martedì 5 aprile 2016

Lascerò che una nuvola vi accompagni - Gallicano 4 aprile 2016

“Lascerò che una nuvola vi accompagni”. Elisabetta Baldi, moglie del giudice Caponnetto, raccontava che nel periodo della guerra raggiungeva di nascosto “Antonino” per portargli del cibo. Quando doveva rientrare a casa, il futuro giudice non potendola riaccompagnare, le diceva: “Chiederò ad una nuvola che ti accompagni”. Parole usate anche per congedarsi dalla futura moglie quando lo andava a trovare durante uno dei tanti processi contro la mafia.

Allo stesso modo Caponnetto dal Paradiso affida ad una nuvola il percorso duro e faticoso del cammino nella legalità dei giovani. Sono parole che hanno data il titolo allo spettacolo gratuito che si è tenuto ieri, lunedì 4 aprile, presso la Sala Guazzelli di Gallicano.
 
Ecco un breve filmato dello spettacolo.
 
 

Da come nasce l'idea di proporre lo spettacolo a Gallicano?
 
”Il 25 Aprile di un anno fa incontrammo “Nonna Betta” e la scorta di “Nonno Nino”, ovvero la moglie e la scorta del giudice Caponnetto. Da quell'incontro nacque l'idea di proporre lo spettacolo "Lascerò che una nuvola vi accompagni", romanzo inedito all'interno del quale vi è intrecciata la storia della vita del giudice Caponnetto - spiega il sindaco Saisi - La data del 4 aprile non è un caso, infatti è la data in cui ogni anno l'amministrazione di Gallicano e tutti i gallicanesi ricordano il Maresciallo Giuliano Guazzelli originario di Gallicano, dove è nato e vissuto fino a 21 anni, ucciso per mano della mafia il 4 Aprile 1992”.

“Lascerò che una nuvola vi accompagni” propone la vita del giudice Caponnetto, uno spettacolo musicale con canzoni edite di cantautori blasonati arricchito con una serie di coreografie interamente ballate, scritto e diretto da Salvatore Punzo e Anna Furno.

Messo in scena dalla compagnia “La Tredicesima nota di Signa”, nasce per volontà di Elisabetta Baldi, la moglie del giudice del quale gli autori e un uomo della scorta (anche lui nel cast) sono amici stretti. E' un modo diverso di parlare di mafia, si racconta la vita di Antonino Caponnetto parlandone come giudice e come uomo tramite anche alcuni brani musicali. In poco più di un’ora e mezzo si raccontano dieci anni di storia: dal 1983 (anno della morte di Rocco Chinnici di cui Caponnetto poi prese il posto a Palermo) al 1993 (anno della strage di via dei Georgofili a Firenze), intorno ad un romanzo inventato su due amiche di penna, calato nel dramma della mafia di quegli anni. La parte canora è affidata alle allieve del laboratorio musicale “La tredicesima nota di Signa”, i testi sono interpretati da Alessandra Maggio e Eva Edili affermate voci radiofoniche toscane. Uno spettacolo da non perdere dove arte e impegno si intrecciano.

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