lunedì 30 novembre 2020

Grande successo per il GalliQuiz


 
Una volta la domenica aspettavamo 90° Minuto per vedere i gol del campionato... 
Oggi, in zona rossa/arancione, il miglior modo per passare la domenica sera è seguire su Facebook il GalliQuiz, il gioco a quiz con domande esclusivamente legate a Gallicano: storia, costume, folclore, personaggi, curiosità, ecc..

Ecco alcune domande ideate da Paolo Marzi:

Cosa significa in Gallicanese la parola “ciglieri”?
In che hanno fu inaugurato il viadotto?
Chi cantava "Il valzer del moscerino" al Galletto Canterino?
In che anno è nata la misericordia di Gallicano?
In che luogo si svolse la prima sagra della focaccia?
Quanto costava una focaccia leva ripiena nel 1971?
Chi vinse il Palio nel 1972?

Dopo la prima puntata del 15/11 diretta da David e Dino, il gioco è passato in mano a due grandi presentatori: il Mucci e il Vittorio! 

Appuntamento a domenica sera alle ore 21, divertimento assicurato!

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domenica 29 novembre 2020

La Palodina MTB

Un gran bel giro veramente completo: salite impegnative, portage, panorami mozzafiato e bellissime discese tecniche! Tutto questo in poco più di 20 chilometri!


Gallicano, Le Crocette, Verni, Trassilico, Foce della Palodina, Monte Palodina, Pian di Corte, Tigliora, Gallicano. 


La partenza per questo itinerario è Gallicano. Seguendo il percorso fluviale “Alessandro Valentini” raggiungiamo località Le Crocette. Proseguiamo su strada asfaltata prima per Verni e poi per Trassilico. Poco prima di Trassilico svoltiamo a sinistra (direzione cimitero) e proseguiamo per strada sterrata verso la Foce di Pompanella e poco prima di raggiungerla, a quota 920 m slm, svoltiamo a sinistra per il sentiero CAI 136. 



Proseguiamo lo scassato sentiero per circa 1,5 chilometri per poi prendere la bici in spalla per circa 10 minuti fino a raggiungere la Foce della Palodina a 1079 m. slm. 
A sinistra, una traccia evidente e segnata ci porta all'erbosa vetta del Monte Palodina in circa 15 minuti (sempre con bici in spalla), dopo aver attraversato un boschetto di betulle.






Dalla cima della Palodina, segnata da una croce di legno, il panorama è magnifico: Monte Croce, Monte Forato, il gruppo delle Panie, il Fiocca, il Sumbra, la Tambura e il Pisanino. 
Ben evidente è Gallicano, la zona industriale di Fornaci di Barga e Barga stessa. Inoltre si vede bene Trassilico, Vergemoli e il Monte Penna con San Luigi. 
Il 25 febbraio e il 15 ottobre dalla vetta si può assistere al singolare spettacolo del doppio tramonto del sole attraverso l'arco del Monte Forato. 
Dopo esserci riposati ed aver ammirato il panorama proseguiamo per il ripidissimo sentiero che ci porta ad un abbeveratoio nei pressi di una vecchia falegnameria. 




Svoltiamo a sinistra fino a raggiungere prima Pian di Corte e poi Pian di Lago. Rientriamo a Gallicano dal bellissimo sentiero di Tigliora, 4 chilometri di puro divertimento!



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giovedì 26 novembre 2020

Chiesa di Santa Maria

Vari elementi in pietra scolpita con motivi decorativi di tipo geometrizzante reimpiegati in occasione di un restauro, probabilmente quello del 1763, anno che compare inciso su una pietra parimenti inserita nel paramento murario, è quanto resta dell'edificio originario.

L'interno, a una navata e con soffitto a capriate, appare restaurato in un recente passato e una decorazione essenziale orna la zona del sottotetto e il catino absidale dove, entro una nicchia, è collocata una statua della Madonna col Bambino

Fa parte dell'arredo della chiesa un dipinto su tela di fine seicento, d'autore toscano, con la Madonna col Bambino che abbatte il demonio alla presenza di San Frediano e di San Bernardino.

