mercoledì 9 aprile 2014

Alla scoperta della Pania: la Vetricia

Si chiama Altipiano della Vetricia, è un ampio pianoro roccioso che si estende sul versante Nord del gruppo delle Panie e rappresenta il fenomeno carsico più evidente presente sul massiccio. 
L’ambiente è di notevole suggestione, dominato dalla Pania della Croce, dal Pizzo delle Saette e dall’uomo Morto. 
In questo altipiano, come nei vicini pianori carsici di Borra Canala e del versante nord-ovest della Pania Secca, non esistono torrenti, né ruscelli, né sorgenti: tutta l’acqua che cade dal cielo viene inghiottita da miriadi di crepacce, fenditure e abissi. 
Nel sottosuolo si formano torrenti e fiumi sotterranei che nel corso di milioni di anni ampliano le fratture tettoniche formando meandri, cunicoli, gallerie e saloni come quelle che tutti possono ammirare nella “Grotta del Vento”. 
In questo paesaggio lunare, arido e sconvolto dall’azione delle acque, dove una rara vegetazione, con bellissimi fiori, sopravvive mettendo le radici chissà dove, si possono osservare profondi solchi a doccia (simili agli elementi di un radiatore), profonde voragini, bizzarri monoliti e singolari vaschette a fondo piatto, le “Kamenitze”, scavate dall’azione corrosiva di un’alga nera. 
Nel procedere dentro l’altipiano si incontrano numerose cavità, alcune segnalate, altre no e altre segnalate dagli speleologi con strani segni di vernice. 
La Voragine dei Bamburzi (-140 metri), la Buca del Ragno (-120 m.), la Buca Larga (-251 m.), la Specola Bassa (-110 m.). 
Il più famoso è l’Abisso Enrico Revel: presenta una apertura di 60 metri di lunghezza per 10 di larghezza ed una profondità di 316 metri se si considera il lembo alto dell’apertura, 299 metri se si considera quello basso. Affacciarsi al suo bordo dà la sensazione di affacciarsi alla porta dell’inferno. 
Fino a qualche anno fa era considerata la verticale assoluta più profonda del mondo ed anche se ha perso tale primato, rimane sempre una voragine tra le più impegnative. Soltanto 5 spedizioni ne hanno raggiunto il fondo, costituito da un nevaio perenne. Nel 1931 il Gruppo Speleologico Fiorentino con sole scale. Nel 1964 gli speleo Bolognesi in collaborazione con il CAI di Torino e gli speleo di Perugia, con l’ausilio di un argano. Nel 1971 gli speleo del CAI di Bolzaneto con scale. Nel 1974 il Gruppo Speleo di Savona con sole corde. Enrico Revel, cui è dedicata, fu uno dei primi esploratori. 
L’Altipiano della Vetricia può distinguersi in più livelli distinti: c’è una Vetricia bassa, posta attorno a quota 1300 m. ed una Vetricia alta intorno a quota 1500 m.. 
Non vi sono sentieri CAI che l’attraversano, il visitatore può regolarsi con degli “omini di sassi” che fungono da riferimento. E’ raggiungibile dalla Focetta del Puntone, prima dell’attacco alla salita sulla Pania della Croce, seguendo in discesa il sentiero 139 di Borra Canala per allontanarsene verso destra dopo poche decine di metri, oppure deviando in salita dal sentiero 7 che porta al Rifugio Rossi.
Un’escursione sulla Vetricia nella stagione estiva è facile ed interessante e non richiede attrezzature particolari.
E’ obbligo procedere con prudenza e opportuno farsi accompagnare da un esperto. 




Pietro Guidugli – La Pania 2005

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