lunedì 25 ottobre 2021

Il Monte Folgorito in MTB

Un bellissimo ed impegnativo giro in MTB, alla conquista del Monte Folgorito, di 47 km e 1930 metri di dislivello positivo.

Itinerario percorso:
Tre Fiumi - Arni - Passo del Vestito - Rifugio Città di Massa - Pian della Fioba - Sentiero CAI 41 - Antona - Canevara - Pasquilio - Sentiero CAI 140 - Folgorito - Grottone del Pilli - Seravezza - Ruosina - Cansoli - Terrinca - Galleria del Cipollaio - Ponte Merletti - Tre Fiumi. 
 

Monte Folgorito (dal sito Escursioni Apuane): 

Il Folgorito è una modesta montagna (911,5 metri) della catena che dall’Altissimo, tramite il passo degli Uncini ed il Carchio, si affaccia verso il mare. La vetta termina con un caratteristico cucuzzolo appuntito ed erboso che si trova a confine tra i comuni di Montignoso (Massa-Carrara) e di Seravezza (Lucca). Il versante che guarda la valle del Serra è aspro e roccioso. In sua corrispondenza il crinale si sdoppia in un ramo sud-occidentale che continua fino alla rupe del Castello di Aghinolfi (226 metri) nel montignosino, mentre un ramo sud-orientale degrada dolcemente verso Seravezza. 
Il nome gli deriva dal fatto che la sua cima è bersaglio dei fulmini che vi si scagliano con forza specialmente durante i temporali estivi. 
Dalla vetta si gode di buon panorama sulla costa e sulle Apuane meridionali e settentrionali, in particolare sui vicini Carchio ed Altissimo. Si sale facilmente col sentiero 140 sia dal Pasquilio che da Seravezza. 
La croce della vetta , molto imponente, fu eretta il 12 giugno 1986 dagli abitanti di Montignoso. Sulla vetta e sul crinale ci sono resti di fortificazioni della linea gotica. Inoltre di particolare rilievo le fioriture che allietano l’escursionista specialmente nella tarda primavera.

Passo del Vestito


Rifugio Città di Massa



Campareccia

Sentiero CAI 41

Antona

Direzione Pasquilio

Pasquilio - Inizio sentiero CAI 140

Col di Melo

Breve tratto di portage per arrivare alla vetta 

Croce del Monte Folgorito

Linea Gotica - Panorama

Panorama dal Monte Folgorito


Seravezza

Mulino nei pressi di Cansoli

Sentiero Alta Versilia

Terrinca

Direzione Cipollaio

Galleria del Cipollaio

Loc. Tre Fiumi


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giovedì 21 ottobre 2021

Covid: confronto 2020 - 2021

Coronavirus in Italia, confronto anno 2020 con 2021.

Nuovi casi giornalieri, tasso di positività ai tamponi molecolari, decessi e numero di persone ricoverate in terapia intensiva oggi e 12 mesi fa. 

Entriamo adesso nel periodo clou, incrociamo le dita!






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martedì 19 ottobre 2021

Nuovo digitale terrestre: ecco quali canali iniziano la migrazione dal 20 ottobre

Rai e Mediaset hanno annunciato quali canali dal 20 ottobre inizieranno a trasmettere in mpeg4, il primo passo verso la migrazione al nuovo standard tv che avverrà solo nel 2023. Tuttavia alcuni apparecchi tv non riusciranno a vedere questi canali a partire da questa data: ecco quali sono e come fare a capire se il tuo televisore vedrà ancora tutti i canali.



Dal 20 ottobre al via la prima fase del passaggio al nuovo digitale terrestre che sarebbe dovuta iniziare a partire da settembre in importanti regioni come Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna. 
Si tratta del passaggio alle trasmissioni in mpeg4, un formato video che però non tutti i televisori nelle case degli italiani sono in grado di leggere. 
Fortunatamente non tutti i canali passeranno alle trasmissioni in mpeg4 a partire dal 20 ottobre: le nuove direttive ministeriali, infatti, danno alle emittenti la facoltà di scegliere se e per quali canali iniziare a trasmettere in mpeg4 a partire da questa data. Per obbligare tutte le emittenti al passaggio all'mpeg4 servirà un apposito provvedimento che il Governo dovrebbe emanare entro la fine dell'anno (se non ci saranno altri ritardi).

