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martedì 10 novembre 2015

Risposta dell'Amministrazione comunale di Gallicano al volantino del PD

Non tarda la risposta dell'Amministrazione comunale di Gallicano al volantino del PD Circolo di Gallicano.

Ci fa piacere che il PD di Gallicano abbia scoperto finalmente la crisi occupazionale in Garfagnana e Mediavalle. Riguardo alla KME l'Amministrazione si domanda cosa il PD Gallicanese abbia fatto negli ultimi tre anni, da quando gli operai furono costretti a firmare quel famoso contratto capestro, cosa abbiano fatto i loro rappresentanti in regione e al parlamento italiano.
Difficile non notare che l'amministratore delegato di KME, Manes, è in strettissimi rapporti con il loro segretario di partito che è anche il presidente del consiglio italiano. Davvero era così impossibile in tre anni riuscire a parlargli e capire quali erano le sue intenzioni? Svegliarsi a cose fatte per esprimere vaghe preoccupazioni sul futuro dei lavoratori non crediamo dia frutti.
 Riguardo all'impianto Alce non entriamo in merito al progetto iniziale e al resto, chiunque può andarsi a rivedere il tutto e farsi un'idea personale sulla necessità di un impianto del genere sul territorio.
 Veniamo alla CSS, o Bricchettagio che dir si voglia, attività fortemente voluta dal PD Gallicanese e rifiutata in qualsiasi altra parte d'Italia.
Un'azienda in grave crisi economica a causa forse di un mercato edilizio che, come afferma il PD, è ridotto e quindi i cementifici hanno meno bisogno di bricchette. Un'azienda che a Gallicano ha creato per anni problemi di maleodoranze a tutto il paese e a paesi confinanti, che è sotto processo per reati ambientali.
 La vicinanza ai lavoratori è scontata, l'Amministrazione sarà al loro fianco per poter dare supporto e si adopererà in tutti i modi per il loro futuro, ma certamente si è posta una domanda che poniamo anche a tutti i Gallicanesi: con queste premesse come si può esprimere parere favorevole ad una ditta che intende continuare la stessa lavorazione di prima, cioè lavorare rifiuti per produrre combustibile?
Che vuole anche riproporre un progetto tanto caro al nostro PD e contro il quale Gallicano C'è è nato ovvero un'enorme centrale a Biomasse che non brucerebbe solo i nostri sfalci, ma che avrebbe bisogno di legna di ogni genere.
Come abbiamo sempre detto dal 2009 una lavorazione del genere a Gallicano la nostra Amministrazione non l'avrebbe mai sponsorizzata.
Comunque rimane un solo fatto, la società SEA Risorse che ha avanzato la proposta di acquisto e che pare così sicura della bontà del proprio progetto può benissimo andare avanti senza il nostro parere preventivo che non è in alcun modo vincolante. Può rilevare l'Azienda e cominciare a lavorare con l'autorizzazione in essere per questa attività e naturalmente noi come Amministrazione ci comporteremo esattamente come abbiamo fatto con la CSS, monitorando e vigilando continuamente l'impianto per non creare problemi alla cittadinanza e alla valle.
Per quello che riguarda il teleriscaldamento, progetto fallito durante l'amministrazione PD con una partecipata comunale, forse è meglio non parlarne.
E ancora una volta rimaniamo basiti per la lungimiranza del PD di Gallicano per quanto riguarda la piscina, solo dopo due bandi pubblici che la vecchia Amministrazione ha indetto e che hanno portato la nuova Amministrazione a spendere più di 70.000 euro per il suo ripristino, il PD ha capito che la piscina non può stare in piedi senza aiuti dal comune.


Questo il volantino del PD di Gallicano del 7 novembre

Volantino PD

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lunedì 4 novembre 2013

Il presidente della Regione ignora i rischi ambientali

La Nazione del 03-11-13

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mercoledì 21 novembre 2012

Precisazioni Comitato Ambiente e Salute Gallicano sulla vicenda Feu de Bois

Ricevo e pubblico alcune osservazioni in merito all'articolo del 15 novembre pubblicato sul Tirreno.

Sulla questione impianto a biomasse di Zinepri a Gallicano giovedì scorso è apparso sul Tirreno un articolo con importanti omissioni ed inesattezze (l’articolo è in allegato). 


