martedì 23 gennaio 2018

Mobilitazione popolare per Sant'Andrea

Il Tirreno 23-01-18

Chiesa di Santa Maria Maddalena - Eremita


In località Eremita (raggiungibile da Cascio, ma per arrivarci in auto è preferibile percorrere la Montaltissimo-Monteperpoli effettuando la deviazione segnalata) si trova un antico tempio dedicato a Santa Maria Maddalena. 




Fu costruita probabilmente nel XIII secolo nei pressi dei ruderi di una fortificazione più antica, detta il Castellaccio, e dedicata a Sant'Andrea.
Appartenne, fino agli inizi del '400, alle suore agostiniane dipendenti dal Monastero dell'Angelo di Lucca, che vivevano in un piccolo cenobio annesso alla chiesa. Nel XVI secolo la chiesa mutò la dedicazione in Santa Maria Maddalena, i terreni furono affittati e l'edificio religioso posto sotto la custodia di un padre romito, da cui la denominazione di Romita che troviamo riportata nelle carte dell'epoca. Già ai primi del '700, in una visita pastorale sono documentate le cattive condizioni dell'edificio.
Attualmente sopravvivono solo parte delle murature perimetrali, costituite da blocchi di pietra squadrata in filari secondo la caratteristica tecnica costruttiva medioevale.



Presumably built in the thirteenth century and dedicated to St. Andrew, it was situated near the ruins of an earlier fortification called il Castellaccio.
Until the beginning of the fifteenth century it belonged to the Augustininan nuns, under the Monastero del'Angelo in Lucca, who lived in a small building adjoining the church. In the sixteenth century the church was newly consecrated, this time to Santa Maria Maddalena, the lands were rented and the religious site put under the jurisdiction of a padre romito who gave the name of Romita to the church as it can be found in maps of the period. The building was already in bad condition according to episcopal documents of the early eighteenth century.
Presently only part of the outward walls, made of square blocks of stonewok - a typical medieval building technique - survive.

Foto del 06-04-2014

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lunedì 22 gennaio 2018

Bando di gara per la gestione del "Rifugio Giovanni Santi" - località La Vetricia



L'Asbuc di Barga ha deliberato il bando di gara per la gestione del Rifugio Giovanni Santi situato in località Vetricia. La gara è aperta e parte da una base annua di concessione di 3 mila 600 euro oltre Iva. Per maggiori informazioni scarica il bando.

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domenica 21 gennaio 2018

Garfagnana EPIC 2018 verso il tutto esaurito


Boom di iscrizioni, nelle prime ore dall’apertura, per la Garfagnana EPIC 2018, la maratona in mountain bike non competitiva di due giorni che si terrà il prossimo 2 e 3 giugno nel cuore della Garfagnana, la valle del bello e del buono tutta da scoprire.

Panorami mozzafiato saranno la cartolina di benvenuto per i partecipanti che si dovranno cimentare in un’impresa epica mettendosi alla prova su un percorso tra i più duri e spettacolari d’Italia: 160 Km e 6000 metri di dislivello su sentieri che faranno vivere forti emozioni nello splendido contesto fra le Alpi Apuane e l’Appennino Tosco-Emiliano.

Più di duecentoventi iscritti, provenienti da tutta Italia e anche dall’Olanda, dalla Danimarca e dal Belgio, ragazzi, uomini e donne che si cimenteranno in una sfida con se stessi su salite impervie e discese tutte in salita, lungo crinali suggestivi e sentieri impegnativi.

Una quarta edizione che conferma la forza di un evento senza dubbio epico, un itinerario in mountain bike spettacolare e duro che richiede un’alta preparazione e capacità tecnica, un percorso non per principianti ma per appassionati esperti.

Due giorni di pura emozione da vivere intensamente nella splendida terra garfagnina che si farà conoscere nella sua unicità.

Le iscrizioni saranno chiuse al raggiungimento del numero massimo di partecipanti di 300 e comunque non oltre il 13 maggio 2018.

Segui www.garfagnanaepic.com e la pagina Facebook per tutti gli aggiornamenti e maggiori informazioni.

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venerdì 19 gennaio 2018

I 50 anni della Grotta del Vento

Questa è la grotta del vento, con i suoi gioielli sotterranei, con i suoi percorsi che permettono di capire ed apprezzare ciò che la natura ci ha regalato, 50 anni fa Vittorio Verole Bozzello aveva visitato più di 400 cavità carsiche prima di scoprire quella che gli ha permesso di avvicinare migliaia di persone alla conoscenza del mondo sotterraneo.


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Piazza della Posta, ieri e oggi

Ecco il solito luogo: Piazza della Posta e il "monumento". Una foto degli anni '30 e l'altra del 1969... A voi le differenze...



