venerdì 29 dicembre 2017

Bellezza@ - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati. 285.000 euro per la Chiesa di San Jacopo

Il 21 maggio 2016 l'Associazione culturale L'Aringo lanciò un appello a tutti i gallicanesi affinchè inviassero un e-mail a bellezza@governo.it per recuperare la Chiesa di San Jacopo.
E' notizia di oggi che la Commissione per la selezione degli interventi di cui al progetto "Bellezza@ - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati" ha concluso le proprie attività destinando alla Chiesa di San Jacopo 285.000 euro!

Che suonino le campane!


sabato 21 maggio 2016


Una e-mail per San Jacopo - bellezza@governo.it


Dopo varie indicazioni l'Associazione culturale L'Aringo, in merito all'iniziativa del Governo di mettere a disposizione 150 milioni di euro per il recupero di luoghi culturali (e non solo), ha deciso di appoggiare la proposta di Don Fiorenzo e del C.P.A.E (Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici) per il recupero della Chiesa di San Jacopo. 
Si segnala la necessità di un restauro conservativo del duomo, luogo di culto, di pregio storico e artistico. Gli interventi da fare sono molti: l'impianto elettrico, la riparazione della copertura, tinteggiatura, ripulitura della facciata. 
Crediamo di fare cosa gradita a tutti, pertanto invieremo all'indirizzo di mail bellezza@governo.it la nostra segnalazione. 
San Jacopo è li che domina Gallicano da secoli e secoli, ha visto i matrimoni dei nostri genitori e le comunioni dei nostri figli, insomma San Jacopo è nel cuore di tutti i gallicanesi. 
Inviate anche voi un e-mail a bellezza@governo.it 

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Tassa di soggiorno in Garfagnana

La Nazione del 29-12-17

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Videosorveglianza: Gallicano tra i comuni finanziati dalla Regione

Dal sito Toscana Notizie una buona notizia per Gallicano. Il nostro Comune (l'unico della Mediavalle Garfagnana) rientra tra i comuni finanziati su progetti per la videosorveglianza.



Come l'anno scorso il bando si era chiuso ad ottobre ed ora è pronta la graduatoria. La Regione Toscana finanzia con altri 850 mila euro 67 progetti di videosorveglianza per altrettanti Comuni o Unioni di Comuni. Il contributo arriva fino al 70 per cento della spesa. E' un modo (non l'unico) per aumentare la sicurezza in città e nei paesi: di sicuro un deterrente per ladri, scippatori e malavitosi.

L'anno scorso altre telecamere erano già state installate o potenziate: 63 progetti finanziati, sempre fino al 70 per cento, con 1 milione e 522 mila euro. "Stavolta – spiega l'assessore alla sicurezza, Vittorio Bugli – abbiamo dato la precedenza anzitutto ai comuni più piccoli, che la vecchia legge escludeva dai contributi, e in genere a tutti quei territori che nel 2016 non avevano avuto accesso ai finanziamenti". In tredici mesi sono stati aiutati 130 progetti e stanziati 2 milioni e 372 mila euro. "Di fatto - dice ancora l'assessore - visto che in diversi casi si tratta di Unioni siamo intervenuti su oltre la metà dei Comuni di tutta la Toscana". Sono state premiate le amministrazioni che hanno operato in modo congiunto o che contribuiranno a creare reti di videosorveglianza che si estenderanno oltre il territorio comunale. In qualche caso saranno installati sistemi in grado anche di riconoscere e annotare, in automatico, le targhe dei veicoli.