In qualità di ex-presidente del Comitato Ambiente e Salute di Gallicano ho voluto perlomeno mettere in evidenza l’omissione più clamorosa (in allegato anche la richiesta di rettifica che ho inviato venerdì 16 novembre al Tirreno). 
Come è noto il ricorso al TAR contro l’autorizzazione unica che era stata rilasciata dalla Provincia a favore della ditta privata Feu de Bois srl è stato vinto da chi l’impianto non lo voleva, infatti con due diverse sentenze (a seguito dell’annullamento della citata autorizzazione unica) l’impianto a biomasse è stato bocciato sia in primo grado al TAR di Firenze sia in via definitiva in appello al Consiglio di Stato a Roma. 
Quest’ultime sentenze (n.4331/2012 e n. 4332/2012 del Consiglio di Stato) che hanno bocciato in via definitiva l’impianto sono state rese pubbliche in data 31 luglio 2012, quindi in data 15 novembre 2012 scrivere: “ Per i legali dell’imputato il fatto è insussistente tanto che la provincia ha proposto appello al consiglio di stato contro la sentenza del TAR” pecca di grave omissione: effettivamente ‘la provincia ha proposto appello al consiglio di stato contro la sentenza del TAR’, ma è proprio clamoroso omettere che è dal 31 luglio 2012 che è noto che la Provincia ha perso detto appello!!! 
Credo che sia importante la correttezza e la completezza delle informazioni. 

 Nadia Simonini




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giovedì 4 ottobre 2012

Impianto a biomasse Gallicano: Venturini risponde al Sindaco

Dal sito di "Gallicano C'è"

Comunicato stampa 
Leggendo la risposta del Sindaco, sul quotidiano “La Nazione – Cronaca della Garfagnana”, di questa mattina, all’articolo apparso ieri 2 u.s. dal titolo: “Biomasse, la Regione revoca il contributo dopo il no all’impianto del Consiglio di Stato”. 
Trovo veramente stupefacenti le dichiarazioni del primo cittadino, dove si dice: “…con la bocciatura del progetto delle biomasse, perdiamo complessivamente 8 milioni di euro di investimento sul territorio, che si sarebbero riversati sull’indotto locale…”. 
Il Sindaco si dimentica di dire ai suoi cittadini, che l’iter burocratico posto in essere da Feu de Bois, Comune di Gallicano e Provincia di Lucca, era in netta contraddizione con le regole: Contra legem facit qui id facit quod lex prohibet (agisce contro la legge colui che compie ciò che la legge proibisce), come si usa nel diritto. 
Questo è stato chiaramente detto dal T.A.R. Toscana e suggellato definitivamente dal Consiglio di Stato. 
La domanda che deve porsi il Sindaco, a mio parere è: 
perché non abbiamo rispettato le regole? Considerato che avevano avuto una diffida dall’Avv Marcuccetti, legale dei comitati, e una mia interpellanza discussa in consiglio comunale nella quale ribadivo che l’iter burocratico era sbagliato, per usare un eufemismo. Nulla. 
Il Sindaco e la Giunta hanno deciso di andare avanti. Hanno voluto ricorrere ai due Tribunali, sopra indicati e perdendo, come era facile prevedere, in tutte e due i gradi di giudizio, spendendo denaro pubblico per difendere decisioni apertamente censurate dal TAR ed in seguito dal Consiglio di Stato. “Errare humanum est, perseverare diabolicum”! 
Questa è la verità che i gallicanesi devono sapere: 
saranno loro a pagare per gli errori e la perseveranza dei loro amministratori. Altro che dispiacersi per la bocciatura e la conseguente mancanza di investimenti nel territorio. 
L’unica colpevole è l'Amministrazione comunale, che ha sbagliato nel merito e nella forma, venendo spalleggiata negli errori dalla Provincia di Lucca, il cui compito sarebbe dovuto consistere nel controllo delle procedure, mentre, ripetutamente chiamata in causa, ed addirittura diffidata, ha voluto perseverare nella direzione sbagliata. 

Gallicano, 3 ottobre 2012 

Dott. Daniele Venturini

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mercoledì 3 ottobre 2012

Caso biomasse parla la Adami: "non dobbiamo restituire nulla"

