Eva Domenici se n’è andata a 92 anni. Per tutti, quassù, era semplicemente la pastora di Campo all’Orzo: una figura schietta, forte, legata alla sua terra come pochi ormai sanno essere. Custode silenziosa della vallata, non avrebbe mai rinnegato le proprie origini, né il modo semplice e antico con cui aveva scelto di vivere.
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| Eva all'età di 45 anni |
Il suo motto era limpido come l’aria delle Apuane:
“Sto bene quassù: non do noia a nessuno e nessuno dà noia a me.”
Ed è davvero così che ha attraversato gran parte della sua vita, sola ma mai smarrita, accompagnata dai suoi cani e dal ritmo delle stagioni, nel piccolo borgo che ogni anno si anima con la Festa della Patata dei camaioresi.
Eva era fatta a modo suo, come la terra che amava.
Per lei sarebbe stato un controsenso vedere un articolo scritto da un’intelligenza artificiale: un “affare strano e invisibile”, avrebbe detto. Eppure non aveva avuto paura di vivere da eremita d’alta quota, di dormire e camminare in montagna, di allevare gli animali e produrre un formaggio che in tanti, scherzando, avrebbero definito da stelle Michelin.
Quando nel 2017 la salute cominciò a vacillare, lasciò il suo rifugio e si trasferì a Brenti, sempre sul versante montano, ospite della cognata e del nipote Rossano. Lì ha trascorso gli ultimi anni, con la stessa dignità e semplicità che l’hanno sempre accompagnata, spegnendosi piano, come un lume che si affida alla notte.
Nemica dichiarata di tutto ciò che chiamava “progresso”: niente televisione, nessun fronzolo. Solo l’indispensabile, una radio che teneva viva la fantasia e quel presepe minuscolo fatto di sassi, che preparava ogni Natale come se fosse un rito antico. Da giovane scendeva in città a piedi, per vendere il frutto del suo lavoro alle fiere. Di quei tempi conservava la fierezza e il passo deciso.
Era una presenza rara, quasi fuori dal tempo. Non amava apparire, anzi diffidava delle telecamere quando qualcuno provava a intervistarla. Preferiva scambiare due parole con chi passava, piuttosto che trasformarsi in personaggio. Nel 2021, però, le fu dedicata una splendida mostra fotografica in bianco e nero, allestita al Palazzo Tori Massoni da Giovanni Nardini grazie all’associazione Amici di Campallorzo: immagini che raccontavano senza filtri la sua vita essenziale e autentica.
La ricordano in tanti.
L’ex sindaco Alessandro Del Dotto, che le era affezionato.
Il sindaco Marcello Pierucci, che ne ha lodato la genuinità.
Ma soprattutto la saluta Camaiore e la Versilia, che in lei vedevano un simbolo di un’umanità semplice, forse antica, ma oggi più che mai preziosa.
I funerali si terranno mercoledì 21 gennaio alle ore 15, presso la Badia.
Le onoranze funebri Il Colosseo cureranno la cerimonia.
Dopo il rito, la salma sarà cremata.
Una vita intera controcorrente, vissuta in silenzio e libertà.
Così voglio ricordare Eva: una donna forte, autentica, montanara nell’anima.

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