venerdì 29 dicembre 2023

Il centenario del passaggio della Garfagnana alla Provincia di Lucca



Una giornata per ricordare il passaggio della Garfagnana dalla provincia di Massa Carrara a quella di Lucca, avvenuto 100 anni fa. 
E’ in programma sabato 30 dicembre, a partire dalle 10, al Teatro Alfieri di Castelnuovo di Garfagnana la giornata di approfondimento ‘100 anni insieme - 1923-2023’, organizzata dalla Provincia di Lucca, il Comune di Castelnuovo e l’Unione dei Comuni della Garfagnana. 
Dopo 64 anni nei quali la Garfagnana era stata sotto l’amministrazione di Massa Carrara, il 9 novembre 1923 passò ufficialmente sotto la Provincia di Lucca, a seguito del decreto approvato dal Consiglio dei Ministri nel mese di ottobre, che approvava che il Circondario di Castelnuovo di Garfagnana fosse aggregato all’ente provinciale lucchese. Con i suoi 17 Comuni e quasi 43mila abitanti, dunque, dal novembre del 1923 la Garfagnana diventava lucchese a tutti gli effetti. 
La decisioni riscontrò l’opposizione di alcuni esponenti fascisti della Garfagnana, vicini al Fiduciario del Fascio per la Provincia di Massa, ma questo non fermò il passaggio. 
Di questo momento storico si parlerà, dunque, il 30 dicembre al Teatro Alfieri. Il programma prevede alle 10:30, i saluti istituzionali del sindaco di Castelnuovo di Garfagnana, Andrea Tagliasacchi; del presidente della Provincia, Luca Menesini e del presidente della Regione, Eugenio Giani che saranno accolti dalla Filarmonica ‘G. Verdi’ di Castelnuovo di Garfagnana. Seguiranno, quindi, gli interventi del presidente della Fondazione Cassa di risparmio di Lucca, Marcello Bertocchini e da quello della Fondazione Banca del Monte di Lucca, Andrea Palestini e del professore di Storia contemporanea, Umberto Sereni, moderati dalla sindaca di San Romano in Garfagnana, Raffaella Mariani.

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domenica 17 dicembre 2023

Centinaia di fiaccole illuminano le strade di Gallicano


Come ogni anno sono state le fiaccole a illuminare i cuori della Valle del Serchio per la 44esima fiaccolata natalizia di Gallicano.

L’accensione delle fiaccole è stata anticipato dalla benedizione di don Fiorenzo Toti. A seguire alcune premiazioni tra cui quella di Alessandra Pia da diversi anni voce della manifestazione; Stefano Gori atleta paralimpico e poi, molto applaudito, Luca Farinelli fisioterapista della nazionale italiana di tennis, per la fresca vittoria della Coppa Davis

Tanta la partecipazione della gente e delle associazioni e soprattutto di tanti giovani con anche una folta rappresentanza dell’istituto comprensivo di Gallicano.

Tra i presenti anche gli Amici di Nico con in testa tanti da giovani calciatori. Tra le associazioni come sempre presenti anche gli sbandieratori di Gallicano che hanno animato sia la fiaccolata che le ore precedenti. Per quanto riguarda la manifestazione, per il secondo anno percorso completamente differente dalla tradizione. Molto suggestivi i passaggi nel centro storico di Gallicano.

Una novità di quest’anno la presenza di un carro con le renne, installazione natalizia creata dalla compagnia la Ribalta di Gallicano.