«Il Comune non deve restituire nulla alla Feu de Bois». 
Il sindaco di Gallicano, Maria Stella Adami puntualizza la situazione dopo la revoca del contributo da parte della Regione alla ditta che avrebbe dovuto costruire l'impianto a biomasse, progetto bocciato nel ricorso al Consiglio di Stato. 
In virtù di questa sentenza, la Feu de Bois, com'è noto, dovrà restituire al settore Miniere ed Energie della Regione Toscana l'acconto di 1.652.634,74 euro già incassato a fronte di un contributo complessivo riconosciuto di 2.170.090,77 euro. 
«In questo contesto però - precisa il sindaco – il Comune di Gallicano non c'entra niente: il denaro ricevuto dalla Feu de Bois (150mila euro circa) si riferisce al pagamento del terreno dove avrebbe dovuto sorgere l'impianto, per la somma di 128mila euro più Iva e non come indennizzo di un eventuale danno ambientale. Un'operazione regolare quindi, per cui è del tutto infondata la notizia che il Comune debba restituire 150mila euro alla ditta. 
Al di là di questa doverosa precisazione, ciò che più ci rammarica in questa vicenda - prosegue il sindaco Adami - è il fatto che, con la bocciatura del progetto della centrale a biomasse, perdiamo complessivamente oltre 8 milioni di investimento sul territorio, che si sarebbero riversati sull'indotto locale, creando nuove opportunità di lavoro e la possibilità di estendere il tele-riscaldamento con risparmio per i cittadini».

Fonte: La Nazione del 03-10-12 di Marco Nicoli

Ripercorri tutta la vicenda biomasse cliccando qui.

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martedì 2 ottobre 2012

Impianto a biomasse Gallicano: la Regione revoca il contributo dopo ilno del Consiglio di Stato

Dopo la sentenza del Consiglio di Stato che il 31 luglio ha bocciato la realizzazione dell'impianto a biomasse di Gallicano, adesso la Regione revoca il contributo concesso alla Feu de Bois. Con una delibera della giunta regionale datata 24 agosto (ma protocollata il 20 settembre), da Palazzo Strozzi arriva un «atto dovuto». Tramite bando, la società ha avuto accesso a 2.170.090,77 euro come investimento nel progetto del biomasse.

Di questi, la Regione ha già anticipato una somma superiore alla metà, 1.652.634,74 euro, tramite un accordo stipulato tra il dirigente del settore Miniere e Energia della Regione e il legale rappresentante della Feu de Bois datato 9 maggio 2011. Cifra che, con la delibera del 24 agosto scorso la Regione ha però chiesto indietro. Il procedimento di revoca dei contributi inizia il 10 ottobre 2011, quando la Regione informa la Feu de Bois che, dopo la sentenza del Tar (21 settembre 2011) con l'annullamento dell'autorizzazione unica «determinava il venir meno della cantierabilità e, pertanto, l'attribuzione dei 20 punti previsti dal bando». Ma la società chiede (il 3 novembre 2011) alla Regione di sospendere il procedimento «avendo la società presentato ricorso al Consiglio di Stato; sospensione che viene accettata il 3 gennaio 2012. Da allora si è atteso fino al31luglio, quando la sentenza del Tar viene pienamente confermata dal Consiglio di Stato e il contributo definitivamente revocato.

Intanto però la Feu de Bois, ha già avviato l'iter per la realizzazione dell'impianto, attraverso l'acquisto di macchinari, e non ha a disposizione la liquidità per rendere questi soldi. Così chiede la ricapitalizzazione della società a mezzo milione di euro, richiesta che forse non tutti i soci accetteranno. Ma si apre anche un'altra questione. La Feu de Bois ha già versato al Comune di Gallicano 150mila euro come indennizzo del danno ambientale che l'opera avrebbe comportato, soldi messi a bilancio di previsione a inizio anno e che adesso dovranno essere restituiti.
La Nazione del 02/10/2012 di Federico Antoni

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domenica 5 agosto 2012

Si dimette il Presidente del Comitato Ambiente e Salute di Gallicano Nadia Simonini

Con il seguente comunicato si è dimessa dall'incarico di Presidente del Comitato Ambiente e Salute di Gallicano Nadia Simonini:
Con la vittoria della bocciatura in via definitiva dell’autorizzazione unica per l’impianto a biomasse di Gallicano – Lucca (v allegata sentenza del Consiglio di Stato) in data 31 luglio 2012 la sottoscritta Nadia Simonini ha rassegnato le sue dimissioni irrevocabili dall’incarico di presidente del Comitato Ambiente e Salute di Gallicano.
A nome di buona parte del Paese, ringrazio Nadia per il lavoro svolto in tutti questi anni.

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mercoledì 1 agosto 2012

Il Consiglio di Stato boccia definitivamente l'impianto a biomasse di Gallicano


Il Consiglio di Stato ha confermato su tutta la linea la sentenza del T.A.R. del 21 settembre 2011 che aveva annullato l'autorizzazione concessa alla società Feu de Bois per la costruzione di un impianto a Biomasse nel comune di Gallicano in località Zinepri. 

