giovedì 4 febbraio 2016

Storia di una via ferrata: la "Siggioli" o "Tordini-Galligani"

Sulla rivista Montagne 360 di gennaio 2016 c'è un bell'articolo sulla ferrata "Tordini-Galligani" di Giovanni Bertini e Angelo Nerli. Lo riporto qui sul blog.



La Via ferrata "Tordini-Galligani" è situata nelle Alpi Apuane e precisamente alla testata del Solco di Equi, di fronte alla maestosa parete nord del Pizzo D'Uccello.
Nata nei primi anni Settanta per consentire agli alpinisti di raggiungere la base della parete dal Rifugio Donegani nell'attigua Val Serenaia, è divenuta meta anche di escursionisti.
Caratterizzata da un percorso logico non impegnativo e molto panoramico su uno sperone roccioso che dal Solco di Equi raggiunge Foce Siggioli sulla Cresta di Capradossa, è oggi il fulco di un anello di sentieri attrezzati che corre attorno al Pizzo.
Sul finire degli anni Sessanta andava concludendosi la fase della esplorazione della parete. A quel tempo per raggiungere la base erano necessarie tre ore di avvicinamento, sia che ci si incamminasse da Equi, sia che si salisse in auto a Ugliancaldo e alla successiva strada marmifera.
Venne così in mente ad alcuni pisani, autori in buona parte dell'esplorazione, di erigere un bivacco nei pressi della parete, poco al disotto del tetro anfiteatro terminale denominato "Cantoni di neve vecchia". Fu così che il 3 marzo 1968 Angelo Nerli in compagnia di "Tista" Scatena, storico compagno e animatore delle iniziative di Marco De Bertoldi con Lucia Melen, individuarono il sito giusto.

 


Tuttavia fu constatato che il bivacco non avrebbe per nulla abbreviato il ritorno alle basi di Ugliancaldo o di Equi, che rimaneva notevolmente lungo e malagevole. In alternativa, la discesa al Rifugio Donegani o al paese di Vinca, richiedeva la presenza di un'auto in attesa. Fu allora che, guardando dal basso, venne l'idea: perchè non allestire una via ferrata lungo quello sperone che dalla Foce Siggioli discende dritto verso di noi? Detto fatto: Nerli e De Bertoldi risalirono l'erta concavità a destra dello sperone fino a Foce Siggioli e discesero "a corda doppia" lungo la cresta.
Dopo questa ricognizione, con l'incoraggiamento di Scatena fu convinto il Bargagna allora presidente della sezione CAI di Pisa ad approvare il nuovo progetto.
La ferrata si farà. Magari senza troppa fretta ma si farà. In attesa di finanziamenti iniziò l'iter per le necessarie autorizzazioni. Per la direzione dei lavori la scelta cadde su Elso Biagi, esperto cavatore nonchè guida alpina, compagno e alfiere in tante scalate.
Le motivazioni del progetto, in accordo a quanto già allora suggerito dal CAI, furono: 1) la ferrata non è diretta a una vetta; 2) non ricalca una via alpinistica; 3) ha un percorso logico in ambiente eccezionale; 4) mette in comunicazione Val Serenaia e Solco di Equi permettendo, in discesa, di accedere alla parete facendo base al Rifugio Donegani.


La via ferrata fulcro di un anello di sentieri attrezzati attorno al Pizzo d'Uccello.

Impulsi decisivi all'impresa vengono da Giorgio Masetti e Alberto Bargagna, grandi amici di Brunello e Vittorio Di Coscio. Tra i molti partecipanti ai lavori, vengono in mente Francesco Cantini, Maurizio Scheggi, Carlo Scrimali nonchè soci di Massa e di altre sezioni tra i quali Sergio Ceragioli, nome importante dell'alpinismo apuano.
Il primo marzo 1970, morì sulla Pania della Croce Brunello Tordini, storico Istruttore della Scuola pisana di Alpinismo. La tragica circostanza stimolò in modo decisivo i finanziamenti e anche l'impegno di tanti amici a lavorare gratis e senza rimborso spese.
Nella primavera del 1971 iniziarono i lavori sotto la direzione di Biagi coadiuvato dall'erculeo cognato Antonio Viti, con il tracciamento ex novo dei sentieri dal Rifugio Donegani a Foce Siggioli e dalle cave Cantonaccio fino ai piedi dello sperone.
Ma nel frattempo un'altra sciagura colpì la sezione pisana; Pier Luigi Galligani, nel condurre una gita sociale, venne ucciso dalla caduta di un asso.
La costruenda via ferrata ricorderà così entrambi gli amici caduti in montagna.
Furono stesi circa 500 metri di un grosso cavo metallico e collocati un centinaio di picchetti di acciaio per superare un dislivello di quasi 400 metri. I lavori si conclusero prima dell'inverno e l'inaugurazione fu fatta nella primavera del 1972.

  

Negli anni successivi vengono allestiti in zona altri due sentieri attrezzati: dalla Sezione di Carrara il "Domenico Zaccagna" lungo la base della parete Nord e dalla Sezione di Pisa il "Mario Piotti" sul versante meridionale del Pizzo. Con la "Tordini-Galligani" si realizza così un prestigioso giro del Pizzo D'Uccello, riservato a escursionisti esperti.

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