domenica 14 aprile 2013

Sarà abbattuta la chiesa di Brucciano



Altro che ristrutturazione e rinascita. La storica chiesa di San Sisto a Brucciano e l’annessa canonica, gravemente lesionate dopo la scossa di terremoto dello scorso febbraio che toccò quota 4.8 della scala Richter, rischiano seriamente di essere demolite per mancanza di fondi. Si salverà solo il campanile, monumento di pregio che sarà interessato da imponenti lavori di messa in sicurezza attraverso rinforzi in ossequi alle norme antisismiche. 
Dopo settimane di sollecitazioni e di incontri, il sindaco di Molazzana, Rino Simonetti non cede di un millimetro, e conferma la volontà di non revocare l’ordinanza di sgombero della casa sottostante gli edifici di culto, appartenente al signor McNamara, un australiano che da anni ha preso dimora nello splendido paesino sotto la Pania. 
A spiegare la situazione è lo stesso primo cittadino, che pur garantendo appoggio alla causa, pensa alla sicurezza dei residenti: «Recentemente, sono arrivati dei tecnici e degli esponenti della Curia per un sopralluogo alla struttura – conferma Simonetti -, ma ad oggi l’abitazione sottostante la chiesa è sempre offlimits perché il pericolo di cedimenti e scarico di detriti è sempre alto, specie dopo le piogge dei giorni scorsi. 
Quindi, si sta cercando una soluzione concordata per preservare il paesaggio e contemporaneamente garantire la sicurezza dei cittadini». Ed ecco che, a causa di carenza di fondi ad hoc, si sta facendo strada l’ipotesi più radicale: «Recuperare la chiesa è quasi impossibile, vista la mole di lavoro e soprattutto gli investimenti da compiere. L’orientamento è quello di demolire completamente e lasciare il campanile, che sarà ristrutturato e messo a norma con l’ausilio di sostegni particolari. Si preserva la torre proprio per il suo pregio architettonico, e poi il borgo di Brucciano è meta di turisti, e privarlo di un bene così importante a livello paesaggistico, sarebbe davvero un peccato». 
Ma per i fedeli della parte alta del comune, non ci saranno comunque conseguenze. Infatti, il progetto sarebbe di aprire e rendere di nuovo fruibile al culto, la chiesetta posta sopra la piazza principale del paese. Sistemata questa vertenza, la famiglia McNamara potrà tornare in possesso della sua casa. L’immobile è stato costruito nel XV secolo, e durante l’ultimo conflitto un bombardamento la distrusse completamente e alla fine della guerra fu necessario riedificarla. 
Dal 31 gennaio scorso, dopo sopralluogo dei tecnici del Genio Civile, l’intera area attorno alla chiesa principale della frazione è stata dichiarata inagibile. Quello di Brucciano è uno dei diciassette locali non a norma, e i rappresentanti della Curia stanno compiendo, in base ai budget e le disponibilità di spesa, una cernita degli edifici su cui investire e quelli dove si faranno opere sommarie. E purtroppo, in quest’angolo di Garfagnana, si va verso la seconda strada. 

Fonte: Il Tirreno - (n.b.)

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