domenica 9 marzo 2014

Il Monte Sillano in ciaspole dal Passo di Pradarena

Il Monte Sillano è una delle cime più alte e panoramiche del tratto di crinale tosco-emiliano compreso tra il Monte La Nuda e il Monte Prado; senza dubbio una delle cime del Parco Nazionale che in inverno, pur con un'escursione relativamente breve e moderatamente difficile, consente di respirare "aria di alta montagna".
Mentre la prima parte dell'itinerario è pressoché priva di difficoltà tecniche, l'ascesa finale è riservata invece a escursionisti esperti non tanto per le pendenze da affrontare, sempre abbastanza modeste, ma per la necessità di valutare le cornici nevose che spesso orlano la dorsale sommiate della montagna.
L'itinerario è da evitare in caso di scarsa visibilità poiché assolutamente privo di punti di riferimento.







Dal Passo di Pradarena si seguono i segnavia del Sentiero 00 e dell'Alta Via dei Parchi in direzione del Passo di Romecchio e del Monte Sillano (cartelli ben visibili anche in inverno). Salendo su un'ampia carrareccia, si compiono alcuni tornanti in una rada boscaglia di faggi per poi uscire dalla vegetazione in prossimità della dorsale occidentale del Monte Asinara.
Da questo momento l'itinerario si svolge costantemente su panoramiche dorsali innevate. Lasciando a sinistra la modesta sommità del suddetto Monte Asinara, si continua a camminare sulla sterrata innevata (coincidente con il tracciato dei sentieri di crinale) dove, normalmente, sono presenti chiare tracce di passaggio. Con andamento pressoché pianeggiante si raggiunge il Passo della Comunella (1619m, 30 minuti).
Da questo punto in poi, in presenza di neve dura, compatta o ghiacciata, l'escursione può essere intrapresa solo con ramponi e piccozza. Ignorata la possibile traccia che scende verso Rio Re (segnavia 639, cartelli) si continua a seguire la dorsale principale del crinale senza traccia obbligata.
Superato un primo groppo nevoso si giunge ad un'altra piccola sella dove ha inizio una salita più ripida che conduce all'antecima ovest del Sillano. In caso di scarso innevamento e con manto nevoso perfettamente stabile, questa sommità può essere aggirata sul versante toscano, evitando non solo il tratto più ripido dell'escursione, ma anche numerosi metri di dislivello. In caso contrario si percorre una lunga dorsale nevosa, affrontando pendenze ancora adatte a ciaspole e bastoncini (sempre che le condizioni della neve permettano il loro uso in sicurezza), ma comunque abbastanza sostenute. Raggiunta l'antecima ovest (quota 1814 m), si perde nuovamente qualche metro di quota per poi affrontare l'ultimo pendio che conduce alla cima del Monte Sillano (1874 m, 1 ora e 45 minuti).
Anche in questo ultimo tratto occorre valutare correttamente lo stato del manto nevoso, in quanto le pendenze sono ancora una volta piuttosto accentuate. Ugualmente importante è valutare la presenza delle cornici di neve (formate dal vento) che spesso orlano la vetta. Da qui si osserva uno straordinario panorama sulle vicine Alpi Apuane che contrastano, con i loro aguzzi profili, con le dolci ondulazioni del crinale e con l'inconfondibile profilo del Monte Cusna, che da questa prospettiva è ben riconoscibile come "gigante addormentato". La discesa avviene per lo stesso itinerario; valutare un tempo di discesa non troppo dissimile da quello di salita a causa dei numerosi saliscendi.
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Il bellissimo video realizzato da Dino Ponziani!


Descrizione tratta da "Inverno in Appennino - Escursioni con le ciaspole nel Parco nazionale dell'Appennino Tosco-Emiliano - Gazzetta di Parma"

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