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giovedì 16 aprile 2026

La Garfagnana EPIC su Il Corriere di Garfagnana

 La mia intervista su Il Corriere di Garfagnana - Aprile 2026


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lunedì 2 marzo 2026

La "cena degli auguri" in Pania, una tradizione che continua a vivere

Ci sono appuntamenti che non sono semplici eventi, ma veri e propri riti collettivi.
La salita natalizia al Rifugio Rossi alla Pania, organizzata dalla Sezione CAI Garfagnana, è uno di questi.

Da oltre vent’anni questo momento unisce escursionisti, amici e appassionati della montagna apuana in una serata che è insieme memoria, natura, comunità e condivisione. Un’esperienza che racconta molto più di una semplice escursione: racconta l’identità di un territorio e il legame profondo con le sue montagne.

Il Corriere di Garfagnana ha dedicato a questa tradizione un articolo firmato da Feliciano Ravera, che ripercorre emozioni, nomi, volti e significati di una serata speciale.

Lo pubblico integralmente qui sotto.




Una serata speciale della sezione CAI Garfagnana al Rifugio "Rossi" alla Pania

È ormai consuetudine ventennale ritrovarsi, in occasione del Natale, al rifugio Enrico Rossi alla Pania per scambiarsi gli auguri e salire alla vetta della Pania della Croce, detta la Regina delle Apuane, a m. 1.859 s.l.m., in attesa del tramonto del sole sull’orizzonte marino del nostro mar Tirreno. 
Più che un ritrovo conviviale, questo giorno che precede di poco il S. Natale, è divenuto una tradizione, un evento a cui non poter mancare, un momento speciale che a più di 20 anni dal suo esordio porta con sé ricordi, aneddoti e sentimenti che commuovono. 
Ovviamente, se vogliamo, si tratta di una soluzione d’inverno: l’evento non è così semplice da realizzarsi, ma è in questo caso al contrario della normalità, la mancanza di neve ha sempre penalizzato il raduno degli appassionati, mentre la presenza della coltre bianca lo ha sempre incentivato e reso speciale grazie alla magica atmosfera che crea in montagna apuana. 
Poi l’attesa del tramonto in vetta, spesso allietata dallo stappare di qualche bottiglia di Prosecco, è un po’ come sublimare. Per noi, abituati ai fondi valle umidi e si prolungano verso la valle del Serchio sino a stagliarsi sul versante appenninico dominato dalla cuspide bianca del Monte Cimone. 
Ecco che le prime luci sul fondo valle si accendono, creando una sorta di presepe diffuso, nel cielo un insieme di colori si mescolano, si sfumano tra cilestrini e rosati che “vincono” il cuore come nei naviganti. Il gruppo di alpinisti si ritrova intorno alla grande Croce di ferro che si erge sulla vetta più frequentata delle Alpi Apuane, i più ardimentosi salendo dalle aeree balze rocciose della cresta Est. I più cauti dal Vallone dell’Inferno raggiungono il Callare che si affaccia sulle foci di Mosceta. 
Con il calare delle tenebre e il brillare delle città sottostanti, lo sguardo spazia dalle luci di Livorno a quelle di La Spezia nelle condizioni atmosferiche più fortunate, dalle montagne dell’Appennino tosco-emiliano sino alle Alpi Marittime ed al Monviso con i suoi m. 3.841, il più alto delle Alpi Cozie. 
Un incanto che vale la pena di vedere almeno una volta nella vita anche per i non addetti ai lavori. L’escursione non è pericolosa, neppure di notte grazie alle moderne lampade frontali che garantiscono un’ottima illuminazione del sentiero per tutto il percorso. Ma giunta l’ora di scendere al rifugio per la cena dove si uniscono anche amici e soci saliti dal Piglionico. 
Quest’anno il gruppo è stato allietato dalla presenza di oltre 40 persone tra cui, ultima ma non per importanza menzionerei, Silvia Bianchini, che ha portato il saluto affettuoso di suo padre dottor Alessandro, abituale partecipante a questo convivio. Inoltre sono stati ricordati i soci CAI e gli amici purtroppo scomparsi in questi anni tra cui: Sergio Dini (il Guzzo), Giancarlo Biagioni (il Fornaretto), Rodolfo De Cesari (il Ceco), Gianfranco Colò (maestro di sci dell’Abetone), Emilio Cavani (il pittore delle Apuane), Riccardo Giorgetti (il biondo), Francesco Angelini (il capogrottista), Salvino Fabris e Damasco Pinelli (soci storici del CAI Garfagnana). La loro presenza spirituale è stata avvertita affettuosamente da tutti i partecipanti con scroscianti applausi. 
La serata si è conclusa con una fiaccolata proposta dal amico Daniele Saisi che si è snodata suggestivamente tra i prati e il bosco della Pania sino a raggiungere il Piglionico. Il gruppo si è salutato con l’auspicio di ritrovarsi tutti il prossimo anno.

