venerdì 4 aprile 2014

Una palestra di roccia: le Rocchette


Chiunque posi lo sguardo da sud e da nord sul Gruppo delle Panie non può fare a meno di notare quelle strutture rocciose che interrompono la dolce e boscata cresta che scende dalla Pania Verde verso nord est dividendo il territorio del Comune di Vergemoli da quello del Comune di Molazzana. 
Esse non hanno niente da invidiare per fascino e bellezza dell'ambiente alla ben più famosa serie del Procinto e presentano, specialmente sul loro lato sud, una serie di pareti articolate che racchiudono numerosi ed irrisolti problemi alpinisti.
Negli anni '70 il gruppo di alpinisti Gallicanesi, alla ricerca di strutture che potessero servire da palestra di allenamento, esplorarono molte delle guglie e pareti di quel territorio aprendo numerose vie che però avevano la caratteristica comune di svolgersi su roccia decisamente non buona.
Le Rocchette furono lasciate in disparte perché la loro quota le rendeva di difficile accesso durante i mesi invernali e spesso erano anzi, facilmente accessibili solo a primavera avanzata.
Solo nei primi anni '80 alcuni alpinisti del gruppo, ed in particolar modo Roberto Valiensi, si dedicarono ad una sistematica esplorazione delle Rocchette trovandovi un terreno particolarmente favorevole sia per la qualità della roccia, decisamente buona, sia per la varietà ed il fascino dei "problemi" alpinisti da risolvere. 
In un ambiente completamente integro ed assolutamente al di fuori dei percorsi escursionisti più frequentati del Gruppo delle Panie essi ebbero modo di sbizzarrirsi, realizzando in perfetto stile alpino, una serie di itinerari veramente eleganti, nei quali si potevano utilizzare tutte le tecniche classiche conosciute, tale era la varietà delle strutture da arrampicare. 
Il posto si rivelò ideale anche per portare neofiti a fare le prime esperienze perché fu possibile realizzare itinerari anche facili, sia pur sempre interessanti, accanto a vie della massima difficoltà classica. 
Verso la fine degli anni '80 anche altra gente cominciò a frequentare la palestra contribuendo alla sua esplorazione e ad aprire vie sempre nuove e più difficili, tanto che la rinata Sezione CAI Garfagnana decise di finanziare un progetto che si poneva l'obiettivo di realizzare una guida alpinistica delle Rocchette.
Nel frattempo il profondo mutamento originatosi nel mondo arrampicatorio, proponeva sempre più spesso l'uso di strutture di massa montagna, da utilizzarsi quale palestre, non più come allenamento in vista di arrampicate in montagna, ma come "gioco" fine a se stesso.
Questo fatto ha portato negli ultimi anni ad una frequentazione delle palestre di roccia che, in alcuni casi, le ha rese più affollate di una spiaggia della Versilia durante l'estate ed ha fatto perdere di vista il motivo originario per cui si cerca di fuggire dagli stress della vita quotidiana. 
Anche alle Rocchette, accanto ai personaggi che hanno dato vita ai nuovi itinerari su difficoltà sempre più sostenute, si parla ormai di vie di 8° grado, tenendo sempre a mente il rispetto per questo ambiente così bello e così facilmente deteriorabile, sono arrivati personaggi che non hanno una minima idea del fatto che se vengon quassù per divertirsi hanno il dovere, come minimo, di lasciare a valle tutte le deformazioni acquisite dall'ambiente ormai irrimediabilmente compromesso dal quale provengono.
Questo, naturalmente, sia per rispetto verso la montagna sia per rispetto per i suoi abitanti che, a prezzo di mille sacrifici, ci hanno permesso di godere di questi angoli di mondo ancora integri. 
Se non bastasse, le Rocchette rientrano nella zona di totale rispetto del Parco delle Alpi Apuane e risulterebbe perlomeno strano se i limiti che questo comporta, fossero validi solo per coloro che ci abitano intorno e non per chi, in questi luoghi, viene a svagarsi.
Alle Rocchette c'è ancora molto da inventare e da esplorare, basta un po' più dei soliti 100 metri e ci sono pareti ancora quasi completamente vergini, e se qualcuno ha poi bisogno di riscaldarsi o di riposarsi faccia un salto in paese all'Alpe di S. Antonio, dove scoprirà che le Rocchette non sono solo delle guglie di fredda roccia calcarea, ma fanno parte della cultura e della storia di gente che non ha svenduto la propria libertà in cambio di un falso benessere.

Roberto Biagi - La Pania - Dicembre 1989

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