ferrata risalente al 1893, facile ma esposta, che s’inerpica lungo il versante rivolto a sud.
La via ferrata del Procinto.
Come tutti i percorsi attrezzati, è importante affrontarlo con prudenza, utilizzando il set da ferrata completo di casco per proteggersi dai sassi smossi.
Risalita la scala, un cavo metallico e una catena permettono di affrontare in sicurezza il tratto più esposto e verticale della via, facilitato da una serie di gradini intagliati nella roccia. Si arriva ad una cengia che obliqua a sinistra e guadagna in salita un marcato inciso in cui ci si inoltra salendo ancora sulla verticale fino a sbucare ai margini del boschetto sommitale (detto il Giardino).
Il fondo di quest’ultimo tratto è sdrucciolevole ed occorre procedere con attenzione per non smuovere sassi a terra. Il cavo di assicurazione termina poco oltre ed un sentieretto continua fino alla cima (1173 m.) oltrepassando un grande antro.
Il fondo di quest’ultimo tratto è sdrucciolevole ed occorre procedere con attenzione per non smuovere sassi a terra. Il cavo di assicurazione termina poco oltre ed un sentieretto continua fino alla cima (1173 m.) oltrepassando un grande antro.
La quota del Procinto non è molto elevata, ma la sua posizione, isolata dalla dorsale principale, regala una visione molto panoramica delle Apuane meridionali.
In discesa si segue lo stesso percorso.
Se vuoi, cliccando qui puoi leggere tutti i miei post sul Monte Procinto.
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martedì 9 giugno 2015
Trekking: Fornovolasco - Foce di Petrosciana - Ferrata R. Salvatori - Monte Forato - Cardoso - Casa Puccio - Foce di Petrosciana - Fornovolasco
Il Monte Forato come non l’avevo mai visto, ossia dal lato versiliese di Cardoso.
L’escursione affrontata sabato scorso è stata impegnativa per diversi aspetti:
lunghezza (circa 17 chilometri), dislivello (circa 1400 D+), ferrata (R. Salvatori) e il gran caldo.
In sintesi questi sono stati i sentieri percorsi:
- Fornovolasco – Foce di Petrosciana: CAI n. 6 (punti d’interesse: la Tana che Urla, la Chiesaccia, panorama del Procinto dalla Foce di Petrosciana).
| La Turrite lungo il sentiero CAI n. 6 |
- Foce di Petrosciana – attacco ferrata Renato Salvatori: CAI n. 110 (per chi non è attrezzato può raggiungere il Monte Forato proseguendo per il sentiero CAI n. 110)
| Il Procinto dalla Foce di Petrosciana |
| Attacco ferrata R. Salvatori |
- Ferrata Renato Salvatori – Monte Forato (via facile, che presenta qualche passaggio tecnico solo all’inizio, con bellissimi panorami: Procinto e gruppo delle Panie. Unico il passaggio sull’arco del Monte Forato.
A tal proposito mi piace riportare quanto scritto da Bertini:
"E' un ponte naturale di rocce, gettato là chi sa da quanti secoli, e sul quale pochi si arricciano a passare, essendo nel mezzo assai stretto e scabroso.
A chi prendesse vaghezza di traversarlo, costui pensi prima se può fidarsi della propria testa e delle proprie gambe: un balenar d'occhi, il più lieve giramento di capo, un piede non ben sicuro basta per cadere nell'abisso di più centinaia di metri………… Se poi non vuole avventurarsi a quell'aereo passaggio, e si contenta della stupenda veduta che si ha, assisi sul ciglione del monte dinanzi all'apertura, allora gli parrà d'essere nella platea d'un teatro, e vedere per la bocca di quello strano proscenio un paesaggio grandioso, sublime, monti, rupi, villaggi, foreste e in fondo un cielo sereno, e il mare tranquillo riflettere con perpetuo tremolio i raggi del sole."
| Panorama dalla ferrata |
| Massimo |
| Daniele |
| Panorama unico: Monte Forato e gruppo delle Panie |
| Monte Forato |
- Monte Forato – Cardoso: CAI n. 12
| Il Monte Forato da Cardoso |
| Il Monte Forato da Cardoso |
- Cardoso – Casa Bazzicchi (m. 560)
| Altalena nei pressi di Casa Bazzicchi |
| Casa Bazzicchi |
- Casa Bazzicchi (inizio sentiero CAI n. 12) – Casa Puccio m. 720 (magnifico panorama del Procinto)
| Casa Puccio e il Procinto |
- Casa Puccio – Foce di Petrosciana CAI n. 124
| Piccolo acquedotto poco dopo Casa Puccio |
- Foce di Petrosciana – Fornovolasco: CAI n. 6
Per vedere altre foto clicca qui.
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