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lunedì 27 gennaio 2025

Il GIRO "Della Robbia" - Gallicano

Il nome dei Della Robbia è legato a Gallicano da due opere di eccezionale bellezza. I Della Robbia furono fra le famiglie più importanti nella scena fiorentina e toscana del Quattrocento e del Cinquecento. Furono scultori e artisti specializzati nella tecnica della terracotta invetriata. 
I componenti della famiglia sono diventati poi il simbolo delle maioliche colorate, chiamate oggi robbiane. Nella chiesa parrocchiale di San Jacopo vi è uno dei più fulgidi esempi di questa tecnica, messa a punto da Luca Della Robbia e che fu utilizzata a partire dagli anni quaranta del 1400. Grazie a questa pratica le opera dei Della Robbia prendono vita in una sorta di tridimensionalità policroma. 
Sulla navata sinistra della chiesa di San Jacopo (altare di San Giuseppe) spicca questa pala d’altare, alta 3,38 metri e larga 2,05 metri. Un’opera che per la maestosità e i suoi colori colpisce subito l’occhio. 
Le figure rappresentate al suo interno con i loro gesti e i silenziosi sguardi comunicano come mille parole. Nella lunetta superiore riconosciamo Dio mentre benedice i personaggi sottostanti. 
La figura principale è la Madonna con il Bambino Gesù: tenera e realistica questa immagine, in cui si vede il bambinello che stringe il dito della Madre, mentre Maria con la mano sinistra afferra il braccio di Gesù in segno di protezione. Gli altri personaggi che attorniano Maria sono San Giuliano, San Benedetto abate, alla destra, mentre alla sua sinistra San Giuseppe e Santa Caterina d’Alessandria, sopra di lei due angeli che, affiorando dalle nuvole, incoronano la Madonna. 
L’opera è da sempre legata al nome di Domenico Bertini, ritenuto probabilmente il committente della pala, anche se recenti studi portano alla luce nuovi documenti che riconduco l’erezione dell’altare (1513) alla nobile famiglia Cheli. 

IL TONDO ROBBIANO 
Della stessa epoca è quest’altra opera, un vero e proprio gioiello: il cosiddetto “tondo robbiano” che rappresenta la “Madonna con il bambino”, un bassorilievo fatto anch’esso in terracotta policroma invetriata. Il suo diametro è di una sessantina di centimetri e rappresenta la Madonna a mezzobusto con il bambino Gesù a figura intera. 
Questo tondo nei tempi antichi era collocato al di fuori delle mura castellane, ed era sopra la fonte pubblica, situata nell’attuale Via Cavour (al tempo conosciuta appunto come via delle Fontane). 
Dal 1960 quest’opera è stata spostata sotto le logge del Palazzo comunale per preservarla dalle intemperie e sostituita con una copia. 
Il suo ultimo restauro risale al 2002. Tanto belle erano (e sono) le terrecotte policrome “gallicanesi” che al tempo il museo degli Uffizi offrì una considerevole somma al Comune di Gallicano per vendergli questi prodigi artistici. Con intelligenza e lungimiranza la risposta dell’Amministrazione fu negativa e ancora oggi queste opere arricchiscono il nostro patrimonio storico ed artistico.

Serena Da Prato



Fonte: L'Aringo - Il Giornale di Gallicano n. 21 Novembre 2024

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venerdì 8 novembre 2019

Le fontane di Via Cavour a Gallicano


La fontana di Via Cavour era anticamente la fonte pubblica di Gallicano, trasformata più volte nel corso dei secoli, posta fuori delle mura del castello la troviamo raffigurata in un disegno del 1583, conservato presso l’A.S.L. La vecchia fonte fu demolita verso la fine del 1800, la ricostruzione successiva l’ha consegnata a noi nella sua forma attuale. 
La sua storia resta legata al nome dei Della Robbia, infatti un tondo di terracotta invetriata, raffigurante una Madonna con Gesù Bambino ed attribuibile alla suddetta scuola, era posto sopra le due fontane. Nel tempo fu sempre oggetto di devozione da parte degli abitanti di Gallicano. 
Anche quando una Galleria d’arte italiana offrì 20.000 lire per il suo acquisto, nei primi anni del ‘900, il Comune rifiutò l’offerta. Nel 1960 l’Amministrazione Comunale di allora decise di spostarla sotto la loggia del Comune, luogo più sicuro e protetto dalle intemperie. 
Nel 2001 l’Amministrazione Comunale con il contributo della Fondazione della Banca del Monte di Lucca avviò le pratiche di restauro, che si conclusero nel 2003. In occasione della fine dei lavori di miglioramento antisismico dell’Edificio Comunale il tondo restaurato venne ricollocato sotto il loggiato, patrimonio di tutti e visibile in ogni momento