Alla fine come sempre una fiaccolata suggestiva e intensa per la piena soddisfazione anche del primo cittadino; David Saisi

Fonte: Noi Tv

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martedì 12 dicembre 2023

44° edizione della Fiaccolata di Gallicano

 Anche quest’anno il Comune di Gallicano, insieme al Comitato Fiaccolata, organizza la 𝐅𝐢𝐚𝐜𝐜𝐨𝐥𝐚𝐭𝐚 𝐝𝐞𝐥𝐥𝐚 𝐕𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐝𝐞𝐥 𝐒𝐞𝐫𝐜𝐡𝐢𝐨 giunta alla sua quarantaquattresima edizione. Siamo quindi lieti di invitarvi 𝐒𝐚𝐛𝐚𝐭𝐨 𝟏6 𝐃𝐢𝐜𝐞𝐦𝐛𝐫𝐞 𝐚𝐥𝐥𝐞 𝐨𝐫𝐞 𝟐𝟎:𝟎𝟎 in Piazza della Posta a Gallicano (LU) per accendere insieme a noi una fiaccola in nome della solidarietà.






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lunedì 11 dicembre 2023

Il video ufficiale della Garfagnana EPIC Winter 2023

Il video ufficiale della Garfagnana EPIC Winter 2023 realizzato da Danilo Musetti.

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domenica 3 dicembre 2023

Il promo della Garfagnana EPIC Winter 2023

Il bellissimo promo della Garfagnana EPIC Winter 2023 realizzato oggi da Danilo Musetti.

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mercoledì 29 novembre 2023

I Saisi di Gallicano

Nel 1988 Fiorello Achille Saisi fece una ricerca sul cognome Saisi dal titolo "I Saisi, forestieri a Gallicano". Queste furono le sue conclusioni (pag. 22):


Da quanto descritto, ricercato e documentato, emerge una verità attendibile: i Saisi di Verni erano veramente Forestieri (stranieri). Verni non rappresentò un approdo stabile, tant'è che si portarono a Gallicano e pagarono per secoli la tassa di stranieri o forestieri che dir si voglia. Questi Saisi non potevano provenire dalla Lucchesia.
Il loro cognome riportato alla francese, Saise - de Saise - Saisse, nei vari documenti, credo possa testimoniare una provenienza da territori di lingua francese. La presenza dei Saisi a Nizza mi conforta in questa ipotesi.

Il 1400, con intuizione supportata dalla ricerca, è stato con buona probabilità il secolo dell'emigrazione da Nizza a Verni. Come e per quale ragione rappresentanti di questa famiglia si stabilirono a Verni è di difficile interpretazione. Azzardo un'ipotesi suggestiva: i Saisi potrebbero essere venuti in Italia come soldati del ducato di Savoia al seguito di Carlo VIII. Ripeto, è un'ipotesi suggestiva, ma verosimile.

La ricerca ci ha fatto scoprire anche il blasone o stemma del casato e questo non è poco. Al lume di quanto esposto, da oggi i Saisi possono assumere come arma della casata lo scudo « d'azzurro a tre foglie di semprevivi d'oro nutriti sulla vetta d'una roccia di tre cime al naturale e sormontata in capo da una stella d'oro ». Conviene altresì sottolineare che i colori della casata sono l'azzurro (alla Savoia) ed il giallo oro.

Desidero terminare ricordando a tutti i Saisi di Gallicano la loro nobile ed antica origine, degna di blasone e di rispetto. Lunga vita a questa stirpe.

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martedì 28 novembre 2023

La Cascata del Balzone al Boscaccio

Avete mai sentito parlare della Cascata del Balzone? Penso proprio di no. 



Eppure questa cascata, che scaturendo da una stretta forra precipita nelle acque limpidissime di un minuscolo e profondo laghetto, dista poche centinaia di metri dal Boscaccio, località situata lungo la strada provinciale Gallicano - Fornovolasco.




La cascata è situata sul Fosso delle Randine, canale che scende dalla destra orografica della Turrite di Gallicano (sulla Carta Tecnica Regionale è riportato erroneamente il nome Fosso delle Rondini).



