lunedì 2 marzo 2026

La "cena degli auguri" in Pania, una tradizione che continua a vivere

Ci sono appuntamenti che non sono semplici eventi, ma veri e propri riti collettivi.
La salita natalizia al Rifugio Rossi alla Pania, organizzata dalla Sezione CAI Garfagnana, è uno di questi.

Da oltre vent’anni questo momento unisce escursionisti, amici e appassionati della montagna apuana in una serata che è insieme memoria, natura, comunità e condivisione. Un’esperienza che racconta molto più di una semplice escursione: racconta l’identità di un territorio e il legame profondo con le sue montagne.

Il Corriere di Garfagnana ha dedicato a questa tradizione un articolo firmato da Feliciano Ravera, che ripercorre emozioni, nomi, volti e significati di una serata speciale.

Lo pubblico integralmente qui sotto.




Una serata speciale della sezione CAI Garfagnana al Rifugio "Rossi" alla Pania

È ormai consuetudine ventennale ritrovarsi, in occasione del Natale, al rifugio Enrico Rossi alla Pania per scambiarsi gli auguri e salire alla vetta della Pania della Croce, detta la Regina delle Apuane, a m. 1.859 s.l.m., in attesa del tramonto del sole sull’orizzonte marino del nostro mar Tirreno. 
Più che un ritrovo conviviale, questo giorno che precede di poco il S. Natale, è divenuto una tradizione, un evento a cui non poter mancare, un momento speciale che a più di 20 anni dal suo esordio porta con sé ricordi, aneddoti e sentimenti che commuovono. 
Ovviamente, se vogliamo, si tratta di una soluzione d’inverno: l’evento non è così semplice da realizzarsi, ma è in questo caso al contrario della normalità, la mancanza di neve ha sempre penalizzato il raduno degli appassionati, mentre la presenza della coltre bianca lo ha sempre incentivato e reso speciale grazie alla magica atmosfera che crea in montagna apuana. 
Poi l’attesa del tramonto in vetta, spesso allietata dallo stappare di qualche bottiglia di Prosecco, è un po’ come sublimare. Per noi, abituati ai fondi valle umidi e si prolungano verso la valle del Serchio sino a stagliarsi sul versante appenninico dominato dalla cuspide bianca del Monte Cimone. 
Ecco che le prime luci sul fondo valle si accendono, creando una sorta di presepe diffuso, nel cielo un insieme di colori si mescolano, si sfumano tra cilestrini e rosati che “vincono” il cuore come nei naviganti. Il gruppo di alpinisti si ritrova intorno alla grande Croce di ferro che si erge sulla vetta più frequentata delle Alpi Apuane, i più ardimentosi salendo dalle aeree balze rocciose della cresta Est. I più cauti dal Vallone dell’Inferno raggiungono il Callare che si affaccia sulle foci di Mosceta. 
Con il calare delle tenebre e il brillare delle città sottostanti, lo sguardo spazia dalle luci di Livorno a quelle di La Spezia nelle condizioni atmosferiche più fortunate, dalle montagne dell’Appennino tosco-emiliano sino alle Alpi Marittime ed al Monviso con i suoi m. 3.841, il più alto delle Alpi Cozie. 
Un incanto che vale la pena di vedere almeno una volta nella vita anche per i non addetti ai lavori. L’escursione non è pericolosa, neppure di notte grazie alle moderne lampade frontali che garantiscono un’ottima illuminazione del sentiero per tutto il percorso. Ma giunta l’ora di scendere al rifugio per la cena dove si uniscono anche amici e soci saliti dal Piglionico. 
Quest’anno il gruppo è stato allietato dalla presenza di oltre 40 persone tra cui, ultima ma non per importanza menzionerei, Silvia Bianchini, che ha portato il saluto affettuoso di suo padre dottor Alessandro, abituale partecipante a questo convivio. Inoltre sono stati ricordati i soci CAI e gli amici purtroppo scomparsi in questi anni tra cui: Sergio Dini (il Guzzo), Giancarlo Biagioni (il Fornaretto), Rodolfo De Cesari (il Ceco), Gianfranco Colò (maestro di sci dell’Abetone), Emilio Cavani (il pittore delle Apuane), Riccardo Giorgetti (il biondo), Francesco Angelini (il capogrottista), Salvino Fabris e Damasco Pinelli (soci storici del CAI Garfagnana). La loro presenza spirituale è stata avvertita affettuosamente da tutti i partecipanti con scroscianti applausi. 
La serata si è conclusa con una fiaccolata proposta dal amico Daniele Saisi che si è snodata suggestivamente tra i prati e il bosco della Pania sino a raggiungere il Piglionico. Il gruppo si è salutato con l’auspicio di ritrovarsi tutti il prossimo anno.

Cristoforo Feliciano Ravera

Che ne diresti di leggere un altro articolo a caso del blog? Potresti trovarlo utile e interessante!

Nessun commento:

Posta un commento