lunedì 22 ottobre 2018

L'anello del Monte Rovaio per il "Sentiero della Libertà"

Un giro ad anello intorno al Monte Rovaio che ripercorre i luoghi dove, nell'agosto del '44, si consumò la famosa battaglia tra i partigiani del gruppo Valanga e l'esercito tedesco. 
Il sentiero è stato inserito nel libro “I sentieri della libertà” (ed.R.C.S. CAI) che raccoglie, a livello nazionale, i percorsi legati alle vicende della resistenza ed è pertanto di interesse storico. 
Itinerario: Alpe di Sant'Antonio - Pasquigliora - Colle a Panestra – Trescola - Bovaio - Pasquigliora - Alpe di Sant'Antonio.


Difficoltà: E - Lunghezza: 7 km - Dislivello: 450 m D+ - Tempo di percorrenza: 2,5 h




Dall'Alpe di Sant'Antonio, poco sopra l'Agriturismo La Betulla (m. 810 slm), imbocchiamo il sentiero CAI 133 che in circa 30 minuti ci porta a Pasquigliora (m. 960 slm). Deviamo a destra per poche decine di metri per visitare la casa di Fosco Maraini (1912 - 2004), abitata in Luglio e Agosto dalla moglie Mieko Maraini. 






A Pasquigliora inizia l'anello del Monte Rovaio, che percorriamo in senso orario.
Svoltiamo quindi a sinistra ed in pochi minuti raggiungiamo Colle a Panestra (m. 998 slm), storico villaggio che rappresentava l’insediamento di maggior consistenza attorno al Rovaio. Oggi alcune case sono state risistemate e sono usate saltuariamente dai proprietari.
Colle a Panestra è dominato da uno spigolo roccioso (Nome del Gesù, m. 1145 slm) che costituisce l’estremità sud-est della cresta del Rovaio.








Da Colle a Panestra un largo e agevole sentiero scende sul versante occidentale del monte Rovaio, e raggiunge rapidamente (700 metri) l’insediamento di Trescola.







Questa era la casa dei partigiani dove “Mamma Viola” accolse e accudì i ragazzi del Gruppo Valanga mettendo a disposizione casa e stalla. Oggi una lapide sulla parete della casa e una bacheca di fronte al rudere della stalla ricordano la storia del luogo e i nomi dei partigiani (clicca qui per la battaglia del Monte Rovaio).



Da qui il sentiero prosegue, facendosi più stretto e con qualche tratto infido e franoso, passa sotto la falesia ovest del Rovaio (placconata di roccia verticale con vecchie vie d’arrampicata chiodate) e in breve raggiunge una grande roccia (incisione rupestre di un pennato non facilmente individuabile) nel punto dove si aprono i piccoli prati piani del Bovaio, sospesi sul vuoto degli strapiombi sulla Val d’Arni e il lago di Isola Santa. 



E’ necessaria una certa attenzione e prudenza evitando di avvicinarsi ai bordi dei prati sugli strapiombi ma piuttosto fermarsi sulla cresta erbosa dove si apre, uno dei migliori panorami sul gruppo delle Panie, col prato della Pania (dove è il rifugio Enrico Rossi del CAI di Lucca) e col profilo dell’Omo Morto (skyline di Prato della Pania, Pania della Croce e Pizzo delle Saette messi insieme che ricorda un gigante di pietra addormentato).





Nascosta e invisibile dai prati, appena dietro lo spigolo nord del Rovaio ci attende Casa Bovaio, caratteristico insediamento sottoroccia, con i resti di una stalla coperta a paglia arrivata integra ai nostri giorni in quanto situata sotto uno sperone di rocca di diverse decine di metri che la protegge da pioggia e neve.




Il sentiero da qui scende su una cengia e raggiunge le pareti est del Rovaio, alti strapiombi che chiudono la cima sul versante che guarda la Garfagnana, che si costeggiano alla base girando in direzione sud-est verso le case Colle e Pasquigliora.
Il sentiero ora è stretto e a saliscendi e richiede una certa attenzione (un passaggio attrezzato con una corda fissa) e poi si fa più agevole e in leggera discesa, si allarga, segue la linea elettrica e in breve arriva a Pasquigliora. 





Da qui scendiamo nuovamente verso l'Alpe di Sant'Antonio.

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