La Cascata del Balzone, come scritto da Verole (Grotta del Vento), è uno dei tanti tesori nascosti della nostra valle che nessuno conosce ma che, se venissero opportunamente valorizzati, potrebbero contribuire in maniera valida allo sviluppo socioeconomico ed occupazionale della Garfagnana. 
Attualmente l'avvicinamento alla cascata non è cosa agevole, in quanto è ostacolato dalla necessità di guadare il torrente e di procedere tra massi scivolosi e instabili ma, data la brevità del percorso, sarebbe facile realizzare un sentiero che permetta anche alle persone meno dotate fisicamente di ammirare questo capolavoro della Natura. 
La immediata vicinanza della Casa Vacanze Il Boscaccio, potrebbe offrire l'opportunità di disporre di un'ottima base di partenza, dotata magari di un punto di ristoro, e di una serie di piazzole attrezzate con panchine, tavoli e cartelli esplicativi. Il luogo è incantevole.

Video del 14 agosto 2023.

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Trassilico - Borgata Centrale con Trattoria l`Amicizia

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Tombola di Natale - 13 dicembre


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lunedì 20 novembre 2023

martedì 14 novembre 2023

Garfagnana EPIC – X Edition – 1-2 giugno 2024


Eh già, noi siamo ancora qua… su due ruote attraverso la Garfagnana, nel decennale della nostra EPICa avventura in Mountain Bike! 
Da 10 anni, pedaliamo attraverso sentieri mozzafiato, superando sfide che lasciano ricordi indimenticabili.
La Garfagnana EPIC non è solo un evento, è una celebrazione della passione per la Mountain Bike e della bellezza selvaggia di un territorio unico.
Unisciti a noi per festeggiare un decennio di emozioni, amicizie e adrenalina pura!
Non perdere l’opportunità di essere parte di questa storia, preparati per una esperienza di divertimento, avventura e pura passione per la Mountain Bike e la natura!

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Nuovo Consiglio Direttivo Rione Monticello

In data 23 ottobre si è costituito il nuovo Consiglio Direttivo del Rione Monticello:

Presidente: Luca Michelotti

Vice Presidente: Simone Montagnani

Cassiere: Nicole Rocco

Segretario: Sara Pasquini



In bocca al lupo!!

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venerdì 10 novembre 2023

Andrea Tagliasacchi è il nuovo Presidente delle Apuane


Con Decreto del 7 novembre 2023 il Presidente della Giunta Regionale Toscana Eugenio Giani ha nominato Andrea Tagliasacchi nuovo Presidente dell’Ente Parco delle Alpi Apuane. 
Tagliasacchi, vanta una consolidata esperienza amministrativa, già Presidente della Provincia di Lucca ed attualmente Sindaco del Comune di Castelnuovo Garfagnana e Presidente dell’Unione dei Comuni della Garfagnana. 
Il mandato del Presidente Alberto Putamorsi era giunto definitivamente a termine il 16 novembre 2022 e da quel momento, con diversi decreti che si sono susseguiti, è stato nominato Commissario per l’espletamento delle funzioni di competenza di Presidente. 
La procedura di nomina del nuovo Presidente, come stabilito dalla Legge Regionale 30/2015 e dallo Statuto del Parco, è stata avviata dalla Comunità del Parco che ha proposto alla Regione un elenco di quattro nominativi dotati di comprovata esperienza e competenze in materia di aree protette e biodiversità e di gestione amministrativa idonee al ruolo e alle funzione da ricoprire risultanti da documentato curriculum. 
Il Presidente Tagliasacchi, nella sua prima dichiarazione ha ringraziato il Presidente Eugenio Giani per la fiducia accordata e la Comunità dei sindaci che lo ha designato con una larghissima maggioranza. “Il mio impegno – dichiara il neo Presidente - è lavorare al fianco delle Amministrazioni locali in stretta collaborazione con la Regione Toscana e tutti coloro che vivono e operano nel Parco per valorizzare un territorio che esprime grandi potenzialità, in particolare in questo momento in cui andranno ridisegnate nuove relazioni tra centri abitati e aree protette. Un ringraziamento agli Amministratori uscenti, alla struttura tecnica e amministrativa e un augurio di buon lavoro al nuovo Consiglio Direttivo”.