Trasmissioni in mpeg4: ecco su quali canali
In generale saranno i canali tematici delle varie emittenti a fare da apripista abbandoneranno le trasmissioni in mpeg2 (lo standard attualmente in uso) per iniziare a trasmettere in mpeg4 a partire dal 20 ottobre. Al momento solo Rai e Mediaset hanno annunciato ufficialmente quali sono i canali interessati al passaggio: eccoli nel dettaglio.

Canali Rai che continueranno le trasmissioni in mpeg2 (come avviene ora):
Rai1, Rai2, Rai3 e Rainews24

Canali Rai che trasmettono in mpeg4 dal 20 ottobre:
Rai 4, Rai 5, Rai Movie, Rai Yoyo, Rai Sport+ HD, Rai Storia, Rai Gulp, Rai Premium e Rai Scuola

Canali Mediaset che continuano le trasmissioni in mpeg2 (come avviene ora):
Canale 5, Italia 1, Rete 4

Canali Mediaset che trasmettono in mpeg4 dal 20 ottobre:
TGCOM24, Mediaset Italia 2, Boing Plus, Radio 105, R101 TV e Virgin Radio TV

Mpeg4: non tutti riusciranno a vederlo
Il passaggio dal formato standard mpeg2 a quello in HD con codifica mpeg4 non sarà indolore: alcuni televisori, soprattutto quelli che hanno più di una decina d'anni potrebbero non essere in grado di leggere il nuovo formato. Chi ha una tv molto vecchia (indicativamente prima del 2010), quindi, smetterà di vedere tutti quei canali che passeranno alla codifica mpeg4. Già ora infatti questi apparecchi non sono più in grado vedere i canali in HD. 
Per gli altri non cambierà nulla, o meglio entro giugno 2022 la banda dei 700MHz deve comunque essere liberata perché verrà concessa alle compagnie telefoniche. Se come sembra il passaggio al nuovo codec (HEVC) e alla nuova modulazione (DVB-T2) slitteranno di conseguenza, avremmo un periodo di transizione più lungo per cui chi ha un apparecchio tv acquistato fra il 2010 e il 2016 potrà forse continuare ad usarlo ancora per un po' di tempo.

Come scoprire se il proprio tv non è compatibile con l'mpeg4
Ma come si può sapere con certezza se dal 20 ottobre i canali che passeranno all'mpeg4 non saranno più visibili? Le cose che si possono fare sono tre:
  • recuperare il manuale del proprio modello di televisore (spesso li si trovano anche in rete) e controllare se è in grado di supportare la codifica mpeg4;
  • sintonizzarsi sui canali già ora in HD (in genere quelli dal 501 in su): se si riescono a vedere, non ci saranno problemi neppure a vedere anche i canali che passeranno a ottobre;
  • più in generale bisogna tener conto che i televisori più vecchi del 2010 hanno altissime probabilità di non vedere più questi canali.
In questo momento, non è necessario eseguire il test dei canali 100 e 200: se anche sintonizzandosi su questi due canali non si visualizza la scritta "Test HEVC Main10", si riusciranno comunque a vedere i canali che passano alla codifica mpeg4 in questa prima fase.

