venerdì 23 novembre 2012

Polizze "caso morte": quando conviene assicurarsi

Ho trovato quest'articolo interessante (tocchiamo ferro!!) su Soldi&Diritti  n°127 - novembre 2012


Non c’è tragedia peggiore per una famiglia che perdere l’unico membro che lavora: improvvisamente viene a mancare il sostegno economico.
Ecco allora che torna utile una polizza caso morte.
L’identikit ideale di chi potrebbe essere interessato a questi prodotti è infatti proprio questo: una famiglia in cui lavora solo uno dei genitori e con a carico uno o più figli piccoli.

Come funzionano 
Queste polizze sono definite temporanee perché agiscono su un intervallo di tempo determinato, da un minimo di 1 o 2 anni, a un massimo di dieci, quindici, venti o più. La durata massima comunque incontra il limite dell’età: nella gran parte dei casi, l’assicurazione non vale sopra i 75 anni.
Il meccanismo di funzionamento è semplice: se in questo periodo l’assicurato muore, il beneficiario riceve il capitale assicurato, anche se il decesso avviene nel primo anno di attività della polizza.
L’importante è che il premio risulti pagato regolarmente.
Se invece, trascorso il periodo contrattuale, l’assicurato è ancora vivo, la compagnia si tiene tutti i premi versati e non deve niente.
È possibile assicurare un capitale costante o variabile. In questo ultimo caso, aumenta o diminuisce di una percentuale prefissata man mano che passano gli anni; la scelta dipende dall’uso che se ne vuole fare.
Un capitale crescente serve a combattere gli effetti dell’inflazione; uno che diminuisce, invece, può servire se l’assicurazione ha come obiettivo quello di fornire liquidi per pagare il mutuo, e quindi, man mano che passano gli anni, diminuisce anche l’ammontare del mutuo stesso.

A chi conviene
Con queste premesse è facile capire che queste polizze convengono soprattutto ai capofamiglia giovani, che non hanno maturato ancora una pensione di reversibilità per i superstiti.
Con questo strumento possono infatti lasciare liquidità ai figli, in attesa che diventino indipendenti, oppure garantire al coniuge di far fronte al pagamento del mutuo.
Diventa meno conveniente invece con l’aumentare dell’età, perché i premi salgono in modo significativo. E ovviamente non conviene a chi ha uno stipendio talmente buono (o altre risorse) da riuscire a lasciare ai propri cari denaro sufficiente a tirare avanti anche in sua assenza.



Carenze ed esclusioni 
In alcuni casi, purché il capitale assicurato sia inferiore a 150 mila euro, per completare la polizza basta compilare un questionario sanitario. Per tutelarsi, però, le compagnie prevedono un periodo di carenza di sei mesi: la copertura, dunque, scatta sei mesi dopo la firma.
Generalmente, però, se nei primi cinque anni di contratto l’assicurato muore di Aids, la copertura non scatta del tutto. Se invece sono previste tariffe particolari o al momento della firma si supera una certa età o ancora per capitali assicurati elevati, viene richiesta una visita medica preventiva, le cui spese sono generalmente a carico dell’assicurato.
In questo caso, la polizza si attiva dalle ore 24 del giorno in cui è stata firmata. Se però durante la visita medica viene rifiutato il test per l’Hiv, l’eventuale decesso per Aids generalmente non comporta l’obbligo di pagamento del capitale se avviene entro 7 anni dalla stipula.
Per tutte le polizze il rimborso non è ammesso in caso di suicidio (di solito se avviene entro due anni dalla stipula), se il beneficiario uccide il contraente o se l’assicurato muore nel commettere un’azione dolosa, in guerra o in un incidente durante un volo non autorizzato.
Altre cause di esclusione sono l’uso di stupefacenti o allenamenti e gare con mezzi a motore. Alcune compagnie non prevedono la liquidazione del capitale se l’assicurato muore in uno dei Paesi in cui è sconsigliato il viaggio dal ministero degli Esteri, se il decesso dipende da una malattia preesistente alla stipula del contratto, per quanto non ancora nota dall’assicurato, o se la morte è causata dallo svolgere professioni particolarmente pericolose.

Pagare e incassare 
Il premio iniziale è fondamentale: senza di esso viene meno l’efficacia del contratto e quindi la copertura assicurativa. Per gli anni successivi, il contratto si intende risolto se (nella maggior parte dei casi) entro 30 giorni dalla scadenza non viene effettuato il versamento.
La polizza può essere riattivata solo eseguendo i pagamenti arretrati, aumentati degli interessi.
Il tutto, però, generalmente entro 12 mesi dal mancato pagamento.
Nel caso in cui l’assicurato muoia e non entrino in gioco cause di esclusione o carenze, il beneficiario può ottenere la somma dovuta denunciando il decesso all’assicurazione.
Ogni contratto può prevedere modalità particolari: generalmente sono richiesti gli originali della polizza, un certificato di morte, una relazione medica.
Alcuni consigli a riguardo: anzitutto, nella polizza deve essere indicato chiaramente il beneficiario. Potete cambiarlo, ma fatelo sempre comunicandolo all’assicurazione.
Poi ricordatevi di avvertire il beneficiario e indicare dove è custodita la polizza. Infine, occhio ai termini di scadenza, perché scatta la prescrizione: attualmente, trascorsi 2 anni di tempo dal decesso senza denuncia, la compagnia non è più tenuta a liquidare il capitale (mentre scriviamo, in Parlamento stanno lavorando per cambiare la legge e aumentare i termini di scadenza).
Se sospettate l’esistenza di una polizza sottoscritta dal defunto, per verificarlo potete rivolgervi all’Ania (l’associazione delle assicurazioni) che ha previsto una procedura da attivare in questi casi.

La polizza per te
Sul sito Altroconsumo trovi un calcolatore online che confronta le polizze. Basta inserire la tua età, il sesso, la durata dell’assicurazione, quanto vuoi assicurare e se sei, o meno, fumatore. Le età selezionabili sono cinque (30, 35, 40, 45 e 50 anni: puntate su quella più vicina alla vostra), la durata varia da 5 a 25 anni e i capitali selezionabili sono tre (50, 100 e 200 mila euro). C’è inoltre il calcolatore che ti aiuta a stabilire quale capitale ti conviene assicurare: basta inserire la composizione del tuo nucleo familiare e la residenza.

Che ne diresti di leggere un altro articolo a caso del blog? Potresti trovarlo utile e interessante!