Cristoforo Feliciano Ravera

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lunedì 5 gennaio 2026

2026: inizia il ventesimo anno del blog!

Il 2026 si apre con una ricorrenza che, lo ammetto, mi emoziona un po’: questo blog entra ufficialmente nel suo 20° anno di vita. 



Era il 2007 quando pubblicai il primo articolo, senza immaginare che, col passare degli anni, sarebbe diventato un archivio così ricco di storie, eventi, curiosità, montagne, sport, comunità… e soprattutto persone. 
Oggi qui dentro ci sono migliaia di post che raccontano un pezzo di Garfagnana, ma anche un pezzo della mia vita. In questi vent’anni il blog è cambiato, come sono cambiati i social, il modo di comunicare e — inevitabilmente — anche io. 
Quello che però non è mai cambiato è il motivo per cui continuo a scrivere: condividere, valorizzare il nostro territorio e tenere viva una memoria collettiva fatta di piccoli e grandi momenti. 
Grazie a chi legge da sempre, a chi ogni tanto passa di qui, a chi commenta, segnala, suggerisce, critica e incoraggia. Ogni visita è un segno che questo spazio ha ancora senso. 
Nel 2026 continuerò a raccontare ciò che amo: eventi, sentieri, sport, progetti, persone e tutto ciò che rende unica la nostra Garfagnana. 

Buon inizio d’anno… e buon ventesimo anno di blog!

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mercoledì 31 dicembre 2025

I miei primi 50 anni di vita

Sono nato di domenica, il 9 febbraio 1975, a Barga. E questo, lo dico da sempre, resta il mio unico vero difetto… non potevo nascere direttamente a Gallicano? Proprio in quegli anni Mario Monicelli dava vita ad Amici Miei, film che in qualche modo accompagnerà tante stagioni della mia vita, tra ironia, amicizie e goliardia.

Con la mia mamma al mio 50° compleanno

Poco dopo ho iniziato a camminare. Io nella vita reale, la Juventus di Trapattoni nel calcio che conta. All’asilo dalle suore ho imparato le prime regole della convivenza civile, ma soprattutto quelle della sopravvivenza: ogni mattina tappa fissa dal Fagiolo o dalla Norma per la “topa”, la focaccia gallicanese, rigorosamente anche per il mio amico Ciccio… altrimenti erano dolori. Suor Maria Narcisa, invece, ricorda bene la mia vivacità: finivo spesso in castigo, colpevole di averle tirato giù il velo più di una volta.

Tra una recita e le prime sfilate al Palio di San Jacopo, Gallicano diventava sempre più il mio mondo. Scuola, amici, sport, le cotte adolescenziali (Heather Parisi su tutte!) e le notti magiche di Italia ’82, festeggiate fino a tardi per le vie del paese. Intanto crescevo tra chiesa, campetti e passioni che iniziavano a prendere forma.