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E la minestrella salì sul carro

- Maestra Duse, ci dà una mano? 
- Abbiamo bisogno di lei, delle sue idee e del suo pennello. 


Quelle erano le voci del Prof. Rolando Saisi e del suo seguito: Adriano Bertoli, Lucio Ferrari, Pietrino della Flora e via, via, voci di tutti quelli che credevano nella maestra che amava Gallicano e la sua gente.
E la risposta ci fu: la Duse pensò progettò, pitturò lassù nell’altana della Giulia Carnicelli dove nelle notti “bianche” dal sapore di Palio, arrivava l’odore (spesso soltanto quello) delle profumate pizze delle donne mogli e madri.
E’ in questo clima che nacque, crebbe e brillò quel luminoso carro che si chiamò “Minestrella”; al seguito ”focacce leve” e “I cicciori”.
Fu vinto nel 1974 dal Rione Monticello il Miglior Complesso Folkloristico. La vittoria fu seguita da commenti pungenti. “Si, Palio degli scappini, che sono piaciuti a ...” (Nella sfilata, i figuranti avevano calzato gli scappini, calzatura tipica gallicanese).
Il lavoro dei contendenti si faceva sentire, ma era parte essenziale della gara che rendeva Gallicano un alveare, dove il ronzio a più colori, era sempre quello: “Quest’anno si vince noi!


Ogni paese di un territorio ha la sua storia, cultura, dialetto e tradizioni, soprattutto culinarie. Anche Gallicano è uno di questi paesi, ma per quanto riguarda la tradizione culinaria, Gallicano paese ha una sua ricetta particolare non riscontrabile in altri paesi anche al di fuori della nostra Provincia di Lucca: la minestrella. 
Questa ricetta storica ultracentenaria, che si perde nella notte dei tempi, è una minestra che può essere fatta con tantissime erbe di campo oltre trenta varietà, in gergo locale “erbi boni”. Come nasce un piatto storico con prodotti esclusivamente del territorio? Questo è un piatto con ingredienti semplici messi a disposizione da madre natura senza doverli coltivare e che l’ingegno e la conoscenza dei contadini di una volta, sapevano distinguere molto bene. 
Tutti erbi, che oggi definiamo come fitoalimurgia, nel tempo chiamati ovviamente con nomi dialettali. Questa conoscenza, tramandata oralmente da secoli di generazione in generazione, fino agli anni sessanta del secolo scorso, oggi purtroppo sta scomparendo, causa l’evoluzione industriale e tecnologica mondiale. Gallicano, nei tempi passati, era un paese di contadini e non avendo grandi poderi da coltivare, gli uomini andavano a fare anche lavori stagionali in Corsica e altre zone, pertanto le donne dovevano farsi carico, oltre che lavorare nei campi, sfamare le loro famiglie nei momenti più difficili. 
Da considerare che Gallicano, a diversità dei paesi garfagnini, era in fondovalle lungo il fiume Serchio, con poche selve di castagno e lontane, sul monte Palodina, rispetto gli altri paesi che erano contornati da castagni e avevano a disposizione più farina di neccio per nutrirsi giornalmente. 
Allora, le donne del paese, avendo questa conoscenza fitoalimurgica, rimediavano, raccogliendo nei loro campi diversi tipi di erbi e li cucinavano in vari modi. Il piatto base era composto da queste varietà di erbi lessati in acqua con fagioli giallorini e l’aggiunta, quando c’era, di un pezzetto di lardo, osso di maiale o cotenne come condimento, che trovavano in base alla stagionalità. 
Per quanto riguarda la minestrella di Gallicano, non esiste una vera e propria ricetta, in quanto gli erbi non erano mai gli stessi da una famiglia all’altra, oltre poi alla stagione di raccolta. 
In base alla possibilità di scelta di erbi amari o dolci a disposizione del momento, questa ovviamente poteva essere più o meno saporita, ma in quei tempi di miseria ovviamente non avevano tempo per queste sofisticazioni.

Riporto qui sotto la ricetta base della minestrella.


Principali erbi usati: 
Scabiosa columbaria “sporta vecchia”, Bellis perennis “margheritine”, Crepis leodontoides “tassella”, Crepis sancta “cassellora”, Crepis vesicaria “radicchiella”, Cichorium intibus “radicchio selvatico”, Cirsium arvense “stoppione”, Daucus carota “pastineggio”, Foeniculum vulgaris “finocchio selvatico”, Hypochoeris radicata “ingrassaporci”, Papaver rhoaes “rosolaccio”, Plantago lanceolata “orecchie d’asino”, Plantago major “lingua di vacca”, Ranunculus ficaria “favagello”, Reichardia picroides “sassaiolo”, Silene alba “orecchiette”, Silene vulgaris “strigolo”, Soncus asper “cicerbita”, Symphytum tuberosum “salosso”, Taraxacum officinale “piscialletto”, Campanula trachelium “pizza corni”, Lapsana communis “lassana”, Primula vulgaris “primola”, Raphanus raphanistrum “cavolo selvatico”, Rumex acetosa “zezzora”, Salvia pratensis “salvia”, Sanguisorba minor “pimpinella”, Urtica dioica “ortica”, Viola odorata “viola”. 

