lunedì 20 ottobre 2014

21 Ottobre 2013 – 21 Ottobre 2014: un anno dall'alluvione

21 Ottobre 2013 – 21 Ottobre 2014: un anno dall'alluvione. 

Sala Guazzelli
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La Barca - Peccioli
La Barca 
Il Ponte di Campilato
La furia della Turrite in Campilato
Loc. Guerri
Comando dei vigili urbani
Questo il post del Sindaco di Gallicano David Saisi sul gruppo Facebook "Gallicano News"
Un anno, un anno da quella terribile notte che sconvolse il Comune di Gallicano insieme a tutta la valle.  
Una pioggia torrenziale si riversò in poche ore, bombe d'acqua le chiamano, ma più che una bomba fu il diluvio universale.  
Il nostro territorio era già stato colpito da precedenti alluvioni, ma quella dell'Ottobre 2013 resta nell'immagine collettiva come una tragedia annunciata.  
Troppi anni di trascuratezza dei nostri boschi, troppi esperti che hanno snaturato i luoghi, troppi pochi soldi investiti nella manutenzione di strade e di sentieri, troppo di tutto hanno prodotto più di due milioni di euro di soli danni, senza contare i danni ai privati e i fondi che serviranno per rimettere in sicurezza il territorio.  
Oltre alla paura di quella notte dobbiamo prendere atto che molti dei nostri concittadini hanno perso molto, hanno subito danni notevoli e soprattutto in qualche caso hanno perso l'attività con cui vivevano.   
Noi come Amministrazione faremo il possibile per reperire altri fondi oltre quelli destinati alle somme urgenze, fondi che possano essere spesi per la cura e la sicurezza dell'intero Comune e insieme agli altri amministratori porteremo avanti iniziative che vadano in questo senso per tutta la valle, impegnandoci a insistere nelle dovute sedi per proteggere il patrimonio naturale che possediamo e per vivere senza la costante paura che un temporale un po' più forte ci renda preoccupati della nostra incolumità.  
Non serve fare grandi opere, serve il buon senso di curare ciò che ci circonda tutti insieme, senza dover sempre vivere nell'urgenza, meglio prevenire che curare.   
Dobbiamo avere rispetto di ciò che ha fatto vivere e ha sfamato intere generazioni passate, il ritorno alla cura e perché no a realtà agricole e rurali sarebbe auspicabile visto il progressivo e lento stillicidio della crisi: oggi abbiamo molte più possibilità sia economiche che scientifiche per sfruttare il tesoro che possediamo, questo permetterebbe più manutenzione e più sicurezza.

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