Le medie, sezione C – “la peggiore”, almeno secondo noi – e poi una svolta importante: gli Sbandieratori di Gallicano. In quell’ambiente ho trovato amicizie, disciplina, emozioni vere. Arrivano le prime esibizioni, i campionati italiani vinti a Fivizzano, e insieme la mountain bike, che allora era un piccolo lusso, e il calcio, tra Barga, Bagni di Lucca, Gallicano e mille campi di provincia. A 14 anni compare anche la Vespa PK 50, simbolo universale di libertà.

Gli anni di Ragioneria a Castelnuovo scorrono tra studio (il giusto…), musica con “The New Saturny”, tornei estivi, motorini sognati e conquistati con medie scolastiche strategiche. Nel 1994 arriva il diploma, proprio il giorno di Italia-Spagna ai Mondiali USA, con un voto che – lo sostengo ancora oggi – non rendeva giustizia al mio genio incompreso 😉

Poi il 1995, l’anno che divide la mia vita in un prima e un dopo. La perdita improvvisa di mio padre è stata una ferita enorme, un terremoto interiore. Ma proprio da lì ho imparato cosa significhi stringere i denti, andare avanti, trovare forza nelle passioni e nelle persone vicine.

Tra calcio, Palio, viaggi improbabili, una mitica Fiat 500 del ’69 e un numero infinito di esami universitari, arriva la laurea in Economia. Poco dopo, l’incontro che cambia tutto: Martina. Da quel momento la mia vita prende una direzione nuova, più piena, più vera. Ci sposiamo, nascono Vittoria e Costanza, e insieme crescono lavoro, responsabilità e sogni.

Nasce il mio blog, che da semplice passatempo diventa una parte fondamentale della mia identità. Scrivo, racconto, pubblico libri su Gallicano, riscopro la storia locale, mi innamoro perdutamente delle Alpi Apuane, che diventeranno una seconda casa. Arrivano viaggi, imprese in bici, la Garfagnana EPIC, nuove avventure, nuovi progetti.

Nel frattempo cambiano ruoli e stagioni: il Monticello, il Palio, Kedrion, la mountain bike, le traversate, le notti passate a scrivere, i video, le idee nate per gioco e diventate realtà. Il blog cresce, i numeri aumentano, ma lo spirito resta lo stesso: curiosità, passione, attaccamento viscerale al territorio.

E poi si arriva al 2025. Compio 50 anni. Mezzo secolo di vita, di errori, soddisfazioni, amicizie, cadute e ripartenze. Nello stesso anno ricevo con grande emozione il Premio Luigi Suffredini, un riconoscimento che sento profondamente legato al mio percorso e, soprattutto, all’amore per questa terra che da sempre provo a raccontare, valorizzare e vivere intensamente.

Guardandomi indietro, vedo una vita tutt’altro che lineare, ma incredibilmente ricca. Fatta di passioni autentiche, di ostinazione, di sogni inseguiti senza troppi calcoli. E in fondo, se c’è un filo conduttore, è sempre stato lo stesso: vivere con entusiasmo, possibilmente con il sorriso… e magari con qualche sana follia.

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venerdì 21 novembre 2025

1975 - 2025: cena dei 50 anni gallicanesi

Cinquant’anni e non sentirli! Ieri sera il gruppo dei Gallicanesi del ’75 si è ritrovato alla Locanda La Posta per celebrare mezzo secolo di amicizia e ricordi.

Nonostante qualche assenza, l’atmosfera è stata speciale: sorrisi, brindisi e racconti che hanno riportato tutti indietro nel tempo. Chi non è riuscito a esserci avrà modo di rifarsi… appuntamento tra dieci anni! 