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Poesia su Trassilico - Italo Pierotti 1908


Quand'io lo guardo contro il cielo d'oro
Mi sembra di vedere una gran mamma,
Una mamma gelosa di un tesoro
Che lo ricopre come un orifiamma
E il suo tesoro è il bel paese mio,
E dal gran manto son coperto anch'io.

Italo Pierotti 1908.

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lunedì 30 ottobre 2023

In MTB alla scoperta del Monte Penna, Croce di Bolognana, Tana di Castelvenere e della Pendolina

Un gran bel giro in MTB con tante cose da vedere: Croce di Bolognana, Tana di Castelvenere e Cascata della Pendolina.
Gallicano, Verni, Pian di Corte, San Luigi, Monte Penna, Croce di Bolognana, Tana di Castelvenere, Vallico Sopra, Cascata della Pendolina, Gallicano.



Si parte da Gallicano direzione Trassilico, dopo aver superato di 1 chilometro l’Agriturismo Summer svoltiamo a sinistra per la sterrata che ci porta, nel giro di 6 chilometri, a San Luigi (m. 871) dopo essere passati da Pian di Corte (m. 878).








Il villaggio pastorale di San Luigi (m. 871 s.l.m.) deve il suo nome a Luigi Gonzaga, venerato nella piccola Chiesa la cui conformazione attuale risale presumibilmente al XVIII secolo come è indicato dalla data incisa sopra il portale di ingresso del fabbricato. Fino agli anni '60 il culto del santo era ancora vivo nei residenti della zona, che portavano la sua effige in processione da Vallico Sopra a San Luigi. Posto a quota 871 metri sul livello del mare, in posizione assolata su una serie di dolci ed ampi terrazzamenti, San Luigi è costituito da piccole case isolate con pochi locali organizzati su due livelli, all'interno dei quali i pastori e gli animali trascorrevano i mesi estivi separati dai villaggi madre posti a quote più basse. La pratica dell'alpeggio si è protratta qui, come in altri villaggi pastorali delle Alpi Apuane, fino ai primi anni del secondo dopoguerra, fin quando la debole economia pastorale è stata definitivamente sopraffatta dall'economia industriale del fondovalle. Nel villaggio risiedono ancora oggi alcune famiglie dedite alle attività agricole e pastorali, presso cui è possibile reperire produzioni tipiche e locali quali formaggi ovini e vaccini, insaccati di maiale e ottima farina di castagne.


Da San Luigi proseguiamo per la strada in salita per circa 500 metri per poi imboccare il sentiero CAI 136/A. In meno di 1 km, con qualche tratto di bici a spinta, arriviamo sulla cima (non panoramica) del Monte Penna (m. 990).









Da qui inizia una bella e tecnica discesa che ci porta al Colle del Monte Penna (Croce di Bolognana).







Il Colle del Monte Penna è situato a 800 metri di altitudine, poco al di sotto della vetta del monte omonimo che ha un'altezza di 982 metri sul livello del mare. Sul colle, nel 1971 è stata istallata una croce in ferro da un gruppo di appassionati della montagna di Bolognana. Meta di escursionisti e montanari questo luogo offre una splendida vista panoramica sulla Valle del Serchio e sull'Appennino Tosco-Emiliano. Molte associazioni locali vi organizzano ogni anno feste e pranzi all'aria aperta.


Si prosegue il sentiero direzione Cardoso e dopo poco si raggiunge la Piazzola (720 m.) dove svoltiamo a destra. Dopo qualche centinaia di metri, sulla destra, troviamo le indicazioni per la Tana di Casltelvenere (5 minuti a piedi).