Ricetta per 4 persone: 
2 kg. Erbi freschi, 100 gr. Lardo, 500 gr. fagioli giallorini, aglio, cipolla, sale pepe. 
Pulire gli erbi, affogarli nell’acqua con un poco di bicarbonato per circa mezz’ora, successivamente lavarli bene e per quelli più amari lasciarli ancora circa due ore nell’acqua per togliere l’amaro. 
Lessare gli erbi, una volta lessati strizzarli dall’acqua e tagliuzzarli finemente. 
A parte fare un soffritto con aglio, cipolla, lardo tritato con uno spicchio di aglio, rosmarino, a chi piace anche del peperoncino piccante. 
Una volta imbiondito, aggiungere gli erbi, una parte dei fagioli lessati e passati a purea e una parte lasciati interi. 
Allungare tutto con acqua, una parte di quella della bollitura dei fagioli, regolare con sale e pepe. Lasciare cuocere a fuoco lentissimo per circa due ore. 
La minestrella ha una consistenza densa, ma non troppo, per dargli ancora più sapore è consigliabile prepararla qualche ora prima e farla riposare, in tal caso la sua consistenza aumenterà ed eventualmente potrà essere nuovamente allungata con acqua, magari sempre della cottura dei fagioli, per riportarla a consistenza voluta. 
Ottimo abbinamento a questo piatto, sono come da tradizione, i “mignecci”, focaccine di farina di granturco o con aggiunta farina di grano, senza lievito e cotte nei testi.

Ivo Poli

"L'Aringo - Il Giornale di Gallicano" - anno 1 numero 2 luglio 2015

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martedì 16 gennaio 2018

Il Gallicano chiude il girone di andata a metà classifica


Domenica scorsa si è concluso il girone di andata di terza categoria.
Grazie alla vittoria contro il Sacro Cuore, conquistata all'ultimo minuto con il gol del giovane Simonini Davide, il Gallicano chiude con 15 punti in 13 partite.


Analizzando la classifica saltano all'occhio alcuni dati:
- il Gallicano ha fatto solamente 3 punti al Silvio Toti senza mai vincere
- i bianconeri hanno il secondo miglior attacco del campionato: 26 gol fatti
- Franchi Matteo è il capocannoniere del torneo con 13 reti
- la difesa subisce troppi gol, quasi 2 a partita

Se nel girone di ritorno mister Salotti riuscirà a sistemare la difesa e a curare il "mal di casa" l'obiettivo play off è sempre raggiungibile. Forza ragazzi!

  

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martedì 9 gennaio 2018

Boom d'iscrizioni per la Garfagnana EPIC 2018

Iscrizioni a gonfie vele per la Garfagnana EPIC 2018.
In 44 ore si sono iscritti 145 bikers provenienti da 58 comuni, 20 province, 8 regioni e 3 nazioni. L’età media dei partecipanti è di 45 anni. Tra gli iscritti ci sono 4 donne, 1 olandese ed 1 danese. 

I posti letto disponibili rimangono 30 e le iscrizioni termineranno al raggiungimento di 300 partecipanti.