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Ad10s Maradona


 

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mercoledì 25 novembre 2020

Prigionieri della "Tana che Urla" - TGR del 1986


Il TGR del 25 gennaio 1986 della drammatica avventura della Quinta D del Liceo Scientifico Vallisneri di Lucca alla Tana che Urla.
Per maggiori informazioni visita il blog dell'amico Paolo Marzi

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Abolizione seconda rata IMU per l'anno 2020 per gli immobili in cui si esercitano attività sospese per il COVID-19

L'art. 5 del DL 149/2020 stabilisce che per gli immobili ubicati nei Comuni delle zone rosse, ossia nelle aree caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto a causa del COVID-19, individuate con ordinanze del Ministro della Salute adottate ai sensi dell'art. 3 del DPCM 3.11.2020 e dell'art. 3 del DL 149/2020, non è dovuta la seconda rata dell'IMU 2020 per gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività riferite ai codici ATECO riportate nell'Allegato 2 dello stesso decreto. Affinché spetti l'esenzione i relativi proprietari devono anche essere i gestori delle attività ivi esercitate.

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martedì 24 novembre 2020

La Croce del Nonno - Pania della Croce

La "Croce del Nonno" si trova sulla cresta sud della Pania della Croce, a poche centinaia di metri dalla Foce di Valli.





"Il Nonno" era Angiolo Bartolucci di Collemezzana (1871-1945), carbonaio e contadino dell'alpe di Cardoso, uno degli "Uomini della Neve" che ancora oggi si ricordano a Cardoso.
Fu uno delle prime guide delle Panie e per segnalare l’arrivo del cattivo tempo suonava la sua famosa conchiglia.
Fraterno amico di Giuseppe Del Freo, alpinista, professore e preside del Liceo Classico di Viareggio, alla cui memoria è intitolato il rifugio di Mosceta. 



Fu sempre molto ospitale e disponibile con gli escursionisti, tanto da meritarsi il soprannome di Nonno della Pania. Fu ucciso dai tedeschi proprio alla fine della guerra perchè sorpreso mentre stava scortando alcuni soldati americani proprio sull'alpe di Cardoso, in un punto che si chiamava, ironia della sorte, la "Tomba".

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giovedì 19 novembre 2020

Il Cammino Italiano di Santiago

Fabio Baroni, storico inventore della Via del Volto Santo, ci presenta il Cammino Italiano di Santiago.



Il lavoro che si sta facendo con il Progetto PIT TEA, come quello PIT APUANE, vinto dai Comuni di Camporgiano, Fabbriche di Vergemoli, Gallicano, Molazzana, Piazza al Serchio e Sillano Giuncugnano, sul Bando del Gal MontagnAppennino, è soprattutto un’azione per far riappropriare le popolazioni locali della loro storia e i passaggi partecipativi che si faranno – ahimé duramente impediti/ostacolati dal Covid - hanno questo scopo. 

