mercoledì 18 luglio 2018

4° edizione del "Palio sale in Cattedra" - 18 luglio 2018

 
 
 
BLACK OUT

Da sempre l’umanità ha cercato di evolversi, studiando e scoprendo il mondo attorno a sé. Crescere è stato costantemente un bisogno vitale del pensiero, come respirare.
L’uomo insieme ai suoi simili ha scoperto, conosciuto, osservato e studiato.
Ha aspirato il profumo della Terra.
Ha immerso gli occhi nel Mare.
Ha controllato il calore del Fuoco.
Ha alzato lo sguardo al cielo, scolpito l’Aria e volato nello spazio.
La Storia dell’Umanità ci racconta di grandi conquiste, e nuovi scenari si sono aperti davanti agli occhi. Ma mentre lo sguardo si è posato su un mondo nuovo, si è allontanato sempre di più dall’altro, perdendo la condivisione di intenti.
L’Umanità è diventata cieca. L’Uomo ha iniziato a guardare il riflesso di uno schermo.

TORRE DI BABELE ultimo piano
Una nuova torre di Babele è cresciuta fra noi e con noi. Quasi di nascosto, invisibile ai più.
La costruzione è stata lenta per molto tempo, ma negli ultimi anni è diventata velocissima, più di quanto si creda. In alto, sopra le nuvole, l’ultimo piano sprigiona una luce accecante di vetri e monitor.
Incatenati l’uno all’altro, connessi al resto del mondo, ci sentiamo liberi. Siamo ognuno come Dio e dall’alto della nostra postazione diamo uno sguardo sfuggente agli altri, belli, meno belli, intelligenti e non, vestiti alla moda, scorriamo solo foto, e non degniamo di attenzione l’umanità che abita ai piani inferiori.
Come in una galleria senza fine, vetrine scintillanti sono in fila una dopo l’altra. Singole bacheche, divise. Tra tutte c’è anche la nostra. Ci sembra la più grande.
Dalla vetrata esponiamo il nostro profilo migliore. Molto spesso ritoccato, filtrato. Spesso falso, truccato nella maschera più bella.
Ogni mattina apriamo le tende e nel riflesso del vetro ci trasformiamo in tutto.
Acclamati dai like, all’ultimo piano della Torre di Babele, ci siamo omologati alla moda corrente, e certamente è un fastidio quella vocina sommessa che sussurra: - sei semplicemente solo, unito da un filo sottilissimo all’umanità, e se quel filo si spezza?-
E’ un pensiero molesto, non vogliamo pensare a questo, sappiamo solo che vogliamo essere qualcuno, e noi continuiamo ad aprire le tende e lucidare il vetro per far diventare la nostra vetrina la più ricca e famosa di sempre.
In guerra con le altre, sgomitiamo per quel posto di privilegio all’ultimo piano pieno zeppo di Like.
 
Ad un tratto … BLACK OUT!
Il filo si spezza. Un Black Out mondiale.
Privi di connessione, siamo abbattuti, persi. Disperati e isolati gli uni dagli altri, siamo spaventati. Senza energia, tutto intorno diventa un grande Caos. Tutto è elettrico, ogni cosa è elettrica.
Eppure lontano dalla Torre, più di 2 miliardi di persone vivono senza energia. E noi ai piani alti non riusciamo a sopravvivere nemmeno per un giorno. Che dico?! Per un’ora!
Passano i giorni e l’energia non ritorna. Si sente dire che il corto circuito è enorme e grave. Serviranno anni per ricostruire l’intero sistema mondiale. Tutti nella Torre sono disperati e si guardano intorno. Domina il Caos. La Torre sta crollando.
L’ Umanità rischia di distruggersi. Altro che connessione. Altro che web! Pare già così lontano quel mondo.

RICOMINCIARE
Qui adesso servono mani, arguzia, cervello, serve pensare ad una soluzione, serve guardarsi intorno, parlare con gli altri, scoprire un nuovo modo per unirsi nella speranza.
Bisogna spostare lo sguardo all’inizio, bisogna ripartire da lì.
Perchè abbiamo da troppo tempo dimenticato le cose essenziali.
E solo riscoprendole potremo sperare di rifondare un nuovo mondo.

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