lunedì 19 ottobre 2015

Fabbriche di Careggine: lo show dimenticato del paese che emerge dal lago

La questione dello svuotamento di Vagli protagonista su Repubblica Viaggi - articolo di Giovanni Cedrone.

Un paese sommerso nelle profondità di un lago artificiale. E un sindaco che vuole riportarlo alla luce. Non è la trama di un romanzo, ma è quanto sta accadendo in Toscana, per la precisione nel cuore della Garfagnana. È il borgo medievale di Fabbriche di Careggine, in provincia di Lucca, scomparso dalle carte geografiche tra il 1947 e il 1953 quando la frazione (che contava 146 abitanti e 31 case), dopo il completamento della costruzione di una diga alta 92 metri, fu evacuata e sommersa dalle acque del torrente Edron, che hanno poi dato vita all'attuale lago di Vagli.


La Chiesa di San Teodoro e le case in pietra del borgo dormono sul fondo del lago dagli anni '50, ma ciclicamente si risvegliano dall'oblio. Ogni 10 anni, infatti, l'Enel prosciuga l'invaso per lavori di manutenzione della diga e Fabbriche di Careggine riemerge per qualche mese. È accaduto finora quattro volte: nel 1958, nel 1974, nel 1983 e nel 1994, ultima occasione per vedere il paese fantasma, un evento che portò in Garfagnana un milione di turisti. Ora però sono 21 anni che non si parla più di svuotare l'invaso.
Un lasso di tempo troppo lungo per il sindaco di Vagli di Sotto, Mario Puglia, che vuole riportare alla luce le rovine del borgo. "C'era un vecchio accordo con la Selt Valdarno, costruttrice della diga - spiega Puglia - ogni 10 anni il lago doveva essere svuotato anche per permettere agli ex abitanti delle frazioni che erano all'interno dell'invaso di poter rivedere i luoghi dove erano nati. Ora purtroppo è dal 1994 che non viene più svuotato il lago. Per il Comune è anche una grossa perdita economica perché l'operazione attira un milione di persone, con ricadute occupazionali importanti per Vagli e per tutta la provincia di Lucca" spiega il primo cittadino.
Il sindaco aveva anche pensato a un avveniristico progetto (con tanto di bando pubblico) per la costruzione di una cupola che permettesse di visitare Fabbriche anche con il lago al massimo livello, ma per il momento la sua idea è risultata irrealizzabile.
Dall'Enel, intanto, non filtrano messaggi possibilisti. Non è difficile capire il perché: l'invaso rappresenta un'importante risorsa per la produzione di energia elettrica, oltre ad essere una riserva idrica fondamentale per la valle del Serchio e non solo. E il prosciugamento non sarebbe indolore: al di là delle operazioni di svuotamento, 5 o 6 mesi senza lago per l'Enel significherebbero una perdita di qualche milione di euro.
Dunque per ora il doppio no dell'azienda elettrica e dell'Autorità di Bacino sembra insormontabile. Ma Puglia non si arrende e promette battaglia: "Siamo in una situazione di attesa. L'Enel deve decidere qualcosa, altrimenti è inadempiente. Se si apre un contenzioso con noi, l'azienda elettrica rischia di perdere milioni di euro: questa è una delle dighe più grandi del Centro Italia, ci sono anche 35 acquedotti che tramite il Serchio servono Pisa, Lucca e Livorno. Noi non vogliamo arrivare allo scontro, ma trovare un percorso condiviso perché è l'intero territorio che lo chiede".
Il paese fantasma intorno a cui si svolge la disputa ha infatti una storia importante e suggestiva alle spalle, che lo rendono sito di grande valore. Fabbriche di Careggine è stata fondata da fabbri ferrai bresciani nel XIII secolo. Conquistata dagli Estensi, la città raggiunse la sua massima importanza nel XVIII secolo quando fu costruita la via Vandelli che collegava Modena a Massa. Le maestranze, diventate esperte dopo secoli di attività, trovarono sostegno nel Duca di Modena Francesco III d'Este che nel 1755, per incrementare la loro attività metallurgica, concesse esenzioni fiscali e numerosi altri privilegi. Dopo una fase di decadenza, all'inizio del Novecento l'economia del paese si risollevò, in seguito allo sfruttamento del marmo nelle vicinanze. Poi arrivò la diga e la creazione del bacino lacustre.
In attesa che la querelle con l'Enel trovi una soluzione, il vulcanico sindaco Puglia non si è perso d'animo e ha fatto costruire sul lago un ponte tibetano lungo ben 132 metri (opera interamente finanziata - come ha riportato Il Tirreno - dal ministero dello Sviluppo per due milioni e mezzo di euro). Il ponte, destinato a essere uno dei più lunghi del mondo, sarà ultimato nel giro di qualche settimana. "Porterà 100mila persone all'anno. Grandi aziende hanno già manifestato interesse a realizzare degli spot sul ponte e verseranno alle casse del comune fino a 150-200 mila euro l'anno" assicura il primo cittadino. Il rilancio turistico di Vagli passa anche dal singolare progetto del "Parco dell'onore e del disonore", dove sono già state collocate opere d'arte ("Non abbiamo speso soldi, ci sono state donate", sottolinea il sindaco) destinate a non passare inosservate: come le statue del comandante Francesco Schettino (con tanto di orecchie d'asino), ritratto mentre tenta la fuga, e quella del capitano Gregorio De Falco che gli intimò, nelle drammatiche ore del naufragio della Concordia, di tornare a bordo. Non è difficile intuire chi rappresenta l'onore e chi il disonore. "Non abbiamo ancora finito i lavori e già abbiamo avuto 30mila visitatori", afferma soddisfatto il primo cittadino.

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