Lo storico Fabio Baroni


Nel 1992 scrissi e pubblicai il saggio “Un’ipotesi sulla Via di San Jacopo tra le valli del Serchio e della Magra” presentato al Convegno “Il pellegrinaggio medievale per Roma e per Santiago de Compostela. Itinerari di val di Magra”. Era lo stesso tempo (1991) in cui pubblicai anche la prima proposta scientifica sulla Via del Volto Santo (“Sulla Via del Volto santo: il culto dell’immagine lucchese in Lunigiana”). Lo scrissi anche sull’onda di quel fascino per il Camino spagnolo che avevo fatto nel 1989. Temo che non sia facile riproporre quel sentimento di “spiritualità” che si vive e si “sente” sul Camino originale, dopo Roncisvalle, e che, nel 1989, quando nessuno lo conosceva ancora, era quello “antico” (non turistico, come oggi è, in parte, diventato). 
Dal 1991 (29 anni fa) la Via del Volto Santo, di cui sono il “creatore”, ha avuto un crescente successo. Meno l’ha avuta quell’intuizione sul percorso jacopeo
Mi ripromettevo di rilanciarlo e l’occasione delle tante iniziative sulla Via del Volto Santo, sulle Matildiche, sullo stesso Chemin d’Assise (che parte da Vezelay, singolarmente anche punto di una delle Vie francesi verso Santiago) è stata quella giusta. Perciò ho ripreso in mano le carte e riattivato lo studio con ben altro approfondimento avendo trascorso questi quasi trent’anni a studiare le strade storiche e l’economia di strada che le ha sostenute. 
Le risultanze scaturite da quella ricerca sono soprattutto il quadro di centralità che Lunigiana, Garfagnana, Mediavalle e Montagna Pistoiese hanno assunto nel pieno Medioevo, complici la conformazione geografica del nostro territorio (fra mare, Appennino/Apuane e pianura padana/Po) e – un nome fra i tanti - Matilde di Toscana e Canossa che aveva il suo immenso feudo (che avrebbe potuto diventare, come fu per Francia e Inghilterra, il primo stato italiano) disteso a nord e sud di quell’ostacolo naturale formidabile che sono l’Appennino ligure-tosco-emiliano e le Apuane e che andava da Mantova a Firenze, con Lucca centrale. Un ostacolo che necessitava sistemi di attraversamento organizzato nel territorio che – ripeto - andava dal mar ligure-tirrenico al Po. 
Un territorio in cui, nelle due direzioni, si muoveva un’immensa quantità di persone e di merci testimoniato dall’economia della seta lucchese (sulla tratta marittima/terrestre Genova-Lucca), dal numero di porti nell’arco Pisa-Genova, nell’uso della moneta lucchese sui porti del Po, dallo sviluppo di strade, ponti, ospitali su cui abbiamo scritto con Lucia Giovannetti, archeologa e storica del territorio, nella memorabile opera sullo scavo dell’ospitale di San Nicolao di Tea (curato da Antonio Quiros Castillo). Il segno più chiaro è nel diario di Nikulas di Munkhatvera, abate islandese in viaggio verso la Palestina, quando scrive che a Luni (fra Sarzana e Carrara) la via Francigena e il Cammino di “Santo Jacopo” si incontravano. 
E la rete stradale era enorme - marittima, fluviale e terrestre - e portava, dal mare alla pianura padana e all’Europa e viceversa attraverso le autostrade medievali: la Via francigena, le matildiche del Cerreto, di Pradarena, di San Pellegrino in Alpe e di Foce Arcana (Abetone), in un sistema per cui la Via Francigena e la Via del Volto Santo erano “collettori” sul fondovalle di tutta la viabilità transappenninica. E tutto portava a Lucca, di solito. Il Volto Santo ne era un simbolo per una città commerciale centrale, allora, che delle vie aveva bisogno vitale. 
Ma, nel panorama, per cogliere correttamente la tematica jacopea, va rilevato il ruolo stradale medievale di Pistoia che, negli anni ’30 del XII secolo, ottenne dall’arcivescovo di Santiago de Compostela, Diego Gelmirez, una reliquia del corpo di San Giacomo Apostolo e divenne la Santiago italiana, meta di passaggio per chi, dal sud (da Firenze e sotto) andava a Santiago de Compostela ma anche meta essa stessa di pellegrinaggi iacopei. Un vero centro di attrazione ed irradiamento del culto jacopeo in Italia. 
Ricordo che le due strade principali verso occidente e Santiago erano la “via delle Alpi” (per il Monginevro e Moncenisio) e la “via della costa”, cioè quella passante per Genova e la Liguria, evitando le Alpi, fino in Francia, Tolosa, Roncisvalle/Somport, Santiago. Non abbiamo dubbi sul fatto che la Bocca di Magra e lo snodo di Sarzana siano stati il punto di incrocio fra la Via Francigena e il Cammino italiano di Santiago (per terra e mare) che è chiamato già nel medioevo “Camino dritto d’Italia”. 
Al proposito, segnalo che già nel 1984, Paolo Caucci von Sauckhen, uno dei primi e più attenti storici del Cammino di Santiago, pubblicò un’opera titolata “Il Cammino Italiano a Compostella” (a pag. 75 precisa in “Cammino italiano a Santiago”) usando il nome che ho ripreso oggi, 2020. 
Naturalmente, dal centro e sud Italia tirrenico, i pellegrini usavano la Via Francigena fino a Luni-Sarzana e poi, via mare o terra, andavano a occidente (in questo senso la chiesa di S. Maria di Roncisvalle a Massa è un testimone bellissimo) ma, lo studio territoriale mostra anche come, da Pistoia, ci sia una linea di pievi, chiese, opere d’arte e culti dedicati (con titolo) e legati a San Jacopo maggiore che alzandosi per Cozzile, pieve di Boveglio, Borgo a Mozzano, l’area di Fabbriche di Vallico e Vallico di sotto, Gallicano, Camporgiano, Pugliano, Fivizzano, Canova, Podenzana, ponte di Caprigliola (l’antenato di quello crollato ultimamente ma, come è scritto, nato per opera di un devoto jacopeo di Sestri per favorire i pellegrini verso l’occidente ligure) porta a Genova e Francia. 