COMUNI PROVINCIA REGIONE
Altopascio LU TOSCANA
Amelia TR UMBRIA
Amsterdam Olanda Olanda
Aulla MS TOSCANA
Bagnatica BG LOMBARDIA
Bagni di Lucca LU TOSCANA
Barga LU TOSCANA
Bernezzo CN PIEMONTE
Bolano  SP LIGURIA
Bologna BO EMILIA ROMAGNA
Borgo a Mozzano LU TOSCANA
Buggiano PT TOSCANA
Busto Arsizio  VA LOMBARDIA
Calderara di Reno BO EMILIA ROMAGNA
Capannori LU TOSCANA
Casalecchio di Reno BO EMILIA ROMAGNA
Casina RE EMILIA ROMAGNA
Castelfranco di Sotto PI TOSCANA
Castelnuovo di Garfagnana LU TOSCANA
Cerveteri RM LAZIO
Correggio RE EMILIA ROMAGNA
Donnas AO VALLE D'AOSTA
Firenze FI TOSCANA
Fosciandora LU TOSCANA
Fucecchio FI TOSCANA
Gallicano LU TOSCANA
Gambassi Terme FI TOSCANA
Greve in Chianti FI TOSCANA
Hillerød Danimarca Danimarca
Ladispoli RM LAZIO
Langhirano PR EMILIA ROMAGNA
Lucca LU TOSCANA
Magenta MI LOMBARDIA
Massa e Cozzile PT TOSCANA
Milano MI LOMBARDIA
Modena MO EMILIA ROMAGNA
Monsummano Terme PT TOSCANA
Montalcino SI TOSCANA
Montecatini Terme PT TOSCANA
Monteriggioni SI TOSCANA
Orbassano  TO PIEMONTE
Pescia PT TOSCANA
Pieve a Nievole PT TOSCANA
Pieve Fosciana LU TOSCANA
Pisa PI TOSCANA
Poggibonsi SI TOSCANA
Prato PO TOSCANA
San Casciano Val Di Pesa FI TOSCANA
Seravezza LU TOSCANA
Seriate BG LOMBARDIA
Sesto S. Giovanni MI LOMBARDIA
Siena SI TOSCANA
Sovicille SI TOSCANA
Traversetolo PR EMILIA ROMAGNA
Viareggio LU TOSCANA
Villa Basilica LU TOSCANA
Vittuone MI LOMBARDIA
Zola Predosa BO EMILIA ROMAGNA

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sabato 6 gennaio 2018

Prade Garfagnine in MTB

Un bel giro di 35 km e oltre 1000 metri di dislivello nel giorno dell'Epifania.




Gallicano, Broglio, La Barca, Ponte di Campia, Selva Piana, Orzaglia, Riana, Migliano, Ceserana, Villa, Prade Garfagnine, Calabaia, Taverna dello Scoiattolo, Il Ciocco, Castelvecchio Pascoli, Arsenale, Gallicano.

Alcune notizie delle Prade Garfagnine (dal cartello posto in località La Villa) 
Le Prade Garfagnine è un vasto altipiano erboso nel Comune di Fosciandora utilizzato nel passato come alpeggio estivo. Conserva ancora numerosi "capannelli", cioè caratteristiche costruzioni in pietra di piccole dimensioni utilizzate dai pastori. 
Dalle Prade Garfagnine si sviluppava anche l'antica via del Saltello, strada di valico transappenninica realizzata durante la colonizzazione romana. Fu utilizzata intorno al 600, dai Bizantini per raggiungere il porto di Luni da Ravenna.
Il Passo del Saltello, attraverso diverse diramazioni, metteva in comunicazione Ceserana, Lupinaia, Castiglione e Barga con il Frignano e Modena. Lungo la via del Saltello sorgevano due hospitali, tra cui quello di San Bartolomeo di Ceserana sul versante garfagnino. 
Nel periodo estense il Passo del Saltello fu utilizzato, oltre che per gli spostamenti militari dei vari eserciti, anche per i traffici commerciali tra Garfagnana ed Emilia; l'esempio principale è l'utilizzo della strada del Saltello per il trasporto del ferro, prodotto nei forni e nelle ferriere garfagnine, verso la capitale estense, Modena. 
Caduta in declino nel XIX secolo, è una strada attualmente quasi dimenticata.


Riana
Rocca Estense di Ceserana


Prade Garfagnine




Il Ciocco

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mercoledì 3 gennaio 2018

Per il Duomo di Gallicano 285 mila euro

 
 
