venerdì 28 agosto 2015

29 agosto 2015: 71° anniversario dell’eccidio dei giovani partigiani del “Gruppo Valanga”

Domani, 29 agosto 2015, ricorre il 71° anniversario dell’eccidio dei giovani partigiani del “Gruppo Valanga”.

Oggi, mentre percorrevo il "Sentiero della Libertà" attorno al Monte Rovaio, ho incontrato Michele e Claudio ed ho avuto l'onore di aiutarli ad issare la bandiera italiana ed europea nei pressi dello "Spigolo del Gesù".

Località Piglionico 
Località Trescola
Sentiero della Libertà
Daniele e Claudio 
Michele e Claudio
Località Colle Panestra

La battaglia del Monte Rovaio (dal cartello nei pressi di Trescola)

Il 27 agosto una pattuglia tedesca, risalendo da Col di Favilla era giunta all'Alpe di S.Antonio ove erano accampati i partigiani del Gruppo Valanga. Una sentinella partigiana che stava a Colle a Panestra, tale Gualtiero Montanari detto Tarzan, vide o udì la pattuglia e intimò l'alt. 
Poi sparò e uccise un ufficiale tedesco, il Fw Rolf Bachmann (1). La pattuglia si ritirò. Erano le 23,30. 
A quel punto era chiaro che la cosa non sarebbe rimasta senza conseguenze e ci sarebbe stata reazione da parte dei tedeschi. Si è discusso molto su ciò che può essere accaduto in quelle ore. 
E’ evidente che i partigiani si saranno posti il problema di cosa fare. Pare, fra l'altro, che fossero assenti sia in comandante Leandro Puccetti che il vice De Maria. 
Avrebbero potuto abbandonare la zona e rifugiarsi in altro luogo. Oppure rimanere e attendere gli eventi. Ed è ciò che fecero. Ma come maturò questa decisione? 
Qualcuno ha ipotizzato che l'imperizia militare abbia fatto ritenere di poter sostenere l'assalto dei tedeschi. Ma i 36 emiliani fuggiti da Montefiorino una certa esperienza dovevano averla. 
Altri, anche su testimonianza di alcuni sopravvissuti, sostengono che la decisione di rimanere fu presa consapevolmente per non lasciare nelle peste la popolazione civile su cui i tedeschi, non trovando i partigiani, avrebbero potuto sfogare la loro rabbia. Probabilmente c'è del vero in ciascuna della due ipotesi. 
La figura del comandante Puccetti, giovane idealista, e la testimonianza dei superstiti depone a favore della seconda ipotesi. 
Valiensi sostiene questa verità con molto calore, sostenendo che il Gruppo Valanga si adoperò sempre per evitare danni alle popolazioni. Ma il fatto che il gruppo si fosse attestato sul monte Rovaio, facilmente circondabile e, quindi, praticamente senza possibilità di sganciamento, sembra avvalorare anche la prima ipotesi e che essi ritenessero di poter resistere all'attacco tedesco. 
Forse il recente lancio di armi e munizioni li fece sentire più forti di quanto non fossero. Avrebbero, forse, potuto accettare il combattimento e, quindi, scagionare la popolazione, stando in posizione più favorevole e garantendosi delle sicure vie di fuga? 
Non è facile dirlo e, comunque, si tratta, forse, ormai, di congetture oziose. 
Il giorno 28 trascorse tranquillo e Puccetti, rientrato verso le 16, approvò la decisione presa di rimanere sul posto per evitare guai ai civili. Dopo il ritorno all'Alpe, in località Trescala (ritorno avvenuto dopo i fatti di Pania del 13 luglio) Puccetti aveva fatto costruire quattro postazioni per mitragliatrici sul Monte Rovaio, che è un massiccio isolato a sud della valle della Turrite e a nord del Monte Piglionico. 
La postazione A era al centro della cresta del monte, la B (del Bovaio) all'estremità ovest, la C era al di sotto della A, nel versante sud (verso il Piglionico) e la D, quella "del Gesù", all'estremità est, sopra Colle a Panestra. F
u nelle prime ore del 29 , esattamente alle 3,20, che si scatenò l'attacco tedesco (secondo alcuni erano presenti anche truppe della R.S.I. ma la notizia non è documentata. Valiensi, comunque, afferma di aver visto truppe italiane in divisa grigioverde, probabilmente militi della G.N.R., che attaccarono in una zona scoperta e che furono costrette a ritirarsi). 