In estrema sintesi la sentenza ribadisce due punti chiave:
  1. che la società Feu de Bois in fase di richiesta di autorizzazione alla costruzione dell'impianto, non avesse titoli sufficienti a dichiarare la disponibilità dell'area sulla quale sarebbe dovuta sorgere la centrale.
  2. Non è possibile costruire nuovi impianti produttivi in aree di pertinenza fluviale
Dopo le recenti alluvioni che hanno interessato Genova, le Cinque Terre, Aulla, e dello stesso bacino del Serchio, appare ormai evidente a tutti che non si debba costruire vicino ai corsi d'acqua.

Un alone di tristezza avvolge l'intera vicenda. Sono stati spesi molti soldi durante le varie fasi della vicenda, sia privati che pubblici (solo per le spese legali del ricorso il nostro comune dovrà pagare circa 10.000 euro), sono state spese molte energie da parte di chi ha lavorato per l'autorizzazione e da parte di chi ha combattuto contro l'autorizzazione, è stato speso molto tempo da parte delle amministrazioni ed enti pubbliche (comune, provincia, ARPAT, Vigili del Fuoco, Giudici) e con quale risultato? Tutto annullato!

Si poteva evitare tutto questo?

Certamente ....... discutendo e ragionando prima sull'intero progetto, soprattutto sulla sostenibilità ambientale ed economica, con tutte le parti interessate. Ricordiamo che l'amministrazione ha presentato il progetto alla popolazione solo dopo che l'autorizzazione era stata concessa.

L'apice poi si è raggiunto ieri sera in consiglio Comunale, quando sia la Giunta sia il consigliere Pellegrinotti, hanno esternato la forte volontà di iniziare nuovamente l'iter per la realizzazione di un impianto a biomasse.

Evidentemente nemmeno le sentenze del Consiglio di Stato riescono a far aprire gli occhi a chi ci amministra. A questo punto ci sentiamo in dovere di rilasciare un consiglio, gratis, per la nostra Amministrazione: non sarà forse il caso di fare l'inverso di quanto avete in mente?

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Il Consiglio di Stato respinge il ricorso del Comune di Gallicano. Niente impianto a biomasse in loc. Zinepri

Ieri, 31/07/2012, è stata depositata in segreterira la sentenza n. 04331/2012 del Consiglio di Stato che ha DEFINITIVAMENTE BOCCIATO il ricorso di Feu de Bois, Provincia di Lucca e Comune di Gallicano sulla realizzazione dell'impianto a biomasse in località Zinepri, confermando in toto la sentenza del TAR del 21 settembre 2011.

Clicca qui per leggere la sentenza.

Clicca qui per ripercorrere tutta la vicenda "biomasse" dal 2009 ad oggi.


Volantino incontro pubblico del 20-05-10 di Gallicano C'è

Tu chiamala se vuoi... lungimiranza!

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venerdì 23 marzo 2012

La denuncia dell'Arpat: "In regione 42 impianti contestati"

L'Agenzia regionale per la protezione ambientale ha estrapolato i dati regionali dal rapporto del Nimby Forum. Le strutture oggetto di contestazione per timore di effetti negativi sul territorio.

Sono in Toscana 42 delle 331 infrastrutture e impianti contestati in Italia per timore di effetti negativi sull’ambiente e sul territorio. Ne dà notizia l’Arpat - Agenzia regionale per la protezione ambientale della Toscana - che ha estrapolato i dati regionali dal rapporto, recentemente presentato a Roma, del Nimby Forum, creato dalla associazione Aris per analizzare l’andamento della cosiddetta sindrome Nimby (Not In My Back Yard, cioè non nel mio cortile).
Con 42 impianti contestati, la Toscana risulta la Regione più contestatrice d’Italia dopo la Lombardia (con 46 impianti osteggiati) e prima dell’Emilia Romagna (40). L’Arpat fornisce l’elenco delle 42 strutture contestate in Toscana: si tratta di 17 impianti di produzione di energia (eolica, fotovoltaica, biomasse), di 1 rigassificatore, di 6 fra elettrodotti, gasdotti o metanodotti, di 4 discariche, di 10 impianti vari per lo smaltimento rifiuti (inceneritori, cogeneratori, gassificatori, impianti di compostaggio) e di 4 termovalorizzatori.
Secondo il Forum Nimby è in crescita il numero dei Comuni che si oppongono agli impianti, per cui dal Nimby si starebbe passando al Nimto, cioè Non In My Term of Office (non nel mio mandato). L’impressione è che l’elenco toscano sia errato per difetto. Non include, infatti, i casi di opposizione crescente ai lavori per la variante di valico e la terza corsia autostradale nell’area fiorentina e in Mugello, e al tracciato della autostrada tirrenica nelle province di Livorno e di Grosseto.

