mercoledì 1 novembre 2017

Il giro del Puntato in MTB

Un giro molto bello ed impegnativo di circa 23 chilometri e 1.300 metri di dislivello positivo in cui è possibile non solo godere di scorci naturali particolarmente suggestivi, ma anche attraversare antichi nuclei abitati oggi semi abbandonati, come Isola Santa, Puntato e Col di Favilla, degni di discreto interesse.



Partiamo da Isola Santa (m. 580) e proseguiamo per Arni su Strada Provinciale per circa 4 chilometri, ammirando sulla nostra destra la parete sud del Monte Sumbra ed i fossi dell’Anguillaja e del Fato Nero, fino a raggiungere località Tre Fiumi.






Continuiamo per Forte dei Marmi e dopo circa 1,5 Km oltrepassiamo la galleria del Cipollaio, lunga 1135 metri ed aperta al transito pedonale e ferroviario nel 1926.



Subito dopo la galleria, a destra si stacca una strada asfaltata a servizio delle cave, che seguiamo per circa 1,5 km fino all'innesto del sentiero CAI 141, che troviamo sulla nostra destra (sterrata in leggera salita), in prossimità del Colle del Cipollaio (la strada asfaltata oltre la sbarra ci permetterebbe di raggiungere il sentiero CAI 31 per la Cava delle Cervaiole e per Arni).

Dalla partenza abbiamo percorso circa 8,2 km di strada asfaltata e da qui sino all'arrivo, tranne un breve tratto al Passo Croce, percorreremo solo ed esclusivamente sentieri.





Poco dopo aver imboccato il sentiero CAI 141 raggiungiamo un gruppo di case, località Grifata, svoltiamo a destra, oltrepassiamo una maestaina e continuiamo per circa 1,5 chilometri per un bellissimo sentiero panoramico, per un breve tratto con bici in spalla, fino a raggiungere Passo Croce a m. 1.154.












Continuiamo la strada per 2 chilometri fino a Fociomboli (m. 1280), proseguiamo a destra in salita per un altro chilometro (m. 1428) ed imbocchiamo a sinistra il sentiero CAI 129, molto tecnico, che ci porta al Rifugio del Freo (m. 1180).







Dopo una breve sosta ristoratrice ripartiamo imboccando il bellissimo sentiero CAI 128.






In breve raggiungiamo la Tana dell'Omo Selvatico, grotta profonda 281 metri e con uno sviluppo spaziale di circa 1400 metri. 
Ci sono molte leggende sull'Omo Selvatico, vi consiglio di leggere "Il mito dell'Omo Selvatico, signore del Monte Corchia" dell'amico Paolo Marzi.



Passata la grotta, continuiamo il sentiero fino a raggiungere uno dei luoghi più suggestivi ed affascinati delle Alpi Apuane: il Puntato.








Abitato da comunità di pastori sino agli anni quaranta e abbandonato dopo la fine della seconda guerra mondiale conserva ancora, nelle molte case diroccate, nei terreni disposti a terrazze per le colture, nelle mulattiere strappate al tempo, nei sentieri curati, il ricordo di un vivere antico fatto di fatica e di aiuto reciproco.








Da Puntato raggiungiamo in breve, sentiero CAI 11, un altro piccolo borgo ormai disabitato da molti anni: Col di Favilla.





Da qui seguiamo il sentiero CAI n. 9 (molto bello e tecnico) che ci porta in poco più di 2 chilometri alla diga del lago di Isola Santa (m. 570).





Attraversiamo la diga e andiamo a fare uno spuntino alla Casa del Pescatore nel bel borgo dell'Isola Santa.





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