L'attacco avvenne sia da nord (i tedeschi risalirono dalla valle della Turrite Secca sottostante) che da sud (dalle pendici del monte Piglionico ove erano giunti anche provenendo da Col di Favilla). Una parte degli uomini del Valanga (forse una cinquantina) si era arroccata sulle quattro postazioni, armati la A e la D con Bren e Breda e dieci bombe a mano, la B e la C con la Breda e 10 bombe a mano. 
Bren e Breda avevano 1000 colpi ciascuno e ogni uomo aveva lo Sten. Pare che alcuni uomini del gruppo, definiti poi "volponi", non salissero sul Rovaio. Essi trovarono modo di allontanarsi e di sottrarsi al combattimento. I primi proiettili di una mitragliera da 20 mm giunsero dalla parte di Col di Favilla, in un paesaggio spettrale illuminato dai "bengala". Poi entrarono in funzione altre due mitragliere dalla parte opposta. Infine, all'alba, cominciò anche il fuoco di almeno un mortaio. 
Trescala e la postazione B resistettero poco più di mezz'ora poi gli uomini salirono sulla cresta del monte. La situazione della postazione C, più bassa, si fece presto critica e anche gli uomini di questa postazione si ritirarono sulla vetta del monte. Qui, disposti a piccoli gruppi, facendo fuoco con i fucili mitragliatori Bren, con le mitragliatrici Breda da 6,5 mm e lanciando bombe a mano, i partigiani si difesero strenuamente per alcune ore. 
Ma il monte era bersagliato con mortai (pare non si trattasse di veri e propri mortai bensì di piccoli lanciabombe) e i tedeschi, sia pur lentamente, continuavano a salire e a stringere il cerchio. Gli uomini continuavano a cadere ad uno ad uno e, a un certo punto, i tedeschi raggiunsero la cresta dopo aver distrutto la postazione D. 
Allora fu chiaro che non era più possibile resistere. Erano circa le ore 10 quando Puccetti lanciò il "si salvi chi può" e i pochi superstiti cercarono di attraversare l'accerchiamento tedesco buttandosi in un canalone scosceso sul lato nord e nascondendosi fra i cespugli. Molti morirono durante la fuga (mentre si gettavano nel canalone erano sotto il fuoco delle mitragliere), uno, Sassi Renzo, pare si sia ucciso, un altro, Olivieri Rubino, fu catturato e, pare, fucilato, ma di lui non si seppe più nulla. 
Tuttavia qualcuno si salvò. Il Puccetti fu fra questi, ma aveva una grossa ferita all'addome. Un partigiano che si era salvato con lui raggiunse un paese vicino e chiese aiuto. Alcuni uomini (o forse alcune donne) andarono, raccolsero il Puccetti (ma era rimasto 36 ore nascosto in una grotta) e lo portarono in una località presso Sassi detta "Taso", poi, sotto falso nome (Pietro Marinari) e falsa diagnosi (peritonite generalizzata da probabile perforazione appendicolare), lo portarono all'Ospedale di Castelnuovo. Ma non fu possibile salvarlo e il 3 settembre morì. 
Il bilancio fu terribile. I morti partigiani furono 18 più il Puccetti, circa un terzo del gruppo (2). Dei 19 caduti 9 appartenevano al gruppo degli emiliani, 3 erano meridionali e 7 lucchesi. 
Tutti si erano battuti con molto coraggio. E molti furono i feriti. Non sono note le perdite tedesche ma pare che qualcuno abbia visto diversi caduti portati a valle dai commilitoni mentre alcuni abitanti della zona assicurano che non ebbero perdite. La verità, probabilmente, sta nel mezzo. 
Fu questo l'episodio più sanguinoso e il combattimento più impegnativo sostenuto dai partigiani in Garfagnana. E il gruppo "Valanga" visse un momento di grande sbandamento. A fatica il già vice-comandante del gruppo, Mario De Maria, riuscì a riunire a Vergemoli alcuni superstiti. Comunque il gruppo continuò ad esistere e ad operare.

NOTE 
1) Ci sono incertezze su questo nome. Il Guidi, infatti, (op.cit.pag 122) riporta il nome Bachmann basandosi sul fatto che nel Comune di Molazzana risulta la morte di questo tedesco in località Alpe di S.Antonio e in data 27.8.44. Valiensi, però, assicura di aver letto sul piastrino e sui documenti del tedesco morto il nome Hotzmann. 

