venerdì 26 giugno 2009

Problema smaltimento rifiuti - Patrizia Gentilini

Ricevo e pubblico

Carissimi,
sono assolutamente d'accordo con Valerio Gennaro, parlare di raccolta differenziata al 60-65%, anche se Genova è una città "difficile" (ma dove sono le città "facili"?) oggi come oggi è un rimanere ancorati al passato e lasciare un varco ad impianti di qualsivoglia tipo (TMB, dissociatori, bio-arrow e chi più ne ha più ne metta) per "chiudere il ciclo". Se si parte col piede giusto sul porta a porta è difficile NON raggiungere da SUBITO obbiettivi di oltre il 75-80%! Oggi come oggi il modello in assoluto più efficace, virtuoso, economicamente vantaggioso è quello che termina con l'estruso "modelloVedelago", che di recente ha vinto il primo premio (275.000 euro!) per l'innovazione tecnologica dall' UE e che sempre più trova applicazioni pratiche. Pensate che in Spagna è stato fatto il primo tetto con tegole in questo materiale ed ora sono in studio traversine ferroviarie. Questo percorso richiede che non ci sia più del 5-8% di organico, quindi la prima indispensabile pratica è quella di separare bene l'umido da tutto il resto: se ci pensate bene quasi tutti gli impianti che ho prima ricordato si basano sul presupposto che ci sia una raccolta differenziata scadente, con una buona parte di organico da fare "digerire" fermentare ecc. ecc.. Si dimentica che è proprio l'organico che abbassa la qualità della differenziata e credo che tutti possano imparare a dividere come si deve l'umido e risciacquare il vasetto della marmellata ecc... specie se alla fine pagano in un anno meno di un terzo delle nostre bollette! Se oggi in tante realtà d'Italia (Belluno, Treviso, parte della Sardegna, Colleferro...) questo è già praticato e vale sia per i rifiuti urbani che artigianali/industriali ecc, non vedo perchè non debba essere adottato su larga scala. Permettetemi un altro commento: lo slogan "rifiuti zero" comincia a starmi stretto perchè mi appare una utopia ed ho notato che molte amministrazioni lo adottano "ma intanto" procedono con scelte impiantistiche per giustificare l'attesa che si raggiunga "rifiuti zero". Sono sempre più convinta che se vogliamo farcela dobbiamo partire da subito col piede giusto e parlare di "riduzione, riuso, riciclo totale", visto che qualcuno ci è già riuscito! Sottolineo che la produzione/pro capite di rifiuti nel Trevigiano è intorno ai 300 kg anno, meno della metà di un cittadino toscano o emiliano, qunidi adottare queto approccio vuol dire praticare il primo step della gerarchia dei rifiuti! Mi viene un pensiero cattivo.... comincio a pensare che la grande, a mio avviso ingiustificata, resistenza che il modello "riduzione, riuso, riciclo totale" incontra fra istituzioni e politici (non tutti per fortuna!) è che con questo sistema non ci sono alla fine impianti più o meno complessi da gestire, consigli di amministazione con tante belle poltroncine...ecc. ecc. ecc. Patrizia
P.S.Vi informo che la Carla Poli di Vedelago gestisce a costo ZERO la raccolta di TUTTI i rifiuti - dall'organico agli ingombranti- di TUTTE le scuole di Treviso: costo 150.000 euro l'anno risparmiati per il Comune! Guardate che di Poli ce ne possono essere tante se i politici si decidono finalmente ad ASCOLTARE i cittadini e chi di "rifiuti" se ne intende davvero: allora perchè non fare, in occasione della presentazione della Monografia, un intervento proprio su questo tema: "raccolta dei rifiuti nelle scuole di Treviso a costo zero: l'eccezione o un esempio da imitare?" Patrizia Gentilini

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