Questi i 42 impianti contestati in Toscana:

Impianti di produzione energia: 17
Impianto eolico di Badia Tedalda (AR)
Impianto eolico sul Monte Faggiola (FI)
Centrale a biomasse di Castiglion Fiorentino (FI)
Impianto eolico di san Benedetto in Alpe - Valle dell'Acqua Cheta (FI)
Centrale a biomasse di Capalbio (GR)
Impianto fotovoltaico di Scansano (GR)
Centrale a biomasse di Gallicano (LU)
Centrale a biomasse di Fornoli (LU)
Centrale a biomasse di Canevara (MS)
Impianto eolico Cisa Cirone (MS)
Impianto eolico off shore di Pisa (PI)
Impianto fotovoltaico di San Miniato (PI)
Impianto eolico sul Monte Canneto (PI)
Centrale termoelettrica di Bottegone (PT)
Centrale a biomasse di Colle Val d'Elsa (SI)
Centrale a biomasse di Torrita di Siena (SI)
Centrale a biomasse di Sinalunga (SI)

Rigassificatori: 1
Rigassificatore di Rosignano (LI)

Energia (altro): 6
Elettrodotto Colunga-Calenzano
Gasdotto Brindisi-Minerbio (tratta Foligno-Sestino)
Metanodotto Palaia-Collesalvetti
Elettrodotto Santa Barbara-Monte San Savino
Metanodotto Pontremoli-Cortemaggiore
Elettrodotto La Spezia-Acciaiolo

Discariche RU: 4
Discarica di Podere Rota (AR)
Discarica di Gambassi Terme (FI)
Discarica di Mulazzo (MS)
Discarica di Peccioli (PI)

Rifiuti (altro): 10
Discarica di Le Borra (FI)
Inceneritore di Monterotondo marittimo (GR)
Gogeneratore di Scarlino (GR)
Discarica di Livorno (LI)
Impianto di compostaggio di Capannori (LU)
Gassificatore di Castelfranco di Sotto (PI)
Gassificatore di Lugnano (PI)
Gassificatore di Pontedera (PI)
Impianto di produzione CDR di Badia a Pacchiana (PT)
Impianto di compostaggio di Piteglio (PT)

Termovalorizzatori: 4
Termovalorizzatore di Testi (FI)
Termovalorizzatore di Firenze (FI)
Termovalorizzatore di Castelnuovo (LU)
Termovalorizzatore di Montale (PT)

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domenica 18 marzo 2012

Impianto a biomasse di Gallicano: l'amministratore di "Feu de Bois" indagato per falso

L’amministratore unico della «Feu de Bois» (Società Energia Elettrica), Franco Reali, 65 anni, residente a Coreglia, è indagato dalla procura con l’accusa di falsità ideologica in atto pubblico. La vicenda trae origine dall’annullamento da parte del Tar di Firenze dell’autorizzazione concessa alla Feu de Bois con sede legale a Castelnuovo della costruzione dell’impianto a biomasse in località Zinepri a Gallicano che avrebbe ottenuto finanziamenti pubblici da parte della Regione. 
L’amministratore della Società Energia Elettrica di Castelnuovo è accusato di aver depositato il 25 giugno 2009 alla Provincia una domanda di autorizzazione alla costruzione dell’impianto per la produzione di energia da fonti rinnovabili dichiarando falsamente di aver disponibilità dell’area in località Zinepri in forza di un esplicito consenso da parte del proprietario dell’immobile che risultava dal contratto stipulato in forma di atto pubblico o scrittura privata autenticata. 
Contro la decisione della Provincia di autorizzare la Feu de Bois alla costruzione dell’impianto a Gallicano il legale del Comitato Salute Ambiente di Gallicano, avvocato Nicola Marcuccetti, depositò un’istanza di annullamento della determina dirigenziale della Provincia sostenendo che la società Feu de Bois non era proprietaria e non poteva vantare alcun titolo sull’area in località Zinepri. E successivamente il Comitato Salute e Ambiente di Gallicano deposita all’ufficio protocollo del Comune, al presidente della Provincia e all’ufficio Ambiente una diffida alla costruzione dell’impianto a biomasse. 
Nell’atto vennero evidenziati due punti: le dichiarazioni della società sono false e la cessione a trattativa privata di un bene di proprietà comunale senza alcune evidenza pubblica e senza valutazione di offerte concorrenti è illegittima. Il Comune di Gallicano rispose al Comitato Ambiente e Salute che era tutto regolare e legittimo. Ma il ricorso al Tar presentato il 21 settembre 2011 dalla ditta Vale di Gallicano contro l’autorizzazione concessa alla Feu de Bois per la costruzione dell’impianto a biomasse bloccò l’iter amministrativo. A quel punto il consigliere Daniele Venturini, capogruppo della lista «Gallicano Concreta e Solidale», chiede un consiglio comunale straordinario e ribadisce le irregolarità delle procedure per la concessione dell’area e l’autorizzazione dell’impianto. 
Tra l’altro dalle carte emerge un episodio singolare: la costituzione della società Feu de Bois datata 20 maggio 2009 è successiva alla delibera del consiglio di Gallicano (28 novembre 2008) nella quale vengono approvate le linee di indirizzo per la stesura e la sottoscrizione con Se.Ver.A. spa e con partners ad essa collegati di una convenzione per la progettazione, costruzione ed esercizio su un’area di proprietà comunale (1549 metri quadrati) in località Zinepri di un impianto per la produzione di energia con alimentazione a biomasse. Venturini il 3 gennaio scorso ha presentato l’esposto in procura. Dalla sola lettura delle carte sarebbe emerso il falso e il magistrato si appresta a chiudere l’inchiesta.