"La sicurezza – annota Bugli - non è qualcosa che si costruisce solo con una rete di telecamere. Passa sicuramente anche dalla rivitalizzazione di quartieri, paesi ed aree urbane e come giunta siamo impegnati infatti anche su questo fronte, con più di 600 mila euro stanziati tra la fine dell'anno scorso e quest'anno. E quei progetti stanno andando bene, da Prato a Livorno, da Pisa a Firenze". "Tuttavia – aggiunge – è evidente che aree buie, poco illuminate e poco sorvegliate costituiscono un contesto dove certi crimini possono compiersi con maggiore facilità. E in questi casi non potevano bastare qualche telecamera spot, ma servono e serviranno reti integrate, 'intelligenti' anche, capaci di dialogare tra loro: non per caso abbiamo chiesto di utlizzare sistemi aperti, per le tecnologie e per i software di controlllo e riconoscimento". "Il tenere tutto a sistema - conclude Bugli - sarà l'impegno per il futuro, accanto alla formazione di figure specifiche capaci di leggere e programmare, con strumenti adeguati, il livello di sicurezza di città e paesi".

Le domande al bando 2017 sono state tante: solo tra i Comuni più piccoli sessanta sono stati i progetti ammessi, tutti finanziati. Tra i comuni e le Unioni comunali più grandi, quelli con più di diecimila abitanti e che non avevano beneficiato di precedenti contributi, sono stati ammessi invece in undici e saranno finanziati in sette, l'ultimo solo parzialmente. Nel caso comunque si rendessero disponibili ulteriori risorse, la graduatoria potrà scorrere e la possibilità di finanziamento riguarderà anche i trenta Comuni o Unioni (ammessi) che già avevano goduto del bando dell'anno scorso e che hanno presentato ora nuovi progetti. "Con i i finanziamenti che abbiamo già messo in bilancio per il 2018 - accenna l'assessore - speriamo di poterli coprire. tutti". Servono 94 mila euro per i comuni che nel 2016 non avevano ricevuto finanziamenti e altri 672 mila per i trenta che già ne avevano goduto, per altri interventi.

Chi riceverà i contributi
Intanto presto saranno accredite le risorse già disponibili. Ai sessanta comuni più piccoli andranno complessivvamente oltre 728 mila euro, con contributi singoli in gran parte di 10 e 15 mila euro ciascuno, in alcuni casi un po' più bassi. Dipende dall'ammontare della spesa. Ne beneficeranno i comuni di Chiusi, Castelnuovo Berardenga, Chianciano Terme, Castellina in Chianti, Pontassieve e Rignano sull'Arno insieme, Vicopisano, Asciano, Monteriggioni, Rapolano Terme, Radicondoli, Crespina Lorenzana, Casole d'Elsa, Pitigliano, l'Unione dei Comuni dell'Altavaldera, Pieve a Nievole, Calci, Montecarlo, Radda in Chianti, Pelago, Fauglia, Gaiole in Chianti, Fivizzano, l'Unione dei Comuni della Valtiberina toscana, Santa Luce, Castiglione della Pescaia, Capoliveri, Gallicano, Guardistallo, Forte dei Marmi, Scarlino, Suvereto, Foiano della Chiana, Porcari, Monte San Savino, Vaglia, Stazzema, Laterina assieme a Pergine Valdarno. Roccastrada, Manciano, Bibbona, Civitella Paganico, Capalbio, Civitella in Val di Chiana, Anghiari, Buggiano con Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano, Marliana, Cavriglia, San Marcello, Pratovecchio-Stia, Scansano, Montepulciano assieme a Torrita di Siena, Sambuca Pistoiese, Rio nell'Elba, Zeri, Abetone-Cutigliano, San Gimignano, Pontremoli, Licciana Nardi, Porto Azzurro, Lucignano.
Tra i Comuni più grandi e i territori più popolati - a disposizione rimanevano poco più di 121 mila euro - riceveranno un finanziamento Sesto Fiorentino (20 mila euro), Altopascio (20 mila), Seravezza (16.012 euro), Monsummano Terme (20 mila), Impruneta (19.880), Aulla (20 mila) e l'Unione dei Comuni delle Colline Metallifere (5.545 euro, quota parte del contributo di 20 mila euro limitato alle risorse al momento disponibili).