Chiesa di San Jacopo - Gallicano (LU)


Cosippure percorsi jacopei giungevano dall’Emilia come testimoniano la città jacopea di Fivizzano presso il passo del Cerreto, l’Ospitaletto di San Jacopo fra Ligonchio e Pradarena, il Duomo di Barga sulla via di San Pellegrino e nella Val di Magra le tante località e gli ospitali dedicati al santo che confluiscono nell’area di Aulla (dove lo scavo archeologico ha rinvenuto proprio una conchiglia da pellegrino jacopeo) e portano allo svincolo di Sarzana. Proprio a Sarzana dove, probabilmente, c’era uno dei 3 Volti Santi duecenteschi e più antichi (con Rocca Soraggio) ad indicare i flussi lucchesi verso Genova fin da allora. 
Dunque, poiché non esiste un unico Camino di Santiago (nemmeno in Spagna ce n’è uno solo!) e poiché da ogni dove i pellegrini affluivano alla città spagnola, è del tutto giustificato evidenziare un uso jacopeo, nelle fasi in cui fu attivo, della via dei Lucchesi (la via del Volto Santo) che proprio nel tratto Genova-Lucca e viceversa si sviluppava facendo da collettore, in Mediavalle, Garfagnana e Lunigiana, dei flussi che attraversavano l’Appennino da nord. Senza dimenticare che esisteva un flusso pellegrinale jacopeo inverso che portava a Pistoia, centro italiano del culto di San Jacopo. 
Questo percorso, lo dico ancora come ipotesi che è, però, sempre più solida, può riuscire anche a dare un senso ed una funzione – che non è ancora chiara - al Ponte del Diavolo che è il più grande manufatto stradale del territorio e, dunque, non può che avere avuto un ruolo preminente nella viabilità medievale. Esso, tuttavia, non serve a chi, dalla Garfagnana, viene o va a Lucca lungo il Serchio in quanto la via era sulla riva destra del fiume, fino al ponte di Moriano, dove è lo spazio di strada (ciò fin dall’età romana). Può servire per chi arriva dalla Val di Lima ma parrebbero transiti minori rispetto alla grande forza del manufatto. 
Se, però, si nota la strada lastricata e ottima che, dal piano del ponte sale a Corsagna e taglia le Pizzorne andando verso il sud, allora ci appare un collegamento diverso non diretto a Lucca, ma alla città di Pistoia e soprattutto a Firenze. E’ un’ipotesi su cui sto studiando e presto presenterò. 




Dunque, come ho detto ed è noto, il Camino di Santiago diventa uno solo dopo i passi pineraici del Somport o Roncisvalle (ma ci sono altri cammini spagnoli concorrenti) mentre, sia in Francia che in Italia ed altrove, ci sono cammini nazionali che convergono ai quei passi. Notissimi sono i cammini francesi ma il più basso, detto “tolosano”, arriva a Santiago da Tolosa, Arles, Saint Gilles e la Provenza provenendo dall’Italia. 
Ecco, il tratto che da Pistoia (capitale jacopea italiana) le Pizzorne e il Ponte del Diavolo si immette lungo la Garfagnana, coincidendo con la Via del Volto Santo per un lungo tratto, e valica a San Nicolao di Tea, scende verso la Bocca di Magra e, da lì, segue la costa ligure (il Sentiero Liguria) fino a Genova e Ventimiglia per arrivare appunto a Arles, Saint Gilles e Tolosa è la strada che ho progettato e che la Garfagnana Epic Asd sta tabellando.