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domenica 22 gennaio 2012

Biomasse: a Gallicano si fa al rovescio

Il Comune di Borgo a Mozzano sosterrà il ricorso dei cittadini presentato al Consiglio di Stato contro l’impianto a biomasse che la società Alce vorrebbe realizzare a Fornoli. 
È stato direttamente il sindaco Francesco Poggi a confermarlo nel corso dell’ultimo consiglio comunale, dove ha tracciato anche un breve excursus storico della vicenda Alce ricordando come «la battaglia dei comitati inizi negli anni Ottanta». 
Nel suo intervento, Poggi si è scagliato anche contro la Provincia e contro il Comune di Bagni di Lucca. «Il nostro Comune – ha affermato il primo cittadino – è fin dalle origini ostile a questo progetto. Sia io che l’assessore Michela Berni abbiamo promesso un aiuto ai comitati che dovrà essere quantificato compatibilmente con le risorse che abbiamo. Lo faccio perché insistiamo con la linea che abbiamo portato avanti da sempre. Noi non siamo mai stati contrari in linea di principio a questo o a quell’impianto, ma valutiamo caso per caso. 
In questa vicenda c’è una evidente chiusura dell’azienda che non tiene assolutamente conto della posizione della cittadinanza con cui devono convivere». «L’azienda oggi – ha proseguito Poggi - è indietro sulla realizzazione dell’impianto anche perché c’è un ricorso in atto e quindi prima di fare passi avanti vuole essere sicura di avere l’autorizzazione. Se l’azienda vincerà il ricorso, deciderà se realizzare o meno l’impianto. Io ho sempre qualche dubbio anche perché non è chiaro l’importo che il governo riconoscerà ai certificati verdi e un impianto di questo genere ha bisogno di questi contributi pubblici per essere realizzato. La politica nel frattempo non ha fatto niente per trovare delle alternative concrete per ai posti di lavoro. Ma se l’impianto dovesse partire, ci vorranno anni per farlo partire e nel frattempo cosa faranno i 60 dipendenti rimasti? Con cosa vivranno quando non avranno più la cassa integrazione straordinaria? Poggi attacca anche l’amministrazione Donati. «La posizione del Comune di Bagni di Lucca non la capisco - dice -. Come si fa a fare una programmazione di Comune turistico, investendo sulla ristrutturazione delle terme, del Casinò e poi si dà l’autorizzazione a questo impianto? A Bagni di Lucca manca un’idea di programmazione del territorio. Ha fatto un accordo con la Provincia: caso evidente che la politica quando vuole non guarda a destra o a sinistra, facendo fuori il sindaco di Borgo a Mozzano. Ma se loro – conclude Poggi - non mi hanno voluto al tavolo, io al tavolo ci vado da solo e appoggio il ricorso». (l.m.)

Fonte: Il Tirreno del 21-02-2012

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mercoledì 4 gennaio 2012

Non tutti sanno che... costo ricorso Consiglio di Stato

Non tutti sanno che… il ricorso promosso dalla Giunta Comunale di Gallicano avanti al Consiglio di Stato avverso la sentenza del T.A.R. della Toscana che ha bocciato l’impianto a biomasse in Loc. Zinepri costerà ai cittadini € 9.438,00 di spese legali.

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giovedì 22 dicembre 2011

Aiuta i Comitati a sostenere le spese per i ricorsi al Tar contro la centrale a Biomasse di Gallicano

"Gallicano C'è" invita i cittadini ad aiutare i Comitati Ambiente della zona a sostenere le spese  per i ricorsi al Tar contro la centrale a Biomasse di Gallicano facendo anche una piccola donazione.