I presenti alla serata: 
Benelli Paola, Bertoncini Serena, Bonaldi Anna, Cassettari Igor, Cavani Alessandro, Corti Alberto, Da Prato Serena, Francalanci Donella, Franchi Cinzia, Lucchesi Milena, Martinelli Michele, Mazzanti Emanuele, Onesti Diego, Piccinini Sabrina, Poli Barbara, Ridolfi Marzia, Saisi Daniele, Simonini Diego, Simonini Melania, Simonini Norma, Suffredini Benedetta, Taddei Francesca, Torrini Giulio, Tortelli Francesca.

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giovedì 6 novembre 2025

La mia foto in copertina su Valley Life – Autunno 2025

Sul numero 181 – Autunno 2025 della rivista Valley Life, è stata pubblicata in copertina una mia fotografia: uno scatto al Monte Forato, il celebre arco naturale delle Alpi Apuane, dove il sole bacia la montagna due volte.



È un’immagine che amo particolarmente, perché racchiude tutta la magia delle Apuane al tramonto: la luce che attraversa la roccia, le ombre che si allungano sulla valle, e quel doppio riflesso del sole che dà al titolo della cover story un significato perfetto – “Le Alpi del Mare Apuano, dove il sole bacia due volte”.

Ringrazio la redazione di Valley Life per aver scelto il mio scatto per rappresentare questa meraviglia della Garfagnana e dell’alta Versilia.
Un simbolo del nostro territorio, unico al mondo, che continua a emozionare chi lo osserva dal vivo o attraverso un semplice obiettivo fotografico.

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venerdì 24 ottobre 2025

Aperte le iscrizioni alla EPIC Winter 2025

La Nazione del 23-10-2025

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domenica 7 settembre 2025

Daniele Saisi vince il premio "Luigi Suffredini" per la promozione e valorizzazione della Garfagnana

Oggi, a Castelnuovo di Garfagnana, ho ricevuto il Premio Luigi Suffredini, riconoscimento istituito dalla Pro Loco di Castelnuovo nel 2021 e destinato a cittadini, gruppi, studenti e realtà locali che si distinguono per l’impegno nella valorizzazione e nella promozione del territorio.



Il premio, intitolato a Luigi Suffredini – storico presidente della Pro Loco che per oltre cinquant’anni si è dedicato alla promozione turistica della Garfagnana – è un segno concreto di gratitudine verso chi, con iniziativa privata, contribuisce a custodire e a far conoscere le bellezze della valle.

La motivazione del riconoscimento:
“A Daniele Saisi di Gallicano, ideatore della Garfagnana Epic, per aver trasformato la sua passione in un evento di riferimento che richiama ogni anno in Garfagnana centinaia di bikers dall’Italia e dall’estero. Con il suo impegno ha saputo promuovere il territorio, valorizzarne i sentieri e rafforzarne l’identità turistica e sportiva, contribuendo al tempo stesso a preservarne la bellezza naturale e a generare un importante valore per la comunità locale.”

Il trofeo consiste in una fusione in resina argentata che raffigura il Leone rampante, stemma cittadino e simbolo della Pro Loco, accompagnato dal cartiglio “Amate la Garfagnana”, motto caro al professor Suffredini.

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domenica 9 febbraio 2025

mercoledì 11 dicembre 2024

lunedì 15 aprile 2024

domenica 4 febbraio 2024

mercoledì 16 novembre 2022

La Fortezza delle Verrucole su National Geographic

Con grande piacere una mia foto del 2015 (https://www.danielesaisi.com/2015/02/alcuni-scatti-della-garfagnana.html) sarà pubblicata su un volume della collana "Cammini e sentieri" in uscita con Repubblica (https://www.nationalgeographic.it/cammini-viaggiare-a-piedi-italia-e-europa).