La tabellatura del tracciato - Garfagnana EPIC Asd 

 
Quel simbolo della conchiglia (la valva jacopea) del Cammino Italiano di Santiago può a buon diritto, dunque, stare in quel logo perché siamo sulla via che dall’Italia porta in Francia, in Spagna ed a Santiago de Compostela. 

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mercoledì 18 novembre 2020

Ritratti Gallicanesi di Fiorello Saisi

Il libro Ritratti Gallicanesi, con oltre 120 ritratti risalenti per lo più agli anni '70, non è più disponibile sulla piattaforma Lulu.com. Da qui è comunque possibile visualizzarlo.

Copertina del libro - Anno 2011


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Itinerari in MTB sulle Alpi Apuane, a due passi dal mare

Sul numero di novembre di Montagne360, a disposizione di tutti online e gratuitamente, due itinerari per biker esperti, tra panorami straordinari, borghi e chiesette: le Alpi Apuane! 



 

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1000 test sierologici gratuiti a Gallicano

Il comune di Gallicano, in stretta collaborazione con Conad, Misericordia e Protezione Civile di Gallicano, effettuerà una prima campagna di screening della popolazione residente a Gallicano con 1.000 test sierologici gratuiti, in questo modo riuscirà così a testare oltre il 25% della sua popolazione.
"Inizieremo con i volontari della Misericordia e della Protezione civile - afferma il Sindaco Saisi -  e proseguiremo testando la popolazione residente che va dai 6 anni ai 20 anni. Abbiamo deciso di iniziare da questa fascia perchè è quella che in area rossa o in un eventuale futuro passaggio a zona arancione o gialla, ha maggiore libertà di movimento e riteniamo che debba essere maggiormente attenzionata. Nei prossimi giorni specificheremo i dettagli, indicando le modalità, i giorni e il luogo in cui i test verranno effettuati. Siamo anche a disposizione dei medici di base per soddisfare esigenze particolari. Ringrazio Fabio Pierotti per il contributo dato e per quello che ci darà."

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lunedì 16 novembre 2020

Inno storico della Strettoia




Quanti secoli di storia

la STRETTOIA ha su per giù
fin da quando è nato il mondo
è rimasta sempre qua

Rit.
STRETTOIA la luce sei solo tu
il rosso vessillo s’innalza più su
e spezza le corna al bufalo ner
che crede d’esser un re
STRETTOIA la rocca puoi buttar giù
così diroccata non serve più
e brucia le polveri all’altro rion
che dinamite fu!

Ma dai avanti vai o rione di sogno
ognuno è con te
perchè pensa che soltanto tu
fra tutti sarai il più

Rit.
STRETTOIA la luce sei solo tu
il rosso vessillo s’innalza più su
e spezza le corna al bufalo ner
che crede d’esser un re
STRETTOIA la rocca puoi buttar giù
così diroccata non serve più
e brucia le polveri all’altro rion
che dinamite fu!

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venerdì 13 novembre 2020

Le cime delle Alpi Apuane


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Comune di Gallicano: si dimette Serena Da Prato e subentra Silvia Lucchesi. Paolo Marzi in maggioranza


Nel consiglio comunale di ieri 12 novembre vi è stata una “staffetta” nel gruppo di maggioranza Gallicano C'è: 
l'assessore alla cultura Serena Da Prato si è dimessa per motivi personali ed al suo posto è subentrata Silvia Lucchesi, 43 anni, avvocato, sposata, con un figlio. Silvia collabora da anni con il Corriere della Garfagnana, è membro del Circolo Cultuale Tognotti e Presidente del Centro Documentazione Storica della Garfagnana. 
Nel consiglio comunale è entrato come consigliere di maggioranza Paolo Marzi, 49 anni, dipendente di Kedrion Spa, vice presidente de L'Associazione Culturale l'Aringo e fra i fondatori dell'omonimo giornale. Paolo è appassionato di storia, collabora con testate giornalistiche locali ed i suoi articoli sono stati pubblicati anche su quotidiani nazionali come Repubblica .

In bocca al lupo a Silvia e Paolo!

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C'era una volta Michelangelo...

Il Venerdì di Repubblica

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giovedì 12 novembre 2020

Contributo a fondo perduto per i centri storici, domande al via il 18 novembre. Pronto il modello da inviare

Tra i 29 comuni capoluogo di provincia italiani ad alta "vocazione turistica" c'è anche Lucca.