“Una fine dell’anno speciale per Gallicano” così ha esordito il Sindaco David Saisi appena saputa la notizia del finanziamento di 285.000 per il restauro della Chiesa di San Jacopo – il duomo – mediante l’iniziativa del governo per la salvaguardia e la tutela del patrimonio artistico “ Recuperiamo i luoghi dimenticati”.
“Infatti – prosegue il sindaco- della pioggia di milioni caduta in Garfagnana per la tutela dei luoghi dimenticati, sono 5 i progetti finanziati, ha potuto usufruirne anche Gallicano grazie all’interessamento dell’Associazione Culturale L’aringo, prima promotrice dell’iniziativa del governo.
A suo tempo, nel giugno 2016, il consiglio dell’associazione, presieduto da Antonella Cassettari, si fece voce di tutta la comunità e insieme al parroco Don Fiorenzo Toti e al C.P.A.E (Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici), definì il progetto per la salvaguardia del quasi millenario duomo di San Jacopo, presentando il tutto al bando del governo.
E’ con queste parole che l’associazione Culturale l’Aringo aveva presentato San Jacopo: “A questo progetto ha voluto partecipare attivamente la Comunità di Gallicano, noi come Associazione Culturale l’Aringo con il Pievano Don Fiorenzo Toti e il C.P.A.E (Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici) ci facciamo voce di una popolazione intera, presentando alla Vostra gentile attenzione il quasi millenario Duomo del paese, dedicato a San Jacopo. E’ un luogo molto caro e che sta a cuore, questo sito non è solamente luogo di culto, ma è stato ed è attivamente un luogo sociale: nei secoli la piazza antistante alla chiesa, l’aringo, ha visto adunanze per decisioni pubbliche e non c’è famiglia gallicanese che in questa chiesa non abbia avuto matrimoni o comunioni di un congiunto.”
A seguire una relazione storica curata da Paolo Marzi, cultore delle tradizioni e della storia di Gallicano, infine la relazione tecnica con il preventivo di spesa per eseguire gli interventi conservativi curata dal parroco e da Cesira Piagentini del Comitato affari economici.
“Come Sindaco – prosegue Saisi – non posso altro che ringraziare tutte queste persone che si sono attivate per la nostra Comunità, va a loro il merito di averci lavorato e creduto, ringrazio anche il governo per l’iniziativa e il senatore Andrea Marcucci e l’Onorevole Raffaella Mariani per essersi prodigati per i progetti della nostra zona”

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lunedì 1 gennaio 2018

Iscrizioni Garfagnana EPIC 2018: il via lunedì 8 gennaio


A partire dalle ore 00:01 di lunedì 8 gennaio 2018 sarà possibile iscriversi alla Garfagnana EPIC 2018.  Per iscriversi è necessario compilare il form alla pagina iscrizione allegando:
  • Tessera agonistica o/e il certificato medico;
  • Copia del bonifico bancario.

Per chi s’iscrive dal 8 gennaio al 21 gennaio il costo d’iscrizione è di € 120 mentre dal 22 gennaio fino al termine delle iscrizioni il prezzo sarà di € 135.

Il costo d’iscrizione comprende:
  • Maglia ufficiale Garfagnana EPIC 2018
  • Buff ufficiale Garfagnana EPIC 2018
  • Pacco evento
  • Apericena/briefing del venerdì 1 giugno
  • Cena del sabato 2 giugno
  • Pernottamento in tenda presso il “Camping Argegna” del sabato 2 giugno
  • Colazione della domenica 3 giugno
  • Ristori lungo il percorso
  • Pasta party all’arrivo domenica 3 giugno
  • Trasporto valigie/tenda/sacco a pelo dal punto di partenza al campeggio e viceversa
  • Traccia GPS del percorso
  • Assistenza Jeep
  • Assicurazione


Nota bene:
  • Il form sarà on line dalle ore 23:59 di domenica 7 gennaio 2018;
  • Per l’edizione 2018 è previsto un numero massimo di 300 partecipanti;
  • Per chi si iscrive dal 2 aprile al 13 maggio (termine ultimo) nel prezzo di iscrizione non è compresa la maglia ufficiale Garfagnana EPIC 2018;
  • Chi lo desidera, con una maggiorazione di € 10, può pernottare in ostello con sistemazione letto in camerate fino ad esaurimento dei 170 posti disponibili;
  • La tessera agonistica/certificato medico devono essere allegati solo se validi alla data del 03/06/2018. In caso contrario è obbligatorio consegnare una copia valida durante il briefing del 1 giugno 2018;
  • Il certificato medico deve attestare l’idoneità fisica alla pratica di attività sportiva di particolare ed elevato impegno cardio vascolare ex art. 4 D.M.;
  • In fase di iscrizione è obbligatorio accettare il Regolamento e la Privacy;
  • Dati per il bonifico bancario: Banco di Lucca – IBAN: IT31C0324213700CC1014017625 – Intestato a: Garfagnana EPIC A.S.D. – Causale: Garfagnana EPIC 2018 Cognome e Nome;
  • Il bonifico fatto per più partecipanti deve essere allegato per ogni singola iscrizione.

Per dubbi e chiarimenti contattateci!

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venerdì 29 dicembre 2017

Bellezza@ - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati. 285.000 euro per la Chiesa di San Jacopo

Il 21 maggio 2016 l'Associazione culturale L'Aringo lanciò un appello a tutti i gallicanesi affinchè inviassero un e-mail a bellezza@governo.it per recuperare la Chiesa di San Jacopo.
E' notizia di oggi che la Commissione per la selezione degli interventi di cui al progetto "Bellezza@ - Recuperiamo i luoghi culturali dimenticati" ha concluso le proprie attività destinando alla Chiesa di San Jacopo 285.000 euro!