La nuova roadmap verso il DVB-T2
Come abbiamo visto, il primo passo della migrazione al nuovo standard tv coinvolgerà solo alcuni canali e per fortuna solo i televisori più vecchi. Ma quanto si potrà aspettare prima di dover cambiare un televisore che non sarà compatibile con il DVB-T2? Se vogliamo riassumere per una maggiore chiarezza, ecco quali sono le nuove date del passaggio al nuovo digitale terrestre.
Fase 1 (passaggio al mpeg4): parte dal 20 ottobre su base ‘volontaria’ ovvero un’emittente può decidere se continuare ad usare il codec mpeg2 o passare al mpeg4 come si sarebbe dovuto fare. Chi ha un televisore molto vecchio (pre 2010 circa) quindi potrebbe non essere più in grado di visualizzare i canali che le emittenti decidono di trasmettere in mpeg4, mentre continueranno a vedere tutti gli altri.
Fase 2 (Spostamento delle frequenze): Sardegna a parte, slitta più in là nel tempo a partire da gennaio 2022. Insomma, cambiano le date in cui bisogna risintonizzare la propria TV.
Fase 3 (abbandono DVB-T in favore del DVB-T2, nuovi codec, ecc…): slitta ora a un lasso di tempo da giugno 2022 a gennaio 2023. In sostanza, i tempi per questa fase previsti inizialmente restano validi, ma solo spostati più in là nel tempo.

Decoder o televisore nuovo?
Chi possiede televisori non in grado di ricevere trasmissioni in mpeg4, non sarà certamente in grado di ricevere i segnali trasmessi in DVB-T2 e non saranno in grado di decodificare lo standard H265/HEVC. A transizione conclusa, chi ha un televisore non più compatibile sarà costretto a dover cambiare il proprio apparecchio o a prendere un decoder per poter vedere correttamente tutti i canali. I decoder sono già in vendita nei negozi di elettronica a un prezzo che va dai 30 ai 250 euro. Se decidi per un decoder esterno puoi consultare il nostro test comparativo sui decoder abilitati alla ricezione dei canali del nuovo digitale terrestre.

Bonus TV o decoder: che cos'è e come averlo
È stato previsto dal decreto legge del ministero dello Sviluppo Economico, pubblicato in Gazzetta ufficiale, un bonus fino a 30 euro che permetterà di adeguare il proprio vecchio televisore acquistando un decoder o di comprarne uno in grado di supportare il nuovo standard DVB-T2. L'incentivo può arrivare fino a un massimo di 30 euro, quindi nel caso in cui il decoder dovesse costare meno, anche il bonus verrebbe erogato in maniera ridotta. Per accedere all'incentivo, le famiglie con reddito Isee fino a 20 mila euro dovranno scaricare un apposito modulo disponibile sul sito del MISE attraverso il quale autocertificheranno di avere diritto al contributo.
Il bonus verrà erogato direttamente dal negoziante che al momento dell'acquisto dovrà inserire il codice fiscale dell'acquirente sul sito dell'Agenzia delle entrate, insieme ai riferimenti del documento di identità e ai dati identificativi del prodotto. Nella prima dichiarazione fiscale utile il negoziante recupererà lo sconto applicato tramite credito d'imposta. Sono stati destinati 151 milioni di euro per i consumatori a partire dal prossimo 18 dicembre e fino al 2022.

Un bonus anche senza limiti di Isee
Oltre al bonus già attivo, è in arrivo un nuovo bonus tv che permetterà a chiunque, senza presentare alcun Isee, di comprare scontato un apparecchio compatibile con il nuovo digitale terrestre. Si tratta in pratica di uno sconto sel 20% (per un massimo di 100 euro) sull'acquisto di un nuovo apparecchio a seguito della rottamazione di uno venduto prima del 2018. 

