lunedì 17 giugno 2013

Stufa a pellet assimilabile ad una caldaia: esempio di Iva al 10%

Ho acquistato una stufa a pellet con rendimento superiore al 70 per cento. Essa è stata installata, da parte del venditore, su una parete sprovvista di canna fumaria. Ho speso 600 euro per l’installazione, 2.000 euro per l’acquisto della stufa e 1.000 euro per la canna fumaria in acciaio installata sul muro esterno.Come va imputata l’Iva?

Per quanto riguarda l’Iva, la stufa a pellet, con i suoi accessori, è assimilabile ad una caldaia e, come tale, rientra fra i cosiddetti “beni significativi” (tassativamente elencati dal Dm 29 dicembre 1999), soggetti all’aliquota agevolata al 10% (di cui all’articolo 2, comma 10, della legge 191/2009) solo fino a concorrenza del valore della manodopera impiegata nell’esecuzione dei lavori (intendendo per tale il corrispettivo richiesto per l’installazione, comprensivo anche delle materie prime impiegate, circolare 71/E/2000), mentre l’eventuale parte eccedente dev’essere assoggettata all’aliquota ordinaria del 21%. E’, pertanto, necessario che, in fattura, le due voci (il corrispettivo della stufa e quello richiesto per la relativa installazione) siano evidenziate separatamente.
Nel caso di specie, la stufa costa 2.000 €, mentre tutte le altre spese accessorie (installazione e canna fumaria) ammontano a 1.600 €. Pertanto, la parte che va fatturata al 21%, e non al 10%, è pari a 400 € (differenza tra il valore del bene significativo e la somma di tutti gli altri costi accessori).

Fonte: L’esperto risponde – Il Sole 24 Ore – Marco Zandonà

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