La Buca di Castelvenere, detta anche di Casteltendine, si apre, a quota 700 m. s.l.m., sul versante sud orientale del Monte Penna, nella valle della Turrite Cava, nel Comune di Fabbriche di Vallico. Il tratto iniziale della buca, ampio e a forma di imbuto è percorribile con la luce naturale ed è lungo circa 50 metri. Al termine di questo si aprono due rami: quello di sinistra, da cui fuoriesce un ruscello, è stato esplorato dal Gruppo Speleologico Bolognese per circa 1.700 metri; quello di destra asciutto, termina dopo circa 140 metri. La buca è comunque interessante più per gli aspetti storici che per quelli naturalisti e speleologici. Indagini archeologiche effettuate negli ultimi trenta anni hanno consentito il recupero di numerosi reperti, che dimostrano la lunga e antica frequentazione dell'antro con evidente scopo culturale.
La sacralità del luogo era certamente connessa con il ruscello che sgorga direttamente dalla grotta e gli stessi reperti evidenziano, almeno per certe epoche, l'esistenza di un culto delle acque, cui probabilmente si attribuivano proprietà salutari o associate alla fecondità. Poco a valle della grotta sono visibili i resti di un muraglione in pietra di cronologia incerta, forse costruito per scopi difensivi e militari. Tra i reperti di epoca etrusca e romana rinvenuti durante gli scavi ed oggi esposti nel Museo Nazionale di Villa Guinigi a Lucca e nel Museo Archeologico a Castelnuovo di Garfagnana, meritano una particolare attenzione i bellissimi bronzetti votivi etruschi.


Proseguiamo il sentiero, attraversando Rio Solco, e dopo circa due chilometri intercettiamo la strada asfaltata Vallico Sopra- San Luigi. Svoltiamo a sinistra prima per Vallico Sopra, poi Vallico Sotto ed infine Fabbriche di Vallico.





Proseguendo per Gallicano, sul versante destro della Valle della Turrite Cava è situata la cascata della Pendolina, che raccoglie le acque del torrente della Pendolina ed ha un salto d'acqua di oltre cinquanta metri. Anche questa merita sicuramente una visita.







La cascata ha una portata di acqua che varia a seconda delle stagioni, solo nei periodi particolarmente secchi è pressoché asciutta. Raggiungere questo luogo è molto facile ed è alla portata di tutti, bastano 10-15 minuti di cammino per circa 750 metri di sentiero (non segnato! In altre parti d'Italia ci sarebbero le indicazioni già sulla Fondovalle!).

Molti la conoscono con il nome "cascata del Pendolino" perché il vento spostando continuamente la caduta dell'acqua ricorda il movimento del pendolo.

Il suo vero nome però, come testimoniano anche alcuni libri locali, è "cascata della Pendolina" (o "Pendorina" per gli abitanti di Vallico) perchè, come scritto sopra, raccoglie le acque del torrente Pendolina (affluente della Turrite Cava, a sua volta affluente di destra del fiume Serchio).

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venerdì 20 ottobre 2023

Appennino in MTB: da San Pellegrino a Porretta Terme

Due giorni in MTB sui crinali dell'Appennino, da San Pellegrino in Alpe a Porretta Terme. 

Giorno 1: San Pellegrino in Alpe - Sestola - 53 km e 2110 m D+.

San Pellegrino in Alpe, Giro del Diavolo, Monte Spicchio, Bassa del Saltello, Vetricia, Cima dell’Omo, Porticciola, Lago Santo, Ronchi, Rotari, Fiumalbo, Monte Cimone, Lago della Ninfa, Sestola.

 
 





Giorno 2: Sestola - Porretta Terme - 50 km e 1850 m D+ 

Sestola, Fanano, Capanno Tassoni, Croce Arcana, Lago Scaffaiolo, Corno alle Scale, Passo dello Strofinatoio, Passo del Cancellino, Uccelliera, Rifugio Monte Cavallo, Porretta Terme.

 





Ci sarebbe stato anche un terzo giorno, da Porretta Terme a Pistoia passando dal Lago di Suviana ma secondo me non merita, meglio rientrare alla base dalla stazione di Porretta Terme. Ecco comunque qualche foto.



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