Che suonino le campane!


sabato 21 maggio 2016


Una e-mail per San Jacopo - bellezza@governo.it


Dopo varie indicazioni l'Associazione culturale L'Aringo, in merito all'iniziativa del Governo di mettere a disposizione 150 milioni di euro per il recupero di luoghi culturali (e non solo), ha deciso di appoggiare la proposta di Don Fiorenzo e del C.P.A.E (Consiglio parrocchiale per gli Affari Economici) per il recupero della Chiesa di San Jacopo. 
Si segnala la necessità di un restauro conservativo del duomo, luogo di culto, di pregio storico e artistico. Gli interventi da fare sono molti: l'impianto elettrico, la riparazione della copertura, tinteggiatura, ripulitura della facciata. 
Crediamo di fare cosa gradita a tutti, pertanto invieremo all'indirizzo di mail bellezza@governo.it la nostra segnalazione. 
San Jacopo è li che domina Gallicano da secoli e secoli, ha visto i matrimoni dei nostri genitori e le comunioni dei nostri figli, insomma San Jacopo è nel cuore di tutti i gallicanesi. 
Inviate anche voi un e-mail a bellezza@governo.it 

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Tassa di soggiorno in Garfagnana

La Nazione del 29-12-17

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Videosorveglianza: Gallicano tra i comuni finanziati dalla Regione

Dal sito Toscana Notizie una buona notizia per Gallicano. Il nostro Comune (l'unico della Mediavalle Garfagnana) rientra tra i comuni finanziati su progetti per la videosorveglianza.



Come l'anno scorso il bando si era chiuso ad ottobre ed ora è pronta la graduatoria. La Regione Toscana finanzia con altri 850 mila euro 67 progetti di videosorveglianza per altrettanti Comuni o Unioni di Comuni. Il contributo arriva fino al 70 per cento della spesa. E' un modo (non l'unico) per aumentare la sicurezza in città e nei paesi: di sicuro un deterrente per ladri, scippatori e malavitosi.

L'anno scorso altre telecamere erano già state installate o potenziate: 63 progetti finanziati, sempre fino al 70 per cento, con 1 milione e 522 mila euro. "Stavolta – spiega l'assessore alla sicurezza, Vittorio Bugli – abbiamo dato la precedenza anzitutto ai comuni più piccoli, che la vecchia legge escludeva dai contributi, e in genere a tutti quei territori che nel 2016 non avevano avuto accesso ai finanziamenti". In tredici mesi sono stati aiutati 130 progetti e stanziati 2 milioni e 372 mila euro. "Di fatto - dice ancora l'assessore - visto che in diversi casi si tratta di Unioni siamo intervenuti su oltre la metà dei Comuni di tutta la Toscana". Sono state premiate le amministrazioni che hanno operato in modo congiunto o che contribuiranno a creare reti di videosorveglianza che si estenderanno oltre il territorio comunale. In qualche caso saranno installati sistemi in grado anche di riconoscere e annotare, in automatico, le targhe dei veicoli.

"La sicurezza – annota Bugli - non è qualcosa che si costruisce solo con una rete di telecamere. Passa sicuramente anche dalla rivitalizzazione di quartieri, paesi ed aree urbane e come giunta siamo impegnati infatti anche su questo fronte, con più di 600 mila euro stanziati tra la fine dell'anno scorso e quest'anno. E quei progetti stanno andando bene, da Prato a Livorno, da Pisa a Firenze". "Tuttavia – aggiunge – è evidente che aree buie, poco illuminate e poco sorvegliate costituiscono un contesto dove certi crimini possono compiersi con maggiore facilità. E in questi casi non potevano bastare qualche telecamera spot, ma servono e serviranno reti integrate, 'intelligenti' anche, capaci di dialogare tra loro: non per caso abbiamo chiesto di utlizzare sistemi aperti, per le tecnologie e per i software di controlllo e riconoscimento". "Il tenere tutto a sistema - conclude Bugli - sarà l'impegno per il futuro, accanto alla formazione di figure specifiche capaci di leggere e programmare, con strumenti adeguati, il livello di sicurezza di città e paesi".

Le domande al bando 2017 sono state tante: solo tra i Comuni più piccoli sessanta sono stati i progetti ammessi, tutti finanziati. Tra i comuni e le Unioni comunali più grandi, quelli con più di diecimila abitanti e che non avevano beneficiato di precedenti contributi, sono stati ammessi invece in undici e saranno finanziati in sette, l'ultimo solo parzialmente. Nel caso comunque si rendessero disponibili ulteriori risorse, la graduatoria potrà scorrere e la possibilità di finanziamento riguarderà anche i trenta Comuni o Unioni (ammessi) che già avevano goduto del bando dell'anno scorso e che hanno presentato ora nuovi progetti. "Con i i finanziamenti che abbiamo già messo in bilancio per il 2018 - accenna l'assessore - speriamo di poterli coprire. tutti". Servono 94 mila euro per i comuni che nel 2016 non avevano ricevuto finanziamenti e altri 672 mila per i trenta che già ne avevano goduto, per altri interventi.