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martedì 21 ottobre 2014

Lo Stemma della famiglia Bertini di Girolamo Della Robbia nell'opera "Stemmi Robbiani in Italia e nel Mondo"

Sono felice di aver contribuito alla pubblicazione dell'opera "Stemmi Robbiani in Italia e nel Mondo - per un catalogo araldico, storico e artistico" ed oggi ho ricevuto una copia omaggio dalla dottoressa Sara Fontana dell'International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities.


Ringraziamenti 

437 tra stemmi di priori, podestà, capitani, famiglie, case regnanti, vescovi e papi, simboli dei Comuni e delle Arti fiorentine, racchiusi in un’unica imponente pubblicazione interamente illustrata a colori. “Stemmi robbiani in Italia e nel mondo” (Polistampa, pp. 368, euro 120), a cura di Renzo Dionigi, è la più estesa catalogazione della produzione araldica della famiglia Della Robbia, e costituisce così un contributo fondamentale agli studi sulla ceramica.

Copertina del volume

A pagina 189 viene descritto lo stemma della famiglia Bertini che si trova nella chiesa di San Jacopo di Gallicano.
Pala d'altare - chiesa di San Jacopo
173. Girolamo Della Robbia

Stemma della famiglia Bertini

1516 ca.
D'azzurro, al gallo ardito d'argento, afferrante ed in atto di beccare una spiga di grano di (…).
Rilievo in terracotta invetriata policroma.

Gallicano (Lucca), chiesa di San Jacopo.

Ai lati della predella della splendida pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Giuliano, Benedetto, Giuseppe e Caterina d'Alessandria, sono posti entro due semplici formelle bordate da una cornice smaltata di bianco due identici scudi "sagomati di tipo a" con gli stemmi purtroppo danneggiati della locale famiglia Bertini. L'opera, realizzata da Girolamo seguendo lo schema di Andrea nell'impostazione dell'incorniciatura ma carica nelle figure di un moderno classicismo, venne commissionata probabilmente intorno al 1516. 
Stemma della famiglia Bertini
Stemma della famiglia Bertini

La tecnica della terracotta invetriata, messa a punto intorno al 1440 da Luca Della Robbia, garantiva alle sculture un’eccezionale resistenza agli agenti atmosferici, dimostrandosi quindi ideale per la produzione degli stemmi e dei blasoni che ancora oggi adornano palazzi ed edifici storici.
Le opere araldiche della dinastia dei Della Robbia e della bottega rivale di Benedetto e Santi Buglioni furono studiate e catalogate per la prima e unica volta nel 1919 da Allan Marquand.

Il lavoro di Renzo Dionigi, già rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, presidente dell’International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities e dell’Istituto di Studi Superiori dell’Insubria «Gerolamo Cardano», va finalmente a completare e aggiornare il lavoro dello studioso americano, colmando in particolare le numerose lacune sull’attribuzione dei singoli manufatti a ciascuno dei membri della numerosa famiglia robbiana.
Le sculture sono inoltre esaminate dal punto di vista strettamente araldico, secondo le leggi ormai consolidate e la terminologia di una scienza che impone l’analisi specifica di smalti, partizioni e figure nella loro posizione, numero e attributi. I saggi introduttivi permettono di inserire gli stemmi in un ben determinato contesto storico, mentre in appendice, accanto a una nutrita bibliografia, sono presenti un glossario dei termini araldici e una storia sintetica delle famiglie a cui appartengono gli stemmi.

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martedì 4 maggio 2010

Gallicano - Chiesa di S. Jacopo: Pala d'altare attribuita a Luca della Robbia


Gallicano, Chiesa di S. Jacopo: Pala d'altare attribuita a Luca della Robbia
Benedizione delle famiglie - 2003 Anno del Rosario

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