Per approfondire:

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giovedì 28 dicembre 2017

Trail Building - Riscoprire e valorizzare vecchi sentieri in bicicletta



Un ringraziamento ad Antonio "Rouge" Rossi e a tutti coloro che s'impegnano per mantenere i nostri sentieri in ottimo stato! 

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Viene viene la Befana


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Tania, la castellana d'Italia


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mercoledì 27 dicembre 2017

Il vecchio cimitero di Gallicano


Il cimitero vecchio di Gallicano costituisce assieme alla millenaria pieve di San Iacopo un complesso monumentale di grande importanza posto nella porzione più elevata del paese.
L’area sepolcrale con l’annessa cappella funebre occupa una sella collocata sul rilievo che fa da spartiacque alla confluenza fra il torrente Turrite di Gallicano e il Serchio. L’area cimiteriale si affaccia infatti sulla valle della Turrite rendendo visibile il tratto nei pressi del paese con gli antichi impianti termali che sfruttavano le sorgenti di acqua calda e il ponte canale progettato da Lorenzo Nottolini.



Il complesso cimiteriale fu realizzato agli inizi del secolo XIX, la prima sepoltura risale infatti al 1808 quando, con il divieto di inumazione all’interno degli edifici di culto, fu necessario provvedere alla realizzazione di un’area apposita, individuata nelle immediate vicinanze della chiesa plebanale. 
Nel cimitero, in posizione baricentrica, fu costruita la cappella mortuaria costituita da un unico corpo di fabbrica.
Si tratta di un edificio realizzato in pietra locale con superfici esterne intonacate, tetto a capanna con la porzione absidale a padiglione. La struttura del tetto è in legno con un tavellonato in laterizio che, per tipo e dimensione parrebbe essere stato realizzato in sostituzione di quello originario, nel secolo XX. Il prospetto principale è caratterizzato da un alto timpano curvilineo che nasconde le falde del tetto; l’accesso alla cappella avviene attraverso una porta ad arco a tutto sesto mentre le quattro finestre, poste a due a due sui fianchi, sono a sesto acuto. 
Il pavimento interno della cappella è in massetto in cls. probabilmente in sostituzione di uno precedente deteriorato.


Le sepolture sono poste attorno alla cappella con l’esclusione del passaggio che la collega con il cancello di ingresso; diverse lapidi sono fissate al muro di cinta, altre sulle pareti esterne della cappella.


Le tombe a terra presentano monumenti o lapidi in marmo o in pietra; alcune sono contraddistinte solo da croci in metallo.
Il complesso dell’area destinata alle inumazioni è recintata da muri in pietra: quello verso la pieve, su cui si apre il cancello di ingresso in ferro battuto, è realizzato in conci di pietra arenaria locale squadrati e murati a faccia vista, i due muri laterali, per le caratteristiche morfologiche del sito sono addossati al versante, quello opposto all’entrata si affaccia sul fondovalle del torrente Turrite di Gallicano. Il cancello in ferro battuto versa in cattive condizioni statiche ed è privo di serratura.

Informazioni sullo stato della conservazione

Nel 1929 in considerazione della necessità di maggiore spazio per alloggiare nuove sepolture e stante l’impossibilità di ampliare il cimitero in considerazione della complessa morfologia del sito, che avrebbe comportato consistenti sbancamenti di terreno o onerosi muri di sostegno, fu individuata sul fondovalle, in prossimità della chiesa di Santa Lucia, una vasta area pianeggiante dove realizzare il nuovo cimitero comunale che, ad oggi, con alcuni ampliamenti resisi necessari dal bisogno di nuovi spazi, viene ancora utilizzato.
Dal suddetto anno ha inizio l’abbandono dell’area del vecchio cimitero con il conseguente degrado dovuto all’incuria, tanto che si è reso necessaria la chiusura della stessa per evitare il pericolo di crolli o cedimento con il conseguente pericolo per i visitatori.

Se vuoi leggere altri post sul cimitero vecchio di Gallicano clicca qui.