Gentile sig. Saisi,
Sono Ilaria xxxxxx dello Studio xxxxxxx di Milano e faccio seguito alla telefonata di poco fa con la richiesta della versione in alta risoluzione dell'immagine che allego, tratta dal suo blog.
Come le spiegavo al telefono, saremmo interessati a pubblicare la foto su un volume della collana "Cammini e sentieri" curata da Stefano Ardito, in uscita con Repubblica (maggiori informazioni a questo link: https://www.nationalgeographic.it/cammini-viaggiare-a-piedi-italia-e-europa).
Le specifiche tecniche necessarie per andare in stampa sono una risoluzione minima di 300 dpi per una dimensione di 20x30 cm. Il compenso previsto per l'uso della foto è di 10 euro, più ovviamente la menzione nei crediti del volume.

Ringraziandola in anticipo per l'attenzione, resto a disposizione per ogni dubbio o necessità e attendo un cortese riscontro,
cordialmente

Ilaria xxxxxxx

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giovedì 20 ottobre 2022

Il Cammino di Santiago in bicicletta: 775 km in 8 tappe

Il 19 settembre 2022 è iniziato il nostro viaggio avventura, il Cammino di Santiago. 


In bicicletta da Saint Jean Pied de Port a Santiago de Compostela percorrendo il Cammino Francese.
Abbiamo (io, Federico Cardosi, Gabriele Dini detto il Kunta e Matteo Lunardi) percorso 775 chilometri in 8 giorni per arrivare alla Cattedrale di Santiago di Compostela presso la quale si trovano le reliquie dell'Apostolo San Giacomo il Maggiore (patrono del mio paese, Gallicano). 

Diversi sono gli itinerari del Cammino di Santiago ma il più famoso è il cosiddetto “Cammino Francese” che nel 1993 è stato dichiarato Patrimonio dell'umanità dall'UNESCO. Il Cammino Francese parte dalla città di Saint-Jean Pied de Port, sul versante francese dei Pirenei, attraversa le regioni di Navarra, La Rioja, Castilla y Léon e la Galizia, e si conclude a Santiago de Compostela. 


Il percorso è lungo circa 775 km ed è tradizionalmente suddiviso in 33/34 tappe (a piedi). 
Esiste anche un percorso apposito per i pellegrini in bici (chiamati anche “bicigrini”) ma noi abbiamo optato per quello pedonale percorrendo ogni giorno circa 4/5 tappe. 

Fondamentale per noi è stata l’App Buen Camino ed il sito Pilgrim. 
Avevamo inoltre letto che la bicicletta ideale era la MTB ma noi ci siamo trovati molto bene con la Gravel (a parte la rottura del telaio 😅).

Complessivamente i km da Saint-Jean Pied de Port a Santiago de Compostela sono 774,7 con un dislivello positivo di 13.595 metri. Se aggiungiamo poi l'ultima tappa per Finisterre (km 88,2 e 2.178 m D+) il totale ammonta a 862,9 km e 15.773 metri di dislivello positivo.


Giorno 1 - Lunedì 19/09/2022 (66,79 Km e 2.299 m D+) 
Saint Jean Pied de Port – Roncesvalles - Zubiri - Pamplona



Finalmente si parte e partiamo con una delle tappe più difficili del Cammino! 
Dobbiamo attraversare i Pirenei dalla Route Napoléon, circa 25 chilometri e 1500 metri di dislivello. La fatica è comunque ripagata dalle bellissime vedute dei Pirenei atlantici e dalla soddisfazione di avere attraversato il confine seguendo le orme di Napoleone Bonaparte. 
Terminata la salita scendiamo prima a Roncisvalle, famosa nella storia e nella leggenda per la morte di Orlando nel 778 durante la Battaglia di Roncisvalle e poi a Zubiri per una discesa molto scassata dove con soddisfazione superiamo con le nostre Gravel un gruppo portoghese in MTB.
Da Zubiri raggiungiamo in circa 20 chilometri Pamplona, prima grande città spagnola lungo il Camino Francés, dove pernottiamo all'Albergue Peregrinos Jesus y Maria a 11euro. 
La sera, come tori a Pamplona, ci sfamiamo a Tapas e birra!    





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