2) Ecco il nome dei caduti: Puccetti Leandro di Gallicano (LU), Bruni Ettore di Castelfranco Emilia, Sassi Renzo di Modena, Bergamini Edoardo di Bomporto (MO), Bertoni Mario di Molazzana (LU), Borro Giovanni di Barrafranca (Enna), Borsi Remo di Malalbergo (BO), Bucci Sergio di Roma, Cipriani Pasquale di Vergemoli (LU), Davini Mario di S.Maria del Giudice (LU), Francesco detto il Napoletano di Albanova (Caserta), Lorenzoni Renato di Anzola d'Emilia (BO), Olivieri Rubino di Zocca (MO), Pierantoni Walter da Bologna, Pieroni Lauro di Molazzana (LU), Puccetti Gabriele di Gallicano (LU), Rusticelli Aldo di S.Giovanni in Persiceto (BO), Tognoli Ferruccio di Malalbergo (BO), Venturelli Mario di Molazzana (LU).

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giovedì 27 agosto 2015

Fiera del formaggio garfagnino

Il primo di Settembre, da tempo immemorabile, a Castelnuovo di Garfagnana si tiene la Mostra Mercato del Formaggio Garfagnino, appuntamento irrinunciabile per i produttori della valle che, come ogni anno, si sfidano per aggiudicarsi il titolo del miglior formaggio, giudicati dalla giuria tecnica dell'ONAF.
 La tradizionale manifestazione vede, quest'anno, una anticipazione, domenica 30 agosto, condotta dal noto giornalista Fabrizio Diolaiuti, con cooking show, talk show e mercatino del cacio. Sarà l'occasione, per chi ancora non ha avuto modo di vederlo, di assistere alla proiezione del filmato "Bianca e gli altri", realizzato da Roberto Giomi e Antonella Giusti, sul tema della pastorizia in Garfagnana, cortometraggio selezionato al Trento Film Festival la primavera scorsa, e ora anche al Food Film Fest di Bergamo e al Cine Eco in Portogallo.

 
Programma domenica 30 agosto:
 
Ore 10.30 - Apertura Mercato “Il Cacio” Tutti Pazzi per il Formaggio
Ore 12.00 - Palco Loggiato Porta Cucinando con Masaki Kuroda, del ristorante Serendepico di Gragnano comune di Capannori, che preparerà: “Ravioli verdi di pecorino con gocce di aglio nero e frutti di bosco”. Sono ravioli di pasta fresca al the verde, ripieni di pecorino e erbe del nostro giardino, saltati nel latte affumicato e burro, guarniti con salsa al aglio nero (aglio fermentato) frutti di bosco e lime.
Ore 17.30 Palco Loggiato Porta “Microbi, fermentazioni e formaggi” A chiacchera con Manuela Giovannetti, professore Ordinario di Microbiologia Agraria Università di Pisa. Marco Pardini, naturopata. Marcello Mele, professore Università di Pisa discipline Zootecniche. Ombretta Cavani, azienda Agricola Cerasa.
Ore 19.00 - Palco Loggiato Porta Cucinando con Gianluca Pardini, della International Academy of Italian Cuisine in Lucca, che preparerà: “Caponata di zucchine al puleggio con “cagiotta” fresca garfagnina” Oppure (se ci sono i funghi) “Pecorino della Garfagnana al forno con cacciucco di funghi”.
Ore 19.30 - Proiezione del cortometraggio: “Bianca e gli Altri”, di Antonella Giusti – Roberto Giomi

Programma martedì 1 settembre - Appuntamento con la tradizionale “Fiera del Formaggio
Garfagnino”
 
Il centro storico di Castelnuovo e in particolare il loggiato Porta, si trasformerà per un giorno in punto d’incontro di pastori, allevatori, mediatori di bestiame, commercianti di formaggi, castelnuovesi da sempre curiosi di vedere la “Fiera del Formaggio” e turisti presenti in Garfagnana.
Tutti potranno immergersi in un’atmosfera antica, semplice e vera, di tipicità garfagnina dove la gastronomia e in particolare gli assaggi di formaggio sono di prammatica.
La mostra inizia alle ore 8,00 con l'iscrizione delle forme in gara, una commissione di esperti ONAF (Organizzazione Nazionale Assaggiatori Formaggi) dopo una lunga serie di assaggi e valutazioni sensoriali su forme (rigorosamente anonime e prenumerate all’atto dell’iscrizione) premia le migliori forme di pecorino, vaccino, caprino e misto nelle due categorie riconosciute: produttori e caseifici.