Nel 2018 è previsto, grazie all'art bonus, il restauro dell'antico cimitero.

Il progetto globale prevede di restaurare il complesso, rendendogli la dignità dovuta, riqualificandolo come area storica di pertinenza della secolare pieve romanica, riaprendolo così al culto dei defunti ma anche per utilizzarlo per la fruizione turistica. 
E’ prevista anche la pulizia dell’area con l’eliminazione della vegetazione infestante, il ripristino del vialetto di accesso alla cappella, la messa in sicurezza di alcune delle antiche sepolture, il consolidamento del muro di cinta, con la pulizia dei parati eliminando la vegetazione e la successiva stuccatura, il restauro e messa in sicurezza del cancello in ferro battuto. 
Per quanto riguarda le opere esterne all’area cimiteriale il progetto prevede inoltre interventi alla vegetazione sul versante Ovest (lato torrente Turrite) che minaccia di provocare dissesti al versante, il recupero del vecchio acciottolato in pietra locale che dall’area antistante la chiesa parrocchiale consente l’accesso al cimitero e il ripristino di un tratto della vecchia mulattiera che collegava la frazione di S. Andrea alla chiesa parrocchiale. 
Il complesso della pieve e del cimitero, si colloca in un percorso turistico che partendo dal centro del capoluogo, tocca il ponte canale del Nottolini, attualmente in corso di restauro, l’ex Cartiera Fanucchi, ora auditorium comunale, l’area delle vecchie terme, per giungere fino ai ruderi delle fortificazioni rinascimentali recentemente riportate alla luce, poste sulla sommità del colle che sovrasta il capoluogo. 
Le opere previste nel primo lotto sono le seguenti: 
– il restauro della cappella, consistente nel rifacimento del tetto con la sostituzione dei soli elementi strutturali principali che risultassero danneggiati in modo irreparabile, la sostituzione del tavellonato in cotto con tavolato incrociato in legno di castagno, la posa in opera di un manto impermeabilizzante di onduline e la successiva ricopertura con manto di laterizio con coppi recuperati dallo smontaggio, eventualmente integrati con altri analoghi per forma e colore di nuova fornitura. 
Il pavimento della cappella verrà realizzato con mattonelle di graniglia di marmo, i parati murari intonacati con malta di calce e tinteggiati nei colori originali (tonalità di giallo) desumibili dai lacerti ancora presenti nei luoghi meno esposti agli agenti atmosferici. 
Sulle finestre laterali verranno posti in opera infissi in legno di castagno ad un’anta con vetro di sicurezza, il portone in legno verrà restaurato. 
E’ prevista la posa in opera di lattonerie in rame per l’allontanamento delle acque meteoriche. 
 – per quanto riguarda le sistemazioni esterne è prevista la messa in sicurezza e il restauro del cancello in ferro battuto, compreso la fornitura di una nuova serratura.

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sabato 23 dicembre 2017

All I want is EPIC with you

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Il monte Coronato in MTB

Un bel giro di 32 km e 1200 metri di dislivello positivo nella zona della Controneria di Bagni di Lucca fino al raggiungimento del Monte Coronato (1.217 m. s.l.m.)



Per molti tratti il percorso ricalca il Gran Tour del Pratofiorito.

Fornoli, Ponte a Serraglio, Bagni di Lucca, Corsena, Guzzano, Gombereto, San Gemignano, Colle a Serra, Agriturismo Prato Fiorito, Foce al Lago, Foce al Debbio, Monte Coronato, Chiesa di Sant'Anna, la "trotina", Val Fegana, Fornoli.

Clicca qui per vedere le foto.






















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venerdì 22 dicembre 2017

Curiosità Gallicanesi

Simpatiche curiosità Gallicanesi alla pagina 8 de L'Aringo di dicembre 2017.


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L'immenso spettacolo del sole che tramonta nel Forato

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mercoledì 20 dicembre 2017

Lavori pubblici e manutenzione. Il punto della situazione


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Che ConFusione!