I Comitati Ambiente della zona, insieme a privati cittadini e ad alcune aziende di Gallicano, si stanno battendo nei tribunali amministrativi (TAR e Consiglio di Stato) contro l'autorizzazione concessa alla società Feu De Bois, per la realizzazione di un impianto a Biomasse di potenza 1Mw elettrico nel comune di Gallicano (loc.Zinepri).

Le spese legali da sostenere sono consistenti per dei singoli privati cittadini. Il momento non è certo dei migliori per chiedere dei soldi, ma consideriamo giusto appoggiare ed aiutare chi sta portando avanti da mesi questa lotta.

Invitiamo, chiunque creda che questa sia una battaglia giusta e che la costruzione dell'impianto sia una scelta sbagliata e dannosa, a donare anche una piccola cifra per sostenere la causa: basta cliccare sul pulsante che vedete qui sotto e seguire le istruzioni.

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mercoledì 30 novembre 2011

Comunicato del Comitato Ambiente e salute di Gallicano su impianto a Biomasse di Gallicano

Ricevo e pubblico.

I tragici  eventi alluvionali di poche settimane fa in Liguria e Toscana  e adesso anche in Sicilia e Calabria hanno evidenziato che la mancanza di riguardo nei confronti dell’ambiente è causa di sciagure evidenziando ulteriormente l’importanza della tutela dell’ambiente.  Anche se in questa occasione la nostra zona è stata in gran parte risparmiata dagli eventi atmosferici,  ciò non ci esime da prendere provvedimenti adeguati atti a prevenire certi disastri  che potrebbero essere evitati se prima di realizzare nuove opere ci si attenesse al rispetto delle  regole.
In proposito Il nostro ringraziamento va ai giudici del TAR della Toscana  che con la loro sentenza  hanno annullato l’autorizzazione improvvidamente rilasciata ad una ditta privata, la Feu de Bois che voleva costruire un grosso impianto  a biomasse in un’area in soggetta a inondazioni ( a Zinepri ci sono stati allagamenti ad esempio negli anni 1966, 2000, 2008, 2009) dove la legge  non solo vieta nuove edificazioni, ma addirittura chiede agli insediamenti consolidati, se possibile,  di delocalizzare ;  infatti  uno dei motivi per  cui  i giudici hanno annullato l’autorizzazione è stato che hanno  rilevato “la violazione della norma dello strumento di pianificazione citato (art. 60 PTC)  la cui finalità è, evidentemente,  quella di salvaguardare il patrimonio edilizio e le attività produttive già esistenti in tale area per le quali non sussistono ragionevoli possibilità di delocalizzazione e non, come invece è accaduto in concreto, quella di permettere la nuova edificazione con l’aumento del carico insediativo nelle aree di pertinenza fluviale”. Indubbiamente i  ricavi economici sono molto importanti, ma noi auspichiamo che le amministrazioni facciano le loro scelte tenendo conto anche delle esigenze di tutela ambientale: non si possono ignorare le conseguenze che potrebbero derivare dalla furia di un fiume in piena.
Gallicano, 26 novembre 2011            Comitato Ambiente e Salute di Gallicano

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martedì 22 novembre 2011

Video Consiglio Comunale del 30/09/2011

Sul canale "Gallicano c'è" Web Tv" è disponibile il Consiglio Comunale del 30/09/2011. 
In questo Consiglio si parla della sentenza del Tar che ha annullato l'autorizzazione all'impianto a biomasse di Gallicano.

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venerdì 11 novembre 2011

Biomasse Gallicano: presentato un altro ricorso al Tar

Si apre un altro fronte di battaglia contro il progettato impianto a biomasse, che dovrebbe essere realizzato nell’area industriale di Zinepri dalla società Feu De Bois, su un terreno acquistato dal Comune di Gallicano.
Dopo la sentenza del Tar della Toscana che, alcune settimane fa, ha annullato l’autorizzazione della Provincia di Lucca per la realizzazione della centrale e con il Comune di Gallicano impegnato a presentare, contro tale sentenza, ricorso in appello al Consiglio di Stato, è stato promosso un ulteriore ricorso. Con la nuova istanza si chiede l’annullamento della determinazione dirigenziale, con la quale il Comune ha disposto la cessione, a trattativa privata, del terreno interessato alla realizzazione dell’impianto.
Una superficie posta nel cuore dell’area industriale di Zinepri, intorno alla quale operano da tempo diverse aziende. Proprio alcune di queste imprese industriali, unitamente al Comitato Ambiente e Salute di Gallicano, chiedono ora al Tribunale Amministrativo della Toscana di annullare gli atti relativi al passaggio di proprietà del terreno, dove è prevista la costruzione dell’impianto di produzione di energia elettrica che sarebbe alimentato a biomasse.
La Feu De Bois ha acquistato, mesi fa, l’area con apposito contratto dal Comune di Gallicano per l’importo di 128 mila euro. Intanto la giunta comunale ha autorizzato il sindaco Maria Stella Adami a resistere nel giudizio avanti al Tar per il nuovo ricorso, affidando l’incarico di rappresentanza, assistenza e difesa degli interessi del Comune ad un proprio legale di fiducia. Un ulteriore ostacolo quindi ai fini della realizzazione dell’impianto, con allungamento dei tempi per l’attuazione del progetto. La Feu De Bois ora dovrà infatti sperare nell’esito favorevole del giudizio in appello al Consiglio di Stato per l’autorizzazione a costruire l’impianto e attendere l’esito del giudizio del Tribunale amministrativo regionale per la cessione del terreno.