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Diritto di abitazione: la soggettività passiva

D: Per successione è stato “assegnato” un appartamento in questo modo: 6/9 al coniuge che vi abita abitualmente, 1/9 a ciascuno dei tre figli. Come ci si deve comportare per i pagamenti al fisco?
Per l’Imu, per i 6/9 la madre non paga, in quanto prima casa; per i restanti 3/9 dei figli, l’Imu va pagata come quota parte da loro come seconda casa?
Per la Tasi: la madre paga per i 6/9 e i tre figli ognuno la propria parte per i rimanenti 3/9?
 
R: II comma 2 dell’articolo 540 del Codice civile assicura al coniuge del defunto, quand’anche concorra con altri chiamati, la riserva del diritto di abitazione sulla casa adibita a residenza familiare e di uso sui mobili che la corredano se di proprietà del defunto o di proprietà comune.
L’attribuzione è subordinata a un duplice requisito. Anzitutto la titolarità dell’immobile e dei mobili deve far capo al de cuius ovvero essere comune con il coniuge superstite; secondariamente la casa deve potersi considerare come quella di abituale coabitazione.
Ciò significa che agli altri eredi rimane la titolarità della sola “nuda proprietà”, cioè la proprietà del bene privata del diritto reale di godimento. Il coniuge superstite, nel solo caso in cui vanti il diritto di abitazione che gli spetta ai sensi dell’articolo 540 del Codice civile, conserva quindi la piena titolarità dell’immobile ai fini Imu, e pertanto nulla è dovuto, per tale tributo, dai tre figli coeredi, tra cui il lettore.
Ad analoga conclusione si addiviene anche per la Tasi, anche se sul punto la disciplina Tasi è piuttosto lacunosa perché manca, diversamente dall’Imu, l’elenco dei soggetti passivi, che si può comunque desumere dal complesso delle diverse norme e in particolare dal comma 673 della legge 147/13 (relativo alla detenzione temporanea) che fa riferimento al possessore “a titolo di proprietà, usufrutto, uso, abitazione e superficie”. Solo il titolare del diritto di abitazione rientra quindi tra i soggetti passivi della Tasi, mentre gli eventuali figli del de cuius sono solo «nudi proprietari» e come tali assolutamente estranei al rapporto d’imposta.
In conclusione, il lettore e i suoi fratelli, coeredi titolari della sola nuda proprietà, nulla dovranno a titolo di Imu e Tasi perché unico soggetto passivo d’imposta rimane la madre, titolare del diritto reale di abitazione.
 
Fonte: L'esperto risponde - Emanuele Re e Siro Giovagnoli

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martedì 25 agosto 2015

Impresa di Patrizio Buricchi: ripete la via "Nona Sinfonia" - Monte Nona (Alpi Apuane)

Il 12 giugno 2003 Roberto Vigiani faceva la prima salita RP in giornata della sua via, Nona Sinfonia (leggi la relazione), sul Monte Nona.
12 anni dopo (01/06/2015) Patrizio Buricchi di Castelnuovo di Garfagnana, col suo compagno di cordata Henry Del Papa, ci ha regalato la prima ripetizione di questa magnifica linea tutta naturale. Grande Patrizio!!

Domande: Gelfi Andrea e Giannetti Raffaele.
Testo: Del Cima Serena
Fotografie: Roberto Milazzo, Samuele Galeffi e Marcello Corniani
Archivio Versante Apuano


Una parete verticale del monte Nona posizionata di fronte ad un bellissimo monolite di calcare chiamato Procinto: qui i 300 metri di “Nona Sinfonia”.
Luogo storico per bellezza e crocevia delle Apuane. Da qui si raggiungono il callare del Matanna, il monte Croce, il monte Nona, il monte Forato, la Pania. Il paesaggio è dolce, roccia e vegetazione si alternano, si aprono spazi di mare, la vista si allarga, ma poi la montagna torna a raccoglierti, circondarti e proteggerti.
La parete del monte Nona è uno specchio di luce: gialla/grigia e a tratti nera, questa parete sembra baciata dalla buona sorte. Che tu arrivi da Stazzema o dalla Garfagnana la sua austera imponenza ti trasmette una chiara sensazione di bellezza.
Nona Sinfonia è una delle vie più complesse della Toscana, aperta nel 2003 dalla guida alpina Roberto Vigiani, non nuovo a prestazioni di questo tipo. L’elevata difficoltà psicologica è dovuta alla chiodatura lunga (S3, con grado 7B+ obbligatorio - max 8A) e la roccia è un calcare non compattissimo, per cui gli appigli non sono sempre solidi.