Nel numero di dicembre Informa C'è, mi è piaciuto l'articolo di David Saisi: Che ConFusione!


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lunedì 18 dicembre 2017

domenica 17 dicembre 2017

Rifugio Rossi alla Pania, dicembre 2017

Cena degli auguri di Natale 2017 al Rifugio Rossi, le foto che ho scattato.









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Contributo fino a 1000 euro per asilo nido e supporto domiciliare

Nell’ambito degli interventi normativi volti a sostenere i redditi delle famiglie è stato predisposto un contributo economico a sostegno della genitorialità.

Il premio, fino a un importo massimo di 1000 euro su base annua e parametrato a 11 mensilità, può essere corrisposto a:

Bambine/i nati o adottati/affidati dal 1° gennaio 2016 per contribuire al pagamento delle rette relative alla loro frequenza in asili nido pubblici e privati autorizzati (cosiddetto bonus asilo nido); Bambine/i al di sotto dei tre anni, impossibilitati a frequentare gli asili nido in quanto affetti da gravi patologie croniche, per i quali le famiglie si avvalgono di servizi assistenziali domiciliari (contributo per introduzione di forme di supporto presso la propria abitazione).
Le domande dovranno essere presentate all’Inps, a partire dal 17 luglio 2017 fino al 31 dicembre 2017, tramite le modalità previste dall’Istituto.

Per approfondimenti:

– consulta il Sito INPS: ⇒ https://www.inps.it/nuovoportaleinps/default.aspx?itemdir=51105

