mercoledì 11 maggio 2016

"Il giro del diavolo" - La Domenica del Corriere del 1902

Un altro articolo storico de "La Domenica del Corriere" datato 22 giugno 1902 facente parte della collezione privata di Aldo Poli. Da leggere!


Il giro del diavolo.

Un artista di grido ha un giorno osservato che gli americani non possono non essere il popolo più felice della terra. Richiesto del perché, rispose: - Perché non hanno tradizioni! - 
Gli spiriti raccolti e conservatori penseranno certo trattarsi d'un semplice motto di spirito.
Infatti la tradizione in molti casi può essere un freno e insieme uno stimolo, ma nessuno vorrà negare che in molti altri essa rappresenti la balza che impedisce ogni libero movimento, ogni audacia, ogni conquista. 
Alla vecchia e usata strada si potrebbe preferire una via diversa, tentarne almeno un'altra, ma c'è la tradizione che sorge subito di contro come un confine insuperabile, come una pietra terminale.
Così si continua a fare ciò che facevano quelli che ci precedettero, di padre in figlio, sempre ad un modo e sempre lo stesso per rispetto alle tradizioni.
Un documento oltremodo singolare della forza di certe tradizioni l'ha trovato testé un nostro collaboratore nella Garfagnana. Esso vale più di qualunque altro a mostrare come lo spirito umano sia dominato dalla legge dell'inerzia, in virtù della quale l'uomo continua a compiere determinate azioni anche quando sia cessato lo scopo che primieramente l'azione rese necessaria.


Monte San Pellegrino si eleva a circa 1500 metri fra la Garfagnana e il Modenese. Nel medio evo si pensò di erigere su di esso una chiesa dedicata a San Pellegrino di Scozia il quale vuolsi sia giunto sin lassù pellegrinando. Per avere sottomano il materiale necessario alla ideata costruzione - materiale che sarebbe stato difficile, quasi impossibile trovare a quell'altezza - i sacerdoti imposero ai fedeli, che  salivano ad onorare il santo in qualche primitiva cappella, di recare ognuno lassù una pietra per l'erigendo edificio, in espiazione dei peccati commessi.
Ben presto tutto il materiale occorrente era sul posto senz'ombra di spesa, ed il tempio - una caratteristica massiccia costruzione medievale - sorse a sfidare, come sfida da secoli, il vento e le nevi.
Ma costruita la chiesa non cessò l'uso. Da allora i fedeli continuano a salire dal piano percorrendo quattro, cinque ore di strada malagevole, per aspri viottoli, con una grossa pietra su le spalle o sul capo!
All'antica tradizione s'innestò presto la leggenda che in quella località Cristo siasi incontrato col diavolo, il quale lo avrebbe percosso in volto così violentemente da fargli fare un lunghissimo giro mentre il Redentore avea perdonato l'offesa. Ora i penitenti usano rifare quel giro - donde il nome di "giro del diavolo" - gravati della pietra recata dal basso.
Il materiale che nel volgere dei secoli è venuto così ammucchiandosi lassù è enorme; la nostra fotografia non ne ritrae che una piccolissima parte. Esso basterebbe a costruire dieci castelli addirittura! E il mucchio seguita a crescere sempre, costituendo, a così dire, una montagna su la montagna!
Nel mese di agosto in cui ricorre la festa del santo l'affluenza dei penitenti alla chiesa sul monte è grandissima.
Lo spettacolo di uomini e donne in età avanzata con sul capo rudi macigni è veramente penoso. La grossezza delle pietre è un titolo d'onore perché rende maggiore la penitenza, si che nel mucchio si scorgono pietre tanto grosse da sembrar strano che qualcuno abbia potuto trasportarle sin lassù. E basterebbe tanto poco a persuadere i pellegrini che la chiesa al santo è ormai costrutta… dal medio evo!! Ma c'è di mezzo la forza della tradizione!

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