Patrizio Buricchi compie la prima ripetizione ad inizio di giugno 2015.
Falesista di qualità, decide di superare i propri limiti affrontando una via in montagna: “La voglia di confrontarmi con qualcosa di più impegnativo” dice l’arrampicatore di Castelnuovo Garfagnana, “mi ha spinto ad affrontare una via made in Vigiani, provata da altri ma mai ripetuta”.

Nonostante la chiarezza di questa affermazione abbiamo chiesto a Patrizio, come mai non abbia scelto come campo di battaglia per affrontare una sfida con se stessi, proprio la falesia, magari alzando il grado. “Aumentare il grado in falesia sarebbe molto bello, ma richiede un impegno che, vista la mia età, ed i miei impegni lavorativi e familiari (ho due bambini), non è cosi facile da realizzare. Sarebbe già buono riuscire a mantenere il livello attuale, ma non si sa mai!”

Buricchi aveva già tentato di scalare Nona Sinfonia nel 2007, ma poi aveva rinunciato. “Non ho mai smesso di pensare a Nona Sinfonia dopo il ritiro, ho deciso di tornare per la voglia di effettuare una nuova esperienza e perché Henry è una garanzia per questo tipo di progetti”.

Il suo compagno di cordata è stato Henry Del Papa, compagno di falesia insieme ad Ale Del Rosso. “Dopo uno stop di dieci anni Henry ha ripreso a scalare ed ha il livello ed il carattere giusto per buttarsi in progetti impegnativi” ci spiega Buricchi.

Anche Henry ha grande stima di Patrizio, gli abbiamo chiesto se ha mai avuto paura per il compagno: “I primi 4 tiri, anche se hanno sezioni che fanno stare a "pelo ritto", sapevo che li avrebbe affrontati con superiorità.
Ero quindi molto concentrato, ma non particolarmente preoccupato anche se consapevole di essere responsabile in pieno della sua incolumità. Intervenivo spesso a dargli sicurezza e a farlo pensare solo a scalare, questo si.
Su L6 è stato un po' diverso, perché ha una sezione dove non doveva proprio cadere ed è qui che sono stato un po' preoccupato: mi sentivo impotente, e lo sarei stato!
Tutto comunque è andato per il meglio, mi sono proprio divertito!”



L'affiatamento con il compagno di cordata è importante per la buona riuscita dell'impresa. Chiediamo quale sia stato l’aspetto più duro da affrontare.
Patrizio specifica: “Sicuramente ho patito molto l’aspetto psicologico della via, per la chiodatura non ravvicinata e per la qualità della roccia che spesso è molto fragile.
Ogni volta si rompeva qualche presa. Il dover dipendere da una tacca che si poteva rompere all’improvviso, ha reso i miei tentativi parecchio emozionanti”.
“Mano a mano che effettuavo le ricognizioni sulla via, la mia ansia è diminuita sui primi 4 tiri. Per il 6° tiro invece ho staccato la spina e sono riuscito a scalare senza più pensare al possibile volo……. molto lungo!!!!! Il 6° tiro si è dimostrato essere il più duro per me, anche se solo 7B, proprio per la chiodatura lunga.
Non so se altri lo troveranno così impegnativo, magari no, ma per me ha significato molto riuscire a scalare quei 40 metri con quella concentrazione positiva. Mentre scalavo la via, ho spesso pensato a cosa vuol dire chiodare dal basso una via del genere, come ha fatto Roberto Vigiani,
Ci vuole grande competenza e grande livello. Complimenti a Roberto anche se non ne ha bisogno.”