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martedì 18 ottobre 2011

Biomasse: comunicato dell' "Osservatorio sulle politiche locali del Comune di Barga"

Dopo qualche settimana di silenzio, ma non di disinteresse, l’ipotesi della paventata centrale a biomasse da costruirsi nel Comune di Barga è tornata all’opinione pubblica con la diffusione di un comunicato redatto dal gruppo di cittadini riunito sotto il nome di “Osservatorio sulle politiche locali del Comune di Barga”.

Il documento è il frutto dell’incontro tenutosi a Barga il 3 ottobre scorso alla presenza dell’ingegnere Maurizio Bacchini che si è occupato anche della “faccenda” biomasse di Gallicano.

Di seguito riportiamo il comunicato completo, e invitiamo i lettori a partecipare al dibattito postando i loro commenti in merito.

Come cittadini desideriamo manifestare la nostra preoccupazione per l’ipotesi di una centrale a biomasse da realizzarsi a Gallicano, e per le voci di progetti analoghi nel nostro comune.
Crediamo che la valle vada considerata come una unità territoriale, con una vocazione alla eccellenza ambientale, alimentare e turistica.

E le scelte di ciascun comune hanno inevitabilmente ripercussioni sulla qualità della vita e sulla salute di tutti. Per questo è importante che la cittadinanza venga informata delle intenzioni delle amministrazioni.
Il 3 ottobre si è tenuto a Barga un incontro con Nadia Simonini e Maurizio Bacchini che si occupano da anni di problematiche ambientali a Gallicano. Si è cercato di comprendere meglio i diversi aspetti del problema.

Tra i punti emersi:

La nostra valle, anche a causa della sua conformazione geografica, è particolarmente sensibile alle emissioni inquinanti ed è già in una condizione critica per i vari impianti industriali esistenti. Studi recenti confermano una situazione di mortalità anomala e l’aumento dell’incidenza di determinate patologie.

Il Piano di Indirizzo Energetico Regionale indica le zone metanizzate (come i comuni di Barga e Gallicano) come non adatte per l’installazione di centrali a biomasse. Queste producono emissioni di varia pericolosità, a seconda della

modalità di funzionamento e delle dimensioni dell’impianto. Conducono ad un miglioramento della situazione ambientale solo se sostituiscono centrali più inquinanti.

La possibilità di alimentare centrali di questo tipo con risorse locali rinnovabili sembra piuttosto limitata. Occorre evitare lo sfruttamento selvaggio delle nostre foreste che sono una ricchezza del territorio.

Le centrali a biomasse sono economicamente invitanti per comuni e privati solo a causa degli incentivi attualmente previsti. In mancanza di questi ultimi è elevato il rischio che vengano convertite in inceneritori.

Emerge chiaramente la necessità di informare maggiormente tutta la cittadinanza, anche alla luce delle troppe e disparate voci che circolano a diversi livelli sul problema. Eventuali progetti, anche solo in fase di studio, dovrebbero essere discussi pubblicamente e analizzati con il contributo di esperti non di parte.

Fonte: giornale di barganews 

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lunedì 17 ottobre 2011

Impianto a biomasse: il Comune di Gallicano ricorre al Consiglio di Stato

La Giunta Comunale di Gallicano con delibera n. 71 e n.72 ha autorizzato il Sindaco Adami, a promuovere ricorso avanti al Consiglio di Stato avverso la sentenza del Tribunale Amministrativo Regionale della Toscana n. 01411/2011 e n. 01412/2011 con contestuale richiesta di sospensiva della sentenza impugnata affidando l’incarico di rappresentanza, assistenza e difesa all’avv. Mario Sanino, con studio in Roma.

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