– la circolare INPS 22-5-2017 n. 88: ⇒ Circolare numero 88 del 22-05-2017

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sabato 16 dicembre 2017

domenica 10 dicembre 2017

Chiesa di Santa Marina in Pianiza


Ormai il nostro parroco si è rassegnato, lo importunerò fino a che non avremo finito le chiese di Gallicano! Oggi la mia curiosità si è spostata sulla chiesetta di Santa Maria che, a causa dei lavori in corso in duomo, ospita, da qualche settimana, la messa domenicale delle 11. 
Nell’arrivare in canonica l’occhio mi cade sul ponteggio che cela la facciata della chiesa di San Jacopo. Don Fiorenzo si affaccia alla porta e con una comprensibile punta di orgoglio mi dice: ”Vedrai come sarà bella quando leveranno il ponteggio!” 
Così, anche se la mia visita riguarda un altro argomento non posso fare a meno di chiedere lo stato e l’entità dell’intervento. Il parroco mi spiega che i lavori nella chiesa principale del nostro paese si svolgeranno in due tempi. 
Un primo lotto, quello in corso, ha ad oggetto il rifacimento del tetto e la pulizia della facciata. I lavori sono stati pagati con i risparmi della parrocchia, un contributo elargito dalla Fondazione Cassa di Risparmio di Lucca e le offerte libere dei parrocchiani. 
Il secondo “blocco” di lavori riguarda il rifacimento dell’impianto elettrico e la tinteggiatura dell’interno del duomo. 
Per questi ulteriori interventi c’è già il progetto approvato dalla sovrintendenza dopo l’esecuzione di saggi sull’intonaco esistente. 
Noi gallicanesi non ci possiamo certo lamentare sulla manutenzione delle nostre chiese! 
Tornando all’edificio dedicato a Santa Maria, apprendo che, sia nei testi antichi che in quelli più recenti, la denominazione completa riportata è “Santa Maria in Pianiza”, questo nome compare anche nel testo più datato in nostro possesso, un estimo diocesano del 1260 che elencava le chiese che facevano parte delle varie pievanie. L’estimo non è altro che une elenco atto a valutare i beni immobili, e in quell’anno ne fu compilato uno di tutta la vicaria di Lucca. 
La chiesetta di cui stiamo parlando, seppur di dimensioni ridotte, è sicuramente molto suggestiva e il suo aspetto è messo in risalto dall’illuminazione notturna, ma, devo ammettere, che ad una occhiata superficiale certi particolari sfuggono. 
Infatti, Don Fiorenzo mi sottolinea come la struttura riveli la presenza di pietre tra loro molto differenti anche sotto l’aspetto dell’epoca di appartenenza e questo non può che suggerire che la chiesa è stata oggetto di numerosi interventi in epoche diverse. 
Una pietra sul lato destro riporta la data 1763 e questo fa pensare che uno dei rifacimenti risalga a quella data. Poiché gli stessi numeri sono presenti anche su una pietra della chiesa dedicata a Santa Lucia, tutto porta a ritenere che in quell’anno furono poste in essere entrambe le ristrutturazioni. 
Don Fiorenzo ha scoperto che, pochi anni prima, nel 1750, nelle nostre zone, avvenne un forte terremoto, quindi, si può presumere che gli interventi del 1763 siano riparazioni a seguito dei danni provocati dal sisma. 
La chiesa di Santa Maria fu in quell’anno ristrutturata in maniera molto importante, lo si nota dalle pietre presenti nella facciata. Si ipotizza che, anche la porta laterale, sia frutto di quell’intervento. 
Spiccano sulla facciata e anche internamente alcune pietre evidentemente “riciclate” dalla struttura preesistente, sicuramente molto antica. 
La sovrintendenza le ha datate intorno all’anno mille ma, anche i motivi incisi, fanno pensare a un’epoca antecedente. Sono pietre decorate, alcune con motivi floreali, altre geometrici e altre ancora astronomici. 
Una pietra, presente all’interno, sembra riportare una figura umana seppur molto stilizzata. La presenza di queste pietre fa pensare che l’edificio, prima di diventare luogo di culto cristiano dedicato alla Madonna, fosse un tempio pagano, forse dedicato, come molti altri in Garfagnana alla dea Feronia. S
econdo una tesi molto quotata la nostra terra dovrebbe il suo nome proprio a quella dea. La divinità predetta era votata alla foresta, infatti la nostra valle all’epoca appariva come una foresta, da qui casa della dea Feronia, Ca’ Feroniana poi trasformato in Garfagnana. 
La struttura della chiesetta è molto semplice, a capriata con una sola navata. 
Don Fiorenzo spiega che, di recente fine anni 60 c’è stata una nuova ristrutturazione che lui ritiene discutibile, principalmente intorno all’altare fatta per adattare la chiesa alle norme stabilite dal Concilio Vaticano II. 
A questo punto gli chiedo chiarimenti su alcune voci che avevo sentito, ovvero che questo edificio religioso sia stato anche una sorta di “fortino”, o quanto meno sia stato utilizzato per vigilare sulla strada antistante. 
Lui mi conferma questa teoria e mi spiega che oggi la via che costeggia la chiesa è una strada poco transitata che unisce Gallicano al piccolo comune di Molazzana, un tempo, invece, era un’importante snodo che univa due stati, la repubblica di Lucca allo stato Estense, probabilmente ci sarà stata anche una sorta di dogana, di qui la necessità di una costruzione adibita alla sorveglianza. 
Questa funzione non è ipotizzata solo dall’ubicazione ma anche dal fatto che sul muro che affaccia sulla strada sono presenti numerose feritoie, con una conformazione tale da far dubitare che si trattasse solo di luci. 
Come sempre questa chiacchierata con il nostro parroco si è trasformata in una lezione a 360 gradi sulla nostra storia e, chi come me adora la nostra terra, non può che rimanerne affascinato. 
Ringrazio ancora Don Fiorenzo per la disponibilità e gli chiedo fin da ora la possibilità di un nuovo incontro per parlare, magari, delle ricchezze del nostro duomo. 

Silvia Lucchesi - L'Aringo n. 11 - Settembre 2017

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L'Aringo - versione digitale del numero 11

On line la versione digitale del numero 11, settembre 2017.

 

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Le Capanne con la neve




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