Continua Buricchi: “Dopo 20 anni di monotiri quest’anno m’è tornata la voglia di tornare su Nona Sinfonia, anche se non ero più tornato sulle vie lunghe il pensiero del Nona non mi ha abbandonato mai. Ogni tanto si ripresentava nella mia testa. Il fatto di avere famiglia con due splendidi bambini non mi aiutava nella scelta.
La possibilità di farsi male era tutt’altro che remota ed in tal caso mi sarebbe stato impossibile lavorare, con tutte le conseguenze del caso.” “Certe volte però la razionalità si scontra con le passioni, e queste ultime anche se egoistiche, vincono.
Ti permettono di realizzare una cosa che per te è importante e di renderti conto che le persone che ti stanno vicino e che vorrebbero vederti rinunciare per paura di incidenti, sono quelle che anche ti incitano di più a provare. Questo ti fa capire che non si tratta solamente di fare una via, ma di qualcosa che va oltre, nel personale, e per questo raddoppia il suo valore.”

Buricchi dice di non avere abbastanza esperienza per capire se Nona Sinfonia sia o meno una via cosi impegnativa. “Ci saranno sicuramente vie più dure” dice, “ma per me ha significato moltissimo, ed oggi mi piace pensare che per emozionarsi non occorre necessariamente fare vie di riferimento assoluto.
Basta trovare il proprio progetto, magari originale, e provare a perseguirlo. È già una vittoria”.

Chiediamo quali saranno le prossime imprese sulle Apuane. “Nella mia testa ho molti progetti su vie lunghe, ma preferisco non parlarne perché per adesso sono solo progetti

Ringrazio i miei sponsor Versante Apuano e Gebo Mountain.

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Fogacciata in Piazzetta con il Borgo Antico - venerdì 28 agosto


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lunedì 24 agosto 2015

Il Monte Procinto e la ferrata Aristide Bruni

L'annuale appuntamento con la ferrata del Procinto è stato sabato 22 agosto 2015 insieme a Dino Ponziani, Marco Venturi, Riccardo Cheloni e Stefano Cheloni (Riccardo e Stefano alla loro prima ferrata).


Il Procinto è probabilmente uno dei rilievi più conosciuti delle Apuane. Accompagnato da una serie di torri minori che s’innalzano in successione verso ovest, è separato dal monte Nona da un profondo inciso che si scavalca con un ponte di legno. In tal modo si ha accesso ad una cengia boscosa che contorna il Procinto (Cintura), a un centinaio di metri dalla base vera e propria.

La cengia è percorsa da un sentiero molto panoramico, a tratti esposto, che collega le numerose vie d’arrampicata alla cima che si sviluppano su tutte le pareti di questo caratteristico torrione calcareo. La peculiarità, comune anche alle altre torri più piccole, di offrire una grande varietà di vie di salita di lunghezza limitata, ma con difficoltà tecniche sostenute, ne ha fatto una palestra di roccia molto frequentata.
L’accesso meno impegnativo alla cima avviene lungo una storica via ferrata risalente al 1893, facile ma esposta, che s’inerpica lungo il versante rivolto a sud.

La via ferrata del Procinto.
Come tutti i percorsi attrezzati, è importante affrontarlo con prudenza, utilizzando il set da ferrata completo di casco per proteggersi dai sassi smossi.
La scala di ferro segna l’inizio della via ferrata, intitolata ad Aristide Bruni.




Risalita la scala, un cavo metallico e una catena permettono di affrontare in sicurezza il tratto più esposto e verticale della via, facilitato da una serie di gradini intagliati nella roccia. Si arriva ad una cengia che obliqua a sinistra e guadagna in salita un marcato inciso in cui ci si inoltra salendo ancora sulla verticale fino a sbucare ai margini del boschetto sommitale (detto il Giardino).


Il fondo di quest’ultimo tratto è sdrucciolevole ed occorre procedere con attenzione per non smuovere sassi a terra. Il cavo di assicurazione termina poco oltre ed un sentieretto continua fino alla cima (1173 m.) oltrepassando un grande antro.
La quota del Procinto non è molto elevata, ma la sua posizione, isolata dalla dorsale principale, regala una visione molto panoramica delle Apuane meridionali.





In discesa si segue lo stesso percorso.





Se vuoi, cliccando qui puoi leggere tutti i miei post sul Monte Procinto.

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Caldaia a condensazione: aliquote IVA possibili 10% e 22%

D. Per un intervento che comprende il montaggio di una caldaia a condensazione e delle valvole termostatiche, nonché il cambio dei termosifoni, in sostituzione di un vecchio impianto di riscaldamento presente in una prima e unica abitazione (villino a schiera), l’imposta sul valore aggiunto è al 10% sulla spesa totale oppure al 10 e al 22% nelle dovute proporzioni?
 
