lunedì 23 giugno 2014

Temi Palio di San Jacopo 2014

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Il RIONE BORGO ANTICO presenta
Lo zoo è qui
Ingabbiate, trascinate ed imprigionate
Un vortice incontrollabile ed insovrastabile,
vittime del nostro abietto ego.
Involucri di pensiero le attanagliano in una morsa che interseca l’anima.
Bestie dietro le sbarre,
scrutate ed osservate, ignorando un mondo dove potrebbero esprimersi e mostrarsi;
rinchiuse in uno zoo, divorate dalle ombre.
Il buio,
un tintinnio stridente che assorda i pensieri
e che ci rende incapaci di azioni,
che fa accettare la realtà così come si presenta
non riuscendo ad immaginare un mondo a colori,
ormai avvolto dalle tenebre.
Eppure basterebbe così poco, un sospiro
un sussurro
un giro di chiave.
Una chiave capace di trasformare il tutto con un semplice gesto,
capace di liberarLe lasciando spazio ad una realtà infinita e varia.
Trovare il coraggio di aprire i cancelli.
Ogni animale, quando liberato, non se ne andrà.
Sarà parte di un mondo libero, senza orizzonti.

Il RIONE BUFALI presenta
www.LoZOOèQUI.it
Lo zoo è qui … intorno a noi … è ovunque.
Idee, parole, pensieri, sapere, conoscenze tutte racchiuse nella ragnatela mondiale degli utenti. Questo grande zoo è adesso … è ora!
Un vero e proprio mondo parallelo, in cui l’uomo naviga senza sosta: http, html, chat, forum, social, enciclopedie multimediali, motori di ricerca, creature pronte a inondare la mente umana sempre più curiosa di conoscenza.
Orientato dalla propria bussola surreale, l’utente si fa strada tra molteplici punti di vista e pluralità di risposte, attraverso illimitati modi di linkarsi si addentra in straordinari percorsi. Un infinito labirinto di possibilità, possibilità di incontrare, conoscere, dire, parlare, salutare tra miliardi di contenuti, entrate e uscite, insidie e meraviglie.
Una rivoluzione che governa ormai la nostra vita.
Ci chiediamo se il web ci renda liberi o ci opprima, ci arricchisca o renda miserabili.
Con la fine del Novecento si è chiuso il secolo delle Masse ed è iniziato quello delle Persone, degli Individui. E sarà l’individuo a decidere le sorti di questa rivoluzione, saranno i nuovi contenuti che saprà creare, che vorrà condividere, senza lasciarsi ipnotizzare dalla potenza della tecnologia, senza diventarne dipendente.
È possibile che questo Zoo ci renda liberi, solo nella misura in cui noi riusciremo a renderlo libero.
Un mondo virtuale di uomini che s’incontrano, si salutano, interagiscono, vivono, trascinati e spinti dalla voglia di conoscere … per poi incontrarsi in mezzo a quella piazza, davanti a quella fontana, sotto lo stesso cielo stellato.
Lo Zoo è adesso. È ora. Lo Zoo è Qui!

IL RIONE MONTICELLO presenta
Lo Zoo è qui!
Daniele era nel campo quel giorno.
Gli insetti avevano da tempo aggredito gli ortaggi e il suo umore non era dei migliori.
Poggiò la schiena contro il grande ciliegio e guardò il paese oltre la siepe.
Lambito dagli ultimi caldi raggi del sole – pensò – era stupendo!
Prima sentì il suono del silenzio; anche le mosche smisero di volare.
Poi arrivò il boato, cupo e intenso, come salito all’improvviso dal profondo della terra.
La roccia del grande armadillo si mosse e tutto cominciò a tremare.
Fu l’urlo degli uomini e delle donne a innalzarsi verso il cielo formando un vortice di paura e terrore.
Vibrarono le case e la terra, gli alberi cominciarono improvvisamente a scuotersi.
Si scossero anche gli animi; e quelli per sempre.
Daniele corse a casa pensando di non trovarla più.
Le nubi, come tante pecorelle che rientrano all’ovile, già dal pomeriggio avevano cominciato a
stringersi fino a fondersi in una grande volta grigia.
Nella valle pian piano le finestre delle case cominciarono ad illuminarsi e fu come liberare una
manciata di piccole lucciole.
La quiete si interruppe al pianto del cielo e i gatti, profetici, iniziarono a passarsi le zampe sopra le orecchie.
Andrea si alzò dal letto per chiudere le persiane di legno. Prima però guardò fuori.
Una carezza di vento gelido lo scosse, la trama della pioggia si faceva sempre più fitta e il buio più nero si posò su ogni cosa.
In lontananza una civetta gridò: fu presagio di cambiamento.
A monte, il grande coccodrillo distese il suo corpo, accese i due grandi occhi ardenti e si mosse.
Crebbe nel vigore della pioggia e diventò imponente.
Occupò il letto del fiume alimentandosi di ciò che trovava sul suo cammino e discese a Valle.
Andrea si vestì e scese le scale. Proprio in quel momento l’impeto devastante dell’acqua travolse la sua casa.
E nulla fu come prima.
Come un camaleonte l’uomo cambiò la veste: blu di una calma notte di fine estate, rosso forza,
vigore, energia, arancio vitalità di non arrendersi, verde di una speranza mai spenta, giallo di sole e rinascita.
Come operose formiche, solerti api operaie gli uomini e le donne ricostruirono ciò che la terra
tremante distrusse e il fiume strapieno inghiottì.
Il popolo come un combattivo gallosimbolo della propria comunità, all’alba di un nuovo giorno spinse il sole a rialzarsi alto in cielo.
Daniele e Andrea aprirono le finestre e guardarono la valle e il cielo in festa.
I volteggi degli stormi, il librarsi delle farfalle, la lenta danza dei cigni, la sfilata dei pavoni e
l’allegro gracidare delle rane annunciarono il nuovo armistizio con la natura.

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