venerdì 26 ottobre 2012

Fabbriche di Vergemoli è pronta a nascere

I consigli dei due municipi hanno dato il via libera alla fusione. L’operazione porterà 15 milioni dallo Stato in cinque anni.

I due Comuni che si fonderanno nel nuovo - e unico ente - sono Fabbriche di Vallico col suo sindaco Oreste Giurlani (Pd) e Vergemoli, il Comune più piccolo della Toscana con il suo sindaco Michele Giannini (lista civica). Entrambi i consigli comunali hanno già dato il via libera alla fusione. Lo scopo: uniti, i due municipi, possono avere più peso e più diritti.
Spiega Giannini che «a Vergemoli abbiamo effettuato la delibera lo scorso 8 ottobre, pochi giorni fa è arrivata quella di Fabbriche, e abbiamo già incontrato la popolazione. Ci resta da fare la comunicazione alla Regione perché sia redatta una proposta di legge ad hoc per un referendum da sottoporre ai cittadini entro un anno. 
Se vincerà il sì, i due comuni saranno sciolti e ne nascerà uno nuovo: abbiamo già scelto il nome». L'idea è di Giannini: «Tutte le funzioni saranno delegate all'Unione dei Comuni, anche beni e tributi passeranno da questo ente - spiega -. Visto che la nostra scelta è facoltativa avremo tre milioni di contributi dallo Stato per cinque anni. Per questo avevo proposto la formazione di tre grandi comuni per tutta la Garfagnana. Avremmo avuto notevoli contributi visto che oggi questa è una scelta, non un’imposizione. 
Come mai con Fabbriche? 
Avevamo lanciato l'idea anche a Gallicano e Molazzana, ma solo Giurlani si è fatto avanti. Le porte restano aperte a tutti anche se i tempi stringono».
A Fabbriche il consiglio all’unanimità ha dato disco verde alla fusione «Il documento votato dai due consigli comunali - spiega l’assessore alla programmazione e ai fondi comunitari di Fabbriche di Vallico Aldo Morelli - è un atto fondamentale per aprire il processo amministrativo di fusione. Con l’atto d’indirizzo i due municipi chiedono ufficialmente alla giunta regionale di redigere un testo di legge che ci dia la possibilità di unirci e di consentire il referendum popolare che abbiamo in programma». 
«Vogliamo - conclude Morelli - che la popolazione possa esprimere la propria opinione direttamente alle urne, magari in concomitanza con le elezioni politiche del 2013. In un momento come questo, le piccole realtà montane sono sottoposte ad una riduzione continua dei servizi e l’unione di due realtà così simili e con le medesime problematiche è l’unico modo per garantire un’ottimizzazione delle risorse».

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