R. La caldaia a condensazione costituisce un bene significativo (si veda il Dm 29 dicembre 1999).
Trattandosi di edificio residenziale, l’appalto per l’acquisto e l’installazione della caldaia a condensazione è soggetto all’aliquota del 10 per cento (articolo 2, comma 11, della legge 191/2009) solo fino a concorrenza del valore della manodopera impiegata nell’esecuzione dei lavori (intendendo per tale il corrispettivo richiesto per l’installazione, comprensivo anche delle materie prime impiegate, di valvole termostatiche e termosifoni, si veda la circolare 71/E/2000), mentre l’eventuale parte eccedente dev’essere assoggettata all’aliquota ordinaria del 22 per cento.
È, pertanto, necessario che, in fattura, le due voci (il corrispettivo del bene e quello richiesto per la relativa installazione) siano evidenziate separatamente.
Nell’ipotesi in cui il valore della prestazione (più valvole e termosifoni) sia superiore al valore della caldaia, tutto il corrispettivo contrattuale è soggetto all’Iva con aliquota del 10 per cento.
Viceversa, se si acquistano direttamente la caldaia e gli altri beni accessori senza la fornitura dell’installazione, l’acquisto dei beni è soggetto all’Iva ordinaria del 22 per cento, mentre l’installazione è soggetta all’Iva ridotta del 10 per cento.
 
Fonte: L'Esperto risponde - Marco Zandonà

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domenica 23 agosto 2015

Trassilico

Una bella foto di Trassilico scattata oggi dalla strada che dall'Agriturismo il Summer va al cimitero di Verni.


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venerdì 21 agosto 2015

Festa delle Apuane a Careggine - sabato 22 e domenica 23 agosto 2015

Sabato 22 e domenica 23 agosto a Careggine l’annuale festa delle Apuane
DUE GIORNI RICCHI DI EVENTI
Spettacoli, gastronomia, folclore, musica, arte e divertimento

  
Una due giorni nata per promuovere la bellezza delle Apuane che, dall’altopiano di Careggine, si ammirano come da nessun altra parte. Montagne che non sono soltanto un richiamo per gli amanti della natura e del paesaggio perché in questi due giorni si animano di decine di appuntamenti per tutti i gusti e tutte le età. Careggine mette a disposizione il suo centro storico per spettacoli folcloristici, esibizioni musicali, esposizioni d’arte e mercatini tipici e dell’artigianato.
Un vero spettacolo della natura che richiama ogni anno migliaia di visitatori. La manifestazione promossa dal Comune di Careggine, dall’Unione Comuni Garfagnana e dal Parco Regionale delle Alpi Apuane è gestita dall’Associazione “Monte Sumbra”.
Il programma si avvia sabato 22 con la terza edizione delle “Olimpiadi dei Ragazzi”. I bambini e i ragazzi iscritti si potranno cimentare in una serie di divertenti sfide sportive e tradizionali.
Nel pomeriggio uno dei momenti più attesi e il ritorno di una delle tradizioni più amate di Careggine: la 7^ edizione del “Palio Tiro della Forma”: Sfida spettacolo con forme di formaggio da 30 Kg lungo le strade del borgo. Al termine spazio alla gastronomia con l’attesa e animata “Cena con gli streghi” a cui si può partecipare anche con un costume a tema. Poi fino a notte fonda intrattenimenti musicali a ingresso gratuito.
Ricchissimo il programma di domenica 23. Gli amanti della montagna potranno recarsi in escursione sul Monte Sumbra accompagnati dalle guide del Parco delle Alpi Apuane e del CAI Sezione Garfagnana (informazioni e prenotazioni: Centro Visite Parco Apuane tel. 0583 644242).
Alle 10 ci sarà la ormai storica gara podistica su strada “12° Trofeo Comune di Careggine” che, con partenza dal suggestivo borgo di Isola Santa, si snoderà per tutto il territorio comunale fino ad arrivare nella piazza principale di Careggine. Grande spazio allo shopping con il mercatino del prodotto tipico e dell’artigianato, gli stand promozionali e la fiera di generi vari. Presso l’Azienda Agricola-naturalistica “la Bosa” sarà presente la “Via dei pani delle Apuane”. Un’esposizione e assaggio di tutti i vari tipi di pane raccolti per l’occasione negli storici forni del Parco e riuniti a Careggine in una vera e propria mostra tutta da mangiare.
Diversi anche gli appuntamenti con l’arte; sarà presente la mostra fotografica “Ancora Noi” di Tommaso Teora e la mostra “Chairart 2015” con sedie recuperate negli scantinati della Garfagnana e trasformate in opera d’arte moderna.
I bambini poi saranno i veri protagonisti con il “Paese delle Meraviglie”: circo di strada, spettacoli, pop corn, zucchero filato, animazioni, gonfiabili e grande spettacolo finale … tutto gratis. Gli antichi giochi contribuiranno poi ad arricchire la due giorni.
Ci sarà anche tanta musica con Band itineranti e la possibilità di assaggiare i tradizionali “necci” di farina di castagne con la ricotta prodotti con la “Neccitrice” unica macchina automatica per la produzione di “necci”.
Uno degli eventi principali è la ricostruzione di una “Vecchia Fattoria” con decine di animali allevati nel Parco delle Apuane pronti a farsi ammirare e accarezzare dai molti bambini presenti. Da non perdere alle 18.30 di domenica l’appuntamento più emozionate della manifestazione la “liberazione dei rapaci” a cura della LIPU. Verranno rimessi in libertà dopo un periodo di convalescenza alcuni rapaci.
Anche la domenica c’è spazio per una cena d’eccezione con “Il Borgo dei Sapori”. Un percorso gastronomico lungo le suggestive “cariotte” dell’antico borgo di Careggine in compagnia dei paesani per l’occasione vestiti con i tradizionali costumi da contadini sempre degustando i piatti tipici della tradizione Garfagnina cucinati con antica sapienza e genuinità. Poi dalle 21 ancora musica con orchestra.
Due giorni davvero imperdibili per salutare l’estate divertendosi nel bellissimo scenario delle nostre magnifiche Apuane.

