lunedì 18 gennaio 2016

Pc, seconde case, affitti: le incognite del canone tv

A fine mese, quest’anno, il fatidico bollettino del canone Rai non arriverà nelle case di decine di milioni di italiani. Molti, avvezzi alla consuetudine pluridecennale del 31 gennaio, si chiederanno se non ci sia stato un errore nei recapiti o - magari - se siano stati esentati per qualche errore burocratico. Niente da fare. Il canone, anche se ridotto a 100 euro per il 2016, sarà pagato in automatico nella bolletta elettrica. Ma per quest’anno, in fase di rodaggio, l’appuntamento è spostato a dopo il 1° luglio, quando arriverà una bolletta elettrica con l’importo delle prime 5 o 6 delle 10 rate in cui sarà diviso il canone. Dal 2017, invece, il nuovo sistema sarà a regime e il canone sarà diviso in ragione delle bollette che arriveranno per l’energia elettrica.
Proviamo a vedere, in sintesi, come funzionerà il nuovo sistema delineato dalla legge di Stabilità (la legge 208/2015) che si propone anche di risolvere il problema dell’evasione una volta per tutte. La Rai, intanto, in attesa di predisporre un numero verde, ha preparato alcune Faq all’indirizzo web www.canone.rai.it.

Chi paga
È tenuto a pagare chi ha un apparecchio adatto a ricevere le trasmissioni o comunque ha un’utenza elettrica nel suo luogo di «residenza anagrafica», perché il possesso del televisore, in questo caso, è presunto. Di fatto, a pagare sarà l’intestatario della bolletta elettrica.

Come e quando si paga
Il pagamento avverrà in 10 rate uguali, insieme alla bolletta elettrica (dove gli importi saranno indicati a parte). Nel caso le bollette che arrivano in un anno siano meno di dieci (come capita spesso, infatti, ne arriva una a bimestre), le rate saranno addebitate sulla prima bolletta utile in arrivo. Non esiste più, quindi, una scadenza unica e uguale per tutti ma sarà variabile a seconda della politica seguita dal fornitore di energia elettrica.
Gli stessi fornitori dovranno riversare all’erario gli importi incassati entro il 20 del mese successivo all’incasso e comunque tutto il canone va riversato entro il 20 dicembre di ogni anno. Se omettono il versamento o le comunicazioni di legge, scattano sanzioni e interessi come per le imposte erariali, ed è possibile il ravvedimento. Chi già paga la bolletta elettrica sul conto corrente bancario continuerà a farlo in automatico, compreso quindi il canone tv.

Controlli e sanzioni
Difficile dire che cosa accadrà se a non pagare saranno i diretti interessati, cioè i titolari della bolletta elettrica. In pratica, questo potrebbe accadere indirettamente quando non si paga, appunto la bolletta elettrica, nella quale il canone tv è incorporato. Ma le nuove norme non prevedono nulla al riguardo, e sarà probabilmente il decreto dell’Economia (da varare entro il 15 febbraio prossimo) a definire questo aspetto del rapporto con il fornitore. In effetti la norma parla di «riversare» solo quanto incassato, quindi le aziende non rischiano di essere coinvolte ma certo, agendo per il recupero dei crediti, dovrebbero incassare anche gli arretrati del canone tv.
Restano comunque in vigore le vecchie norme, che prevedono, di base, la sanzione amministrativa da 200 a 600 euro per il 2016; ma se si paga prima che arrivi l’accertamento è solo il 20% del canone, quindi, per il 2016, 20 euro.

Il nodo dell’incrocio dei dati
Svariati milioni di famiglie hanno più di un’utenza elettrica. I casi sono infiniti e in genere derivano dal fatto che molti possiedono altre case oltre a quella in cui vivono. Di base, la legge 208/2015 prevede la possibilità di uno «scambio di dati» tra aziende elettriche, Anagrafe tributaria, ministero dell’Interno, Comuni, Acquirente unico e Authority energetica.
Uno dei principali problemi da risolvere è anche la mancata coincidenza tra le residenze comunicate ai gestori dell’energia elettrica e quelle registrate nell’anagrafe dei Comuni. Gli utenti, infatti, si preoccupano di farle coincidere solo se possono ottenere eventuali tariffe agevolate per la casa di residenza.
Un altro nodo è quello del passaggio del consumatore da un’impresa elettrica all’altra: il versamento rateale del canone, infatti, comporterebbe calcoli complessi per quantificare il debito residuo e addebitare gli importi nelle bollette. In questo caso, la soluzione più agile potrebbe essere quella di imporre il pagamento di tutto il canone dovuto prima di passare dal vecchio al nuovo gestore.
 
 
Fonte: Il Sole 24 Ore - a cura di Saverio Fossati Valentina Melis

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