domenica 9 febbraio 2014

Il Comune di Gallicano paga 175mila euro per dire addio ai derivati… lungimiranza?


Un fardello che costerà 175mila euro, e la chiusura, dopo dieci anni, di una lunga partita a scacchi con le banche e i cosiddetti “derivati” che hanno messo in ginocchio migliaia di piccoli comuni, dissanguati da operazioni alternative effettuate per salvare i bilanci e ridurre il debito pubblico. 
L’amministrazione comunale di Gallicano chiude i ponti con la Bnl, liquidando con venti anni di anticipo rispetto alla scadenza, ma con un prelevamento ingente di risorse pubbliche, una transazione in derivati con la banca un importo onnicomprensivo di 175mila euro da imputare sia al valore di estinzione anticipata delle operazioni che ai differenziali attivi e passivi non regolati dall’ente a partire dal mese di dicembre 2009. 
In soldoni, il calo dei tassi Euribor avvenuto a partire dal 2007, ha portato dei costi aggiuntivi per il Comune, che nell’operazione finanziaria denominata “Purple Collar” riferita ai mutui contratti a tasso variabile, che ha iniziato a produrre differenziali negativi per l’ente. 
Ma come è nata questa vicenda? 
Il 13 luglio 2004, la giunta comunale optò di ricorrere a strumenti finanziari derivati proposti dalla Banca Nazionale del Lavoro, per consentire la realizzazione di risparmi immediati sugli oneri finanziari dei mutui. 
Nacque così “Purple Collar” un’operazione in prodotti derivati, per un capitale iniziale pari ad 3.172.778,56 euro, con decorrenza immediata e in scadenza il 31 dicembre del 2018. In sostanza, una sorta di “conversione del debito” per mutui bancari. 
Dopo varie rimodulazioni dei tassi di interesse, nel 2006 la Bnl ha proposto al Comune di Gallicano una soluzione radicale, che prevedeva la cancellazione della vecchia struttura e la sostituzione con una nuova contrattazione di impieghi che tenesse conto dei mutui rinegoziati tra il luglio 2004 e il dicembre 2005 e degli eventuali nuovi mutui contratti. 
E fu così approvato un contratto con due prodotti diversificati chiamati “Purple Collar” e “Collar” per un totale 2.265.361,45 euro, in scadenza a fine 2034. Ma la variabilità dei tassi di interesse ha fatto sì che, con l’Euribor al minimo, ormai non sia più conveninete mantenere l’operazione, che ha un tasso minimo superiore a quello Euribor. 
Si è deciso quindi di optare per la soluzione prevista dalla legge 203/08, che vieta agli Enti Locali l’accensione di nuovi derivati, ma consente loro di uscire anticipatamente dalle obbligazioni verso il creditore. 
E la giunta Adami è passata alle vie di fatto, anche se con un costo elevato.

Fonte: Il Tirreno - Nicola Bellanova

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