A partire dal 18 novembre sarà possibile richiedere il contributo a fondo perduto previsto dal Dl n. 104/2020 per gli esercenti dei centri storici dei grandi centri urbani colpiti dal calo dei turisti stranieri causato dell’emergenza “Covid 19”. Il provvedimento firmato oggi dal direttore dell’Agenzia delle Entrate, Ernesto Maria Ruffini, ha infatti approvato il modello di domanda che i contribuenti potranno inviare da mercoledì prossimo fino al 14 gennaio 2021 tramite i servizi telematici delle Entrate. In seguito alla presa in carico della richiesta, l’Agenzia comunicherà l’ok o la non spettanza del contributo in relazione ai requisiti previsti dalla norma: in caso positivo la somma di denaro sarà erogata direttamente sul conto corrente del beneficiario riportato nell’istanza. Il bonus, istituito per sostenere le imprese delle città turistiche capoluogo di provincia o di città metropolitana colpite dal calo dei turisti causato dalla crisi sanitaria del coronavirus, potrà essere richiesto solo tramite un servizio web disponibile nel portale “Fatture e Corrispettivi” del sito dell’Agenzia delle Entrate. L’importo è calcolato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 e quello del giugno 2019.

Comuni ad alta “vocazione turistica” - L’articolo 59 del Dl n. 104/2020 ha previsto l’erogazione di un contributo a fondo perduto ai soggetti esercenti attività di vendita di beni o servizi al pubblico, svolte nei centri storici (zone A o equivalenti) dei comuni capoluogo di provincia o di città metropolitana ad alta presenza di turisti stranieri. Si tratta in particolare dei 29 comuni indicati nelle istruzioni - pdf allegate al modello per la compilazione dell’istanza. Come previsto dal decreto, questi comuni hanno infatti registrato prima dell’emergenza sanitaria presenze turistiche di cittadini residenti in paesi esteri in numero almeno tre volte superiore a quello dei residenti negli stessi comuni (per i capoluogo di provincia), in numero pari o superiore a quello dei residenti negli stessi comuni (per i capoluogo di città metropolitana).

Come e quando richiedere il contributo– Dal 18 novembre 2020 fino al 14 gennaio 2021 i contribuenti potranno richiedere il bonus inviando la richiesta esclusivamente tramite l’apposito servizio web nell’area riservata del portale “Fatture e Corrispettivi” del sito internet dell’Agenzia delle entrate. L’invio può essere effettuato anche dagli intermediari delegati alla consultazione del Cassetto fiscale o al servizio di consultazione delle fatture elettroniche nel portale “Fatture e corrispettivi”. Una prima ricevuta attesterà la presa in carico della richiesta o lo scarto a seguito dei controlli formali. In seguito, subito dopo aver verificato l’esattezza e la coerenza dei dati comunicati con le informazioni presenti in Anagrafe Tributaria, con una seconda ricevuta l’Agenzia attesterà l’accoglimento o meno dell’istanza. Il pagamento avverrà su accredito diretto nel conto corrente del beneficiario riportato nell’istanza. 

I requisiti e l’entità del contributo - Il contributo spetta solo se l’impresa ha il domicilio fiscale o la sede operativa nel centro storico delle città indicate nell’elenco riportato nelle istruzioni al modello di istanza, e solo se l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 sia inferiore ai due terzi dell’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2019. Per i soggetti che hanno iniziato l’attività a partire dal 1°luglio 2019 il contributo spetta a prescindere. L’ammontare del contributo è determinato applicando una percentuale alla differenza tra l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2020 e l’ammontare del fatturato e dei corrispettivi del mese di giugno 2019:

15% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 non superano la soglia di 400mila euro
10% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 sono compresi tra 400mila e 1 milione di euro
5% se i ricavi e i compensi dell’anno 2019 superano la soglia di 1 milioni di euro.

Viene garantito comunque un contributo minimo per un importo non inferiore a mille euro per le persone fisiche e a duemila euro per i soggetti diversi dalle persone fisiche. In ogni caso, l'ammontare del contributo non può essere superiore a 150.000 euro.