Chi riceverà i contributi
Intanto presto saranno accredite le risorse già disponibili. Ai sessanta comuni più piccoli andranno complessivvamente oltre 728 mila euro, con contributi singoli in gran parte di 10 e 15 mila euro ciascuno, in alcuni casi un po' più bassi. Dipende dall'ammontare della spesa. Ne beneficeranno i comuni di Chiusi, Castelnuovo Berardenga, Chianciano Terme, Castellina in Chianti, Pontassieve e Rignano sull'Arno insieme, Vicopisano, Asciano, Monteriggioni, Rapolano Terme, Radicondoli, Crespina Lorenzana, Casole d'Elsa, Pitigliano, l'Unione dei Comuni dell'Altavaldera, Pieve a Nievole, Calci, Montecarlo, Radda in Chianti, Pelago, Fauglia, Gaiole in Chianti, Fivizzano, l'Unione dei Comuni della Valtiberina toscana, Santa Luce, Castiglione della Pescaia, Capoliveri, Gallicano, Guardistallo, Forte dei Marmi, Scarlino, Suvereto, Foiano della Chiana, Porcari, Monte San Savino, Vaglia, Stazzema, Laterina assieme a Pergine Valdarno. Roccastrada, Manciano, Bibbona, Civitella Paganico, Capalbio, Civitella in Val di Chiana, Anghiari, Buggiano con Chiesina Uzzanese, Massa e Cozzile, Ponte Buggianese e Uzzano, Marliana, Cavriglia, San Marcello, Pratovecchio-Stia, Scansano, Montepulciano assieme a Torrita di Siena, Sambuca Pistoiese, Rio nell'Elba, Zeri, Abetone-Cutigliano, San Gimignano, Pontremoli, Licciana Nardi, Porto Azzurro, Lucignano.
Tra i Comuni più grandi e i territori più popolati - a disposizione rimanevano poco più di 121 mila euro - riceveranno un finanziamento Sesto Fiorentino (20 mila euro), Altopascio (20 mila), Seravezza (16.012 euro), Monsummano Terme (20 mila), Impruneta (19.880), Aulla (20 mila) e l'Unione dei Comuni delle Colline Metallifere (5.545 euro, quota parte del contributo di 20 mila euro limitato alle risorse al momento disponibili).

Per approfondire:

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giovedì 28 dicembre 2017

Trail Building - Riscoprire e valorizzare vecchi sentieri in bicicletta



Un ringraziamento ad Antonio "Rouge" Rossi e a tutti coloro che s'impegnano per mantenere i nostri sentieri in ottimo stato! 

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Viene viene la Befana


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Tania, la castellana d'Italia


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mercoledì 27 dicembre 2017

Il vecchio cimitero di Gallicano


Il cimitero vecchio di Gallicano costituisce assieme alla millenaria pieve di San Iacopo un complesso monumentale di grande importanza posto nella porzione più elevata del paese.
L’area sepolcrale con l’annessa cappella funebre occupa una sella collocata sul rilievo che fa da spartiacque alla confluenza fra il torrente Turrite di Gallicano e il Serchio. L’area cimiteriale si affaccia infatti sulla valle della Turrite rendendo visibile il tratto nei pressi del paese con gli antichi impianti termali che sfruttavano le sorgenti di acqua calda e il ponte canale progettato da Lorenzo Nottolini.



Il complesso cimiteriale fu realizzato agli inizi del secolo XIX, la prima sepoltura risale infatti al 1808 quando, con il divieto di inumazione all’interno degli edifici di culto, fu necessario provvedere alla realizzazione di un’area apposita, individuata nelle immediate vicinanze della chiesa plebanale. 
Nel cimitero, in posizione baricentrica, fu costruita la cappella mortuaria costituita da un unico corpo di fabbrica.
Si tratta di un edificio realizzato in pietra locale con superfici esterne intonacate, tetto a capanna con la porzione absidale a padiglione. La struttura del tetto è in legno con un tavellonato in laterizio che, per tipo e dimensione parrebbe essere stato realizzato in sostituzione di quello originario, nel secolo XX. Il prospetto principale è caratterizzato da un alto timpano curvilineo che nasconde le falde del tetto; l’accesso alla cappella avviene attraverso una porta ad arco a tutto sesto mentre le quattro finestre, poste a due a due sui fianchi, sono a sesto acuto. 
Il pavimento interno della cappella è in massetto in cls. probabilmente in sostituzione di uno precedente deteriorato.


