lunedì 12 novembre 2018

La fontana di San Doroteo a Cardoso

Percorrendo la strada comunale che conduce a Cardoso, dopo essersi lasciati alle spalle l’abitato di Colle Castiglioni, meglio conosciuto come Campi, e le poche abitazioni di località Sonvalle, incontriamo una piccola fontana a monte di una curva. Volgendo lo sguardo a valle la chiesa di San Doroteo fa mostra di sé, interrompendo per il suo ingombro e poco più la zona boscata che la circonda.
È un luogo di culto molto caro agli abitanti di Cardoso, che il 15 maggio di ogni anno rendono grazie al Santo con una messa solenne recitata proprio nella chiesa a lui dedicata.
Tanto è affascinante la collocazione della chiesa, quanto lo è la leggenda che lega San Doroteo a questi luoghi.
Ai tempi in cui questa era terra di Santi e briganti, con gran prevalenza di questi ultimi, erano molti i pellegrini che attraversavano la Garfagnana seguendo il tracciato della Via Francigena.
Si narra che, fra questi, tre in particolare fossero giusti agli occhi del Signore: Pellegrino, Bianco e Doroteo, tre amici dal passato diverso ma costellato da sante azioni.
I tre si trovavano a percorrere la via Francigena verso nord, quando si trovarono alle porte della nostra valle. A quel punto Doroteo, spinto forse da una divina intuizione, decise di ritirarsi ad eremita nei boschi in prossimità di Cardoso per dedicarsi a soccorrere i bisognosi oltre a contemplare i misteri divini, mentre Pellegrino e Bianco procedettero nel loro cammino per poi stabilirsi sull’Alpe all’altro estremo della valle, dove oggi troviamo il borgo di San Pellegrino in Alpe.
Nelle notti più buie, di quelle che avrebbero dovuto aspettare secoli per vedere il riverbero di una minuscola torcia elettrica, si dice fosse possibile vedere in lontananza i grandi falò che i tre accendevano per tenersi in contatto, approfittando della reciproca visibilità dei propri luoghi di ritiro spirituale. Doroteo non aveva scelto a caso Cardoso: l’asprezza del bosco e la mancanza di acqua erano elementi che lo avrebbero messo alla prova in nome della fede.
Un giorno il Signore decise di ricompensare tanta devozione: Doroteo conficcò il proprio bastone a terra, questo diventò subito verde liberando una sorgente dalle proprietà miracolose, le cui acque non temevano alcuna siccità.
Dopo la sua morte Doroteo fu proclamato Santo, così come i suoi compagni Pellegrino e Bianco, e come per loro le sue reliquie furono oggetto di contendere: sembra infatti che alcuni Barghigiani avessero intenzione di portare il corpo del Santo al loro paese, ma appena questi attraversarono il Serchio vennero colpiti da gravi menomazioni che scomparirono non appena fecero ritorno sulla riva sinistra del fiume.
Gli abitanti di Cardoso eressero quindi la Chiesa in prossimità della fonte miracolosa, tanto rigogliosa da alimentare l’odierno acquedotto che serve le zone a valle del paese. Questo è questo quanto ho sentito raccontare più volte durante la mia infanzia.
Le leggende, si sa, sono in parte frutto della fantasia. Di certo ci rimane quella fontana che “non scecca mai” e la devozione di un paese per il suo Santo eremita.
Mirko Monti - L'Aringo n. 7 - Settembre 2016

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