martedì 21 ottobre 2014

Lo Stemma della famiglia Bertini di Girolamo Della Robbia nell'opera "Stemmi Robbiani in Italia e nel Mondo"

Sono felice di aver contribuito alla pubblicazione dell'opera "Stemmi Robbiani in Italia e nel Mondo - per un catalogo araldico, storico e artistico" ed oggi ho ricevuto una copia omaggio dalla dottoressa Sara Fontana dell'International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities.


Ringraziamenti 

437 tra stemmi di priori, podestà, capitani, famiglie, case regnanti, vescovi e papi, simboli dei Comuni e delle Arti fiorentine, racchiusi in un’unica imponente pubblicazione interamente illustrata a colori. “Stemmi robbiani in Italia e nel mondo” (Polistampa, pp. 368, euro 120), a cura di Renzo Dionigi, è la più estesa catalogazione della produzione araldica della famiglia Della Robbia, e costituisce così un contributo fondamentale agli studi sulla ceramica.

Copertina del volume

A pagina 189 viene descritto lo stemma della famiglia Bertini che si trova nella chiesa di San Jacopo di Gallicano.
Pala d'altare - chiesa di San Jacopo
173. Girolamo Della Robbia

Stemma della famiglia Bertini

1516 ca.
D'azzurro, al gallo ardito d'argento, afferrante ed in atto di beccare una spiga di grano di (…).
Rilievo in terracotta invetriata policroma.

Gallicano (Lucca), chiesa di San Jacopo.

Ai lati della predella della splendida pala d'altare raffigurante la Madonna col Bambino tra i Santi Giuliano, Benedetto, Giuseppe e Caterina d'Alessandria, sono posti entro due semplici formelle bordate da una cornice smaltata di bianco due identici scudi "sagomati di tipo a" con gli stemmi purtroppo danneggiati della locale famiglia Bertini. L'opera, realizzata da Girolamo seguendo lo schema di Andrea nell'impostazione dell'incorniciatura ma carica nelle figure di un moderno classicismo, venne commissionata probabilmente intorno al 1516. 
Stemma della famiglia Bertini
Stemma della famiglia Bertini

La tecnica della terracotta invetriata, messa a punto intorno al 1440 da Luca Della Robbia, garantiva alle sculture un’eccezionale resistenza agli agenti atmosferici, dimostrandosi quindi ideale per la produzione degli stemmi e dei blasoni che ancora oggi adornano palazzi ed edifici storici.
Le opere araldiche della dinastia dei Della Robbia e della bottega rivale di Benedetto e Santi Buglioni furono studiate e catalogate per la prima e unica volta nel 1919 da Allan Marquand.

Il lavoro di Renzo Dionigi, già rettore dell’Università degli Studi dell’Insubria, presidente dell’International Research Center for Local Histories and Cultural Diversities e dell’Istituto di Studi Superiori dell’Insubria «Gerolamo Cardano», va finalmente a completare e aggiornare il lavoro dello studioso americano, colmando in particolare le numerose lacune sull’attribuzione dei singoli manufatti a ciascuno dei membri della numerosa famiglia robbiana.
Le sculture sono inoltre esaminate dal punto di vista strettamente araldico, secondo le leggi ormai consolidate e la terminologia di una scienza che impone l’analisi specifica di smalti, partizioni e figure nella loro posizione, numero e attributi. I saggi introduttivi permettono di inserire gli stemmi in un ben determinato contesto storico, mentre in appendice, accanto a una nutrita bibliografia, sono presenti un glossario dei termini araldici e una storia sintetica delle famiglie a cui appartengono gli stemmi.

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