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domenica 17 ottobre 2021

Campo carreggiato di Vetricia - Geosito del Parco delle Alpi Apuane


Descrizione geologica, naturalistica e paesaggistica 

L’area carsica della Vetricia è un altopiano compreso tra i 1300 e i 1500 m di altitudine ed è situato tra il massiccio montuoso del Pizzo delle Saette (1720 m) e la dorsale Pania della Croce-Pania Secca, al di sotto dei prati dell’Omo morto e del rifugio C.A.I. “Enrico Rossi”. Si tratta di un’area dominata da estesi fenomeni di carsificazione, sia superficiali sia profondi, come conseguenza delle abbondanti precipitazioni anche nevose e soprattutto della natura carbonatica e dell’intensa fratturazione del substrato roccioso. 
La litologia dominante è data da Metacalcari hettangiani più o meno dolomitizzati che, a seguito di processi di degradazione chimica, hanno conferito al paesaggio un aspetto assai caratterizzato da macroforme carsiche epigee. 
L’insieme dei fenomeni carsici e il loro grado di evoluzione inducono a ritenere che l’inizio del processo di carsificazione sia connesso al glacialismo quaternario e abbia avuto un successivo sviluppo con l’ampliamento per dissoluzione delle discontinuità e/o fratture presenti nel substrato roccioso. Nella Vetricia prevalgono dunque i campi solcati o ‘carreggiati’, insieme a crepacci e voragini impostati su due principali sistemi di diaclasi, con solchi molto profondi in direzione nord-sud e con fessurazioni meno evidenti in direzione est-ovest. 
Tra le macroforme vanno comprese anche le doline che, in numero comunque non rilevante, si trovano lungo le fratturazioni maggiori e presentano quasi tutte la caratteristica forma a ciotola con apertura circolare. 
Tra le microforme epigee troviamo scannellature e solchi rettilinei e/o meandriformi, scavati su superfici rocciose poco inclinate e lisce. Si aggiungono i solchi paralleli profondi, quelli a doccia e le vaschette di corrosione (‘kamenitze’). 
Inoltre, diverse cavità ipogee, a sviluppo prevalentemente verticale, hanno qui i loro ingressi (Abisso Revel, Buca Larga, Buca del faggio di Vetricia, ecc.). Nell’altopiano carsico della Vetricia, sono stati individuati almeno sei diversi luoghi con incisioni rupestri di epoca incerta, forse anche protostorica, tra cui il sito della ‘Pietra tonante’ (un lastrone distaccatosi dalla parete rocciosa) e del “Masso erratico” (un grande blocco di trasporto glaciale). 

 





Descrizione del grado di interesse 

Il geomorfosito carsico della Vetricia esprime un interesse quanto meno regionale, perché nelle Apuane e in Toscana sono estremamente rari i luoghi che possono annoverare un simile numero di macro e microforme epigee, spesso complete in ogni loro aspetto. 
La morfologia carsica mostra qui gran parte delle forme superficiali, con la sola eccezione degli elementi di grande scala (uvala e polje), che vengono in parte compensati, nella scala di valore, dalla presenza di elementi ipogei rilevanti

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lunedì 11 ottobre 2021

Marche Trail

Lo scorso fine settimana ho partecipato al Marche Trail, un evento bikepacking da affrontare in totale autonomia senza alcun supporto da parte dell'organizzazione. E' stata l'occasione per conoscere e scoprire una bellissima regione italiana, l'unica al plurale! 

Tre giorni di pioggia, fango, freddo e tanto divertimento con i miei amici Epici (Claudio Santi, Gabriele Dini detto il Kunta, Alessio Landi e Tiziano Landi) per un totale di 363 km e 7320 metri di dislivello.

Offida (AP)

Loreto (AN)


Il percorso, completamente pedalabile e con difficoltà tecniche basse, è quasi interamente su strade bianche ed asfaltate secondarie ed attraversa antichi borghi marchigiani: 
Loreto, Recanati, San Severino Marche, Serrapetrona, Belforte, Sarnano, Montefortino, Appignano del Tronto e Offida. Immancabile è la splendida città di Ascoli Piceno.




Ecco alcune foto del Trail:

Loreto

Recanati




Cristo delle Marche

Lago di Cingoli






Castello di San Severino Marche

Lago di Caccamo


Chiesa di S.M. Maddalena - Passo della Pagnotta

Lago di Fiastra

Lago di Fiastra


Sarnano


Ascoli Piceno

Appignano del Tronto


Chiesa di Santa Maria della Rocca - Offida

Offida

Finisher

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