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Garfagnana, gli eventi del dopo Ferragosto

La Nazione del 21-08-15

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giovedì 20 agosto 2015

Villa Buenos Aires - Barga


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Fornovolasco, Col di Luco e Vispereglia in MTB

Un piccolo video fotografico del giro in MTB fatto ieri: Gallicano, Fornovolasco, Col di Luco, Vispereglia, Camperano, Gallicano.


Posted by danielesaisi.com on Giovedì 20 agosto 2015

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Alpi Apuane in festa: 22-23 agosto 2015

Il Grande spettacolo della natura XII Edizione
 


Nel cuore del Parco, di fronte allo splendido scenario delle Alpi Apuane, disteso su un verde altopiano, in alto, quasi a toccare il cielo, Careggine torna per due giorni ad animarsi. Nell'aria il profumo di pane appena sfornato si sposa con la fresca brezza montana.
Le colorate bancarelle, cariche di belle e buone cose, si alternano ai toni grigi della pietra. La musica si diffonde, coprendo, a tratti, gli allegri schiamazzi dei bambini. Si placa l'appetito con i piatti della tradizione, cucinati da mani sapienti, mosse a memoria tra i prodotti genuini di questa terra.
Gli uomini si affrontano lanciando per la via forme di formaggio: a volte spaccato e condiviso con spirito di solidarietà e amicizia. E la sera, quando il sole scende dietro il monte e l'ombra della notte cala fra le case, si accende la magia nelle "cariotte" e tornano dai vicini boschi le "paure": streghi, buffardelli e macconecci questa volta a servir prelibatezze.
E infine tutti in piazza per ballare, giro dopo giro, fino a quando si spengono le luci della festa.

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mercoledì 19 agosto 2015

I loghi degli esercizi commerciali gallicanesi negli anni '80

I loghi di alcuni esercizi commerciali gallicanesi negli anni '80.
Notare che mancano i numeri di telefono, gli indirizzi e-mail, i siti internet, ecc..
 
Panificio Regio Bello

Autofficina Piero Salotti

Autoscuola Moderna

Bar Dante

Bar Giuliano

Biagi Gino Elettrodomestici

Gommauto Landi Eugenio

Ristorante Le Crocette

Ristorante Le Bifore

Giuseppe Poli

Falegnameria Regoli

Lavanderia Adelina Fabbri

Pizzeria Il Baretto

Officina Di Maggio

Concessionaria Mari

Fiori e Piante Manlio Simonini

Alimentari Bertoncini

Punto Bellezza

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