Le sepolture sono poste attorno alla cappella con l’esclusione del passaggio che la collega con il cancello di ingresso; diverse lapidi sono fissate al muro di cinta, altre sulle pareti esterne della cappella.


Le tombe a terra presentano monumenti o lapidi in marmo o in pietra; alcune sono contraddistinte solo da croci in metallo.
Il complesso dell’area destinata alle inumazioni è recintata da muri in pietra: quello verso la pieve, su cui si apre il cancello di ingresso in ferro battuto, è realizzato in conci di pietra arenaria locale squadrati e murati a faccia vista, i due muri laterali, per le caratteristiche morfologiche del sito sono addossati al versante, quello opposto all’entrata si affaccia sul fondovalle del torrente Turrite di Gallicano. Il cancello in ferro battuto versa in cattive condizioni statiche ed è privo di serratura.

Informazioni sullo stato della conservazione

Nel 1929 in considerazione della necessità di maggiore spazio per alloggiare nuove sepolture e stante l’impossibilità di ampliare il cimitero in considerazione della complessa morfologia del sito, che avrebbe comportato consistenti sbancamenti di terreno o onerosi muri di sostegno, fu individuata sul fondovalle, in prossimità della chiesa di Santa Lucia, una vasta area pianeggiante dove realizzare il nuovo cimitero comunale che, ad oggi, con alcuni ampliamenti resisi necessari dal bisogno di nuovi spazi, viene ancora utilizzato.
Dal suddetto anno ha inizio l’abbandono dell’area del vecchio cimitero con il conseguente degrado dovuto all’incuria, tanto che si è reso necessaria la chiusura della stessa per evitare il pericolo di crolli o cedimento con il conseguente pericolo per i visitatori.

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Nel 2018 è previsto, grazie all'art bonus, il restauro dell'antico cimitero.

Il progetto globale prevede di restaurare il complesso, rendendogli la dignità dovuta, riqualificandolo come area storica di pertinenza della secolare pieve romanica, riaprendolo così al culto dei defunti ma anche per utilizzarlo per la fruizione turistica. 
E’ prevista anche la pulizia dell’area con l’eliminazione della vegetazione infestante, il ripristino del vialetto di accesso alla cappella, la messa in sicurezza di alcune delle antiche sepolture, il consolidamento del muro di cinta, con la pulizia dei parati eliminando la vegetazione e la successiva stuccatura, il restauro e messa in sicurezza del cancello in ferro battuto. 
Per quanto riguarda le opere esterne all’area cimiteriale il progetto prevede inoltre interventi alla vegetazione sul versante Ovest (lato torrente Turrite) che minaccia di provocare dissesti al versante, il recupero del vecchio acciottolato in pietra locale che dall’area antistante la chiesa parrocchiale consente l’accesso al cimitero e il ripristino di un tratto della vecchia mulattiera che collegava la frazione di S. Andrea alla chiesa parrocchiale. 
Il complesso della pieve e del cimitero, si colloca in un percorso turistico che partendo dal centro del capoluogo, tocca il ponte canale del Nottolini, attualmente in corso di restauro, l’ex Cartiera Fanucchi, ora auditorium comunale, l’area delle vecchie terme, per giungere fino ai ruderi delle fortificazioni rinascimentali recentemente riportate alla luce, poste sulla sommità del colle che sovrasta il capoluogo. 
Le opere previste nel primo lotto sono le seguenti: 
– il restauro della cappella, consistente nel rifacimento del tetto con la sostituzione dei soli elementi strutturali principali che risultassero danneggiati in modo irreparabile, la sostituzione del tavellonato in cotto con tavolato incrociato in legno di castagno, la posa in opera di un manto impermeabilizzante di onduline e la successiva ricopertura con manto di laterizio con coppi recuperati dallo smontaggio, eventualmente integrati con altri analoghi per forma e colore di nuova fornitura. 
Il pavimento della cappella verrà realizzato con mattonelle di graniglia di marmo, i parati murari intonacati con malta di calce e tinteggiati nei colori originali (tonalità di giallo) desumibili dai lacerti ancora presenti nei luoghi meno esposti agli agenti atmosferici. 
Sulle finestre laterali verranno posti in opera infissi in legno di castagno ad un’anta con vetro di sicurezza, il portone in legno verrà restaurato. 
E’ prevista la posa in opera di lattonerie in rame per l’allontanamento delle acque meteoriche. 
 – per quanto riguarda le sistemazioni esterne è prevista la messa in sicurezza e il restauro del cancello in ferro battuto, compreso la fornitura di una nuova serratura.

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sabato 23 dicembre 2017