Questi i 29 comuni:

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mercoledì 11 novembre 2020

Escursioni e trekking in montagna, limiti e divieti nelle zone rosse, arancioni e gialle

Chi è in zona rossa può andare in montagna? E chi è in zona arancione o gialla? E con che limiti? e cosa si deve fare? Questi sono solo alcuni dei dubbi avanzati in questi giorni dagli appassionati delle terre alte dopo il Dpcm del 3 novembre, in vigore da venerdì 6 novembre, che ha diviso l’Italia in tre fasce di gravità epidemiologica differente a cui corrispondono divieti più o meno restrittivi. L’ingresso di una o più Regioni in un determinato colore viene decisa settimanalmente in base ai dati sanitari; l’uscita invece può essere valutata solamente dopo 15 giorni.



Per quanto riguarda l’attività motoria, in cui rientrano l’escursionismo o il trekking (come anche da interpretazione del Club Alpino Italiano) e l’andare in bicicletta (come spiegano le faq del governo), di seguito trovate alcuni chiarimenti.

Regioni rosse
Le regioni rosse sono quelle “caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto“. In questi territori l’attività motoria (nella quale rientrano il trekking, l’escursionismo, l’uso della bicicletta) è consentita solo individualmente, in prossimità della propria abitazione, a distanza di almeno un metro da ogni altra persona e con l’obbligo di mascherina. Inoltre, si ricorda che vi è il divieto di circolazione all’interno del proprio Comune di residenza salvo che per esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute e che ogni spostamento deve essere giustificato con apposita autocertificazione.

Regioni arancioni
Nelle regioni arancioni, “caratterizzate da uno scenario di elevata gravità e da un livello di rischio alto“, vi è la libertà di circolazione solo all’interno del proprio comune di residenza senza necessità di giustificazione. Dalle 22 alle 5 sono invece vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute.
La possibilità di uscire dal proprio comune è consentita solo “per svolgere attività o usufruire di servizi non sospesi e non disponibili in tale Comune”. Come chiarito successivamente dalle faq del Governo, tra i servizi di cui sopra sono ricompresi quelli essenziali quali, a titolo esemplificativo, l’ufficio postale o negozi dove fare la spesa se assenti nel proprio Comune, non sembra che possa essere pertanto compresa anche l’attività motoria.
Nelle aree arancioni è pertanto consentito andare in montagna solo all’interno del proprio comune, anche non in prossimità della propria abitazione.

Regioni gialle
Nelle regioni classificate con il colore giallo le attività in montagna sono consentite nel rispetto dell’utilizzo dei dispositivi di protezione, del distanziamento e con il divieto di assembramento. Dalle 22 alle 5 sono vietati tutti gli spostamenti, ad eccezione di quelli motivati da comprovate esigenze lavorative, situazioni di necessità o motivi di salute. È vietato recarsi nelle zone rosse o arancioni per praticare attività motoria.

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lunedì 9 novembre 2020

martedì 3 novembre 2020

L'anello del Monte Matanna

L'anello del Monte Matanna è un'escursione alla portata di tutti: 3,5 km, 250 metri di dislivello e circa 1h e 30' il tempo di percorrenza.
 

Il punto di partenza per questa facile escursione è l'Albergo Rifugio Alto Matanna.
Da qui seguiamo il sentiero CAI n. 5 fino al Callare del Matanna (m. 1139), sella che si apre tra il monte Nona ed il monte Matanna che mette in comunicazione la zona dell’Alpe della Grotta (Rifugio Forte dei Marmi) con l’albergo Rifugio Alto Matanna e quindi con la Garfagnana.
Al callare seguiamo il sentiero a sinistra, molto panoramico su Procinto, segnato di blu che segue la cresta nord-ovest del Matanna. Arrivati in cima, si segue il crinale (sempre segnato di blu) fino a raggiungere la cima del Matanna, il monte più alto delle Alpi Apuane meridionali con 1317 metri sul livello del mare.
Una volta ammirato il bellissimo panorama, scendiamo seguendo la cresta Est-Sud-Est fino a raggiungere la Foce del Pallone a m. 1092 (leggi post "Il sogno di un'estate: la funicolare aerostatica dell'Alto Matanna") dove svoltando a sinistra si rientra al punto di partenza.













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